NOVITA'
latest

468x60

header-ad

I più letti

Informazione: cosa sta succedendo in Kenya.

Un'amica sta vivendo un'interessante esperienza di cooperazione internazionale in Kenya. Approfittando della sua sensibile analisi sui problemi del paese ne facciamo la nostra inviata speciale e vi trasmettiamo le notizie che arrivano da laggiù. La situazione non è delle più felici e, benché in ritardo di qualche giorno, pubblichiamo il suo diario di bordo a puntate, come ce lo ha inviato.

di Mirella Cravanzola

Nairobi, 15 gennaio 2008

Sono rientrata da soli due giorni dal Nord del Kenya dove oltre a seguire il nostro progetto Nachami (Educazione sanitaria e supporto agli orfani dell'AIDS di Archer Post. Distretto di Samburu, Kenya, n.d.r.) ho seguito in diretta le vicende elettorali di cui vi raccontero' poi. In questo momento scrivo da una Nairobi ovattata sotto un bel sole con qualche nube. La citta' che ieri e stamattina era ritornata alla vita normale con la riapertura delle scuole e il solito traffico caotico, adesso sembra in letargo e tutti sono in trepida attesa dell'insediamento del nuovo Parlamento prevista per le 14,30. Tutti sanno che quello di oggi e' un momento importantissimo per la democrazia e la vita stessa della nazione.

Purtroppo sono stati preannunciati disordini all'interno del parlamento oggi e all'esterno domani da parte dell'opposizione che non vuole ammettere di avere perso.... Questo leader dell'opposizione mi ricorda tantissimo un nostro noto politico che da quasi due anni continua ogni giorno a ripetere che Prodi deve dimettersi.... Purtroppo qui la situazione e' molto piu' difficile e puo' degenerare facilmente in violenze a danno solo ed esclusivamente dei piu' poveri, come gia' avvenuto.

Almeno il 95% della popolazione vuole la Pace e la calma e tutte le denominazioni religiose hanno indetto incontri per la Pace e la convicenza pacifica come in questi ultimi anni. Purtroppo anche il Kenya e' inserito pesantemente nel gioco politico mondiale e le ingerenze esterne sono pesanti. Se lasciato libero di autodeterminarsi sicuramente troverebbero un accordo per proseguire assieme, cosi siamo e sono tutti col fiato sospeso in attesa di quanto avverra' oggi. Adesso vado anch'io a seguire in diretta tv la seduta parlamentare e vi saluto.

Salutatemi tutti gli amici e rassicurate tutti che al momento sto bene e in attivita' come al solito.

A presto

Mirella

 

Povera Italia.

di Eva Milano

Il rapporto dell'Eurispes concluso nel gennaio del 2008, basato su un sondaggio telefonico realizzato sulla base di un campione di un migliaio di soggetti, ha rivelato un netto calo della fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Il Governo, in particolare è vittima di un crollo verticale. E dire che è stato realizzato prima del caso Mastella e della sentenza a Cuffaro, incredibile! Il Corriere della Sera riporta nel dettaglio questo e altri dati interessanti.

"Crolla la fiducia per l’istituzione che dovrebbe guidare il Paese: il Parlamento è tra i fanalini di coda nella classifica sulla fiducia degli italiani nelle istituzioni stilata dal rapporto Eurispes 2008. Una maggioranza schiacciante di cittadini, il 75,3%, ha poca (48,6%) o nessuna (28,7%) fiducia nell’attività delle due Camere. Confrontando la tendenza con quella emersa lo scorso anno, si evidenzia un ulteriore calo di fiducia di ben 9 punti percentuali (da 66,2% a 75,3%). Si fida solo il 19,4% degli italiani. Nel 2007 invece i fiduciosi raccoglievano 11 punti percentuali in più: erano infatti il 30,5%".

LEGGI TUTTO

 

Scuola per la buona politica.

di Giovanni Nepote

Sindaco di La Cassa (TO)

  

Nello splendido Palazzo Graneri, nel cuore della Torino risorgimentale, venerdì scorso si è tenuta la presentazione ufficiale della Scuola per la Buona Politica a Torino. Io sono uno dei 50 fortunati che la frequenteranno e siccome ne sono venuto a conoscenza grazie a questo sito, per dovere di riconoscenza verso i curatori e sperando di fare cosa utile sono a riferirvene.

La presentazione è stata tenuta dal Coordinatore della scuola, Prof. Bovero, Ordinario di Filosofia Politica presso l'Università di Torino, affiancato dai rappresentanti dei 4 istituti promotori (Gobetti, Gramsci,  Rosselli, Salvemini) che assieme a CSI e Centro Farneti hanno reso possibile l'iniziativa.

E' stata evidenziata l'assoluta indipendenza sia intellettuale che materiale della Scuola, i cui unici riferimenti sono i valori della democrazia. E' stato posto l'accento sul fatto che si tratta di una vera e propria scuola: al suo primo semestre, ma scuola a tutti gli effetti, con precise finalità educative. Non si tratta di un ciclo di conferenze.

L'obbiettivo dichiarato è formare cittadini (il cittadino educato di Bobbio), non necessariamente classe dirigente. Il nome stesso della scuola, mutuato da un'analoga iniziativa romana, indica le finalità: animare (e rianimare) la discussione politica, la “buona” politica, in contrapposizione con la triste realtà quotidiana.

Pur senza dare grande rilevanza all'iniziativa le richieste di iscrizione sono state ben superiori ai posti disponibili (di almeno tre volte), a testimonianza della domanda fortemente sentita di una reazione o  forse di “ancora un'occasione” per credere nella politica, intesa nella sua vera funzione.

Per questo motivo la scelta dei candidati è stata attività sofferta: sono stati privilegiati i candidati più giovani (30 sono sotto i 40 anni) e coloro che potessero rivestire il ruolo di “mediatore culturale”espandendo metodo e informazioni acquisite. La scelta è stata orientata anche al cercare di creare una classe “polifonica”, con un certo grado di eterogeneità tra gli studenti.

Le lezioni saranno tenute da docenti di assoluto livello (il primo il prossimo 31 gennaio è il Prof. Sartori), che non riceveranno compensi per le loro docenze, come peraltro è volontario il lavoro degli organizzatori della scuola. Saranno sei pomeriggi intensi che si articoleranno con lezione, discussione, seminario. Sono ancora aperte le iscrizioni per le sole lezioni (50 posti).

Ora non mi resta che studiare, e a giudicare dalle dispense che ho ricevuto, si fa sul serio.

 

INFORMAZIONE: energia pulita per rinnovare lindustria italiana.

Un segnale e una possibilità per lo sviluppo delle fonti energetiche alternative? Abbiamo dato un'occhiata al progetto INDUSTRIA 2015. Un disegno di legge non è ancora una legge, dunque si tratta al momento di una manifestazione di buone intenzioni. Si può prenderla così: eppur si muove. Noi ve lo presentiamo tel quel.

Cos'è INDUSTRIA 2015? È il disegno di legge sulla nuova politica industriale varato dal governo italiano il 22 settembre 2006, le cui previsioni sono state recepite dalla Legge Finanziaria 2007. Ne dà informazione il Ministero dello sviluppo economico, presentando le linee strategiche per lo sviluppo e la competitività del sistema produttivo italiano del futuro.

La strategia del Governo individua nelle reti di impresa, nella finanza innovativa e soprattutto nei Progetti di Innovazione Industriale i nuovi strumenti per garantire il riposizionamento strategico del sistema industriale italiano nell’ambito dell’economia mondiale, globalizzata e fortemente competitiva.

Sul sito del Ministero si trova una lista delle richieste di collaborazione formulate dalle aziende che hanno aderito all'invito del Ministero dello Sviluppo Economico a presentare proposte per il Progetto di Innovazione Industriale sull’Efficienza Energetica. Per 475 delle proposte totali pervenute, le imprese hanno infatti manifestato interesse a entrare in contatto con altri potenziali partner (altre imprese, o università, centri di ricerca, partner finanziari) per poter sviluppare i loro progetti, anche in vista delle future iniziative che potranno essere oggetto del PII Efficienza energetica.

Dei tre obiettivi produttivo-tecnologici indicati sulla lista, il primo è legato ai nuovi prodotti e tecnologie per la generazione di energia. Eccoli:

  • Solare fotovoltaico (63) 
  • Solare termico (17) 
  • Eolico (21) 
  • Bioenergia (36) 
  • Biocombustibili (17) 
  • Generazione distribuita (11) 
  • Cogenerazione e tri-generazione (17) 
  • Cicli combinati gas-vapore (2) 
  • Produzione di energia da rifiuti-termovalorizzatori (9) 
  • Mini e micro impianti idroelettrici (3) 
  • Tecnologie dell'idrogeno e celle a combustibile (19) 
  • Tecnologie per il carbone pulito (2)

    I contenuti di questo post sono estratti dal sito di Industria 2015 - Ministero dello sviluppo economico.

  •  

    LANNO DELLENERGIA.

