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Io sto con Saviano.

di Mariano Turigliatto

Se fosse un film, sarebbe un film nel film. Ma è un libro, e allora è opportuno parlare di un libro nel libro. Di un brutto libro in un bel libro. Di un libro tremendo in un libro bello. Bello, coraggioso e importante. Roberto Saviano, ragazzo napoletano di 27 anni, pubblica nel 2006 “Gomorra - Viaggio nell'impero economico e nel sogno di dominio della camorra”. Il libro ha un successo travolgente: in Italia supera alla grande il milione di copie vendute, all’estero viene tradotto in 43 paesi e inserito tra i migliori volumi dell’anno da testate prestigiose come New York Times ed Economist. Dal libro viene anche tratto un film che, con la regia di Matteo Garrone, porta a casa il prestigioso premio della Giuria al Festival di Cannes e ora punta dritto all’Oscar come miglior pellicola straniera. Saviano diventa un personaggio popolare e apprezzato. Fa parlare di sé anche quando, pochi giorni fa, annuncia che salirà sul ring perché la boxe è la sua passione e Pietro Aurino di Torre Annunziata è il suo idolo. Un bel libro con una trama travolgente. Un bel libro che finisce qui. Perché adesso comincia il libro nel libro. Il brutto libro, quello tremendo le cui pagine mettono paura. Roberto Saviano vive sotto scorta da due anni: dal 13 ottobre del 2006 è “prigioniero di Gomorra”, sorvegliato giorno e notte dai carabinieri e costretto a cambiare le abitazioni come fossero camicie. Un incubo. Che tre giorni fa assume contorni ancora più spaventosi: il clan dei Casalesi vuole uccidere Saviano e lo vuole fare entro la fine dell’anno, facendolo saltare in aria lungo l’autostrada Roma-Napoli con tutta la sua scorta. Proprio come successe il 23 maggio di sedici anni fa con Giovanni Falcone, uno dei momenti più dolorosi nella poco serena storia della Repubblica italiana. Un proposito svelato da un collaboratore di giustizia e che trova conferma anche negli ambienti investigativi. Vogliono uccidere Saviano. Vogliono fargliela pagare perché ha alzato il velo sulla realtà. Vogliono ammazzarlo perché è diventato un simbolo di virtù e onestà. Vogliono chiudere il libro con il più tragico degli epiloghi possibili.
A leggere tutti e due i libri, quello reale e quello virtuale, c’è da sentirsi molto tristi e indignati. A leggere la sorte che attende Saviano e la sua conseguente reazione (“Lascio l’Italia, voglio riavere una vita”), tristezza e indignazione crescono in modo esponenziale. Andarsene, prendere atto che una minaccia tanto diretta può significare che lo Stato non sarà in grado di  prendersi cura di te, realizzare che il proprio diritto alla parola viene seppellito tra i meccanismi di un detonatore: che cosa è peggio? Non poter più stare accanto ai propri cari (“Voglio incontrare senza paura e senza spaventarla mia madre”), non poter più vivere una vita normale (“Voglio una casa. Voglio innamorarmi, bere una birra in pubblico, andare in libreria e scegliermi un libro leggendo la quarta di copertina. Voglio passeggiare, prendere il sole, camminare sotto la pioggia”), non poter più difendere lavoro e ideali (“Qual è la mia malattia, la mia infezione? Qual è la mia colpa? Ho voluto soltanto raccontare una storia, la storia della mia gente, della mia terra, le storie della sua umiliazione”): che cosa è peggio?
Un paese sano e normale alzerebbe le barricate per difendere Roberto Saviano. Scenderebbe in piazza scandendo il suo nome e mostrando la copertina del suo libro. Ma oggi il nostro non è un paese né sano né normale. Tra la solidarietà generale di questi giorni non è difficile scorgere dichiarazioni di facciata di personaggi che con le verità - soprattutto se scomode - non hanno il migliore dei rapporti, così come fanno capolino gli atteggiamenti chi non ha mai visto troppo di buon occhio gli exploit di “Gomorra” in libreria e al botteghino (“In Italia ti perdonano tutto, ma non il successo”, era solito dire Enzo Ferrari).
Ma come ci si oppone alla ferocia della camorra e alla sua drammatica minaccia?  Come scriveva ieri Giuseppe D’Avanzo su Repubblica a proposito di Saviano: “La sua vita disarmata - o armata soltanto di parole - è caduta in un'area d'indistinzione dove sembra non esserci alcuna tradizionale differenza tra la guerra e la pace, se la mafia può dichiarare guerra allo Stato e lo Stato per troppo tempo non ha saputo né cancellare quella violenza sugli uomini e le cose né ripristinare diritti essenziali. A cominciare dal più originario dei diritti democratici: il diritto alla parola. Se perde Saviano, perderemo irrimediabilmente tutti”.
Può essere una piccola cosa all’interno di questo scenario grandiosamente drammatico. Ma penso che portare con sé una copia di “Gomorra” o, ancora più semplice, una foto di Roberto Saviano potrebbe aiutarci a ricordare (a noi, ma anche agli altri) il dramma del ragazzo napoletano (suo, ma anche di noi tutti) e l’orrore che la sua decisione di lasciare l’Italia nasconde. Al lavoro, a scuola, sull’autobus, sul cruscotto dell’auto in coda: una, cento, mille immagini di “Gomorra” sarebbero un segnale forte. Di solidarietà nei confronti di Saviano e di vitalità per le nostre coscienze troppo spesso anestetizzate. E se poi i palazzi della politica decidessero di esporre al proprio esterno una grande foto dello scrittore (proprio come è accaduto al Campidoglio o all’Eliseo con vari ostaggi italiani o francesi) sarebbe un altro segnale ancora più forte. Una reazione composta e compatta al guanto di sfida lanciato da chi vuole seppellire tutto e tutti.

 

Io sto con Saviano.

di Mariano Turigliatto

Se fosse un film, sarebbe un film nel film. Ma è un libro, e allora è opportuno parlare di un libro nel libro. Di un brutto libro in un bel libro. Di un libro tremendo in un libro bello. Bello, coraggioso e importante. Roberto Saviano, ragazzo napoletano di 27 anni, pubblica nel 2006 “Gomorra - Viaggio nell'impero economico e nel sogno di dominio della camorra”.

 

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CIVICA: DIBATTITO SULLA SCUOLA.

di Patrizio Brusasco

Quando la scuola finirà, il mondo avrà spento l'ultimo barlume di speranza per un futuro migliore e possibile. E certamente nessuno di noi si augura una simile eventualità. Come nessuno di noi vuole vedere l'istituzione fondamentale - proprio nel senso specifico di fondamenta - di ogni società civile, quale appunto la scuola è o dovrebbe essere, soccombere ora all'una ora all'altra riforma o controriforma che dir si voglia.

L'importanza dell'argomento ha spinto Civica - Movimento democratico - a organizzare un dibattito sulle sorti della scuola e in particolare sugli effetti problematici, qualcuno dice devastanti, della contestatissima riforma Gelmini, che ha indotto migliaia di cittadini italiani a partecipare ai cortei antiriforma, con l'intento di ritrovarsi a fine ottobre per un maxi sciopero, e si badi bene, prescindendo dalle simpatie o appartenenze politiche.

Per questo motivo ieri sera sono convenuti illustri relatori presso la Sala Pasquale Cavaliere di via Palazzo di Città a Torino, che hanno discusso talvolta animatamente, vista la posta in palio, alla presenza di un folto pubblico.

Inoltre, proprio sui giornali di ieri si sono lette le dichiarazioni della presidente della Regione Piemonte che ha "minacciato" il governo centrale di non seguire le norme del nuovo dettato legislativo, rivolgendosi persino alla Corte costituzionale o alla Consulta: questo per dire che l'argomento, in previsione anche del verosimile e imminente federalismo, pone varie questioni in primis finanziaria, ma anche di competenza istituzionale, nonché tecniche, didattiche e quant'altro...insomma un macrocosmo.

Cosa è emerso dal dibattito, ammesso che risulta almeno arduo, se non impossibile, rendere merito a tutte le riflessioni che sono state esposte nel corso della preziosa serata? Sicuramente la convergenza ideologica dei vari operatori del settore - dal sindacato, ai dirigenti scolastici (i "vecchi" presidi per intenderci), ai professori.... - nel ritenere la Riforma Gelmini un vero tracollo e una vera calamità per la formazione scolastica, alla luce purtroppo dei per nulla lusinghieri dati Ocse, fatta salva la scuola primaria. La solita scure sui costi, i soliti tagli a tutti i livelli e a tutte le scuole di ogni ordine e grado che minacciano ormai l'esistenza stessa del sapere (anche gli Atenei sono sul piede di guerra per la drastica riduzione dei contributi ministeriali).

Tra le osservazioni rese dai relatori della serata ricordiamo quella di Igor Piotti, segretario generale della Flc CGIL, che si è espresso contro l'attuale debordante socializzazione delle perdite, che priva di linfa vitale settori basilari della società civile,  e a favore di forti investimenti nel comparto educativo, oltre che contro il fenomeno della cosiddetta dispersione scolastica, intesa come una grave perdita economica per tutta la società; pungente poi l'intervento di Silvia Bodoardo, presidente del coordinamento dei genitori, dagli asili nido alle scuole medie di Torino, che ha messo in evidenza la pericolosità della riforma Gelmini per quanto riguarda i tagli che portano al collasso la già precaria situazione scolastica italiana, oltre a lanciare condivisi strali contro la scelta di tornare al maestro unico; il pedagogista  Martin Dodman, esperto di modelli educativi mondiali, ha invece esaltato il sistema scolastico del Nord Europa, che porta non a un insegnante unico ma a una scuola unica, comprensiva, per una più armoniosa cultura della conoscenza e della formazione di tutte le persone, e ha levato il dito contro la scarna percentuale del Pil come  investimento scolastico per la formazione e la ricerca, tema da sempre sotto i riflettori in Italia (in Europa siamo il fanalino di coda).

