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CARO/SEL di F. Maletti

Entriamo nel vivo della campagna elettorale e storie, opinioni, giudizi e quanto serve a orientarci… insomma tutto è benvenuto
Sindacalisti in politica  
sindacalismo In tutti questi anni, forse in modo addirittura eccessivo, bisogna dare atto che Vendola non ha mai perso occasione, nonostante le sue (per me) evidenti storture ideologiche, di mettere in risalto la sua immagine di persona democratica, rispettosa delle regole, indubbiamente preparata culturalmente, e particolarmente attenta ai bisogni degli ultimi: anche nel senso cristiano del termine. Diventa quindi ancor più clamorosa e soncertante (per le ragioni appena elencate) la sua decisione di mettere come capolista in Piemonte per Sinistra e Libertà il sindacalista della Fiom CGIL Giorgio Airaudo: il più strenuo dei difensori di una casta di lavoratori privilegiati, e spesso tali a discapito di tutti gli altri.

MONTE DEI PASCHI

Il debutto di una campagna elettorale in cui il PD è praticamente senza avversari, fa registrare insidie e mine piazzate un po’ dovunque. Che potranno esplodere prima o dopo il voto, ma esploderanno… Sposetti dixit
I nemici del PD
euro redCerte volte hai l’impressione che il peggiore nemico del PD sia proprio il PD! Piazza due colpi, uno di sostanza e uno di propaganda, davvero formidabili e si mangia il vantaggio accumulato in una settimana scarsa di campagna elettorale disastrosa. Il colpo di sostanza sono le primarie Bersani/Renzi, quello di propaganda sono le primarie per le candidature, autentica farsa a uso e consumo dei giornali che nelle feste di Natale non hanno notoriamente un tubo da scrivere.
Ma non è più questo che interessa adesso, tutto alle spalle. Adesso c’è il Monte dei Paschi: rischia di trasformarsi nel Golgota del PD, una specie di salita di espiazione che lascerà il soggetto esanime e solo più speranzoso di un’ennesima resurrezione. Chi pensa che questa sia un’esagerazione, legga l' intervista di Sposetti su Repubblica, da bene l’idea del modo di pensare e dei temi che le alte sfere di quel partito stanno affrontando in questi giorni.

ELEZIONI ED ESODATI di F. Maletti

I toni della campagna elettorale sono tali che già oggi tutti strillano e pochi ascoltano. A proposito della riforma Fornero e del problema degli esodati….
A onor del vero
Musco2 Per chi cerca di tenersi costantemente informato sulle cose, avvantaggiato dal fatto di essersi sempre occupato in età lavorativa di questioni tecniche e legislative legate al mondo del lavoro, è piuttosto irritante sentire (in campagna elettorale, ma non solo) così tanta gente che parla a sproposito. Per cui viene da domandarsi se il fine ultimo di ciascun competitore politico non sia tanto quello della ricerca della verità quanto del consenso “a prescindere”.
E allora, tanto per fare un esempio, gli “Esodati” NON sono il “prodotto” del governo Monti, ma la conseguenza di accordi sindacali fatti puntando sulla IMMUTABILITA’ del sistema pensionistico e che stabilivano ANZITEMPO il diritto a pensione dei lavoratori.

ARROGANZA BUROCRATICA

Come trasformare il cittadino in vittima rendendogli inaccessibili perfino i diritti fondamentali. Una storiella dal selvaggio west
Nelle mani di pericolosi incapaci
Lunedì 21 cedo alle insistenze di mia moglie: debbo andare all’ASL a cambiare la pediatra della nostra nipotina. La dottoressa  ha cambiato paese, ha fatto di tutto per portarsi dietro i suoi piccoli mutuati, ma di garanzie di presenza ne da troppo poche. Si cambia, ma anche se non lo si facesse, tutti i parenti dei suoi piccoli mutuati sono costretti ad andare all’ASL per confermare o smentire la scelta: come se il problema ce lo avessero loro e non la dottoressa.
Ovviamente non aveva avvisato nessuno del disguido, i fortunati l’hanno scoperto perché sono andati da lei per necessità. Non una lettera, una e-mail o un sms, come se fosse una volontaria benemerita che presta i suoi servigi gratis.