    Il 2008 sarà l'anno dell'energia. Lo ha annunciato la Presidente Bresso nella tradizionale conferenza stampa di fine anno, alla presenza degli Assessori regionali.
    "E' questa, infatti, la leva sulla quale intendiamo agire per portare a termine il processo di ammodernamento del Piemonte, intrapreso nel 2005. Produrre energia in modo nuovo, aumentando l'utilizzo di fonti rinnovabili, contribuisce infatti a creare nuovi posti di lavoro caratterizzati da livelli alti di competenza e di istruzione. Complessivamente investiremo 300 milioni di € di fondi strutturali europei per interventi nel campo del risparmio energetico e nella produzione da fonti sostenibili, attivando un circolo virtuoso con ricadute sulla qualità e quantità dell'occupazione" - ha dichiarato Bresso.

    "L'obiettivo del Piemonte è di conseguire l'indipendenza energetica nel 2030. In questo quadro, organizzeremo in primavera gli Stati generali dell'energia, cui abbiamo invitato l'economista Jeremy Rifkin. Saranno portati a termine gli interventi per la sperimentazione dell'auto solare, un progetto promosso dalla Regione, con il Centro Ricerche Fiat e il Politecnico di Torino. Daremo impulso alla nuova edilizia energetica, utilizzando il Congresso Mondiale degli Architetti e la nuova legge urbanistica regionale, attualmente all'esame della competente Commissione consiliare." - ha affermato Bresso.

    Nel 2008 sono in programma numerosi interventi diretti a migliorare la competitività del Piemonte, con interventi nei settori nevralgici dell'università, della ricerca e delle infrastrutture, mentre l'intero sistema produttivo sarà spinto a raggiungere tassi più alti di internazionalizzazione, sia sostenendone la penetrazione all'estero sia attirando nuovi investimenti sul territorio attraverso iniziative quali i contratti di insediamento( il primo esempio a Borgofranco d'Ivrea con un'azienda che produrrà silicio per pannelli solari).
    Proseguirà a livello nazionale la discussione avviata con il Governo per pervenire al pieno federalismo fiscale. Una ripartizione delle risorse rispettosa dell'autonomia regionale è, infatti, una delle condizioni indispensabili per ridurre ulteriormente le imposte dirette e indirette, dall'addizionale irpef ai ticket sulle prestazioni sanitarie e per migliorare il welfare.

    "I programmi per il 2008 non possono tuttavia far dimenticare che il 2007 è stato un anno eccezionale per la Regione: pensiamo alla recente approvazione della legge sul diritto allo studio, al piano socio-sanitario. Dal primo gennaio i cittadini con reddito fino a 36.000 € non pagheranno più il ticket sui farmaci; abbiamo ridotto l'aliquota regionale Irpef per i redditi fino a 15.000 €. E' di poche settimane fa l'approvazione della legge sulla sicurezza, mentre nella prima parte dell'anno abbiamo approvato la legge per assicurare sostegno ai piccoli Comuni." - ha concluso Bresso.

    Questo articolo è estratto dal sito della regione Piemonte.

     

    La parola al presidente.

    Proprio ieri Mercedes Bresso, Presidente della Regione Piemonte, ha rilasciato un'intervista sul caso dell'emergenza rifiuti e della possibilità delle Regioni di intervenire. Ve la riportiamo.

    "E' molto grave che alcuni amministratori piemontesi non vogliano accogliere una percentuale, minima per il sistema regionale, di rifiuti per il superamento dell'emergenza in Campania. Ricordo che la vicenda non danneggia solo quella regione ma l'Italia intera, che sta dando un'incredibile immagine di angustia politica": è quanto ha sostenuto la presidente Mercedes Bresso intervenendo il 17 gennaio in Consiglio regionale alla votazione degli ordini del giorno presentati sull'argomento.
    "Considero grave - ha aggiunto - anche il comportamento dei sindaci che fanno parte delle Autorità d'ambito, che hanno pronunciato un no politico a fronte della disponibilità manifestata dai gestori di alcuni impianti. Ad essi ricordo, tra le altre cose, che la Campania ha smaltito oltre 800.000 tonnellate di rifiuti speciali dell'Acna di Cengio".
    Bresso si è anche soffermata sul fatto che esistono "poteri e doveri di solidarietà e responsabilità, ed occorre tenerlo presente quando si gettano in faccia agli altri gli errori commessi, che nessuno nega e vuole nascondere" ed ha concluso sostenendo che "la Regione esprime un'intenzione politica di solidarietà e responsabilità pubblica che corrisponde ad un dovere istituzionale".
    "Ci è stata chiesta dal Governo la disponibilità politica ad accogliere circa 5mila tonnellate di rifiuti, l'abbiamo data. A questo punto - ha concluso - comunicheremo al Governo e al commissario straordinario De Gennaro che due gestori ci hanno manifestato la disponibilità tecnica ad accogliere quei materiali e le Ato competenti hanno espresso parere contrario. Tocca ora alle autorità nazionali, come da legge, procedere con un decreto per superare l'opposizione di quelle Ato".

    Trovate questa intervista sul sito della regione Piemonte.



     

    Ordine del giorno: rifiuti della Campania.

    di Eva Milano

    Mariano ha presentato in questi giorni un Ordine del giorno sul tema dei rifiuti della Campania e sulla possibilità di intervento della Regione Piemonte in merito. Gli altri firmatari: Valloggia, Buquicchio e Ricca. Ecco un estratto del testo, nel quale si danno indicazioni affinché il Consiglio regionale impegni la Giunta a:

    • proseguire lungo la strada di disponibilità indicata dalla Presidente Bresso,  verificando concretamente i modi attraverso i quali il Piemonte può farsi carico di aiutare il superamento della fase di  emergenza, concordandolo con le Province insieme a tutte le azioni per combinare politiche “spinte” di raccolta differenziata con le tecnologie per la valorizzazione energetica dei rifiuti;

    • esigere che il Governo nazionale e della Regione Campania – anche attraverso il commissario straordinario – predispongano il piano di ritorno alla normalità e alla legalità, assumendosi responsabilità precise e indicando tempistiche certe e vincolanti;

    • trasmettere al  Governo l’ apprezzamento per la decisione di utilizzare l’esercito nella fase di ripristino della normalità della raccolta e con compiti di protezione civile atti a  garantire la popolazione dai vandalismi “interessati”, a favorire la rapida riapertura di scuole e pubbliche istituzioni. Manifestare altresì apprezzamento per la decisione di sciogliere i Consorzi, tra i principali responsabili del disastro di oggi.

        LEGGI TUTTO L'ORDINE DEL GIORNO

     

     

     

     

    E visto che l'argomento è in ballo, segnaliamo che il sito di Polena rimanda a un interessante punto di vista. Il giornalista napoletano Raffaele La Capria commenta, rivolgendosi ai suoi concittadini, il problema che sta causando la crisi nazionale. Un punto di vista che vale la pena considerare.

     

    LA NOTA SUL CONSIGLIO REGIONALE.

    di Patrizio Brusasco

    La scorsa settimana il Consiglio regionale del Piemonte, con 29 sì della maggioranza e 11 no della minoranza, ha approvato il ddl n. 376, Disposizioni in materia di navigazione interna, demanio idrico della navigazione interna e conferimento di funzioni degli enti locali.

    La legge conferisce alle Province e ai Comuni, in base al principio di sussidiarietà, le competenze di gestione, lasciandoalla Regione soltanto quelle generali, e stanzia 4 milioni e 150 mila euro per la regolamentazione e lo sviluppo della navigazione interna e la valorizzazione delle attività nautiche.

    Ai Comuni sono delegate le autorizzazioni per le manifestazioni nautiche, la progettazione e l'esecuzione diinfrastrutture per la navigazione e le attività di servizio portuale, oltre alle funzioni amministrative di valorizzazione, gestione e intervento sulle vie di navigazione interne al proprio territorio.

    Alle Province invece permangono le competenze attribuite con precedenti leggi regionali, relative per lo più al regime amministrativo delle navi e al rilascio delle autorizzazioni per lo svolgimento di manifestazioni nautiche sovracomunali.

    L'obiettivo è quello di snellire l'iter di alcune procedure, incentivando le forme associative dei Comuni attraverso l'istituzione della gestione associata, un modello che permette a Comuni e Province di agire come un unico soggetto in un determinato ambito territoriale, che si identifica col bacino.

    Il provvedimento individua, infine e per ora, quattro bacini a gestione associata: il versante novarese sul lago Maggiore; il versante del VCO sul lago Maggiore; i Comuni sul lago d'Orta e i Comuni sul lago di Viverone.

     

    ECOPASS: ANCORA TASSE COMUNALI.

    di Patrizio Brusasco

    Sull'esempio del Comune di Milano che ha introdotto la "tassa ecologica" per coloro che entrano nel centro storico sforzesco a bordo di auto o di altri mezzi inquinanti, anche il Comune subalpino accarezza l'idea di introdurre un ulteriore balzello, per la "gioia" di tutti gli automobilisti torinesi, ma non solo.

    E infuria giustamente la polemica! Già fa discutere, a livello di mera squisitezza intellettuale, l'emulazione pedissequa, sempre quando ovviamente si tratti di prelevare, se pur con nobili intenti, dalle già molto provate, per non dire vuote, tasche dei contribuenti; ma ciò che non convince è la disinvoltura con la quale si vorrebbe aumentare il salasso contributivo sociale. Se il saper governare si identificasse sempre e solo con l'aumento delle tasse, chiunque potrebbe ricoprire certi incarichi; ma da chi deve amministrare il bene pubblico è giusto aspettarsi di più, anche se solo chi siede su certe poltrone sa quanto sia difficile gestire la cosa pubblica, ancor più in tempi certamente non facili.

