09/10/10

venerdì, settembre 10, 2010

CILENTO, POVERA TERRA MIA


Ciao, Angelo
di Giovanni Lava
Non conoscevo Angelo Vassallo, forse neppure ne avevo sentito parlare. So però che da molti anni, quando d'estate mi reco qualche settimana al paesello natio, preferisco percorrere qualche chilometro in più per una nuotata nel mare di Acciaroli e Pioppi ...


... piuttosto che in quello di Casalvelino o Ascea, le località più vicine e gettonate dai miei compaesani. I motivi sostanzialmente sono due: il mare più pulito e una costa meglio conservata. Ignoravo che gran parte del merito fosse proprio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, così barbaramente trucidato. Di fatto la sua uccisione mette una pietra tombale sulle residue speranze di salvaguardia di una costa, quella del Cilento, tanto bella quanto deturpata da anni di speculazione edilizia selvaggia e da frequentazioni poco raccomandabili. Basta percorrere la superstrada che collega Agropoli a Vallo della Lucania per farsi venire i brividi alla schiena.
Il Cilento era e per molti versi resta un lembo di terra tanto bello, quanto aspro e povero. Un territorio che fino a qualche decina di anni fa non conosceva criminalità nè piccola nè grande. Il cilentano con secoli di isolamento alle spalle è per costituzione un tipo poco espansivo, fiero, ma anche generoso ed ospitale, molto diverso dal napoletano standard, tanto che i napoletani sono sempre stati guardati con sospetto e scarsa simpatia. Era da Napoli, dalla città, che venivano i dominatori e  ... le fregature.