Infine, la rappresentanza politica, con i consiglieri regionali Gianluca Vignale, in forza AN, che ha cercato di difendere in qualche modo la proposta Gelmini, con argomentazioni non del tutto convincenti, talvolta velate di romantica malinconia sui ricordi del vecchio maestro unico (col quale è cresciuto bene o male anche chi vi scrive) - ma cosa avrebbe potuto dire del resto?! -, e il consigliere Mariano Turigliatto, peraltro docente in aspettativa, la cui posizione contro la riforma Gelmini matura, non soltanto dall'appartenenza politica, ma vieppiù, in questo caso, dalla sua lunga esperienza di insegnante, e dunque particolarmente informato sui fatti nonché interessato a un reale miglioramento degli istituti scolastici nazionali. La conclusione di Turigliatto è stata che mai come ora si sia prodotta una naturale indignazione nei confronti della proposta Gelmini, andando a colpire la sensibilità di moltissime persone, un comune sentire, che quando nasce genuino e impetuoso come sta accadendo, è sintomo di un malessere diffuso e condiviso di cui non è proprio possibile per chi governa non tenerne in alcun conto; soprattutto perché, come ha ribadito la preside dell'ITIS Majorana di Grugliasco, la professoressa Boetto, intevenuta tra il pubblico, tale riforma è stata del tutto coercitiva, imposta e senza alcuna possibilità di dialogo con le opposizioni...e ciò ovviamente è contro ogni buona educazione che si dovrebbe peraltro apprendere nell'età della scolarizzazione.

Ciò che tuttavia rimane molto importante è che, come ha paventato l'ex ministro Berlinguer dalle colonne de La Stampa, tale scontro sulla scuola non diventi il solito muro contro muro tra differenti ideologie che per troppo tempo, anzi da sempre, hanno in qualche modo contribuito a soffocare una vera ed efficace riforma della scuola italiana...Si vedrà!

 

Ricicliamo il Tetra Pak.

  

Proteggere l’ambiente riciclando il Tetra Pak. E’ già una realtà per oltre 500 Comuni del Piemonte che hanno deciso di accogliere l’invito al riciclaggio per quei contenitori che usiamo tutti giorni quando ci troviamo alle prese con latte, succhi di frutta, zuppi e altri prodotti liquidi.
La campagna per riciclare il Tetra Pak ha di recente segnato un altro punto a favore a Biella e provincia, dove i residenti possono da qualche giorno conferire il contenitore Tetra Pak assieme a carta e cartone. Un'iniziativa che segue di pochi giorni l'avvio della raccolta differenziata anche nei 47 comuni del Consorzio Acea della provincia di Torino, dove è stata predisposta un’analoga campagna di comunicazione.
Una curiosità: Tetra Pak è stata fondata a Lund, in Svezia, nel 1951.

CLICCA QUI PER SCOPRIRE SE IL TUO COMUNE RICICLA IL TETRA PAK

CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIU’ SUL TETRA PAK

 

Civica: dibattito sulla scuola.

Anteprima

di Patrizio Brusasco

Quando la scuola finirà, il mondo avrà spento l'ultimo barlume di speranza per un futuro migliore e possibile. E certamente nessuno di noi si augura una simile eventualità. Come nessuno di noi vuole vedere l'istituzione fondamentale - proprio nel senso specifico di fondamenta - di ogni società civile, quale appunto la scuola è o dovrebbe essere, soccombere ora all'una ora all'altra riforma o controriforma che dir si voglia.

L'importanza dell'argomento ha spinto Civica - Movimento democratico - a organizzare un dibattito sulle sorti della scuola e in particolare sugli effetti problematici, qualcuno dice devastanti, della contestatissima riforma Gelmini, che ha indotto migliaia di cittadini italiani a partecipare ai cortei antiriforma, con l'intento di ritrovarsi a fine ottobre per un maxi sciopero, e si badi bene, prescindendo dalle simpatie o appartenenze politiche.

Per questo motivo ieri sera sono convenuti illustri relatori presso la Sala Pasquale Cavaliere di via Palazzo di Città a Torino, che hanno discusso talvolta animatamente, vista la posta in palio, alla presenza di un folto pubblico.

 

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La Bbc sui "nostri" computer.

 

 

"Un computer per ogni studente" ha varcato i confini nazionali. L'iniziativa promossa dal gruppo consiliare "Insieme per Bresso" e che coinvolge i bambini della scuola elementare "Don Milani" di Rivoli e i loro pari età di Pavone Canavese è finita pure sul sito web della prestigiosa Bbc. Nella sezione "News" di quello che è considerato uno dei più seri e puntuali media del mondo è infatti comparsa la notizia intitolata: "Italy pupils ditch books for PCs" ("Gli studenti italiani si disfano dei libri a favore dei computer"), che in poche righe illustra il progetto realizzato con il supporto di Olidata, Intel e Microsoft.
L'articolo della Bbc, a firma di Duncan Kennedy, sottolinea tra le altre cose l'economicità della proposta e la consistenza dei piccoli computer portatili: resistenti all'acqua e capaci di sopportare la caduta da un metro e mezzo d'altezza. "L'accesso degli studenti a internet sarà inoltre controllato da uno speciale software", scrive la Bbc, sottolineando così anche l'importante requisito della sicurezza che caratterizza "Un computer per ogni studente".

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO SUL SITO DELLA BBC  

 

Innovazione o improvvisazione?.

 
 
Ancora scuola, ma con tanta voglia di capire. “Innovazione o improvvisazione?” è il titolo dell’incontro pubblico promosso da CIVICA e in programma martedì 14 ottobre, alle ore 21 in via Palazzo di Città 14 (Torino) nella sala “Pasquale Cavaliere”.
L’apertura dell’anno scolastico è stata accompagnata da aspre critiche rivolte ai provvedimenti annunciati e poi decisi dal Governo. La manifestazione pubblica di sabato 4 ottobre a Torino ha una volta di più mostrato la voglia di chiarezza e il bisogno di ridisegnare un profilo migliore alla nostra scuola.
Cosa dire della politica scolastica del Governo attuale? Si tratta davvero di innovazione o siamo alle prese con una più semplice e preoccupante improvvisazione? Sarà proprio questo il tema dell’incontro pubblico di martedì 14 ottobre. Vi prenderanno parte il segretario generale della Flc Cgil, Igor Piotto; il presidente del Coordinamento genitori, nidi, materne, elementari e medie di Torino, Silvia Bodoardo; il consigliere regionale di Alleanza nazionale, Gianluca Vignale; il rappresentante della Libera università di Bolzano, Martin Dodman e il consigliere regionale del gruppo "Insieme per Bresso", Mariano Turigliatto.
L’incontro di martedì 14 ottobre è promosso da CIVICA, Coordinamento regionale delle liste civiche, dei movimenti e delle associazioni, nato per mettere in rete tutte le esperienze di cittadinanza attiva presenti sul territorio piemontese e per dare voce a tutti quei cittadini che hanno voglia di impegnarsi attivamente all'interno delle comunità locali di riferimento.
 
  
 

Virtualmente.

 
di Eva Milano 
 
 

Come tutti i giorni uno compra il giornale, vede i faccioni di Obama e McCain in prima pagina che in uno degli innumerevoli scontri pre-elettorali strumentalizzano qualsiasi notizia o informazione per screditare l'avversario e si domanda: da quanto tempo la campagna per l'elezione del Presidente degli Stati Uniti è la notizia? Cioè, da quando non ci sono fatti ma proiezioni sotto i riflettori? Perché è più importante Obama che accusa Bush e McCain per il crollo delle borse mondiali rispetto all'analisi delle politiche attuate? C'è un grande scollamento tra la pratica, l'intervento effettivo sulle situazioni concrete, e la dichiarazione di intenti, che va avanti a suon di elezioni a medio termine, primarie e poi finalmente la campagna vera e propria, lunga, infinitamente lunga. Non si fa, si gioca a fare. Lo scollamento che si percepisce nel modello statunitense si riflette, a mio parere, in modo generale su tutto l'Occidente e da' il cattivo esempio. Quanto di norma viene percepito come diseducativo, in giornate nere come questa appare sicuramente deleterio.

 

Grazie per lappello!.

 

 Anteprima

di  Mariano Turigliatto

 

 

 Cari amici,

Alcuni di voi hanno sottoscritto un appello per chiedermi di rappresentarli in provincia in occasione delle prossime elezioni. Ebbene, l'invito ha ottenuto il primo dei risultati che volevamo: smuovere le acque e porre qualche tema a noi caro.

Vi ringrazio della stima, dell'amicizia e della fiducia. Io ce la metto tutta per raggiungere insieme i risultati che desideriamo.

Per ora vi mando copia dell'articolo apparso su "La Repubblica" di oggi.

A presto e grazie ancora.

Mariano Turigliatto.

 

CLICCA QUI PER VEDERE L'ARTICOLO

 

Agricoltura biologica: verso la legge.

Anche in Consiglio Regionale si torna a parlare di agricoltura biologica e la legge numero 424, che ha come primo firmatario Mariano Turigliatto, riprende finalmente il suo iter in commissione.
La proposta di legge reca la data del 7 marzo 2007 ed è relativa alla "Promozione per il consumo di prodotti agricoli, biologici, tipici e tradizionali nei servizi di ristorazione collettiva, a tutela della salute dei cittadini e in difesa dell'ambiente in attuazione del protocollo di Kyoto".
Lunedì 3 novembre la Terza commissione consiliare consulterà tutte le associazioni e i gruppi interessati all'attività per poi entrare nel merito della disciplina della legge che, si prevede, possa essere approvata entro la fine del 2008.

ACCEDI ALLA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE

 

"UN COMPUTER PER OGNI STUDENTE " OGGI SULLA BBC.