    Personalmente sono per la chiusura totale della circolazione nei centri storici, come avviene in molte parti del mondo (e non patendo affatto di esterofilia o fobia, poiché solo chi soggiorna per qualche tempo fuori dalle patrie terre sa come sia adorabile il Bel Paese per tanti e tanti motivi - ne guadagnerebbe peraltro anche la salute dei cittadini e parallelamente il nuovo piano socio sanitario regionale che è proprio improntanto su una nuova cultura del benessere e della salute! -), ma mi rendo conto che, in un paese come il nostro in cui l'auto è ancora uno status symbol e dove ci sono persone che ingranano le marce anche solo per girare l'angolo di casa, è forse utopistico e impopolare.

     

    TOSCANA, LA PARTECIPAZIONE È LEGGE.

    di Stefano Zanotto

      

    Lo scorso 19 dicembre il Consiglio regionale della Toscana ha approvato la Legge n. 69, “Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali”. È la prima legge che sostiene e finanzia processi di democrazia partecipativa in Italia: vediamo in breve quali sono punti qualificanti e caratteristiche di questo provvedimento.

    Innanzitutto si prevedono due forme di partecipazione a seconda dell’ambito territoriale interessato dalla materia in discussione. Per gli interventi di grande impatto sul territorio si può aprire un dibattito pubblico regionale, ispirato al modello dei dibattiti pubblici francesi; per gli interventi di carattere locale il processo partecipativo può assumere diverse forme e modalità (assemblee pubbliche, pubblicazione di documentazione tecnico-scientifica, forum tematici ecc…). La richiesta di aprire un dibattito pubblico può venire dai cittadini (con la raccolta di firme), dagli enti locali, dai soggetti pubblici o privati che propongono l’intervento sul territorio. Per quanto riguarda le richieste di sostegno regionale per progetti partecipativi di carattere locale, la richiesta può venire anche da associazioni o scuole. Sono ammessi solo progetti su interventi per cui Stato o enti locali non abbiano ancora preso decisioni.

    A decidere sull’ammissibilità dei progetti o di un dibattito pubblico è l’autorità garante; si tratta di un organo super partes monocratico, composto cioè di un solo membro eletto dal Consiglio regionale. Suoi compiti sono anche quelli di assicurare l’informazione e la pubblicazione dei risultati finali dei processi partecipativi, che in ogni caso, però, non sono vincolanti per la decisione finale. I processi partecipativi non possono durare più di 6 mesi (con eventuale proroga di 3 mesi): per quanto riguarda i dibattiti pubblici, durante questo periodo l’adozione e l’attuazione di tutti gli atti amministrativi di competenza regionale, che riguardino la materia di discussione, sono sospese.

    Vedremo come funzionerà nell’ambito pratico questa normativa e se potrà essere d’ispirazione ad analoghi provvedimenti in altre regioni. L’auspicio è che possa davvero essere uno strumento che favorisca il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni che li riguardano, dalle grandi opere pubbliche agli interventi di grande impatto delle grosse compagnie private (sulle perplessità per il fatto che anche le imprese possano richiedere un dibattito pubblico, vi segnaliamo questo articolo. Per saperne di più vi rimandiamo al testo della Legge.

     

    TASSI, MUTUI E TASSE.

    di Paolo Turati - economista

    Nel menù per il 2008 del "governo più amato dagli Italiani" degli ultimi anni si evidenzia un generalizzato consenso da parte delle sue molteplici componenti sul fatto che "sia ora di abbassare le tasse". I distinguo, però, emergono fortemente sul come fare. Un semplice padre di famiglia risponderebbe, responsabilmente, con un "riducendo le spese e gli sprechi". Un tributarista, ineccepibilmente, proporrebbe un "colpendo davvero l’evasione fiscale".

    Provvedimenti entrambi praticabili, solo che si volesse intervenire (anche solo in piccola parte) snellendo il carrozzone della spesa statale o che si ritenesse di rivoluzionare (copernicamente) il sistema fiscale, generalizzando la detraibilità delle spese sostenute nel corso dell’anno fiscale, così che sarebbero i cittadini stessi ad avere interesse diretto nel far emergere il sommerso.

    Il governo cova invece in seno, e già da tempo (visto che era contenuto in una delle centinaia delle pagine del proprio programma), un’altra soluzione. Quella di ridurre un po’ di tasse aumentandone altre. Sostanzialmente, quel poco che verrebbe defiscalizzato a livello di lavoro dipendente (mediamente, da qualche decina a poche centinaio di euro annui), lo si pagherebbe "armonizzando" (cioè, in linea di massima, aumentandole) le tassazioni sul risparmio.

    Al di là dell’aspetto ideologico, su cui ognuno può avere giustamente il proprio parere, e delle obiezioni di tipo econometrico, stante la difficilissima sostenibilità in termini di mercato di un provvedimento di questo tipo(l’ammontare del nostro debito pubblico e le evidentissime difficoltà in cui saranno invischiati i mercati per i prossimi anni dovrebbero suggerire ben altro, nello stesso interesse dello Stato nel mantenere quantomeno costanti i - pericolosamente dipendenti dall’andamento dei mercati- ricavi fiscali derivanti dalla tassazioni sui redditi da capitale), pare che non ci si renda conto di un aspetto di tecnicalità economica minimale che chiunque, dotato di buon senso, potrebbe agevolmente osservare.

    Dal momento che il livello dei tassi d’interesse dei titoli del debito pubblico (il cui mercato primario è, in Italia, quello fondamentale e "di riferimento" di ogni altra attività finanziaria e, in Europa, rappresenta un vero e proprio "benchmark", data la propria consistenza) è determinato dal rapporto tra la domanda, da parte dell’universo dei risparmiatori (direttamente o tramite le società di gestione del risparmio) e l’offerta di titoli, da parte dello Stato che deve finanziarsi e rifinanziarsi, dall’incremento della tassazione ( per esempio un aumento della ritenuta alla fonte dal 12,5% al 19%) del risparmio, non potrà che conseguire (al di là di altre problematiche, che qui tralasciamo di approfondire, in termini, per esempio, di sostenibilità del debito pubblico o di sviluppo dell’Industria del risparmio gestito) almeno un fatto certo.

     

    2 kg in meno.

    Importante iniziativa lanciata da Eco delle Città con l'adesione di Comieco e del Coordinamento di Agenda 21: nei giorni 12, 13, 14 gennaio (o in altri a seconda delle esigenze localio per più tempo) tutti i cittadini sono invitati a fare particolare attenzione alla loro produzione di rifiuti cercando di "risparmiare" 2 Kg a testa in tre giorni di spazzatura indifferenziata.

    Se un milione di cittadini dell'area torinese aderissere si risparmierebbero duemila tonnellate!

    Per saperne di più:

    La  Repubblica dell'11 gennaio pag. III della cronaca "Proviamo a produrne 2 Kg in meno" di Paolo Hutter 

     

    Gambe allaria.

    di Eva Milano

    Il comitato dei pendolari della linea ferroviaria Torino Milano è ormai da anni stufo di un servizio di trasporto gambe all'aria. I pendolari sono eroi. La disinvoltura con cui alle sei del mattino prendono posto rigorosamente in piedi in un angoletto e cominciano a sfogliare il giornale incuranti delle due ore che passeranno, appunto, in piedi, belli schiacciati, con la valigetta tra i piedi, è quantomeno ammirevole. Con la stessa tenacia e aplomb avanzano le loro richieste. L'ultima ci è giunta direttamente ed è rivolta alla Giunta e al Consiglio della Regione Piemonte. Qui di seguito vi trasmettiamo un estratto del comunicato stampa dove compaiono le richieste in oggetto e in allegato il testo completo.

     

    "All’Assessorato ai Trasporti chiediamo:

    ·         Di controllare se la Trenitalia ha la presenza sul territorio piemontese, di centri di assistenza tecnica per la manutenzione del materiale rotabile.

    ·         Se sono in attività e se con personale sufficiente.

    ·         Di verificare di quanti treni dispone la Trenitalia Direzione Regionale Piemonte.

    ·         Di informare gli utenti sugli anni di servizio del materiale rotabile e tipologia di treni.

    ·         Quanti nuovi treni sono stati ordinati con il contributo della Regione e quando entreranno in servizio.

    Ai gruppi del Consiglio Regionale chiediamo sia votata la richiesta di riconoscere a tutti i pendolari un bonus gratuito per il mese di febbraio 2008 senza discriminazione per tipo di abbonamento, e di estendere l’iniziativa eccezionalmente su tutto il territorio regionale, perché riteniamo che questi gravi disagi colpiscano anche i pendolari delle altre linee ferroviarie regionali e le segnalazioni che si leggono sulla “bacheca del pendolare” del sito della Regione Piemonte, lo possono dimostrare. Si invia il seguente comunicato agli organi di stampa e ai rappresentanti dei comitati pendolari delle varie linee regionali."