LO SPRECO E IL TORBIDO

Come può succedere che semplici e innocui lavori di manutenzione di un parco diventino una colossale voragine di danaro pubblico, incapacità, pressapochismo e altro ancora…
Gettare i soldi pubblici
IMG_0162 Il centro di Grugliasco è occupato da un grande parco chiamato Porporati dal nome della famiglia che l’ha ceduto al Comune in cambio di un impegno a non mutarne la destinazione d’uso. Non sono molte le città – anche quelle più piccole della mia – a poter vantare un bel parco nel loro centro e di questo noi provinciali andiamo fieri. Tanto da sollevarci dal torpore ogni volta che qualcuno cerca di metterci le mani sopra per foraggiare speculazioni immobiliari, purtroppo tutte con targa a sinistra. 
Cominciarono gli amministratori social-comunisti della metà degli anni ‘80, immaginando di costruirci su un lotto di casette  col pretesto di finanziare la sistemazione dell’area (allora in abbandono) a parco pubblico. Fu una delle prime palestre con cui noi, allora giovani, ci esercitammo nelle difficile arte dell’opposizione...
Il progetto rientrò e, nei primi anni ’90 finalmente partirono i lavori di costruzione del parco.

VOTO UTILE E VOTO INUTILE

Bersani mette la sua campagna elettorale sullo stesso piano di quella di Berlusconi: fenomeno preoccupante, sembra che stia facendo di tutto per perdere elezioni già vinte.
La democrazia di Bersani
01pivovarov- 1970 Sembra davvero di essere tornati indietro di 18 anni, ai tempi della “gioiosa macchina da guerra” di occhettiana memoria, poi della campagna per Rutelli premier – quando il centrosinistra prese più voti della parte avversa, ma si presentava diviso, con l’IdV messa fuori dalla coalizione – quando alla vittoria non ci credevano neppure quelli che erano pagati per farlo. Così, fra un D’Alema e un Vetroni il centrosinistra ha consegnato il paese alla peggiore feccia che fosse possibile trovare in Italia … con gli esiti ben noti.
Bersani e i suoi sono stati per un anno nella maggioranza e nel governo, regalandoci una nuova credibilità internazionale in cambio di: legge sulle pensioni ben nota, legge sul lavoro che non ha prodotto un posto che sia uno, ma tanti licenziamenti e chiusure. E, poi, ancora...

MATTIA NEGLI USA

Un documento interessante, divertente e sconvolgente. Bisogna proprio leggerlo per capire la vacuità dei nostri luoghi comuni sugli USA, sulla scuola e su tante altre leggende di cui ci nutriamo ogni giorno… meno male che ci sono i nostri studenti a ricordarcelo.
Uno studente in Oklaoma
scambi Uno studente della mia scuola – nato in Italia da genitori cinesi – ha scelto di partecipare a un programma di scambi con gli USA che coinvolge gli allievi del quarto anno della scuola superiore. Gli ammessi vengono assegnati a una famiglia americana che ha dato la disponibilità e frequentano per un anno le lezioni in una scuola superiore statunitense, per poi tornare in Italia a frequentare l’ultimo anno. Questo suo articolo è pubblicato sull’ultimo numero del giornalino scolastico del mio istituto: si chiama “Il Calamajo” e ve ne consiglio caldamente la lettura.
Mi chiamo Mattia Chang, ho frequentato l’ITI Majorana (di Grugliasco ndr) per tre anni e per il quarto ho scelto di essere uno “exchange student” andando in America, per poi tornare l’anno dopo e completare il percorso di studi iniziato.

I PROFESSORI di B. Spinelli

Un articolo di Barbara Spinelli pubblicato su Repubblica del 2 gennaio invoglia e schierarsi e a dare voce al bisogno di legalità e democrazia…
Quando arrivano i Guidatori 
06-Rudolf-Mates--illus.-for-A-Forest-Story-by-Josef-Kozisek-(Czechoslovakia--1929)_900 Se guardiamo alla nostra storia postbellica, e ricordiamo come a ritmi regolari sia degenerata in storia criminale - non solo negli anni '92-93, ma fin da quando Pasolini cominciò, nel '72, a esplorare nel romanzo Petrolio l'assassinio di Enrico Mattei - è difficile non dare ragione alle parole di Ingroia, il magistrato che ha indagato i ricorrenti, clandestini patti fra Stato e mafie.
Evocando il proprio ingresso in magistratura, e l'odierno passaggio alla vita politica, ha detto, sabato scorso: «Quando giurai la mia fedeltà alla Costituzione pensavo di doverla servire solo nelle aule di giustizia. Ma non siamo in un Paese normale e in una situazione normale. Siamo in una emergenza democratica dovuta allo strapotere della criminalità organizzata e all'inadeguatezza della politica.E allora (...)è venuto il momento della responsabilità istituzionale e politica».