L'INIZIATIVA DEL NOSTRO GRUPPO - "UN COMPUTER PER OGNI STUDENTE" - OGGI IN DIRETTA SULLA BBC NEL GIORNALE-RADIO DELLE ORE 15.00 (ORA ITALIANA)
 IL PROGETTO "UN COMPUTER PER OGNI STUDENTE", PRESENTATO IERI AGLI ORGANI DI STAMPA PRESSO IL CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE,  HA RISCONTRATO UN GRANDE SUCCESSO E INTERESSE DA PARTE DI TUTTI GLI ADDETTI AI LAVORI, SUSCITANDO L'INTERESSE ANCHE OLTRE CONFINE E OLTRE MANICA.
PRIMO PROGETTO A LIVELLO EUROPEO,  CHE VUOLE MIGLIORARE LA DIDATTICA DEI BAMBINI IMPIEGANDO LA TECNOLOGIA IN MODO INTELLIGENTE, E CHE PARTE DAL PIEMONTE COME PROGETTO PILOTA MA, CON L'AUSPICIO, VISTO IL GRANDE IMPATTO MEDIATICO, CHE SI ESTENDA ANCHE AL RESTO D'ITALIA .
UN SENTITO RINGRAZIAMENTO A TUTTI COLORO CHE FANNO PARTE DEL PROGETTO, AI PARTNER OLIDATA, INTEL E MICROSOFT, A "LA STAMPA" DI TORINO E A TUTTI COLORO CHE CI DARANNO UNA MANO NELLA DIFFUSIONE DEL PROGETTO PER UNA SUA COMPLETA ED EFFICACE REALIZZAZIONE.

 
 

PRIMA CONSEGNA DEI PC ALLA SCUOLA DON MILANI DI RIVOLI.


Dopo la conferenza stampa del mattino, secondo importante momento del progetto "Un computer per ogni studente", con la consegna, ieri pomeriggio alle 17.30, dei primi personal computer agli studenti della 5A della Scuola elementare Don Milani di Rivoli (TO).

Un momento molto atteso dal preside dell'Istituto, dal corpo docente e soprattutto dalle famiglie e ancor più dai giovani allievi.

Ai bambini della 5A è stato regalato uno specialissimo computer della Olidata che verrà utilizzato parallelamente ai tradizionali quaderni e matite, una volta al giorno e per la durata di un'ora. Non solo in classe, ma anche a casa! Quindi non un uso sporadico, da laboratorio, bensì costante.

A consegnarli il consigliere regionale Mariano Turigliatto, ideatore del progetto, insieme ai rappresentanti di Olidata, Intel e Microsoft, e con la preziosa collaborazione dell'Istituto tecnico Majorana di Grugliasco e de La Stampa.

In particolare l'Istituto Majorana garantirà la manutenzione degli strumenti, mentre La Stampa ha messo a disposizione un blog dove trovare informazioni e fornire pareri (www.lastampa.it/unpcperognistudente).

"Ma il merito - ha dichiarato Turigliatto - è delle insegnanti che quotidianamente mettono entusiamo, sperimentazione e passione".

E oggi si replica a Borgofranco d'Ivrea presso la scuola elementare D'Andrade in via Roma, sempre alle ore 17.

"

 

"La Stampa": in classe con il pc.

"Addio quaderno, in classe con il pc". E' il titolo dell'articolo pubblicato oggi sulle pagine nazionali de "La Stampa" per annunciare l'iniziativa "Un computer per ogni studente", presentata oggi all'ora di pranzo in una conferenza stampa che ha visto accanto a Mariano Turigliatto i docenti che hanno preso parte alla stesura del progetto nonchè i rappresentanti di Olidata, Intel e Microsoft.
Proprio "La Stampa" figura come partner del progetto, tanto che il quotidiano torinese ha aperto uno spazio blog sul proprio sito per diffondere in tempo reale ogni singolo passo della sperimentazione. E' possibile farlo digitando l'indirizzo www.lastampa.it/unpcperognistudente/

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO PUBBLICATO SU "LA STAMPA"

 

UN COMPUTER PER OGNI STUDENTE.

 


 

OGGI ALLE ORE 13 SARA' PRESENTATO IN CONFERENZA STAMPA IL PROGETTO "UN COMPUTER PER OGNI STUDENTE" PRESSO LA SALA PRESIDENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE.

UN PROGETTO IMPORTANTE CHE RIVOLUZIONA I METODI DI INSEGNAMENTO E AVVICINA I BAMBINI ALL'USO INTELLIGENTE DELL'INFORMATICA,  IDEATO DA MARIANO TURIGLIATTO, DA SEMPRE VICINO AL MONDO DELLA SCUOLA E DELL'EDUCAZIONE.

UN PROGETTO RESO POSSIBILE GRAZIE ALLA PREZIOSA COLLABORAZIONE E SENSIBILITA' DA PARTE DI OLIDATA, INTEL E MICROSOFT.

MA ANCHE GRAZIE ALLA GENEROSA DISPONIBILITA' DI DOCENTI E STUDENTI CHE HANNO FORMATO UNO STAFF DI LAVORO FORMIDABILE.

E SEMPRE OGGI ALLE ORE 17 LA PRIMA CONSEGNA DEI PC AGLI STUDENTI DELLA SCUOLA ELEMENTARE "DON MILANI" DI RIVOLI (TO), MENTRE DOMANI 8 OTTOBRE SARANNO CONSEGNATI, SEMPRE ALLE ORE 17, AGLI STUDENTI DELLA SCUOLA ELEMENTARE DI BORGOFRANCO D'IVREA.

 

40 mila in piazza per la scuola.

di Mariano Turigliatto

(foto da La Stampa)

 

Tanti erano quelli che sabato pomeriggio si sono ritrovati in piazza Castello e poi hanno sfilato lentamente (e con un bel disordine) lungo via Po, corso San Maurizio e poi di nuovo piazza Castello. Un fiume di gente: maestre, mamme, papà impegnati a fare la loro parte, attempati professori (come il sottoscritto), qualche politico, sindacalisti, studenti delle scuole superiori e bambini… tanti bambini. Di quelli che – secondo giornali e ministri – possono andare alla manifestazioni della destra, ma non a quelle della sinistra perché strumentalizzati.
Qualche cartello carino, il più bello: “Le mie maestre sono già uniche”, dichiarazione che vale da sola uno scatto di anzianità. Una bella umanità, tanta gente che non vedevo da tempo, i miei colleghi di scuola, un mio professore delle superiori (incredibile) che mi ha insegnato la filosofia e a stare al mondo; tanti miei ex-allievi ora docenti o genitori.
Bello davvero, soprattutto perché ho sentito slogan irridenti ma non volgari, voglia di migliorare e non di conservare; ho sentito una gioia e una speranza come se l’essere lì avesse liberato tutti noi dal timore di un paese definitivamente ignorante. Ci si riconosceva quasi con sorpresa, felici di sapere che ci sono nuove famiglie armate di consapevolezze che non conoscevamo, giovani interessati a fare la loro parte non per combattere la Gelmini, ma per debellare pressappochismo faciloneria e ignoranza.
Il 14 ottobre 1980 a Torino in circa quarantamila marciarono quasi in silenzio, segnando la fine di di un’epoca e l’inizio di una stagione di declino industriale, di arretramento dei diritti, di sconfitta di utopie pericolose, ma anche di speranze importanti.
Mi piace pensare che la manifestazione di sabato – l’ottobre multicolore della scuola piemontese – segni l’inizio di una stagione di maggiore rispetto, di cooperazione, di attenzione all’istruzione, al merito, alla cultura come fonte di sviluppo economico e sociale. Di solito ci prendo.
 

Ecco "Il Punto di Vista".

E' uscito il numero del mese di ottobre de "Il Punto di Vista", periodico del Gruppo "Insieme per Bresso".
La scuola è al centro dell'apertura del giornale: grembiulino, maestro unico e cinque in condotta figurano tra gli argomenti affrontati nelle pagine del periodico.
Assieme a un approfondimento sull'Associazione solare collettivo di Racconigi, compaiono inoltre notizie da Borgaro, Caselle, Collegno, Grugliasco, Rivoli, Santena, val di Susa e Cuneo.
C'è spazio anche per il comitato collegnese per la difesa del Parco della Dora e, all'interno, per l'attività consiliare di Mariano Turigliatto. Proprio il consigliere del Gruppo "Insieme per Bresso" è autore dell'articolo di fondo intitolato "Quelli di Civica" che si occupa del neonato movimento democratico: "Quelli di Civica - scrive Turigliatto - sono contro la cattiva politica di chi amministra con arroganza".

SCARICA IL PDF COMPLETO DEL "PUNTO DI VISTA" DI OTTOBRE
 

A chi diamo i nostri soldi?.

di Paolo Turati

Mi raccomandavo qualche giorno fa di "fare attenzione" a chi si danno i propri danari, in questi momenti finanziariamente pericolosi: nel senso del dove depositarli. Mi pare utile, per chi non ne sia a conoscenza, specificare quanto relativo al Fondo interbancario di Tutela dei Depositi, vigente nel nostro Paese. Un trattamento a tutela dei depositanti simile a quanto accade anche in altre Nazioni più sviluppate, circa cui ci si sta domandando se non sia il caso di ampliarne la portata, essendo dappertutto sottoposto a limite massimo (negli Stati Uniti si sta valutando di portarlo a 250 mila dollari per depositante). Questo Fondo interviene, in caso di insolvenza della Banca (specifico: Banca; e ripeto ancora: Banca). Quanto ai depositi titoli a custodia (non quelli a garanzia con titoli conferiti in pegno a fronte di fido), l'eventuale curatela fallimentare dovrebbe restituirne senza meno il contenuto, non facendo parte della contabilità dell'istituto ma dei soli conti d'ordine. Da leggere con attenzione (fonte della selezione normativa sotto riportata: Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi) anche se può apparire ostico o noioso: può salvare la salute (finanziaria) e la serenità.

Dal sito http://dotturbo.splinder.com

LEGGI COME FUNZIONA IL  FONDO INTERBANCARIO DI TUTELA DEI DEPOSITI

 

La mattanza delle balene.

di Dida Neirotti


Se siete deboli di stomaco... non guardate!
Il link sottostante si riferisce a un episodio di crudeltà infinita e gratuita, indegno di un paese civile e relativo agli animali.
Voglio subito prevenire l'obiezione che ci sono problemi ben più importanti, che bisogna occuparsi degli esseri umani, eccetera. Tuttavia, la civiltà di un popolo si manifesta in tutti gli aspetti della vita mentre la crudeltà, comunque esercitata, è sempre da condannare e da combattere.
La mattanza delle balene si ripete ogni anno nelle isole Far Oer, nella civilissima Europa. Martellate con violenza, dopo essere state attirate con l’inganno nelle baie dalla superiore astuzia umana, le balene muoiono agonizzanti, arenate e spiaggiate senza possibilità di fuga. E il mare si tinge di rosso sangue.