    LEGGI E SCARICA IL COMUNICATO STAMPA

     

    Rifiutare i rifiuti della Campania?.

    di Patrizio Brusasco

    E' giusto accogliere parte dei rifiuti, a seguito dell'emergenza campana, in nome del federalismo solidale, oppure è più utile apporre un diniego asserendo che le amministrazioni di Napoli e dintorni avrebbero dovuto agire più oculatamente ed efficacemente?

    Su questo doppio quesito si dipanano i due punti di vista della presidente regionale Bresso e del presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta. Mercedes Bresso, infatti, nel corso dell'incontro a Palazzo Chigi, programmato per oggi, si dichiarerà pronta a collaborare proprio in nome del federalismo solidale, e non, come sostiene l'opposizione consiliare in Regione Piemonte, per salvare ancora una volta le amministrazioni amiche partenopea e della Regione Campania; di tutt'altro avviso invece Antonio Saitta che trova la proposta non condivisibile poiché da oltre tre anni si lavora per evitare l'emergenza e non si possono risolvere i problemi di amministrazioni che hanno agito forse con minore oculatezza. Per Saitta non si tratterebbe dunque di solidarietà o meno verso i  napoletani, anche in considerazione del fatto che il tema rifiuti è molto critico per la stessa provincia di Torino, che vedrà la chiusura entro il 31 dicembre 2009 della discarica di Basse di Stura, e che non dispone di spazi in eccesso, in attesa che si realizzi il primo termovalorizzatore nel sito del Gerbido (il TAR recentemente aveva autorizzato l'opera, ma è verosimile che ci sarà il ricorso al Consiglio di Stato da parte dei vari Comitati dei cittadini): come dire che anche per la Provincia di Torino non è stato e non è facile gestire il grande universo che ruota intorno ai rifiuti, tra problematiche legate all'inceneritore e alla raccolta differenziata, per cui diventa veramente complicato pensare anche alle inefficienze altrui.

    Ma è di diverso avviso la presidente Mercedes Bresso che si appella al federalismo solidale anche perché, in questo caso, siamo di fronte a una vera e propria emergenza sanitaria, oltre all'immagine del Paese Italia. La condizione inderogabile, però, è che i rifiuti vengano pagati, magari attraverso un contributo governativo di compensazione ambientale nei Comuni disposti a ospitare il nuovo carico. Un premio che potrebbe peraltro tradursi in vari interventi, come la dotazione di pannelli fotovoltaici per le scuole, in perfetta sintonia con il progetto che la Regione sta finanziando per trasformare in produttori di energia le discariche dismesse (Barricalla e l'Amiantifera di Balangero).

    Del resto, la Regione Piemonte non sarà l'unica a tendere la mano al meridione, ma altre Regioni, come la Sardegna e il Lazio, si dovrebbero unire in nome del federalismo solidale. 

     

    E colpa mia!!!.

    di Dida Neirotti

    Ebbene si, è anche colpa mia se la Campania è sommersa dai rifiuti. Finalmente, grazie alla lettera di Bassolino pubblicata su Repubblica del 7 gennaio, ho capito che tutto quello che sta succedendo è imputabile agli eco-fondamentalisti che si sono sempre opposti alla costruzione di inceneritori.

    E io che pensavo, nella mia ingenuità, che nella questione dei rifiuti ci fosse la mano della camorra...

    Parlando seriamente, è veramente intollerabile che in qualsiasi situazione i nostri politici cerchino sempre di "scaricare" su qualcuno o qualcosa le loro responsabilità così da non dover prendere decisioni che potrebbero risultare impopolari (traduzione meno voti!).

    Ma qualcuno si ricorda che il decreto Ronchi (Ministro dell'ambiente nel '97 e appartenente ai Verdi) prevedeva gli inceneritori come momento finale della gestione dei rifiuti dopochè si erano attuate politiche di riduzione degli stessi alla fonte, di incremento della raccolta differenziata con tanto di percentuali da raggiungere e di educazione nei confronti dei cittadini?

    Che cosa è stato fatto in questa direzione da parte del Governatore Bassolino sia come Presidente di Regione che come Sindaco di Napoli? Sono state applicate, e pagate, le multe previste sempre dal Decreto Ronchi per chi non ottemperava i risultati previsti per la differenziata?

    Di sicuro risposte chiare a queste domande gioverebbero non solo al Governatore ma forse ad una intera classe politica sempre più somigliante al buon, vecchio Gattopardo e alla sua compagnia!

     

    Il caso: una voce fuori dal coro a Venaria.

    Sul nostro giornale, Punto di vista, trovano voce molte realtà locali della nostra regione. Da Venaria giunge il pensiero dell'ex sindaco Giuseppe Catania, che sente di dover chiosare l'evento dell'apertura della Reggia con qualche considerazione. Vi proponiamo la sua riflessione. Cliccando a destra sull'icona di Punto di vista troverete il numero 7, edizione di novembre/dicembre 2007, da cui è tratto questo articolo.

    LA VERA STORIA DELLA REGGIA DI VENARIA di Giuseppe Catania

     

     

    Strumenti: calcola la tua pensione.

    di Eva Milano

    Avete trascorso le feste in serenità? Bene, è ora di darsi una scrollatina e tornare al mondo crudele. Per esempio, si potrebbe guardare con preoccupazione al futuro per noi e i nostri figli. Ci dà una mano il sito de Il sole 24 ore, che in modo semplice e previo l'inserimento di pochi dati ci dà un'idea di massima di quale potrebbe essere la nostra pensione futura. Controindicazioni: sconsigliato ai minori di 35 anni dal reddito variabile e senza posizione lavorativa sicura, potrebbe provocare frustrazione e attacchi di panico. Va bene tornare alla realtà, ma il masochismo...

     

    Informazione: uno sport per i non vedenti.

    di Stefano Zanotto

    E' lo sport di squadra più praticato dai non vedenti. Si gioca su un campo - quasi sempre una palestra - di 7 metri per 16 su cui si fronteggiano due compagini di tre giocatori che devono cercare di indirizzare un pallone nella porta avversaria. Stiamo parlando del torball, sport nato più di trent’anni fa che a Torino è rappresentato dalla Polisportiva UICI (Unione italiana ciechi e ipovedenti), che milita nel campionato nazionale di serie A.

    Sono proprio i ragazzi della compagine torinese, Antonio, Ivano, Pino e Riccardo, insieme all’allenatore Dario, che incontriamo durante un allenamento della squadra, a raccontarci nel dettaglio regole e segreti di questo sport. Innanzitutto il campo è diviso in due da tre cordicelle tese a 40 cm da terra con dei piccoli campanelli alle estremità. Il pallone, che al suo interno ha dei campanelli che lo rendono percepibile dai giocatori, viene lanciato con le mani e deve passare sotto le corde senza urtarle, altrimenti è fallo e chi lo ha commesso esce dal campo per un'azione (al terzo fallo si assegna un rigore agli avversari). Le porte sono larghe 7 metri e alte 1 metro e 30. I giocatori, che indossano protezioni a gomiti, ginocchia e una mascherina sugli occhi, che ha anche lo scopo di mettere nelle stesse condizioni non vedenti e ipovedenti, difendono la porta sdraiandosi quando sentono arrivare la palla. Per orientarsi si aiutano con tre tappetini disposti davanti alla porta per tutta la sua larghezza.

    Una caratteristica di questo sport è il silenzio assoluto che per ovvi motivi bisogna mantenere durante le fasi di gioco. «È un aspetto un po’ penalizzante - spiega Riccardo - perché il pubblico deve limitare applausi e incitamenti ai brevi momenti in cui la palla è ferma». Lo stesso allenatore non può parlare durante il gioco. Antonio racconta invece come si è avvicinato al torball: «Da bambino praticavo il calcio e ho sempre amato i giochi con la palla, quindi ho iniziato col torball quando si sono aggravati i miei problemi di vista. All’inizio ero un po’ prevenuto perché mi sembrava "ghettizzante", dato che si gioca tra soli non vedenti. Ma ho presto superato questo pregiudizio, perché gli aspetti agonistici del gioco mi hanno conquistato subito». Il livello di agonismo del torball è elevato: si tratta di uno sport vero, che richiede una buona preparazione atletica, concentrazione e affiatamento di squadra. E dello sport più genuino il torball mantiene anche i valori: al termine delle partite le squadre finiscono quasi sempre a tavola assieme… Una specie di terzo tempo come accade nel rugby.

     

    IN REGIONE E TEMPO DI BILANCI.

    di Patrizio Brusasco

    Termina il 2007 e in Regione Piemonte è tempo di bilanci.

    In questi giorni sia la Giunta sia il Consiglio regionali hanno reso noti agli organi di informazione i loro specifici bilanci: per quanto concerne l'Esecutivo regionale in tema di bilancio di metà mandato, mentre per il Consiglio regionale del Piemonte si è fatto il punto sull'anno appena trascorso.

    "Siamo arrivati a due anni e mezzo di governo - ha dichiarato la presidente Bresso - e lo step di metà mandato è una buona occasione per analizzare ciò che è stato fatto finora, con la consapevolezza che non tocca a noi il giudizio, ma che potranno farlo solo i cittadini con il loro voto. Abbiamo lavorato molto - ha proseguito Mercedes Bresso - innanzitutto sulla semplificazione e sulla riduzione dei costi dell'ente, recuperando milioni di euro da investire in servizi per i piemontesi."