IL BRANCO

Come la rinuncia all’autonomia in cambio di benefit trasformi le persone in caricature tragiche. Una storiella per cominciare bene l’anno.
Andare “a servizio”
Dicembre appena trascorso, drammatica e intensa seduta del Consiglio comunale della mia città sul tema rifiuti e inceneritore, prossimo a entrare in funzione. Contrariamente al solito, la sala è stracolma di cittadini venuti a sentire, chiamati dai consiglieri di opposizione che sono stati promotori della convocazione della seduta. Si dibatte se permettere a qualche rappresentante del comitati di intervenire per consegnare ufficialmente ai consiglieri le tante firme a una petizione che chiede un modo diverso di trattare e smaltire i rifiuti, raccolte fra la popolazione della città. La maggioranza - (PD, Moderati, IdV, UDC), sindaco in testa - non vuole perché “dicono sempre le solite cose che già sappiamo”, l’opposizione (Lista civica Grugliasco Democratica, Ecologisti e M5S, PdL tace) chiede uno spazio di mezz’ora per interventi del pubblico. Schermaglie, si vota fra i rumors del pubblico, vince la maggioranza.

Il sindaco – facente funzioni di capobranco – si accorge della gaffe di fronte ai cittadini e rimedia proponendo che l’intervento esterno, prima negato, sia ora consentito, ma a una sola persona in rappresentanza di tutti. Cosa che avviene, per un totale di 27 minuti (cioè la mezzora chiesta dalle opposizioni, che nei fatti ottengono quello che avevano chiesto). Il branco si accorge della gaffe, del cedimento del sindaco, sembra disorientato, smentito dal capo che, fino a qualche minuto prima, aveva aizzato i suoi membri contro tutto e tutti, ponendo come condizione fondamentale della loro sopravvivenza l' essere coesi nel respingere tutto quello che venisse dall'opposizione o dai cittadini presenti.

Ma il branco si riprende in fretta dallo smarrimento, ha altre missioni per cui è stato programmato dal capobranco; infatti, come annota una delle cittadine presenti, ogni volte che il sindaco capobranco esce dall’aula, i banchi della maggioranza sembrano ondeggiare per l’incertezza e il disorientamento. Il membro del branco ha sempre bisogno di essere in contatto col capo, a vista, a olfatto, fa lo stesso, basta che il contatto non si interrompa. Il capo se ne accorge e si dispone a rimanere sempre in vista così da tranquillizzare i suoi.
E così si arriva al ridicolo. L’opposizione (senza dirlo) aveva presentato alla discussione due documenti: uno di questi era stato approvato dal Consiglio comunale un anno fa. Molti dei consiglieri di maggioranza (e il Sindaco) erano presenti e avevano votato favorevolmente. Solo che evidentemente non l’avevano letto, oppure non avevano letto la sua riscrittura un anno dopo, convinti che tutto andasse respinto facendo barriera col corpo e con la mente a ogni sollecitazione che mettesse in discussione l’autorità del capobranco.
Così, uomini adulti, gente di mondo, persone che sanno vivere e sanno guardare le cose con distacco e laicità hanno finito per votare contro un documento che prima avevano approvato. Qualcuno di loro l'ha fatto a testa bassa e in evidente stato di difficoltà, ma questo rende ancora più triste l'intera faccenda.

Poco male”, potreste dure voi lettori abituati oramai a vederne di tutti i colori. Solo che i documenti non erano proprio carta straccia: fissavano obbiettivi e modalità in relazione alle politiche di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Indicavano criteri per limitare l’esplosione dei costi che i cittadini sopportano e definivano una via per evitare che lo scempio dell’ambiente e della salute continuasse con l’allegra incoscienza con cui è avvenuto finora.

A votazione conclusa, il capogruppo della lista civica l’ha fatto notare. Il pubblico ha rumoreggiato, dai banchi gli sguardi sono andati al capobranco. Seduto al suo posto, col ghigno di quando è in imbarazzo, li ha rassicurati. Si sono comportati bene, possono stare tranquilli: il capo penserà a loro con riconoscenza e gratitudine.