 

GUARDA LE FOTO DELLE BALENE
Attenzione: le immagini sono sconsigliate ai minori
                     e a chi è facilmente impressionabile.

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La Nota sul Consiglio Regionale.

Anteprima

di Patrizio Brusasco

 

Nell'ultima seduta del Consiglio regionale del Piemonte è stata approvata la nuova legge sui distretti agroalimentari, che va a integrare e migliorare quella preesistente.

Ma cosa sono i così detti "distretti alimentari"? In pratica sono sistemi produttivi territoriali, consolidati intorno  a uno o più prodotti di riferimento, caratterizzanti e di significativa valenza economica, e che comprendono produzioni certificate o di prossimo riconoscimento in base alla normativa europea. Inoltre, si devono caratterizzare per l'integrazione di filiera, l'interdipendenza tra imprese agricole, aziende di trasformazione e commercializzazione, e l'indotto di carattere turistico-culturale.

Peraltro il distretto può essere costituito da aree non necessariamente contigue dal punto di vista geografico, anche a carattere interregionale, a patto che sussistano correlazioni economico-culturali, così come lo stesso territorio può appartenere a più distretti. Il ruolo di capofila e di iniziativa nell'individuazione dei nuovi distretti spetta alle Province, le cui proposte dovranno ricevere l'approvazione della Giunta regionale.

"Con questa nuova legge - ha dichiarato l'assessore regionale all'Agricoltura Mino Taricco - abbiamo voluto introdurre un diverso modo di fare sistema sul territorio e una diversa modalità per la sua gestione, potremmo dire un nuovo approccio culturale, che non si limiti a distribuire risorse, ma punti a integrare gli attori della filiera - dalla produzione alla commercializzazione e alla promozione - a coordinare le iniziative, a favorire la partecipazione di tutte le forze sociali ed economiche per uno sviluppo del territorio nel suo complesso. La normativa - ha concluso Taricco - mira anche a regolare in maniera coerente settori sinora frammentati e, nello stesso tempo, a prevedere elementi di flessibilità che consentano un costante adeguamento al mercato; questo nuovo modello organizzativo e progettuale, che è in linea con gli orientamenti nazionali e comunitari, crediamo possa costituire un fattore importante di crescita, di sviluppo sostenibile, un motore per la competitività dei nostri territori".

La validitità del nuovo articolato legislativo è emersa dalla sua approvazione nel corso di una sola seduta consiliare, con la convergenza di maggioranza e opposizione.

 

 ELENCO DISTRETTI AGROALIMENTARI

  • Distretto dei Fiori (province di Biella, Novara e Verbano-Cusio-Ossola)
  • Distretti dei Vini ( Langhe Roero Monferrato per il Piemonte Sud; Canavese, Coste della Sesia e Colline Novaresi per il Piemonte Nord)
  • Distretto del Riso (province di Vercelli, Alessandria, Biella e Novara)
  • Distretto del Settore Orticolo (provincia di Alessandria)
  • Costituendo Distretto della Frutta fresca (capofila Cuneo ed esteso alla altre province frutticole)

 

 

 

Tutti in Chiesa: gli americani riscoprono la fede.

Anteprima

 

di Patrizio Brusasco

 

Appena avuto visione dei giornali di oggi, non ho potuto fare a meno di pubblicare una riflessione che ben si sposa con l'articolo di ieri su Torino Spiritualità.

Su La Stampa infatti c'è un bell'articolo sulla crisi finanziaria americana, ormai ahinoi mondiale, che ci racconta di come grandi top manager della finanza di Wall Street stiano affollando le chiese in cerca di un conforto morale! Mi viene da pensare che è proprio vero che l'essere umano si rivolge al Supremo solo come estrema ratio, ergo nei momenti di disperazione, di infelicità, di malattia, di prossimità all'ora estrema...ma sempre meglio che niente penserà il Signore che, come tutti sappiamo, rimane imbattibile anche in fatto di misericordia.

Però mi lascia divertito questo fatto. Ovvero della grande superpotenza statunitense che si riscopre umana e dunque di grandi fragilità dotata...appare agli occhi di noi tutti persino più simpatica, capace di orientare il suo sguardo anche oltre la siepe e, in questo caso, verso l'infinito.

Insomma siamo un po' tutti come dei monelli discoli che contraddicono i richiami e gli avvertimenti della mamma, salvo poi correre corrucciati al suo capezzale in cerca di aiuto e di conforto per i duri accadimenti della vita. E la sua voce suadente ma severa ci incalza: "Te l'avevo detto o no, caro figlio mio'!"

Per quanto grandi e potenti e importanti ci crediamo o siamo,  rimaniamo in realtà sempre soli e indifesi, e certamente una piccolissima cosa...ricordarcelo qualche volta prima di commettere i soliti errori potrebbe esserci salutare, per la nostra singola vita, per il mondo intero.

 

Torino, Un Salotto Culturale.

(Foto La Stampa)

di Patrizio Brusasco

Si sono concluse ieri, nel nostro capoluogo piemontese,  due manifestazioni di prim'ordine legate al mondo della cultura: Torino Spiritualità e Portici di Carta. Ed è stato un tale successo che non possiamo non dichiarare la nostra soddisfazione per la piena riuscita di simili appuntamenti, decisamente controcorrente rispetto alle discutibili abitudini culturali della società odierna.

Polemiche a parte, mosse recentemente dalle colonne de La Voce del Popolo di Torino,  ma con lo scopo di far riflettere noi tutti sul significato della parola spiritualità nel mondo contemporaneo relativizzato, le due kermesse hanno evidenziato la grande propensione dei torinesi e dei molti turisti, affluiti appositamente per  gli eventi, nel partecipare motivati a offerte culturali che spingono alla riflessione e all'approfondimento.

Ciò che suscita un particolare apprezzamento, e ci fa capire che la società è affatto diversa da quella con cui ci vogliono indottrinare sul piccolo schermo e sui media in genere, è la fedeltà (è il caso di spendere questo termine certamente desueto) con la quale la "gente" ama seguire Torino Spiritualità, affermando la necessità di affrontare le ardue tematiche spirituali alla luce di variegati punti di vista, integrando tutte le esperienze religiose e mistiche, ripristinando altresì il valore religioso della laicità, capace di ergersi, anzi di abbracciare e comprendere,  tutti i dogmi alla luce dell'analisi scevra da pregiudizi o da campanili spirituali. E questo è un bel segnale per tutti coloro che non comprendono le presunte rivalità tra un credo e l'altro, alla luce dell'unicità conclamata di dio.

Vorrei dare quindi anch'io il mio piccolo contributo alla discussione interreligiosa per quel poco che penso di aver appreso, mosso dalla curiosità, durante gli studi universitari: tutti - e non capisco perché nessuno abbia mai fatto chiarezza e debba forse essere io il primo, o giù di lì, a renderlo pubblico - tendono a dividere le grandi religioni in monoteiste e politeiste: il Cristianesimo, l'Ebraismo e l'Islamismo, tradizionalmente monoteisti, mentre gli hindù, politeisti...a parte poi le religioni animistiche, sciamaniche e il buddhismo che è una religione "atea". In realtà, un qualsiasi mediocre studioso di religione sa che l'induismo è fortemente monoteista, basti leggere i Veda e i testi filosofici come le Upanishd, che tanto piacevano al nostro filosofo Schopenhauer (chiamò il suo cane Atma - "Anima"), per averne una nitida visione, ma ancora oggi nessuno tende a far chiarezza e francamente non capisco proprio il perché. Al limite, nel caso induista, si potrebbe parlare di un monoteismo politeista, dove le varie divinità del ricco pantheon indù ricordano le varie funzioni dell'unico dio; ma sottigliezze a parte, l'induismo rimane, almeno per quello che mi è dato a intendere, monoteista, proprio come le altre religioni.

Decisamente più laica l'affermazione di Portici di Carta che ha mostrato una passione per la lettura, nonostante che i dati  spesso contraddicano tale esperienza, che accomuna giovani e meno giovani, uomini e donne. E sorprende fino a un certo punto che alla fine siano sempre i classici a emergere sul gotha degli autori oppure, e questo non stupisce per nulla, le ultime uscite di forte impatto mediatico ovvero relative a temi sensibili che ci toccano da vicino.

Ne esce dunque rafforzata l'editoria e tutto il comparto che muove, e naturalmente le persone che si avvicinano alla lettura, capace, più di ogni altro media, di parlare al cuore o all'animo della gente, magari con la presunzione e l'illusione di renderci tutti migliori, almeno per qualche fugace attimo.

 

 

La nota sul Consiglio regionale.

Anteprima

di Patrizio Brusasco

 

Dopo una due giorni intensa in Aula consiliare si è arrivati all'approvazione del bilancio di assestamento 2008, gravato come sempre dal cospicuo deficit legato alla Sanità.

Il vicepresidente della giunta regionale Paolo Peveraro si è detto molto soddisfatto  poiché: "E' la prima volta - ha dichiarato subito dopo la chiusura dei lavori -  ed è un fatto unico nel panorama delle regioni italiane che i conti della sanità vengano messi a posto in modo da coprire l'intero deficit dell'anno in corso già in fase di assestamento, senza che una parte finisca per gravare sugli anni successivi". Anche se dal punto di vista della minoranza, per voce del suo leader Angelo Burzi, non pare affievolita la forte preoccupazione per le ampie dimensioni assunte dal debito pubblico della Regione.

Nello specifico la manovra, che mira principalmente alla copertura del buco ingente causato come sempre dalla sanità,  prevede una ridistribuzione di 300 milioni di spese in conto capitale per investimenti e 90 milioni di euro di tagli alle spese correnti, necessari peraltro per garantire il rispetto dei limiti imposti dal patto di stabilità, ma che non incideranno sugli impegni già assunti dall'ente regionale per il 2008.

