03/02/07

venerdì, marzo 02, 2007

leredita postolimpica: campi da golf (!?!)).


di Dida Neirotti

Nel momento in cui, forse, comincia faticosamente a farsi strada l'idea che lo spreco dell'acqua come di altre risorse è un boomerang che ci colpirà tutti in tempi anche relativamente brevi, la proposta dell'Assessore allo sport della Regione Piemonte di incrementare l’uso di campi da golf lascia per lo meno perplessi, anche se non si parla di nuovi impianti.

Vale la pena ricordare alcuni dati tecnici: un campo da golf a 18 buche di superficie 20 ettari necessita in estate di circa 1600 metri cubi di acqua al giorno pari al consumo idrico di una cittadina di 6000 abitanti. E le stime sono per difetto!

E non dimentichiamo che gli sprechi strutturali della rete idrica nazionale raggiungono il 35%.

In Italia esistono 340 campi da golf per circa 84000 tesserati: questo significa 247 giocatori per ogni campo. Un’enorme quantità di spazio, quindi, destinato a poche persone: questo non è un discorso populista ma vuol solo essere una riflessione su una gestione corretta degli spazi verdi dal punto di vista ambientale e della loro fruizione.

Altro dettaglio tecnico: gli unici campi da golf che non richiedono l'uso di pesticidi e diserbanti sono quelli delle zone dove il green si mantiene verde anche in condizioni di siccità, vedi la Scozia, altrove, per esempio in Giappone, su un campo si impiegano mediamente una tonnellata e mezzo di prodotti chimici all'anno (8 volte di più rispetto a quanto utilizzato normalmente nei campi di riso). La composizione del terreno favorisce poi la penetrazione delle sostanze chimiche nelle falde acquifere e di fatto impedisce le coltivazioni biologiche nel raggio di chilometri.

Questo esclude la possibilità di sviluppare parallelamente il turismo gastronomico di qualità e l'agriturismo!

... e ripensarci???

 

CONTO ENERGIA.


SITUAZIONE FOTOVOLTAICO: l’Italia ha una potenza fotovoltaica installata dello 0,01% sul totale della produzione di energia elettrica. Una quantità pari a circa 28 volte inferiore a quella della Germania. La superficie di tutti i tetti fotovoltaici esistenti in Italia ammonta a circa 1.500-1.700 chilometri quadrati ovvero lo 0,5% del territorio nazionale.

RISULTATI VECCHIO CONTO ENERGIA: al primo gennaio 2007 dei 500 MW incentivati sono effettivamente entrati in esercizio solo 6,124 MW di questi, 3,88 MW (il 63,3%) di impianti fino a 20 Kw; 1,77 MW (il 28,9%) di impianti dai 20 Kw ai 50 Kw; 477 MW (7,8%) di impianti oltre i 50 Kw.

IL NUOVO CONTO ENERGIA: obiettivo 3.000 MW al 2016 di potenza nominale fotovoltaica cumulata da installare. Una tappa intermedia e’ fissata a 1.200 MW. Arrivati a questa soglia ci sarà una revisione del sistema.

TARIFFE INCENTIVANTI: hanno diritto agli incentivi gli impianti fotovoltaici entrati in esercizio tra la data di emanazione del provvedimento e il 31 dicembre del 2008. Dal primo gennaio 2009 le tariffe saranno ridotte del 2%.
In particolare gli incentivi vanno da 36 a 49 centesimi per ogni chilowattora prodotto a seconda della categoria, che prevede impianti non integrati (cioè esterni alla struttura); parzialmente integrato (come pannelli sui tetti); impianto integrato (incluso nella struttura già nel progetto) e a seconda della potenza (da 1 a 3 Kw; da 3 a 20 Kw; oltre i 20 Kw).

PREMI AGGIUNTIVI: gli impianti fotovoltaici che già accedono alle tariffe incentivanti e che cedono energia ad altri utenti possono beneficiare di un premio aggiuntivo se c’è una riduzione di almeno il 10% del fabbisogno di energia (anche attraverso la certificazione energetica dell’edificio). Il premio consiste in una maggiorazione percentuale della tariffa riconosciuta in misura pari alla meta’ della percentuale di riduzione del fabbisogno di energia primaria.