Mariano

BUON ANNO

E’ già duro fin dalle prime ore questo nuovo anno, ma ce la faremo anche questa volta, auguri di cuore a tutti quelli che se lo meritano.
Auguri a chi mi vuole bene, a chi prova gratitudine per ciò che ha, a chi cerca di vivere come pensa e non ci riesce sempre, a chi getta il cuore oltre l’ostacolo ogni volta che ha paura, a chi continua ostinatamente a pensare che domani sarà meglio di oggi, che deve essere così per i nostri ragazzi e per chi oggi non ha prospettive.
Auguri a chi ce la mette tutta per non sprofondare nell’abisso dell’egoismo e a chi si sente bene se fa qualcosa che serve a tutti. Auguri a chi si sbatte tutti i giorni, tutti i giorni di questo anno appena cominciato.
Mariano

RICAPITOLANDO…

Ultime ore dell’anno in grande trepidazione nel mondo della politica e non solo in quello. Nascono liste, spariscono partiti e movimenti storici, cadono teste, altre risorgono. Su tutti Monti, l’ingrato, e la sua vittima Bersani.
La fregatura
12-Rudolf-Mates--illus.-for-A-Forest-Story-by-Josef-Kozisek-(Czechoslovakia--1929)_900 Dunque, il PD sostiene per un anno un governo che ne fa di cotte e di crude, somministrando agli Italiani dosi di ingiustizia come raramente ne avevano avute. Ministri imbarazzanti, nullafacenti e, a volte, anche un po’ compromessi e chiacchierati. Fornero qua e là, Clini il Tarantino e via cantando.
Il PD beve tutto in nome di un senso di responsabilità che sa tanto di cascami del Fattore K, quello per cui il PCI negli anni ‘70 e ‘80 non era mai abbastanza (democratico, occidentale, filoborghese…) per poter andare al governo. Lo fa anche perché così pensa di maturare una specie di diritto a governare, quasi che la politica non avesse insegnato esattamente il contrario. Già che c’è, elimina anche ogni forma di concorrenza nella sinistra, approfittando della dabbenaggine e dello spirito conservatore dei suoi leaders, più occupati a garantire se stessi che a innovare, modernizzare, realizzare qualche brandello di maggiore giustizia sociale.
Così sembra proprio che – dopo gli errori madornali da Occhetto a D’Alema/Veltroni e così per 18 lunghi anni di rassegnazione a Berlusconi – adesso tocchi a loro: si fanno una bella coalizione con SEL (che fine, Vendola!) e PSI e sono a posto.

95

Un fantastico saggio di Davide Mattiello che diventa manifesto politico, una boccata di ossigeno e una spinta ad agire per cambiare il mondo.
Tanti auguri, ragazzi!
95 Avete presente il ruolo del Viks per un influenzato dal naso chiuso e dalla gola in fiamme? 95 di Davide Mattiello è questo: ti stura l’anima, da aria fresca al cervello e da corpo a un sogno, quello di cambiare il mondo. Non ha l’aspetto di un programma politico, ma lo è. Totalmente.
Il titolo si riferisce all’anno di nascita dei ragazzi che diventeranno maggiorenni 18 anni nel 2013. A loro – che si affacciano al mondo della pienezza dei diritti (e dei doveri) - si rivolge in special modo il libro, così: “[…] Ti vorranno far credere che questo è il mondo migliore possibile, che ad avere troppi grilli per la testa si finisce male, che è meglio amministrare con decoro piuttosto che cercare strade alternative, nell’ignoto. Lasciali perdere, sono veleno. Perché la democrazia non è un dato: è sempre e soltanto un processo”.
Ho letto il libro una prima volta, tutto d’un fiato (perché così si deve leggere la prima volta) e mi sono sentito per le prime 57 pagine ai bordi di una manifestazione colorata, fantasiosa, leggera e allegra. Da pag. 58 ci sono entrato dentro e sono anch’io stato parte di quella fiumana di persone, individui, sentimenti, aspirazioni e speranze. Ecco la prima virtù del libro: allegro, “sparato”, leggero eppure denso e spesso, saporito e intrigante. Sono arrivato alla fine che non mi bastava, con in testa l’idea che il bello me l’ero perso per la troppa frenesia, per il chiasso e per il brio.
Allora l’ho riletto, stavolta a pezzi.