E ancor più nel dettaglio di questi 300 milioni di euro altri 100 milioni sarebbero destinati al finanziamento integrale della chiusura dei programmi Docup (Documento unico di programmazione), 5 milioni verranno assegnati all'Arpa, 1 milione servirà per implementare il Fondo di solidarietà per le vittime degli incidenti sul lavoro, raddoppiando la somma a oggi disponibile; 837.000 euro saranno inoltre destinati  all'incentivazione da parte del personale regionale dei mezzi pubblici, e 3 milioni di euro infine sono stati stanziati a vantaggio del turismo religioso e in previsione della prossima Ostensione della Santa Sindone.

Una volta messi a posto i conti ora si può tornare a lavorare con tranquillità e con il vento in poppa sui grandi temi del momento, primo su tutti il federalismo fiscale. Ne parleremo sicuramente a lungo nel prossimo futuro.

 

 

 

Il pensiero sbrigativo.

 
"La richiesta del maestro unico rivela un'avversione per la complessità": lo ha scritto Michele Serra mercoledì 24 settembre sulle colonne di "Repubblica" in un lungo articolo che replica all'intervento di Edmondo Berselli pubblicato due giorni prima sullo stesso quotidiano.
"Se la parola-totem della sinistra, da molti anni a questa parte, è complessità (...) quella della destra (vincente) è semplicità", scrive Serra. Un'analisi lucida e spietata che merita di essere letta e di favorire una riflessione.
 
 

"Non togliete la scorta a Masciari".


 
Sono una trentina i consiglieri regionali firmatari dell’appello promosso da Mariano Turigliatto che chiede il ritiro del provvedimento di revoca della scorta a Pino Masciari, testimone di giustizia che undici anni fa ha denunciato la ‘ndrangheta e le sue collusioni con il mondo della politica.
Il provvedimento di revoca della scorta è stato comunicato qualche giorno fa dal presidente della Commissione centrale di protezione, Alfredo Mantovano, che ha autorizzato il testimone di giustizia “a muoversi in autonomia” da solo e con mezzi propri.
Si legge nella lettera firmata da Turigliatto e dagli altri consiglieri: “Pino Masciari da diversi anni ha intrapreso questo percorso di testimonianza della sua storia; la scorta revocata non gli garantisce la sicurezza nei viaggi che affronta per incontrare le istituzioni locali, i ragazzi delle scuole di tutta Italia, le associazioni Antimafia e gruppi sociali, che lo invitano come esempio di Resistenza alle mafie”.
E ancora: “I sottoscritti deplorano la decisione del presidente della Commissione centrale di protezione perché da un lato non considera i rischi che gravano su un testimone di giustizia, in virtù delle sue denunce; dall'altro “autorizza” gli spostamenti di Pino Masciari, come se la vita dei testimoni potesse essere decisa da chi invece deve garantirne la protezione”.
Per poi concludere: “Non è cessata l’emergenza malavita organizzata, le mafie non sono sconfitte e i personaggi-simbolo nell’affermazione dei valori della legalità e dello Stato di diritto vanno protetti e tutelati affinché possano svolgere l’importante ruolo di  testimonianza, educazione e promozione dei valori della legalità”.
L’appello è rivolto al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al ministro dell’Interno, Roberto Maroni e allo stesso Alfredo Mantovano.


Per saperne di più su Pino Masciari: http://www.pinomasciari.org

 

 

Beviamo il latte crudo.

 
 
Lo scandalo cinese del latte alla melamina sta scatenando la psicosi da latte in polvere anche in Europa, tanto che è di poche ore fa la notizia di alcuni sequestri preventivi in un paio di città italiane.
Tuttavia nel nostro paese si sta felicemente affermando la realtà dei distributori di latte crudo: il latte allo stato naturale, così com'è prodotto dalla mucca, prima ancora che venga pastorizzato e impacchettato.
Torino e provincia totalizzano al momento oltre 60 distributori automatici, solo Milano ha finora fatto meglio.
Con l'aiuto del sito web www.milkmaps.com pubblichiamo l'elenco aggiornato dei distributori automatici di latte crudo esistenti in Piemonte. Invitiamo chi ne conoscesse altri a segnalarcelo, assieme a eventuali imprecisioni.

LEGGI L'ELENCO COMPLETO DEI DISTRIBUTORI AUTOMATICI DI LATTE CRUDO  

Sport, assicurazione scoperta.

  

Talmente semplificata da dover essere rivista. E’ questo il senso dell’interrogazione che Mariano Turigliatto ha rivolto al presidente del Consiglio regionale in merito alla legge che dallo scorso 25 giugno non rende più necessario il certificato di sana e robusta costituzione per chi svolge “attività ludico-motoria a fini ricreativi per attività sportiva non agonistica”.

In pratica, da circa tre mesi chi frequenta la piscina per il nuoto libero o la palestra per la partita di calcetto con gli amici non deve più passare dal medico di famiglia a richiedere il certificato, rilasciato a pagamento dietro il versamento di circa 30 euro. Un’abrogazione che ha sicuramente prodotto una semplificazione, ma anche un problema: “Nei corsi per i quali è prevista copertura assicurativa – spiega Turigliatto – le compagnie di assicurazione non riconoscono la copertura stessa per via dell’assenza di certificato medico preventivo. Una situazione che va a danneggiare chi pratica e chi gestisce queste attività sportive”.

E’ infatti noto che, nel caso di attività sportiva continuativa e non agonistica, gli iscritti godono di una copertura assicurativa che è di norma stipulata dalle società di gestione degli impianti e delle attività, spesso con il tramite della federazione sportiva di riferimento. Tutte queste polizze prevedono la produzione del certificato di sana e robusta costituzione. Nella sua interrogazione Turigliatto chiede allora quale sia l’esatta applicazione della norma (occorre produrre il certificato medico? se sì, per quali attività?) e se i medici di base e le società che gestiscono attività sportive hanno ricevuto disposizioni dall’assessorato alla Salute in merito a regolamento o circolari applicative.

 

Computer: si parte il 7 ottobre.

"Un computer per ogni bambino" vivrà il suo primo momento pubblico martedì 7 ottobre, alle ore 17, presso la scuola elementare "Don Milani" di via Arnaud 19 a Rivoli. In quell'occasione verrà annunciato l'avvio della sperimentazione che coinvolgerà il Primo circolo didattico di Rivoli e la direzione didattica "Alfredo D'Andrade" di Pavone Canavese.
Come noto, i libri di testo dei bambini saranno sostituiti da un piccolo computer a basso costo e ultraportatile, comodo da mettere nello zainetto per essere portato anche a casa. Un'iniziativa promossa dal gruppo consiliare Insieme per Bresso che, oltre alle due scuole di Rivoli e Pavone Canavese, coinvolge anche il “Majorana” di Grugliasco, cui toccherà occuparsi della preparazione e della manutenzione dei “JumPC” messi a disposizione da “Olidata” per i bambini delle due scuole elementari.
"Un computer per ogni bambino" ha intanto già avuto l'onore della prima pagina dell'inserto "Nord Ovest" de "Il Sole 24 Ore" nell'articolo firmato da Fabrizio Pasquino che potete leggere qui di seguito.

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO DA "IL SOLE 24 ORE"

 

Giovedì sera il debutto di Civica.

Sarà la sala "Pasquale Cavaliere" di via Palazzo di Città 14 a ospitare giovedì 18 settembre, a partire dalle ore 21, il primo dei due appuntamenti organizzati da CIVICA, il movimento democratico del Piemonte che da qualche mese riunisce le diverse esperienze di governo civico presenti in Comuni medio-piccoli del Piemonte.
Domani sera il professor Angelo Tartaglia, docente di Fisica alla facoltà di Ingegneria del Politecnico di Torino, parlerà di "Mobilità sostenibile, politiche trasportistiche e grandi opere". Un'occasione importante per approfondire un tema che coinvolge l'intero territorio e nell'ambito del quale verranno prese a breve decisioni molto importanti.
Quella di domani sarà la prima uscita pubblica di CIVICA. L'incontro sarà aperto a tutti e sarà disponibile - per chi non potesse intervenire di persona - in diretta streaming su questo stesso sito web.

 

 


 

 

E PENSARE A STUDIARE E A INSEGNARE...NO?!.

Anteprima

di Patrizio Brusasco

 

PROLOGO:

"Semel in anno licet insanire" - Seneca (Una volta all'anno è lecito fare il pazzo) - soprattutto per reazione alle continue bestialità che si odono ubiquamente

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La scuola sforna sempre più dei Lucignoli e dei Pinocchi!

Tra una riforma e l'altra, periodi di restaurazioni varie e di controriforme, di rigurgiti dal sapore di uno sbiadito '68 e di epiteti  tanto suggestivi quanto inconcludenti - vi ricordate "la pantera"? -, è solo intorno ai quaranta di età, e cioè verificata l'impossibilità di ottenere quei sacrosanti diritti, soprattutto qualora conseguiti senza appoggio alcuno, che si capisce la potenza e l'ineluttabilità della macchina tritacarne della società che, da un lato, ti ammansisce, sotto la paternalistica e maternalistica educazione-formazione, con l'illusione dei valori meritocratici, dell'onestà e di tante altre panzane simili, ma vorrei dire "puttanate" senza senso, rivendicando l'uso letterario della parola volgare in seno a una società demente, dall'altro, nella sua unica espressione, ti macella e ti rende come un drop out, cioè un emarginato, un fallito se preferite, quasi un parya, il cui disonore si ascrive a quello di non riuscire onestamente a trovare un lavoro adeguato ai sacrifici e agli sforzi profusi, ultimo dei Mohicani nonché "fesso" metastorico e pronto a entrare nell'empireo dell'epica, magari persino studiato in qualche tesina di sociologia di quarta categoria.

