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lunedì, settembre 20, 2010

VERDI: PERFINO IN SVEZIA!

Anche nel Nord profondo avanzano gli ecologisti...

I partiti svedesi hanno tutti programmi profondamente ecologisti, non solo per le cose che propongono, ma anche e soprattutto per l'impianto che vogliono dare alla struttura economica e sociale del paese. Ovviamente con apprezzabili differenza fra destra e sinistra, ma davvero in quel paese non sembrerebbe necessaria una forza politica che si richiama ai valori dell'ecologia.

Eppure c'è ed è la vincitrice delle elezioni di ieri - purtroppo insieme al Partito Democratico, il partito xenofobo di estrema destra, simile alla Lega nostrana - che hanno visto il calo dei due partiti maggiori.

I Verdi hanno superato il 7%, aumentando di circa due punti ripetto alle ultime elezioni, e non sono più il partito più piccolo fra quelli presenti in Parlamento (in Svezia c'è uno sbarramento del 4%).
Mentre in Italia b va alla festa della Destra e annuncia che entreranno in maggioranza e al governo, i rappresentanti del centrodestra svedese escludono un'alleanza con il partito di estrema destra.
Non avendo la maggioranza in parlamento, stanno proponendo ai Verdi di entrare a far parte del nuovo governo; sembra che i Verdi abbiano intenzione di rifiutare per l'impronta marcatamente nuclearista del programma del centrodestra (per saperne di più,  ecco un blog simpatico)
Ma fin qui sono cose svedesi, che solo gli appassionati possono seguire con interesse.

Ciò che interessa di più è una riflessione su come sia possibile che l'Italia non solo non abbia contenuti verdi nei programmi dei partiti maggiori, che hanno dell'economia e della società una visione da anni '70, ma anche che il partito dei Verdi abbia fatto la fine che sappiamo e che i tentativi di costruire una forza politica autenticamente ecologista a 360 gadi siano così complicati e scarsamente premiati.

D'altra parte l'informazione fa per bene la sua parte: provate a cercare queste notizie sui giornali di oggi e non le troverete. Troverete il commento sull'avanzata del partito xenofobo, troverete le considerazioni sula mancanza di maggioranza in parlamento, forse perfino notizia delle avances ai Verdi. Ma della loro avanzata e successo non danno mai conto. Succede sistemticamente ogni volta che si parla di elezioni nei paesi europei, chissà perché.

Mariano
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1 commento

  1. Carissimo, domande pertinenti per quanto dalla difficile risposta.
    Comunque noto come tu sembri porre la questione innanzi tutto su un piano alquanto generale, per così dire di sensibilità culturale, e poi secondariamente su uno relartivo alla politica di comunicazione dei nostri network televisivi.
    Difficile davvero darti torto.
    Eppure la questione posta così mi pare decisamente parziale, bene o male in Italia un partito prettamente ecologista-ambientalista c'era, c'era ed è sparito, ovvero è morto e "non se capacita".
    Adesso mi sembra inutile porsi le domande, per quanto intelligenti, che poni senza un analisi profonda ed obiettiva di ciò che è successo.
    Ci sono stati errori evidenti e macroscopici nel voler dare una struttura ad un movimento scimmiottando le vetuste ed anacronistiche forme dei partiti classici di origine ottocentesca, senza alcuna fantasia, senza cogliere nulla delle istanze politiche di quegli anni, assumendo invece il peggio del peggio delle degenerazioni partitocratiche che da decenni sono sotto gli occhi di tutti.
    Su tale base si è poi assistito ad un vero saccheggio di tutte le risorse del partito, a partire da quelle democratiche, piegato a interessi, vizi, protervie e prosopopee privatissime e spesso indecenti.
    A quel punto l'abbandono di tanti di noi non sò ancora adesso se considerarlo più atto di intelligenza e lungimiranza, di dignità ed onestà, di codardia o colpevole accondiscendenza.
    Caro Mariano, forse adesso anche l'appello ad un serio atto di autocritica rischia di risulatre stucchevole e sostanzialemnte inutile. Normalmente i bandi di questo tipo servono al più a scatenare un escalation di brucianti accuse reciproche fra quattro vecchi gatti spelacchiati ed il fastidio degli astanti che non san neppur di che si tratti e, sapendolo, men che meno gliene importerebbe.
    Forse tale analisi andrebbe riservata a qualche storico, con evidentemente nient'altro di più interessante a cui applicarsi, attendendo un nuova generazione che sappia muoversi e ri-creare cultura politica ben oltre i ristretti ed asfittici confini dell'attuale scoraggiante ed indecente panorama politico.
    Affettuosi saluti.
    Andrea T.

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