LA DISSIMULAZIONE

Finché le parole riescono a “chiamare” le cose e i concetti col loro nome, possiamo stare tranquilli. Quando comincia il saccheggio dei significati delle parole, c’è davvero da preoccuparsi…
L’assassinio delle parole
escher2 Sono davvero tempi difficili quelli che stiamo vivendo e ancora più difficili si annunciano quelli che stanno arrivando: un mondo sfibrato, una società sempre più sfilacciata, relazioni devastate dalla noia e dall’usura di stili di vita che non sono mai stati sostenibili e che adesso stanno marcendo con i cascami che lasciano in ciascuno di noi. Non c’è bisogno di scomodare il collasso del pianeta per registrare il degrado dell’ambiente a partire dall’umanità che lo costituisce, il tutto falsificato dall’immagine ritoccata da mani esperte in comunicazione, capaci di farci vedere quello che non è, di negare con naturalezza ciò che è vero, cioè di dissimulare.
Restavano le parole, l’ultimo baluardo contro la menzogna e la dissimulazione.

BUON NATALE

Dato che – per risollevare questo paese intristito e macilento - non ci resta che sperare in Gesù Bambino, perfino noi che non ci crediamo tanto, una bella immagine per un augurio speciale di un Natale senza la tristezza dell’oggi e con la gioia dell’ingenuità dell’infanzia.
Attenti: Gesù Bambino non fa il professore, neanche il puttaniere e neppure il politico a tempo pieno. Guai a scambiare i personaggi del presepe d’oggi per i salvatori dell’Italia di domani.



Speriamo di trovare qualcosa di buono sotto l’albero, cercate bene e…
TANTISSIMI AUGURI!

Mariano

LA SOLITA ITALIETTA

La politica di un paese da 60 milioni di abitanti ridotta all’attesa di un annuncio…
Monti/Berlusca: moderati?
dissimulations Si candida? Non si candida? E con chi? Contro chi? Sono oramai queste le notizie che tutti i giorni riempiono pagine su pagine dei nostri quotidiani oltre che i talk show televisivi. Alternate alle sceneggiate berlusconiane, degna parabola discendente di vent’anni di follie e di cascami del craxismo degli anni ‘80.
Se Monti abbia fatto bene o male sarà la storia dei prossimi anni a dircelo, ma oggi sappiamo già di quanti suoi ministri imbarazzanti – Clini per dirne uno –, di una straordinaria dipendenza dai potentati economici, dell’ignavia che ha contraddistinto i suoi rapporti col Vaticano (come se andare a messa equivalesse e bere tutte le ingiustizie che la gerarchia religiosa rivendica come dovute dallo stato italiano), dello squilibrio evidente fra i “sacrifici” imposti alla gente comune e la benevolenza esagerata verso chi può.

NELL’EPOCA DEL SURROGATO di F. Maletti

Generalmente il surrogato è, per definizione, quel prodotto alimentare di minor valore usato al posto del prodotto genuino…
Le illusioni d’oggi
san_simpson Chi ha la mia età si ricorda sicuramente che, nella crisi dell’immediato dopoguerra, il surrogato più famoso era quello del caffè: un prodotto quasi identico a vedersi, ma molto, molto differente in quanto a sapore. Però ci si accontentava. Anche perché il rito di preparazione del surrogato era del tutto simile a quello della preparazione del caffè vero: con un effetto illusorio che evaporava soltanto per quelli dal palato più raffinato che ancora ricordavano il sapore del caffè vero.
Io all’epoca ero troppo piccolo per bere il caffè, ma apprezzavo molto il surrogato della cioccolata prodotto dalla marca Ferrero (la Ferrero non me ne voglia per questa citazione che oggi potrebbe ingenerare un dubbio sull’ottima qualità dei suoi prodotti !), e che i miei ogni tanto mi compravano nelle occasioni per le quali me ne ero reso meritevole.