    Oggi infatti la pubblica amministrazione regionale è affatto più semplice e costa meno ai cittadini che, grazie all'abolizione del ticket sui farmaci, hanno risparmiato circa 20 milioni di euro sulle tasse, e senza contare che col nuovo anno ci sarà anche l'abolizione del ticket per chi ha un reddito lordo fino a 35mila euro annui: dunque beneficerà di questo sgravio circa l'80% dellla popolazione regionale.

     

     

    Buon anno! Gli auguri di Mariano.

    Buon anno a tutti!

    Giunti alla fine di un anno difficile e doloroso - specialmente dal punto di vista delle prospettive di vita, delle sorti del pianeta, delle frustrazioni dei tanti giovani che trovano le strade sbarrate e non sanno lottare per aprirle – conviene farci dei begli auguri di un felice anno nuovo. Pensate che bella cosa sarebbe se solo riuscissimo a essere meno avidamente attaccati al poco o al tanto che possediamo, magari lavorando un po’ di più a migliorare ciò che siamo e che sappiamo fare!

    Perciò, tanti auguri:

    A quelli che pensano che si dovrebbe fare qualcosa per ridare speranza a questo nostro paese e …. non si aspettano che lo facciano gli altri!

    A chi ci mette dell’intelligenza, dell’ambizione, del coraggio nel lavoro che fa. A chi ci mette tutto questo perfino quando lavora nel settore pubblico con posto fisso.

    A chi rischia tutti i giorni di fare la figura del fesso perché rispetta le leggi e le regole e che – quando proprio non ce la fa - se ne vergogna profondamente.

    A quelli che provano a fare una buona politica, distinguendo fra mediazioni tra posizioni ed esigenze diverse e squallidi compromessi per garantirsi il potere.

    A quelli che reclamano diritti – per gli altri e per sé – senza mai dimenticare i doveri che ognuno di noi ha verso il resto del mondo.

    Agli allievi delle scuole italiane, confidando che rispettino il sapere e la sua funzione nel progresso della società; agli insegnanti perché trovino buone e fondate ragioni per impegnarsi a fondo in un ambiente poco favorevole; alle famiglie dei giovani cittadini perché ridiano alla scuola il ruolo e l’importanza che merita.

    Al mondo economico, perché privilegi la produzione e il lavoro a scapito delle speculazioni finanziarie. A quello della finanza, banche in testa, perché trovino strade nuove per sviluppare una funzione importante nel progresso sociale.

    Al mondo della politica, perché riprenda ad occuparsi con efficacia e competenza della vita e dello sviluppo del nostro paese. Ai partiti perché pratichino alla loro organizzazione quegli stessi principi democratici da cui sono generati, selezionando le persone migliori per esprimere il massimo della capacità nella guida del nostro paese. Ai militanti e ai semplici iscritti di partiti e movimenti perché hanno coraggio da vendere a svolgere ancora una attività così frustrante e complicata.

    A tutti voi che leggete questi auguri sul mio sito, forse condividendo con me la speranza di un mondo più giusto e il rinnovato impegno a lottare in prima persona per provare a realizzarlo. A questo lavoreremo nel 2008 con generosità e coraggio.

    Mariano Turigliatto

     

    GLI AUGURI DI PINO MASCIARI.

    Gli auguri di Natale quest'anno non li fa Mariano, ma un nuovo amico che Mariano ha avuto occasione di acquisire di recente. Grazie ai ragazzi del gruppo dei "Grilli eporediesi", abbiamo conosciuto la storia di Pino Masciari, che sta rischiando l'incolumità della sua famiglia per una scelta coraggiosa di denuncia per taglieggiamento. Così Mariano mi ha chiesto di pubblicare questo messaggio di Pino in risposta ai suoi auguri. Ci auguriamo che queste parole possano essere motivo di riflessione per tutti noi.

    Buon Natale

    Gentilissimo Mariano,

    anch'io sono contento di averti conosciuto e ti ringrazio per il messaggio che mi hai rivolto. Ognuno di noi può fare nel proprio piccolo e il piccolo di tanti fa le grandi cose. Quando ho iniziato ero da solo con mia moglie e miei figli, oggi siamo molti di più. Ti chiedo di starmi vicino e di vegliare sulle sorti della mia famiglia,la mia è una storia sofferta e difficile e non ritengo GIUSTO ciò che ho dovuto subire e che sto ancora subendo solo perche ho inteso aderire ad un semplice percorso di legalità. Ti chiedo di divulgare che esiste una famiglia perbene e onesta che sta soffrendo dove ti è possibile anche nelle sedi istituzionali che rappresenti al fine di salvare la vita di vittime innocenti che rischiano quotidianamente la vita.

    Ti auguro un sereno Natale , un abbraccio e a presto

    Pino Masciari

     

    IL MONDO DEI VINTI, TRENT’ANNI DOPO.

    di Stefano Zanotto

    Era il 1977 quando Einaudi pubblicava con Il mondo dei vinti le testimonianze raccolte da Nuto Revelli sul mondo contadino della provincia di Cuneo. Lavoro che ebbe un seguito qualche anno più tardi con L’anello forte, dedicato questa volta alle figure femminili della Granda. Ora, a trent’anni di distanza, due giovani registi, Andrea Fenoglio e Diego Mometti, stanno lavorando per la Fondazione Nuto Revelli a un documentario per indagare cosa è rimasto e cosa è cambiato di quel mondo raccontato dallo scrittore e comandante partigiano cuneese.

    Il Progetto Aristeo, finanziato dall’assessorato alla Montagna della Regione Piemonte, è cominciato con la produzione di un film in 11 episodi tematici, in cui appaiono, ripresi dagli autori nei mesi scorsi, i luoghi descritti dai testimoni nei libri. Non solo i luoghi del cuneese ma anche quelli dell’emigrazione e della guerra, da Marsiglia a Caporetto, da Nizza a Mauthausen. Ad accompagnare le immagini sono alcune registrazioni originali delle interviste di Revelli.

    I film sono stati e saranno diffusi pubblicamente sul territorio cuneese e non solo (noi siamo stati il 3 dicembre alla proiezione al circolo Amantes di Torino), grazie alla collaborazione di associazioni, enti locali, gruppi informali. Durante queste serate, seguite da discussioni e dibattiti, si coglie l’occasione per arrivare a contattare i discendenti dei testimoni interpellati da Revelli. L’ultima fase del lavoro è proprio il dialogo-intervista con figli, nipoti e pronipoti dei contadini di Langa o delle valli intervistati a suo tempo. Le registrazioni audiovisive di questi incontri saranno materiale per il montaggio del documentario finale; i temi dei dialoghi sono in partenza gli stessi del Mondo dei vinti e dell’Anello forte, attualizzati nella situazione di oggi: lavoro, rapporto con la terra, emigrazione/immigrazione, paesaggio e ambiente, guerra…

     

    Chiunque conosca o sia in grado di dare informazioni utili per rintracciare i discendenti dei testimoni di Revelli può scrivere a info@progettoaristeo.org o contattare gli autori agli altri recapiti indicati sul sito del progetto. Lo stesso dicasi per chiunque voglia partecipare o collaborare in qualche modo, organizzando una proiezione pubblica dei lavori svolti finora o quant’altro, tenendo inoltre presente che saranno intervistati non solo necessariamente i familiari dei testimoni di allora, ma anche quelli che gli autori chiamano discendenti “putativi”. 

     

    LA RINEGOZIAZIONE DEI MUTUI.

    Si parla molto del tema della rinegoziazione dei mutui, ora che i tassi varcano soglie preoccupanti. Vi proponiamo l'articolo de La Stampa di Sandra Riccio e vi ricordiamo il punto di vista di Dotturbo espressa su questo blog il 10 dicembre scorso. A quanto pare non è tutto oro quello che luccica.

    Cliccando a sinistra, il progetto di legge regionale presentato da Mariano per la costituzione di un fondo di solidarietà per i mutui sulla prima casa.

    LEGGI L'ARTICOLO

     

    OPINIONE: Visti da fuori.

    di Massimiliano Abbruzzese

    Paura che il mondo politico vada sempre più alla deriva, paura della situazione economica delle famiglie e paura della criminalità e dell'immigrazione. Questo il riassunto poco ottimistico dell'analisi che Luca Ricolfi fa su La Stampa dello "stato emotivo" con cui gli italiani affrontano questa fine d'anno. Un punto di vista sensibile e tagliente per cercare di spiegare dal di dentro perché all'estero ci guardano con preoccupazione.

    LEGGI L'ARTICOLO

    Per chi legge l'inglese, un articolo di Ian Fisher del New York Times che parla di noi.

    A chi potesse interessare: sul sito di Polena, rivista per gli addetti della politica ma di grande interesse anche per chi non è politico di mestiere, c'è una selezione degli articoli di Luca Ricolfi giudicati particolarmente brillanti.

     

    Auguri darte.

    Valeria Vaccaro, Calore, serigrafia

    di Mariano Turigliatto

    Anche quest'anno, com'è ormai tradizione, alcuni studenti dell'Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino hanno realizzato alcune opere in occasione della terza edizione del nostro concorso "Un biglietto per Natale" . Così le stampe realizzate a partire da questi lavori sono diventate il pensiero che è nostra consuetudine distribuire insieme agli auguri.