Ieri è iniziata la scuola primaria e dunque per celebrarla ho voluto pormi e porvi una semplice, primaria nonché elementare, trattandosi di scuole elementari, domanda: ma perché in questo cavolo di Paese non si pensa, dall'alto degli scranni ministeriali, a far insegnare e a far studiare i discenti, cercando di inculcare nelle zucche di tutti l'importanza e il piacere dello studio?!....magari citando il sommo Dante - dai, me la voglio proprio tirare - col classico: "fatti non foste per vivere come bruti ma per seguir virtude e canoscenza" (spero che sia giusto!, se no sai che figura!).

Migliorie a parte, come una  maggiore razionalità dei percorsi formativi, lo snellimento di alcune obesità didattiche, una maggior vicinanza al mondo del lavoro, il ripristino del diritto allo studio e via dicendo....ma si vorrà pensare, oltre che alla forma, ai contenuti e dunque all'insegnamento e allo studio. Potete fare tutti i cambiamenti che volete, ma il perno sul quale tutto gira è, in questo caso, lo studio, ovvero teste sui libri, e l'insegnamento della migliore qualità, si spera e si pretende. Tutto il resto sono panzane, mere panzane, solo panzane.

E secondo me di studiare non se ne parla mai! Forse perché per mantenere questa massa di dementi, energia vitale per i dirigenti di questo schifoso sistema mondiale, è necessario parlare delle copertine dei libri piuttosto che del sapere che contengono.

Come infatti potrebbe reggersi una simile società, strutturata e basata su meccanismi e bisogni dementi, se si rendessero capaci e intellettualmente vivi i membri-tasselli di questo mosaico? E allora si deve ragionare con la pancia o col basso ventre perché lo show possa andare avanti, mentre la testa serve solo più per vomitare stronzate, oh scusate...deiezioni, direbbe un raffinato intellettuale radical chic : figura letteraria di sinestesia!...ovvero uso aulico della volgarità!

Questo per dire che studiare serve anche a divertirsi, perché in questa presunta società di raffinati - i truzzi avanzano a piè spinto - mandare a quel paese qualcuno con classe presuppone anni e anni di frequentazioni scolastiche, con impegno naturalmente; per dire che gli stupidi riescono meno anche nelle volgarità che tanto li attraggono....BUON STUDIO allora, se non altro per imparare a insultare meglio e divenire un vero Bachelor of Arts della trivialità...ah...ah...ah!

E mi raccomando...puntuali al suono della campanella!

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EPILOGO: è anche vero altresì che sarebbero gli adulti a dover tornare sui banchi di scuola per impedire il cosiddetto analfabetismo di ritorno e per risvegliare i sopiti  prodromi della buona educazione, tipo rispondere prego al grazie o dire grazie qualora la circostanza lo preveda; non mandare a quel paese gli automobilisti nel traffico cittadino, lasciare passare i pedoni sulle strisce pedonali.....: sarebbe già un bel viatico per la deriva comportamentale di oggi.

 

 

 

Quanto costa chiudere Alitalia.

 


 Sulla questione Alitalia molto s’è scritto e si sta scrivendo in queste ore di frenetica trattativa. Una delle domande più frequenti è: ma quanto ci costa chiudere Alitalia? Ha provato a dare una risposta efficace Carlo Scarpa, professore ordinario di Economia Politica presso l'Università di Brescia e redattore del sito www.lavoce.info. La risposta è di quelle che fanno tremare i polsi: chiudere Alitalia costerà allo Stato quasi tre miliardi di euro.

 
LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO DAL SITO WWW.LAVOCE.INFO

 

 

Stop libri, a scuola con il computer.

 

Primo giorno di scuola con molte novità  - alcune effettive, altre solo annunciate, tutte perlopiù sgradite  – che interessano studenti, genitori e docenti. Il mese di ottobre porterà invece una novità che interesserà le scuole elementari di Rivoli e Pavone Canavese: i libri di testo dei bambini saranno sostituiti da un piccolo computer a basso costo e ultraportatile, comodo da mettere nello zainetto per essere portato anche a casa.
L’iniziativa si chiama “Un computer per ogni studente” ed è stata promossa dal gruppo consiliare Insieme per Bresso che nei giorni scorsi ha stipulato l’accordo con le elementari di Rivoli (Primo circolo) e Pavone Canavese, nonché con il “Majorana” di Grugliasco. Agli allievi della classe Quarta A dell’Istituto tecnico di Grugliasco toccherà preparare e occuparsi della manutenzione dei “JumPC” messi a disposizione da “Olidata” per i bambini delle due scuole elementari.
Il Primo circolo di Rivoli effettuerà una sperimentazione che durerà per l’intero anno scolastico e coinvolgerà tutti gli allievi della classe Quinta A. Durerà invece per il primo quadrimestre l’esperienza di Pavone Canavese.
Un pool di insegnanti composto da Dario Zucchini, Paola Limone e Marco Guastavigna ha predisposto unità didattiche rivolte ai docenti che si misureranno con l’insegnamento attraverso l’ausilio dei pc. Lo stesso pool monitorerà con costanza il progetto: nei primi mesi del 2009 sarà già possibile compierne un’analisi e diffonderne i dati attraverso un tavola rotonda.
“In questo modo – ha detto Mariano Turigliatto – contiamo anche di ridurre gradualmente l’utilizzo dei libri e il divario digitale che si separa dalle altre nazioni europee”.

 

"Unaltra opposizione è possibile".

 

Interessante intervista a Paolo Flores D'Arcais, direttore di "Micromega", domenica scorsa sulle pagine nazionali de "La Stampa" a firma di Jacopo Jacoboni.
Molto lucida l'analisi del giornalista e filosofo, perentorio nell'affermare che oggi "un terzo di italiani non ha più strumenti di rappresentanza politica né di espressione mediatica".

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO

 

Giardino del Popolo a Corfù.

 

 

In rappresentanza del Consiglio regionale, Mariano Turigliatto ha preso parte lo scorso 8 settembre a Corfù, in Grecia, all'inaugurazione del Giardino del Popolo, il monumento in memoria dei caduti e dei reduci della Divisione Acqui e dei corfioti che aiutarono molti militari italiani braccati dalle truppe tedesche dopo la loro resa. "Mi ha colpito - ha detto Turigliatto - il modo in cui tutti i presenti hanno evidenziato l'aspetto resistenziale su quello militare. Un esempio di 'altra Resistenza' che è emerso nelle parole delle autorità italiane, greche e militari".
Assieme a Turigliatto anche l'assessore regionale alla Cultura, Gianni Oliva, la consigliera Mariangela Cotto e il sindaco di Corfù, Sotiris Mikalef. La realizzazione dell'opera è stata resa possibile dal contributo stanziato della Regione Piemonte nell'ambito delle iniziative per la Valorizzazione della Memoria.

 

La piscina di Grugliasco.

 

 
Sul numero di "Luna Nuova" ieri in edicola, a firma di Oscar Serra, compare un articolo intitolato "La Rari deve rimanere" che resoconta la raccolta firme promossa da Grugliasco democratica a sostegno della società sportiva che da quasi dieci anni gestisce l'impianto di corso Torino.

"Luna Nuova" è il bisettimanale d'informazione locale delle valli Susa e Sangone e della cintura ovest di Torino.
Esce in edicola il martedì e il venerdì.

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO

 

Mio Dio come siamo caduti in basso.

di Mariano Turigliatto 

Aula universitaria, ore 14,30 di venerdì 5 settembre. Ragazzi e ragazze (sono in maggioranza) in trepidante attesa di essere chiamati da una addetta che, sulla porta, sfoglia l’elenco per consegnare a ciascuno un talloncino di riconoscimento.
Con discreta efficienza i candidati vengono ammessi all’aula; a ciascuno viene assegnato un posto con tutto il necessario. Prendo posto in fondo, come mi dicono di fare.
La fese di accreditamento dei candidati dura circa tre quarti d’ora: alle 15,15 prende il via la prova e riceviamo l’ordine di aprire le buste. Ci fanno sapere che abbiamo un’ora di tempo.
Le domande sono 100, dunque una media di 33 secondi per domanda, davvero un po’ poco, visto che alcune richiedono la lettura di brani non sempre chiari e che necessitano di qualche riflessione in più. Pazienza…
Ci sono i giochini coi numeri e con le forme, ci sono le domande di lettura di qualche tabella, domande da pervertiti su testi sovente scritti apposta per confondere… ma anche le famigerate domande di cultura generale. Eccone alcune che ricordo a memoria:
“In cosa si era laureato Freud?”: tra le cinque possibilità di risposta c’era sia Medicina che Psichiatria, ma poi a cosa serve?  
“Quale dei seguenti paesi non ha partecipato alla guerra dei trent’anni (1618-1648)?”. L’elenco era fatto di paesi  che hanno combattuto gran parte delle guerre europee. Ho dovuto pensarci a lungo… e ho insegnato storia per oltre vent’anni!
E poi ancora l’Innominato, Giasone e il Vello d’oro, il motto dell’Unione europea e altri quiz copiati spudoratamente da Mike Bongiorno.
Eh già! Altro che test attitudinali, questi sono giochi di nozionismo scemo, di quello che fa malissimo alla scuola e che produce danni inenarrabili perché accredita l’idea che la cultura sa fare bene le parole crociate.
E così, mentre guardavo quei ragazzi giocarsi un anno in quel modo pensavo a quanto sarebbe stato bello se su quei banchi ci fossero stati gli insegnanti: costretti a giocarsi un anno di lavoro con quelle domandine del ….
Già l’idea del numero chiuso fa a pugni con una società aperta e inclusiva, capace di trovare modi per aiutare chi vuole provarci, ma che poi si realizzi in questo modo è davvero troppo.
Non è una questione banale: dato che vogliamo conoscenza e sviluppo dolce, sempre più ognuno di noi troverà a entrare e uscire dal sistema formativo per tutta la sua vita, integrando lavoro e studio per restare al passo e contribuire efficacemente all’innovazione necessaria. Come si fa? Serviranno forse questi test per riportare il nostro paese dove vorremmo che fosse?  

 

Cara amica e caro amico.

In questi mesi molte iniziative “dal basso” sono nate nel tentativo di promuovere un cambiamento vero nella nostra società, prodotto dalla voglia di partecipazione e di autentica democrazia. Ora un gruppo significativo di liste civiche della nostra regione, insieme ad associazioni e singoli cittadini interessati, ha dato vita a CIVICA, una realtà che intende occuparsi di politica,  del futuro delle nostre comunità, che vuole porsi come supporto alle esperienze di attività civica, quindi locale, e come stimolo alla partecipazione democratica dal basso.  