FOLGORAZIONI

Prima adoperano una società pubblica per i loro comodi (e non solo) fra le proteste generali, poi quando non serve più cercano di sbarazzarsene… così tutti dimenticheranno prima.
I pentiti a intermittenza
Le Serre 1Non cessano davvero mai di stupire gli amministratori della mia città e i loro centrosinistri supporter politici. Qualche sera fa ci hanno offerto uno spettacolo impagabile della deriva italica trasferita sul locale, dimostrando anche concretamente che l’incapacità a volte è peggio della malafede. L’oggetto della seduta della commissione consigliare di cui mi onoro di far parte era il piano di rilancio della società “Le Serre”, interamente comunale e da noi più volte definita “La Mangiatoia”,  non certo alludendo al brucabile manto erboso del prato centrale, peraltro soffocato da un osceno tendone che ha devastato il complesso, fra un crollo e l'altro. La riunione serviva a presentare il cosiddetto "Piano industriale", ma naturalmente non è stato distribuito alcun documento, solo qualche slide in slang anglo-grugliaschese che fa sempre effetto. Noi però ce lo abbiamo lo stesso (leggi).
Siccome me ne sono già occupato più volte su questo blog (anche i Carabinieri, l’Ispettorato del Lavoro e chissà chi altri ancora…), rimando ai post precedenti le informazioni sul pregresso di questa società e delle sue recenti attività. Vi racconto solamente la più recente performance della politichetta locale.

OUTING di F. Maletti

Un democratico non è andato a votare alle primarie. Qui ce ne spiega le ragioni.
Contro il populismo
Musco Anche se non se ne è accorto nessuno io non ho votato alle primarie. Se lo avessi dichiarato prima delle votazioni, al contrario se ne sarebbero accorti tutti: dando ciascuno la sua etichetta di convenienza. Etichetta, beninteso, avente come fine ultimo quello di dimostrare al mondo dei votandi la gravità del mio “errore”. Ovviamente.
Faccio, a posteriori ma non tardivamente, (in quanto tragicamente attuali), un breve elenco dei miei “perché”.
Non ho votato alle primarie perché questo “bagno di democrazia” distoglie l’attenzione dal fatto che in molte realtà locali del PD la democrazia non esiste e nessuno sembra preoccuparsene più di tanto.

LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE di A. Camilleri

Questo è il testo (non rivisto dall’autore) di un intervento di Andrea Camilleri ad Convegno sulla riforma della P.A. nel marzo del 2000. Lo invitò Bassanini e Camilleri regalò ai presenti anche un testo del ‘600 che ben rappresenta come nulla cambi mai per davvero fino jn fondo….
Una riforma dei cittadini
conformism-1920x1080Una piccola premessa. Quando il Ministro Bassanini mi ha telefonato per chiedermi di intervenire a questa convenzione, mi sono immediatamente chiesto: "Ma io che c'entro?".
Riflettendoci, subito dopo, ho capito che avevo non solo il diritto, ma anche il dovere di esserci, perché la cosa, in quanto cittadino italiano, mi riguardava direttissimamente. Mi sono, quindi, pentito del mio atteggiamento iniziale. E questa è una buona ragione per intervenire, ma non lo sarebbe se non lo facessi nei termini in cui lo so fare io. Vogliate perdonarmi, dunque, se vi racconterò una favola.
C'era una volta e, per essere onesti, c'è ancora un paese chiamato Iliata. Questo paese, che un tempo era governato da una monarchia e poi era diventata una Repubblica fondata sul lavoro, come asseriva la sua Costituzione, si proclamava monoteista.

PIOVONO SOFFITTI

Oramai nella mia città è la psicosi: i controsoffitti dei locali del Comune vengono giù con allarmante frequenza. L’ultimo crollo a Villa Claretta, ora Museo del Toro dopo essere stata il monumento allo spreco… con relativo corollario di querele.
Minimizzare il cartongesso
Villa Claretta
Un anno fa circa vengono giù  trecento metri quadri di controsoffitto - cartongesso e struttura in lamiera - all’interno della Nave nel Parco Le Serre, una struttura nuova fino ad allora adibita a manifestazioni, mostre e concerti. Per fortuna sotto non c’era nessuno, ma complicare le cose ci si è messa l’Amministrazione comunale che ha cercato di far passare sotto silenzio l’incidente, con risultati tragicomici. La Procura sta ancora indagando e il sequestro è concluso di recente.
La settimana scorsa è stata la volta del controsoffitto dell’ingresso della Scuola Media 66 Martiri, celebrata dal giornalista pret-à-porter del sindaco con un un articolo grondante miele e melassa.