    Ancora una volta la cooperazione con l'Accademia ha messo in evidenza l'impegno e la dedizione da parte degli allievi che hanno proposto degli interressanti lavori. E' inutile sottolineare che avrei piacere che questi giovani artisti potessero beneficiare di ben più importanti occasioni per mettere in mostra il proprio talento ed è proprio a questo che si lavora grazie anche alla disponibilità dei docenti e del direttore dell'Accademia a cui vanno i miei ringraziamenti, cominciando anche da questo piccolo contributo.

    Mariano Turigliatto

     

    Informazione: Nasce il Bollettino di Mappano.

    Mappano è un grosso paese che non esiste, o nelle parole di alcuni mappanesi, una "frazione alla ricerca di un'identità". E' un consistente centro abitato suddiviso in cinque comuni. Il giornale che presentiamo oggi, il Bollettino di Mappano esprime la volontà di quanti sperano di vederlo diventare un comune indipendente. Per saperne di più date un'occhiata al sito http://www.mappano.it/.

    SCARICA IL BOLLETTINO 

     

    "CAMBIAMO MUSICA!": PRESENTATA DAL NOSTRO GRUPPO LA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE SULLA MUSICA.

    di Patrizio Brusasco

    Venerdì 7 dicembre è stata presentata la bozza della proposta di legge regionale sulla musica, all'insegna dello slogan "Cambiamo Musica!" presso il Centro Incontri della Regione Piemonte.

    "Riportare l’artista al centro dell’attenzione, salvaguardandone i diritti basilari di lavoratore a tutti gli effetti; attribuire a tutta la musica, da quella colta a quella pop o jazz, quella giusta e doverosa considerazione da parte delle istituzioni locali, attraverso la creazione di un sistema sempre migliore e migliorabile, che faccia da volano all’intero settore specifico, esaltandone gli aspetti educativi, formativi e potenzialmente economici, per un ulteriore sviluppo della cosiddetta industria culturale piemontese. Questi sono - ha dichiarato Mariano Turigliatto, durante la conferenza stampa - gli aspetti cardine a cui tende questo nostro progetto di legge, con l’auspicio che tutti coloro che gravitano nel campo artistico-musicale, dagli organizzatori agli artisti, contribuiscano in modo determinante alla stesura definitiva della nostra proposta di legge".

    Cambiare musica: di questo si tratta, vale a dire cambiare una normativa regionale ritenuta obsoleta da tutti e riformare il rapporto tra le istituzioni pubbliche e le moltissime realtà che operano nel campo musicale sul nostro territorio, tenendo in massimo conto la musica e i musicisti. Compito non facile, che ha richiesto un'indagine a tutto tondo nel mondo associativo artistico piemontese, con diverse audizioni che hanno avuto lo scopo di raccogliere le istanze degli esperti del settore per la stesura di un articolato che tenesse conto dell'apporto prezioso di coloro che, da tempo immemore e con altrettanto preziosa rara passione, operano nella cosiddetta "industria" culturale.

     

    REGIONE: LAVORI DI FINE ANNO.

    di Patrizio Brusasco

    Due le novità importanti di questo fine-anno nei lavori del Consiglio regionale del Piemonte. Da un lato, l'approvazione dell'assestamento di Bilancio 2007 e, dall'altro, l'approvazione della Legge sulla sicurezza.

    L'assestamento era approdato in Aula lo scorso 28 novembre, con la relazione del consigliere Paolo Cattaneo (La Margherita, ora PD), cui ha fatto seguito la discussione e l'intervento del vicepresidente della Giunta regionale (con delega al Bilancio) Paolo Peveraro: questo per riuscire ad approvare l'assestamento in tempo utile per poter dar corso agli impegni di spesa, cosa che ha richiesto peraltro la clausola d'urgenza, resa possibile da un emendamento presentato dall'opposizione che, in deroga alla legge di contabilità regionale, ha prorogato dal 30 novembre al 10 dicembre la possibilità di disporre gli impegni di spesa.

    L'assestamento del 2007 consiste in una manovra di oltre 215 milioni di euro, di cui circa 100 per il ripiano del deficit sanitario. L'assessore Peveraro ha inoltre segnalato che la manovra adegua l'addizionale regionale all'accisa sul gas naturale al recente decreto legislativo diattuazione delle norme comunitarie.

    Infine si segnala ancora l'emendamento della Giunta regionale a favore del comparto turistico invernale, per permettere il pieno utilizzo degli impianti di innevamento di proprietà della Regione al fine dicompensare i danni derivanti dalla mancanza di neve naturale.

     

    Cambiamo musica!.

    di Patrizio Brusasco

    CAMBIAMO MUSICA!

    BOZZA DELLA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE SULLA MUSICA PRESENTATA DAL GRUPPO CONSILIARE SINISTRA PER L'UNIONE

    "Riportare l’artista al centro dell’attenzione, salvaguardandone i diritti basilari di lavoratore a tutti gli effetti; attribuire a tutta la musica, da quella colta a quella pop o jazz, quella giusta e doverosa considerazione da parte delle istituzioni locali, attraverso la creazione di un sistema sempre migliore e migliorabile, che faccia da volano all’intero settore specifico, esaltandone gli aspetti educativi, formativi e potenzialmente economici, per un ulteriore sviluppo della cosiddetta industria culturale piemontese. Questi sono - ha dichiarato Mariano Turigliatto, primo firmatario- gli aspetti cardine a cui tende questo nostro progetto di legge, con l’auspicio che tutti coloro che gravitano nel campo artistico-musicale, dagli organizzatori agli artisti, contribuiscano in modo determinante alla stesura definitiva della nostra proposta di legge".

    Cambiare musica: di questo si tratta, vale a dire cambiare una normativa regionale ritenuta obsoleta da tutti e riformare il rapporto tra le istituzioni pubbliche e le moltissime realtà che operano nel campo musicale sul nostro territorio, tenendo in massimo conto la musica e i musicisti. Compito non facile, che ha richiesto un'indagine a tutto tondo nel mondo associativo artistico piemontese, con diverse audizioni che hanno avuto lo scopo di raccogliere le istanze degli esperti del settore per la stesura di un articolato che tenesse conto dell'apporto prezioso di coloro che, da tanto tempo e con tanta passione, operano nella cosiddetta "industria" culturale.

     

    INFORMAZIONE: STUDIO SULLINNOVAZIONE IN PIEMONTE.

    Scoreboard per la valutazione e comparazione del sistema regionale di innovazione del Piemonte

    di Marco Riva

    Sono stati recentemente pubblicati i risultati di uno studio condotto dalla Fondazione Rosselli di Torino, lo Scoreboard Regionale dell’Innovazione. La ricerca ha avuto come obiettivo la valutazione, attraverso l’individuazione di un sistema di indicatori quantitativi, della performance del sistema di Ricerca e Innovazione della regione Piemonte, attraverso un’analisi comparativa rispetto ad un insieme selezionato di 13 regioni italiane ed europee. Lo studio è stato realizzato da Giuseppe Scellato del Politecnico di Torino e dal sottoscritto, con il sostegno della Compagnia di San Paolo.

    L’innovazione è un fenomeno complesso, ed il processo di generazione, applicazione e diffusione di nuova conoscenza innovativa non è misurabile in maniera univoca. Per questo nello studio sono stati individuati una serie di indicatori che misurano non solo i dati di output di prestazioni tecnologiche (ad esempio l’attività brevettuale), ma tengono anche in considerazione i cosiddetti enabling factors, ovvero dei fattori e delle infrastrutture intangibili che, pur non essendo direttamente misure di prestazione innovativa, rappresentano una pre-condizione necessaria per il successo dei sistemi regionali di innovazione (performance del sistema di ricerca, dotazione di capitale umano qualificato, sistema finanziario).

    Per chi fosse interessato ad approfondire il tema, lo studio può essere interamente scaricato dal sito della Fondazione Rosselli.

     

    Pino Masciari a Ivrea.

     

    PINO MASCIARI - TESTIMONE DI (IN)GIUSTIZIA

    Pino è un imprenditore calabrese che dal 1997 vive sotto scorta e in isolamento perché ha avuto il coraggio di denunciare i suoi taglieggiatori. Per lui e la sua famiglia la vita è diventata un'odissea. Ci ha racconato la sua storia lo scorso sabato 15 dicembre a Ivrea, accogliendo l'invito dei "Grilli eporediesi", che stanno facendo tutto il possibile perché questa storia pazzesca sia nota a più gente possibile.

    Grazie di cuore ai ragazzi di Antenneattive che hanno realizzato la trasmissione in diretta in streaming e il video (in due parti) che vi presentiamo.

    SCARICA LA LOCANDINA

     

    OPINIONE: La sicurezza di carta.

    di Giovanni Lava

    La tragedia della ThyssenKrupp per la sua gravità ha colpito nel profondo la città di Torino come forse solo un’altra, quella del 13 febbraio 1983 al cinema Statuto. Allora le vittime furono 64 e quell’incendio cambiò per sempre il concetto di sicurezza nei locali pubblici. Sarà così anche questa volta? C’è da dubitarne, non fosse altro che i locali pubblici attengono al tempo libero, mentre i morti di oggi sono morti sul lavoro, una categoria quella del lavoro tenuta in scarsa considerazione se le cifre fornite dall’Eurispes dicono che ogni anno le vittime sono 1400, che si verifica un incidente ogni 15 lavoratori e un morto ogni 8.100 addetti.