Il nostro sembra un paese rassegnato, apparentemente insensibile alle continue violazioni alla libertà, alle regole del vivere comune, alle esigenze di lasciare alle generazioni future risorse e un ecosistema in cui vivere in serenità, armonia e in modo sostenibile. Siamo convinti però che sotto la cenere arda, invece, una voglia di reagire e di riscoprire una dimensione politica che parta dalla società civile, dai nostri comuni, dalle associazioni, dalle attività di volontariato e di servizio sociale. Un’attività politica lontana da partiti chiusi e autoreferenziali, vicina ai cittadini, alle loro aspettative alla loro voglia di un futuro migliore.  E proprio partendo da questi presupposti che CIVICA ha deciso di organizzare un ciclo di conferenze/incontri su alcuni  temi sensibili della nostra società. Ti alleghiamo l’indicazione dei prossimi appuntamenti affinché tu possa, se potrai e vorrai, parteciparvi per andare alla scoperta di ciò che di vitale si muove nella società piemontese. Speriamo di condividere con te valori, aspettative, coraggio,  determinazione, voglia di concretezza e di coerenza.

Senza partecipazione diffusa non si va da nessuna parte, senza rispetto non si costruisce partecipazione, senza coraggio si riproducono modelli e comportamenti che tanto male stanno facendo al nostro paese.  Vorremmo costruire tutti insieme un modello di politica rispettoso di tutti e inclusivo; abbiamo bisogno del tuo contributo, delle tua voglia di esserci, di dire la tua per cercare di costruire fiducia reciproca.

Siamo a disposizione per fornirti tutte le informazioni su ciò che stiamo facendo, per condividere con te speranze e voglia di cambiare. Ti aspettiamo.

Torino, settembre 2008

 

 

Per  il coordinamento di CIVICA:

Michelangelo Bertuglia (presidente ass. cult. “Parole e Musica Borgaro T.se -To-”)
Alessandro Brescia (lista civica “Uniti per Cambiare” Venaria -To-)
Domenico Galizio (lista civica “Insieme per Santena”–To-)
Giovanni Lava (associazione “Collegno Domani”-To-)
Mauro Marinari ( lista civica “Rivalta Sostenibile” –To-)
Iolanda Neirotti (lista civica “Grugliasco Democratica”-To-)
Mariano Turigliatto (consigliere regionale del Piemonte)


 

 

NON FATE CINE!.

Anteprima

 

di Patrizio Brusasco

 

E' singolare che nessuno, a esclusione delle parti sensibili e verosimilmente lese da un qualche fatto, stigmatizzi reiterati accadimenti di cui non solo non se ne sente più la necessità, ma che hanno stufato di gran lunga, ultimo estremo retaggio di un mondo al contrario che sta per finire, se vuole continuare ad andare avanti.

E' la solita presunta saga dei furbi, di coloro che si adagiano sulle stereotipate consuetudini di marketing che, dalla rock star Madonna in avanti, hanno delimitato e codificato un modello di business che, se lecito per definizione, diviene nauseabondo allorché speculatore di disgrazie e di comportamenti al limite del buon gusto.

E' altrettanto vero che siamo talmente marci dentro da non riuscire neppure più a indignarci, dimostrando che tali atteggiamenti, che dovrebbero scuoterci dal nostro torpore eterno, sono probabilmente al loro epilogo.

Mi riferisco alla strumentale polemica del film sulla Thyssen del regista subalpino Calopresti e marginalmente alla cantante Madonna. Se la seconda è un prodotto ormai in declino avanzato da parecchio tempo, pur non perdendo la voglia di provocare il sacro o presunto tale, sempre per le solite logiche di profitto, che negli Stati Uniti sono come l'anima per un corpo, il primo, Calopresti, ha perso, a mio modesto avviso e stando a quanto si legge sui giornali,  un' eccellente occasione per mostrarsi in un modo affatto diverso dai soliti stilemi di oggi, in nome del dio denaro e della gloria, del successo e via dicendo.

Quello che è successo col suo film sulla Thyssen - che riportava la registrazione delle grida disperate di un operaio che, conscio di essere prossimo alla morte, invocava tragicamente aiuto - ha rivelato un animo banalmente qualunquista - che per un regista e un intellettuale è assolutamernte tragico - che di nulla si indigna in nome del box office e della notorietà, e non uso volutamente la parola fama.

Ora Calopresti pare fare retromarcia e voler dunque togliere le spaventevoli grida del giovane operaio, dopo- questa sì - l'ovvia indignazione della madre del giovane, poiché ora crede molto probabilmente di aver ottenuto il clamore necessario attorno a sé e al suo prodotto, e non uso volutamente la parola film, tronfio nell'aver, pure lui, usato i soliti squallidi e mediocri metodi pubblicitari, questa volta sulla morte - E CHE MORTE!-  di una persona.

Non vogliamo consigliare di non andare a vedere quel film per ripicca e per protesta, ma ci accontentiamo sic et simpliciter, di aver tolto il velo di maia, la maschera dal viso di un regista che ci aveva fatto pensare di poter essere diverso dal mondo in cui aveva scelto, dopo mille sacrifici e con tanta fortuna e quant'altro, di vivere.

Peccato, alla fine sono proprio tutti uguali!

 

IL PROF. TURIGLIATTO TORNA SUI BANCHI DI SCUOLA!.

di Patrizio Brusasco


ATTENZIONE, ATTENZIONE....OGGI MARIANO TURIGLIATTO TORNA SUI BANCHI DI SCUOLA....NON PERCHE' SIA RIPETENTE O PER LE CLASSICHE RIPARAZIONI SETTEMBRINE, MA PER AFFRONTARE, CON UMILTA' E COME QUALSIASI ALTRO STUDENTE, UNO DEI FAMIGERATI TEST DI AMMISSIONE UNIVERSITARIA. MARIANO SI CIMENTERA' , ANZI SI STA CIMENTANDO, NEL TEST DI AMMISSIONE DELLA FACOLTA' DI PSICOLOGIA PER VERIFICARE L'EFFICACIA O L'ASSURDITA' DI SIMILI ESAMI DI AMMISSIONE CHE DECIDONO, E SCUSATE SE E' POCO, DELLA PROGETTUALITA' DI VITA DI UNA PERSONA!

IN GRAN SEGRETO, VI CONFIDO, AVEVA UNA CERTA PAURA DI PASSARE PER "SOMARO" , COME SI SUOL DIRE NEGLI AMBIENTI SCOLASTICI A LUI TANTO CARI - ESSENDO LUI UN PROFESSORE IN ASPETTATIVA PRESSO L'ITIS DI GRUGLIASCO - MA CI HA PROMESSO  DI DARE IL MEGLIO DI SE' A PRESCINDERE DAL RISULTATO, CHE POI E' IL MODO IN CUI TUTTI GLI STUDENTI DOVREBBERO APPROCCIARSI A  QUALSIASI ESAME DI VITA....

VAI MARIANO, SEI TUTTI NOI!!!!!!!!!

 

 

Il fascismo genetico.

di Paolo Merlo

 

Per ricostruire il centrosinistra occorre ripartire da capo, dalla Resistenza e dallo spirito unitario del Cln. Recuperare il progetto dell'Ulivo e lo spirito girotondino. Convincere coloro che stanno a sinistra del Pd a smettere di inseguire le farfalle perchè viviamo in un paese anomalo e arretrato (mafia, Vaticano, semianalfabetismo, fascismo naturale, eccetera). Rinnovare la classe dirigente innestando elmenti giovani e non compromessi col potere e le sue degenerazioni interessate. "Vaste programme", direbbe De Gaulle. Ma che altro ci resta da fare?

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Esame di psicologia.

 
Domani pomeriggio Mariano Turigliatto tradirà i banchi del Consiglio regionale per quelli dell'Università: prenderà infatti parte all'esame di ammissione ai corsi di laurea in Psicologia, in programma alle ore 14.30 presso la palazzina ex Italgas di Lungo Dora Siena 68/A.
L'obiettivo non è quello di inseguire l'ambito titolo di psicoterapeuta, bensì quello di protestare contro l'esistenza del numero chiuso nelle università: "E' la più grossa fregatura mai rifilata al popolo italiano - afferma -. Studiare è un diritto che non dovrebbe essere negato a nessuno. Toccherebbe al corso di studi fare l'eventuale selezione, non a un esame di ammissione che ti chiede se la distanza tra Roma e Pechino è superiore a quella tra New York e Valparaiso. Ecco perché partecipo all'esame: per protesta contro questa situazione e per stare vicino a chi deve subire l'umiliazione di sottoporsi a una simile sciocchezza".
Nei prossimi giorni, su questo sito comparirà il resoconto dell'esperienza sui banchi dell'Università.
 

RITORNO ALLANTICO.

Anteprima

di Patrizio Brusasco

 

Sulla scuola italiana si stanno abbattendo tutta una serie di riforme non meno importanti rispetto alle altre necessarie che contemplano un po' tutti ii comparti del sistema Italia. Ho letto gli articoli riportati sul nostro sito e vorrei anch'io dire la mia, per cui mi scuso se rimaniamo sullo stesso argomento, ma la scuola è troppo importante per tutti noi per perdere la ghiotta occasione di poter esternare il proprio, se pur futile, pensiero e punto di vista.

In fondo c'è una voglia di ritorno all'antico, di ripristinare un ordine dissolto dal malcostume sociale, a sua volta vittima di altre concause conclamate, di riportare l'insegnamento verso una completa educazione e formazione dell'individuo, a fronte della perdita dei valori e dei princìpi che hanno sempre distinto l'uomo dalle fiere.

Non so se il problema della crisi della scuola italiana stia sempre e soltanto nei pochi fondi stanziati e negli scarni emolumenti riconosciuti ai docenti, ma certo è che il vuoto culturale e civile che ha attanagliato questo Paese è innegabile e sotto gli occhi di tutti. 

