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PRIMARIE: LA PALUDE E IL PANTANO

Domenica  scorsa a Grugliasco è successo qualcosa di brutto… e cominciamo ad accorgercene.
Ritorno al passato
primarieDomenica scorsa, durante le primarie, ho avuto l’impressione che in città si fosse tornati agli anni ‘60, quando si votava per provenienza (calabresi, siciliani, sardi,veneti, piemontesi…) guidati dai capibastone che ti accompagnavano fin nella cabina per essere proprio sicuri del tuo voto. Un clima mai visto in questi ultimi quarant’anni… Davvero una brutta pagina nella storia politica del mio partito, il PD”. Chi parla così non è un malpancista e il sostenitore di uno dei candidati usciti sconfitti dalle primarie. E’ uno degli attivisti che si sono dannati l’anima perché tutto funzionasse al meglio, uno scrutatore ai seggi. Uno del PD.
Mentre fuori la gente faceva ordinatamente la fila, nel seggio è entrato il sindaco (che non aveva alcun titolo per farlo, visto che non votava lì n.d.r.) e si è messo al telefono a parlare, come se fosse a casa sua e non nel seggio delle primarie. La scena è andata avanti per qualche minuto, fra l’imbarazzo degli scrutatori del seggio. Alla fine uno di loro a chiesto al sindaco di uscire. Lui, per tutta risposta, gli ha chiesto il nome, forse per intimidirlo.
Lo scrutatore non ha battuto ciglio e ha ripetuto l’invito ad uscire, finché il sindaco non ha battuto in ritirata”.

Continua il racconto del demodeluso: “Poi sono andato via per qualche minuto per andare a votare nel seggio di mia pertinenza. Anche lì, il segretario del PD e il suo predecessore  si sono stabiliti nel seggio, forse per controllare chi andava a votare o per mandare qualche e messaggio, come se fossero a casa loro. Anche loro sono stati allontanati perché qualcuno ha protestato. Intanto automobili di volenterosi andavano trasportando elettori ai seggi e, qualche volta, altri pagavano l’euro che i riottosi dell’ultimo minuto non volevano sapere di versare”. Mamma mia!

In tempi di memoria, tornano alla mente i gerarchi fascisti e lo sfoggio di arbitrio a segnalare che non tutti sono uguali, qualcuno è di più. Viene in mente che un sindaco dovrebbe esserlo di tutti, che i partiti democratici dovrebbero rispettare la forma e la sostanza della democrazia. Viene in mente che il valore comune dovrebbe essere quello della libertà e quelli della liberazione.

Difficile aspettarsi qualcosa di diverso da una amministrazione che portava gli ospiti stranieri illustri a cena nel ristorante della camorra, chiuso nell’ambito dell’Operazione Minotauro, ma almeno dai partiti qualcosa di meglio sarebbe stato logico aspettarselo.

Urge una liberazione da tutta questa gentaglia.

Mariano



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