    Eppure se si consultano le norme della legge 626 del 1994 appare incredibile che tutto ciò possa accadere. La meticolosità dei precetti a cui è tenuto ogni datore di lavoro è tale da non lasciare nulla al caso. L’incidente dovrebbe essere un fatto eccezionale, frutto di una serie incredibile di eventi casuali e imponderabili. Evidentemente le norme dettate dalla legge, come tante altre in Italia, funzionano solo sulla carta, anche perché nei fatti più che a prevenire pare servano più a produrre montagne di carta e ricchi onorari per i consulenti a cui ogni datore di lavoro è costretto a ricorrere per ottemperare alla “relazione sulla valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute durante il lavoro”.

    Non c’è azienda pubblica o privata, piccola o grande che sia, che non debba ricorrere ad un consulente specializzato nella “Seiduesei”. In tutto ciò non vi sarebbe nulla da eccepire se poi il “piano” elaborato e conservato con cura nei capienti cassetti servisse a prevenire e garantire seriamente a tutti i lavoratori sicurezza e salute.

    Nel corso della mia vita lavorativa di insegnante mi è toccato pure l’onere di ricoprire l’incarico di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, un figura prevista dalla 626 e dal contratto di lavoro. Così ho potuto toccare da vicino l’applicazione della legge. Tutto lo sforzo organizzativo e il tempo dedicato dal dirigente scolastico di turno è stato negli anni quello necessario alla redazione della relazione e degli atti burocratici con l’ausilio di un ingegnere consulente fiscalissimo. Fiscalissimo sulla carta, perché a fronte della segnalazione di rischi concreti – nella fattispecie la presenza di un’impresa che effettuava lavori durante le ore di lezione con attrezzature e cavi elettrici nel corridoio dove transitavano gli allievi – affermava che se su di un cantiere edile si volessero rispettare tutte le norme previste della legge, non si muoverebbe più un mattone. La cosa mi ha colpito, perché non faceva che confermare il sospetto che anche dopo la 626 la realtà della sicurezza sui posti di lavoro fosse né più e né meno quella di prima, tranne che per la mole di carta che lasciava dietro di sé. È sempre sbagliato fare di ogni erba un fascio, non fosse che il numero di vittime che il lavoro lascia dietro di sé parrebbe dire l’opposto. Quello che manca in questo come in altri settori non sono le norme, sempre migliorabili, quanto la serietà nell’applicarle.

     

    CONSIGLIO REGIONALE STRAORDINARIO PER LA THYSSENKRUPP.

    Di Patrizio Brusasco

    Ieri pomeriggio si è svolto un Consiglio regionale straordinario a seguito dell'ennesima tragedia sul lavoro, che ha toccato questa volta la Thyssenkrupp di corso Regina Margherita a Torino, dove hanno perso la vita, in modo straziante, 4 operai, e altre 3 persone stanno lottando tra la vita e la morte.

    Preso atto dell'emergenza conclamata della sicurezza sul lavoro, a fronte dei  troppi incidenti, alcuni mortali, che hanno colpito la nostra regione, il Consiglio regionale piemontese ha approvato al fulmicotone una legge speciale che ha istituito un fondo di solidarietà per aiutare i famigliari delle vittime degli incidenti sul lavoro.

    Su tale doveroso provvedimento si è trovato l'accordo di tutte le forze politiche che lo hanno votato all'unanimità, garantendo uno stanziamento di un milione di euro a partire dal 2008, ma la somma potrà essere erogata in relazione a tutti gli incidenti sul lavoro avvenuti a partire dal 1 gennaio 2007.

    La discussione della legge e il voto finale sono stati preceduti da un minuto di silenzio in segno di cordoglio per le vittime, mentre il provvedimento è stato illustrato, per la maggioranza e per l'opposizione, dai consiglieri Rocco Larizza (Pd) e Mariangela Cotto (Fi). "Il documento, un'anticipazione della legge sul lavoro attualmente in discussione, - ha dichiarato  Larizza - non è sufficiente ad affrontare un problema così complesso, ma è comunque importante per il suo contenuto e per la tempestività con cui è stato approvato. Quello che è accaduto ha dimostrato che anche nella moderna Torino si è riaperta una questione operaia che non ha ancora trovato una soluzione. Questa è una prima parziale risposta cui seguirà, è il nostro impegno, una legislazione regionale più organica ed efficace. Su questo tema - ha chiosato il consigliere del Pd - è però necessaria una svolta, che deve coinvolgere i sindacati, le forze politiche, le istituzioni e anche gli organi di informazione."

    La relatrice di minoranza, la consigliera Cotto, ha così aggiunto: "Da sempre la Regione interviene con iniziative di solidarietà per cercare di non lasciare soli i famigliari delle persone decedute a seguito di incidenti. Lo spirito di questa legge però è quello di tutelare le famiglie coinvolte in queste tragedie in modo continuativo e non sporadico...Oltre al sostegno alle famiglie - ha concluso - è necessario trovare una strada comune che possa prevenire tali tragedie".

     

    MUTUI CASA: il governo risponde.

    E pare proprio tirare aria di intervento, da parte del Governo. E' di questi giorni l'annuncio di quattro emendamenti contenuti nella prossima Finanziaria.

    In Finanziaria raffica di novità sul fronte dei mutui: arrivano aiuti alle famiglie in difficoltà con i pagamenti, viene scritto nero su bianco che la portabilità dei mutui deve essere completamente gratuita. Si allarga il campo d'azione delle norme del decreto Bersani anche ai mutui stipulati o accollati a seguito di frazionamento. Le novità principali arrivano da quattro emendamenti, recepiti con parere favorevole dal relatore, uno proposto da Federica Rossi Gasparrini (Popolari-Udeur), l'altro dal Governo, che intende facilitare «la circolazione giuridica dei mutui ipotecari e degli immobili su cui gravano le ipoteche». Uno riformulato dal Governo, a proposto dall'ex ministro dell'Economia del Governo Berlusconi Giulio Tremonti sulla ristrutturazione dei mutui. L'ultimo a firma dello stesso relatore Michele Ventura (Pd) per il recupero di immobili nei centri storici e per agevolare gli enti locali nel recupero del patrimonio culturale. Le misure hanno ottenuto nella serata il via libera della commissione Bilancio della Camera, che ha dato mandato al relatore Michele Ventura di riferire in aula sul provevdimento. Lunedì 10 il provvedimento sarà in aula, dove è ormai certa l'apposizione della fiducia da parte del Governo (Fonte: Il sole 24 ore).

    I quattro provvedimenti: Ristrutturazioni dei mutui. Portabilità. Estinzione anticipata. Fondo di solidarietà per i mutui prima casa.

     

    OPINIONI: La rinegoziazione dei mutui.

    Egle, utente di questo sito, domanda quale sia l'opinione di Dotturbo sulla proposta di rinegoziazione dei mutui che ultimamente alcune banche hanno cominciato ad adottare come metodo. La risposta di Dotturbo non si è fatta attendere. Ve la proponiamo.

    ...Non è che rinegozino un granchè...quello che le principali (da Unicredit a Intesa Sanpaolo) stanno generalmente facendo (e facendosi belle con la stampa "...plauso dell'Abi", proprio su La Stampa dell'8 dicembre) è allungare gratuitamente la scadenza per ridurre la rata... ed incassarne ancora qualcuna in più prima del probabile pignoramento. E' evidente che si tratta solo di menarla un po' più per le lunghe (peraltro, facendo sofferire un po' più a lungo i mutuatari in difficoltà...nel far mettere loro la pelle su un bastone col cullare ancora qualche speranza di facela...) illudendo i debitori. Un mutuo trentennale (ma anche meno, specie se fatto sull' 80 o anche più per cento del valore dell'immobile), già di per sè ha le carte segnate (basta una malattia, una cassa integrazione, un divorzio, il pensionamento e finisce lì): figuriamoci se diventa quarantennale.
    Ci vuole ben altro, a partire dalla rinegoziazione degli spread con ricalcolo "ex origine"... nello stesso interesse delle banche, che tra cinque o sei anni si ritroveranno a bilancio immobili pignorati da vendere tutti assieme...sui prezzi, allora, ne vedremo davvero delle belle!

    A questo proposito vi segnaliamo un sondaggio de Il sole 24 ore che domanda se i meccanismi di mercato come appunto la rinegoziazione dei mutui siano misure a sufficiente garanzia dei cittadini o se i lettori credano necessario un intervento diretto del Governo. Segnaliamo che i dati finora rilevati propendono ampiamente per la seconda soluzione. I cittadini chiedono un'azione precisa e forte da parte dello Stato.

     

    MUTUI CASA: una lettera.

    Abbiamo sottoposto a Chiara Saraceno, Docente di Sociologia della Famiglia presso la facoltà di Scienze politiche dell'Università di Torino, il testo della proposta di legge sui mutui casa (bottone a sinistra) per avere un suo giudizio e qualche consiglio. Ecco cosa ci ha risposto.