Le riforme della scuola italiana sembrano sempre ispirate alla filosofia della mano destra che non sa cosa stia facendo la sinistra e all'introduzione di nuove "vie" e percorsi didattici secondo scelte che sembrano più attenere a un manuale di psichiatria che non a un lavoro progettuale serio e ponderato. In fondo la base educativa che lega le generazioni passate a quelle future è sempre la stessa, noiosamente la stessa, quella, per semplificare, che ci fa dire "grazie" o "prego", a seconda che si ottenga un favore o lo si conceda.

Quello che nella scuola taliana si è perso, mi sembra, è l'ABC dell'insegnamento e dell'educazione, in nome di  teorie pedagogiche sempre più innovative e sempre più inefficaci. Una volta si fa la crociata contro il nozionismo, poi ci si accorge che anche le date sono importanti, se non altro per allenare la memoria; un'altra volta si ritiene inutile disperdere salutari energie - per fare poi chissà quali scemenze come stare eternamente sul pc o davanti alla tv -  per imparare le poesie a memoria, salvo poi fare marcia indietro....; un'altra volta ancora si permette l'uso della calcolatrice per poi scoprire che il vetusto valore del vecchio pallottolliere e delle tabelline...; poi si vogliono togliere i voti, sostituiti dai giudizi, per la similare logica che limare il crudo significato di un concetto sia preferibile alla nuda realtà ( a volte qualche scossone emotivo fa proprio bene!); poi non si vuole più bocciare e via dicendo...insomma si massacra una delle poche cose che in Italia era una garanzia di qualità, pur con i necessari cambiamenti, in nome di una internazionalizzazione del sapere che abbiamo sempre visto di malocchio (si è sempre detto quanto siano ignoranti gli studenti stranieri, ma oggi è giusto dire che non siamo stati superati da loro ma siamo noi che ci siamo autoflagellati senza fine): che senso ha mutuare sistemi stranieri, in primis anglosassone, in nome di una sprovincializzazione del Belpaese; sembra un po' la politica indiscriminata dell'accettazione degi extracomunitari degli ultimi anni in nome di una equiparazione alle altre società occidentali...ma ci si rende conto che gli altri Stati hanno una società, spesso infelicemente, multietnica per via del colonialismo, e scusate se è poco?!

Insomma l'Italia pare non essere in grado di avere una sua identità e di voler emulare a destra e manca, dimentica di essere stata la culla della civiltà occidentale...un po' come l'India per l'Asia orientale. Siamo un Paese che versa in una gravissima crisi e la scuola ne è un aspetto ben visibile, ma la scuola, solo la scuola, ci può, con fatica e lentamente, risollevare...solo la testa sa fare la differenza!

 

 

LA SCUOLA ITALIANA TRA NOSTALGIE E CRISI DI IDENTITA.

Anteprima

 

                                                              di Tito Boeri e Fausto Panunzi 

Grazie a un editoriale di Ernesto Galli della Loggia sulla crisi di identità della scuola italiana e a un dibattito apertosi sulle colonne del Corriere della Sera, sappiamo finalmente quali siano i piani del governo sulla scuola italiana. Non che siano particolarmente promettenti. Oscillano tra passatismo e irrilevanza. Speriamo in qualche ripensamento. Senza dimenticare che una società che risparmia sull'investimento nella scuola è una società che sta rinunciando al suo futuro.

Grazie a un editoriale di Ernesto Galli della Loggia e a un dibattito apertosi sulle colonne del Corriere della Sera, sappiamo finalmente quali siano i piani del governo sulla scuola italiana.

ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO

Prima di discutere le proposte dei ministri Gelmini e Tremonti è opportuno richiamare i contenuti dell’intervento che ha avuto l’indubbio merito di stimolarle. La tesi di Galli della Loggia è che la crisi della scuola italiana sia l’altra faccia della medaglia della crisi di identità del nostro paese, incapace di “progettare il suo futuro, perché non riesce più a incontrare il suo passato”. Questa diagnosi è così astratta da rendere difficile una sua valutazione. Anche se fosse corretta, non offrirebbe comunque terapie di immediata attuazione. Come fa una società a riappropriarsi del suo passato e a definire una nuova identità? Chi dovrebbe promuovere tale processo? E quale sarebbe l’orizzonte temporale? La scuola non può permettersi il lusso di aspettare che la società italiana riconosca se stessa allo specchio, ma ha la necessità di interventi urgenti.

ORDINALE, CARDINALE E VECCHIO MANUALE

Questa necessità viene riconosciuta negli interventi dei ministri Gelmini e Tremonti, che hanno il pregio di proporre misure potenzialmente di efficacia immediata. Partiamo dalle due proposte avanzate dal ministro dell’Economia: il ritorno ai voti al posto dei giudizi e una riduzione della frequenza nel cambiamento dei libri di testo. Si tratta di interventi marginali, se non del tutto irrilevanti. I giudizi, come i voti, hanno un valore ordinale. Come 8 è meglio di 7, così ottimo è meglio di distinto. Riesce difficile capire perché la scala 9-8-7-6-5 (peraltro già applicata nei licei) sia preferibile alla scala ottimo – distinto – buono – sufficiente – insufficiente o a quella A-B-C-D usata nei paesi anglosassoni. Quanto ai libri di testo, è vero che sono cambiati nel tempo, ma lo stesso è avvenuto anche a livello di testi universitari. La ragione è che nel tempo è cambiata la modalità di studio e apprendimento degli studenti a ogni livello. Il diffondersi di nuove tecnologie come il computer ha arricchito gli strumenti didattici a disposizione degli insegnanti e i libri di testo si sono adattati a tali cambiamenti, inserendo supporti didattici come i cd dedicati al ripasso degli argomenti e una grafica meno spartana di quella dei libri di testo degli anni Settanta. Questo processo è avvenuto in tutti i paesi. Certo, vi sono case editrici che procedono ad aggiornamenti cosmetici pur di spiazzare il mercato dell’usato. Ma non ci si può affidare che agli insegnanti per impedire che queste scelte editoriali appesantiscano il bilancio delle famiglie. Esistono già tetti di spesa. Intervenendo d’imperio si corre il rischio di ritardare l’innovazione didattica.

LE QUATTRO “I”

La stessa ottica “passatista” ispira le proposte del ministro Gelmini: ripristino del voto di condotta, divisa scolastica, maestro unico, insegnamento dell’educazione civica. Inoltre, si aggiunge alla vecchia ricetta delle tre I (inglese, informatica e impresa) una quarta I (italiano), cioè lo studio della letteratura, della storia e delle tradizioni italiane. Il maestro unico, il grembiule e il voto di condotta c’erano negli anni Settanta e così anche l’insegnamento dell’educazione civica. Ma la società italiana è cambiata e così la scuola. In particolare, sono cambiati gli studenti e le loro famiglie. Il massiccio flusso di immigrati ha reso meno omogenee le classi. I bambini con disabilità, che venivano prima lasciati a casa, adesso vanno – giustamente – a scuola. La maggiore partecipazione femminile al mercato del lavoro ha fatto fiorire il tempo pieno, riducendo il coinvolgimento delle famiglie nel processo di apprendimento degli studenti.
Non è certo con il ritorno al passato che la scuola italiana troverà la soluzione dei suoi problemi. Cosa si può fare allora per la scuola italiana? Un sistema di buoni (voucher) che consenta alle famiglie di scegliere tra le varie scuole, anche private, mettendole in competizione, è la proposta che è stata
avanzata da più parti. Ma anche l’introduzione del sistema di voucher non farebbe in alcun modo scomparire il ruolo della scuola pubblica. E per migliorare la scuola pubblica le ricette non sono molte: c’è bisogno di una iniezione di capitale fisico e capitale umano.
Molte scuole pubbliche sono ancora in edifici vecchi, spesso inadatti a ospitare le attività scolastiche. Mancano laboratori scientifici e linguistici e ci sono troppo poche aule di scienze. In altri paesi gli studenti si spostano tra diverse aule a seconda degli insegnamenti. Da noi, la carenza di aule impone di fare spostare gli insegnanti anziché gli studenti, col risultato che i docenti di materie come biologia, chimica e fisica non possono svolgere bene il loro mestiere. La scarsità di palestre adeguate e quindi l’impossibilità di consentire ai ragazzi di svolgere attività sportiva è un altro dei problemi cronici della scuola italiana, le cui conseguenze si sono evidenziate anche alle Olimpiadi di Pechino. Ad oggi, purtroppo, non è stata ancora completata l’anagrafe edilizia e quindi non sappiamo ancora quali siano le scuole che necessitano di interventi rilevanti. Un programma di miglioramento dell’edilizia scolastica non è rinviabile. Accanto al miglioramento delle strutture occorre migliorare la qualità dell’insegnamento. Una selezione più severa per l’immissione in ruolo dei docenti. Incentivazione degli insegnanti, con premi per chi svolge con dedizione il suo lavoro e sanzioni per chi invece brilla per assenteismo o scarso impegno in classe. Maggiore potere ai presidi nella scelta dei docenti e nella loro incentivazione. Taglio dei plessi scolastici marginali. Formazione e test periodici per gli insegnanti. Tutti, in qualunque parte d’Italia. Test nazionali per verificare il grado di apprendimento degli studenti che serviranno alle famiglie per conoscere il contenuto formativo di tutte le scuole italiane. Potranno così, soprattutto al Sud, esercitare pressioni sui docenti affinché migliori la qualità della didattica anziché puntare solo ad avere un pezzo di carta per i loro figli.
Tutte queste proposte costano. Ma sarebbe miope rinviare l’investimento nella scuola invocando la già eccessiva spesa per il corpo docente. Bene invece utilizzare ogni risparmio nella spesa corrente e derivante dalla chiusura dei plessi inefficienti per investire nei materiali didattici e nell’edilizia scolastica. E se ci sono insegnanti che non fanno il loro lavoro, occorre fare tutto il possibile per espellerli dal sistema scolastico. Ma senza dimenticare che una società che risparmia sull’investimento nella scuola è una società che sta rinunciando al suo futuro.

 

(Fonte: www.lavoce.info)