    Caro Turigliatto la ringrazio. Personalmente sono favorevole a strumenti che:

    a) informino chiaramente i cittadini dei rischi a medio e lungo termine connessi all'accensione di un mutuo. Troppo spesso, infatti, non viene spiegato chiaramente che - specie con il mutuo variabile - l'importo della rata può scendere, ma anche salire e ciò che si risparmia in un periodo può essere tutto mangiato e oltre in un altro (lo stesso era successo a suo tempo con i mutui in marchi);

    b) aiutino i cittadini che vogliono rinegoziare il mutuo innanzitutto a far valere l'applicazione della legge. Sarei meno d'accordo su un sostegno diretto al pagamento del mutuo stesso - salvo che sotto forma di prestito agevolato - perché configurerebbe una disparità forte nei confronti di chi invece è in affitto.

    cordialmente

    Saraceno

    In effetti la proposta di legge va proprio nella direzione di questi due punti. Prevede l'istituzione di uno sportello notarile gratuito di consulenza per i cittadini proprio per agevolare il passaggio delle informazioni e la consapevolezza dei cittadini. E poi, proprio sulla base di una riflessione comune a quella della Prof. Saraceno, nella proposta di legge non sono previsti sostegni a fondo perduto.

     

    INFORMAZIONE: news sui mutui casa.

    Dotturbo ci segnala una notizia sui MUTUI CASA proveniente dal sito dell'ANSA. Il tema che, a fronte degli attuali sviluppi non cessa di destare forte preoccupazione, ci coinvolge profondamente. Abbiamo cercato di favorire l'intervento delle istituzioni presentando la proposta di legge per la creazione di un "Fondo di solidarietà per i mutui per l'acquisto della prima casa e istituzione dello sportello gratuito di consulenza notarile”.

    Ecco l'ANSA:

    Un nuovo salasso attende gli italiani sotto l'albero di Natale: mentre i prezzi volano ai massimi del 2004, la rata del mutuo si fa sempre più salata sulla scia della corsa dell'Euribor. L'aumento sarà, già da questo mese, compreso fra i 32 e gli 84 euro mensili, il che significa che in un anno dovranno sborsare fino a 1.000 euro in più a seconda dell'ammontare e della durata del mutuo acceso. A fare i calcoli nelle tasche delle famiglie italiane è l'Adusbef, che avverte: la situazione nel 2008 potrebbe peggiorare ancora per coloro che hanno un mutuo a tasso variabile visto che, se si confermeranno le previsioni degli analisti, la Bce prima o poi alzerà il costo del denaro. In novembre il tasso di inflazione è salito al 2,4%, ai massimi degli ultimi tre anni. E questo rende le prossime festività natalizie più costose dello scorso anno. Il potere d'acquisto, spiega l'Adusbef, quindi si riduce e con lo stipendio si arriva a malapena a fine mese.

    LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

     

    CONSIGLIATI: i regali di Natale.

    di Stefano Zanotto

    Si avvicinano le feste natalizie e la corsa al regalo impazza. Da qui alla vigilia avremo inesorabilmente traffico sempre più intenso, gente indaffarata e frenetica, centri commerciali e negozi aperti sette giorni su sette (con grande gioia dei dipendenti che ci lavorano, costretti a rinunciare alla domenica libera…).

    Sarà pur vero che così facciamo "girare" l’economia, ma c’è da chiedersi se ne valga davvero la pena viste tutte le controindicazioni, che non si limitano a quelle elencate sopra. E allora facciamo nostro l’invito degli amici di Rivalta sostenibile a non buttare la tredicesima in discarica. Già, perché il "dover fare" il regalo a tizio e caio porta all’acquisto di tanti prodotti inutili, giocattoli in primis, che finiscono poi tra i rifiuti. Meglio allora cercare di soddisfare con il presente natalizio un bisogno o un desiderio che avrebbe fatto comunque comprare prima o poi proprio quella cosa lì. Oppure, invece del regalo a tutti i costi, perché non scrivere una bella lettera in cui manifestare emozioni e sentimenti? Può essere un’idea originale in grado di sorprendere…

    E se proprio un regalo lo dobbiamo fare, almeno scegliamolo bene: le iniziative di solidarietà legate all’acquisto di regali di Natale sono diverse e in grado di soddisfare le varie sensibilità. Numerosi sono ad esempio i mercatini natalizi i cui proventi vanno a finanziare progetti di carattere sociale. Un bel regalo può essere poi un prodotto del commercio equo e solidale, che garantisce al produttore un giusto guadagno e condizioni di lavoro dignitose (in questo blog abbiamo già segnalato la mostra mercato Presetik al parco Le Serre di Grugliasco, fino al 9 dicembre).

    Un classico dono è il cesto di prelibatezze enogastronomiche: vi segnaliamo le confezioni natalizie di Libera, l’associazione contro le mafie presieduta da Don Ciotti, fatte coi prodotti delle terre confiscate alla criminalità organizzata. Pasta, olio, vino: questi i frutti del lavoro dei giovani delle cooperative sociali sui beni appartenuti ai mafiosi e ora restituiti alla collettività grazie alla Legge 109/96.

    Solidali lo si può essere anche scegliendo il modo con cui pagare i regali di Natale. Fairtrade e Banca Etica hanno infatti lanciato una carta prepagata ricaricabile del costo di 5 euro. Un euro su ognuna di esse viene versato a favore di un progetto di sostegno commerciale alle attività agricole e artigianali in cui sono impegnate 600 donne palestinesi di Gaza e Cisgiordania. La carta si può acquistare presso le filiali di Banca Etica e può essere caricata con un versamento in qualsiasi banca italiana.

     

    informazione: LATTE ALLA SPINA, DAL PRODUTTORE AL CONSUMATORE.

    di Stefano Zanotto

    Si stanno diffondendo sempre più anche da noi le milk slot machines: nulla a che vedere con il gioco d’azzardo, sono semplicemente dei distributori automatici di latte crudo che funzionano a moneta. Si trovano in alcune aziende agricole che offrono latte fresco di giornata, non pastorizzato e non sottoposto ad alcun trattamento termico.

    Chi vuole provare così un gusto insolito e sconosciuto, che solo i meno giovani avranno forse assaporato tempo addietro, non ha altro da fare che recarsi in una delle aziende agricole dotate di distributore. Un elenco è disponibile sul sito della Coldiretti e sul sito www.milkmaps.com. Noi abbiamo provato quello dell’azienda La Magnolia di Venaria, con risultati soddisfacenti.

     

    Lettera aperta.

    Pubblichiamo oggi la lettera aperta che Mariano ha scritto in merito agli esiti della formazione del Partito Democratico. Ne sono destinatari i membri del Consiglio Regionale del Piemonte aderenti al nuovo schieramento politico.

    Alle Consigliere e Consiglieri regionali dei gruppo DS e DL

    Alla Presidente Bresso

    Fin dalle prime battute del processo di formazione del Partito Democratico abbiamo con convinzione deciso di partecipare perché ritenevamo che quella del PD fosse una esigenza ineludibile del nostro paese e che la scommessa fosse di quelle che davvero potevano cambiare il futuro della nazione. Eravamo convinti - e continuiamo ad esserlo - che quella del PD fosse la strada giusta, quella che avevamo desiderato, quella che avrebbe permesso ai tanti delusi dal mondo della politica di riprendere contatti per ritrovare ragioni e idee per un nuovo impegno.

    Con diversi approcci - legati alle nostre storie, ma anche ai territori e ai gruppi di riferimento - ci siamo messi al lavoro, sovente in un quadro di ostilità -del ceto politico, ma anche dei nostri stessi amici e compagni di viaggio che non hanno condiviso questa scelta - qualche volta di simpatia. Non sono mancate le attestazioni di stima e gli incoraggiamenti ad andare avanti, nonostante le difficoltà e i continui "esami del sangue" a cui siamo stati sottoposti, specialmente negli ultimi tempi.

    Con questo spirito - disponibilità, voglia di partecipare, desiderio di concorrere al rinnovamento del paese - qui in Regione abbiamo manifestato una volontà forte di partecipare al processo di costituzione del gruppo unico del PD, senza rivendicare alcunché né sotto forma di poltrone né di incarichi politici. Ci bastava il riconoscimento politico di un apporto che andava al di là delle nostre persone, coinvolgendo un mondo di esperienze e realtà di cui il PD ha bisogno. In particolare ci interessava concorrere alla costruzione di un metodo di lavoro inclusivo, partecipato e responsabile; capace per questo di superare la logica degli accordi fra pochi, degli equilibri decisi a tavolino, delle scelte per correnti, delle decisioni da "prendere dopo" circa le regole e le modalità di funzionamento. Così non è stato e non è, forse perché non sono maturi i tempi, forse perché altre sono le priorità politiche.

    E’ perciò evidente che il nostro concorso alla costituzione del gruppo unico del PD qui in Regione deve attendere tempi migliori, fermo restando il nostro impegno a che il nuovo partito che nascerà sia davvero il collettore di speranza che tutti vogliamo.

    Torino, 28 novembre 2007

    Mariano Turigliatto