NOVITA'
latest

468x60

header-ad

I più letti

LA FREGATURA

La politica e l’amministrazione hanno mutuato dai costumi nostrani la tendenza a rifilare pacchi, a trattare i cittadini come servi sciocchi da tartassare. Nella mia città, per esempio…
Paga, furbacchione!
Siamo Italiani, dunque abituati più degli altri a rifilare e prendere fregature; come sappiamo illuderci noi di aver fregato gli altri non lo sa fare nessuno. Il bello è che chi riesce ad illudere ciascuno di noi di essere più furbo del vicino (al quale stiamo sfilando insieme i soldi dalle tasche senza che lui se ne accorga, quel fessacchiotto!) in Italia vince le elezioni.
Evidentemente questa attitudine fa proprio parte del nostro DNA perché oramai qualunque politicante riesce con poche e maldestre pennellate a dipingere uno scenario buono per illuderci e fotterci. Anche qui in città stiamo bene: l’amministrazione comunale – che ovviamente sta dalla parte dei lavoratori, dei più deboli eccetera – ha appena aumentato di circa il 30% l’IMU sulla prima casa, dicendoci che tanto il Governo varerà la riforma per abolirla, ma per intanto iscrivendo le somme a bilancio, come se dovesse incassarle per davvero. Così, se la riforma sarà, ai cittadini non resterà che pagare sotto altra voce quello che per ora si illudono di aver scampato!

L’ESTATE DELL’ATTESA

Stiamo aspettando che succeda qualcosa, che arrivi qualcuno, che un pensiero generi azione, che il paese cambi…, ma non succede un tubo!
La scintilla
Quest’estate è davvero particolare: si è fatta attendere  a lungo e adesso incombe, tanto che già ce ne lamentiamo per l’umidità, le temperature, i piovaschi improvvisi di sapore tropicale, il copioso sudare fino allo stremo delle forze. Si diventa aggressivi, impazienti, vogliosi di vacanze, tanto più vogliosi quanto più diminuisce la possibilità di andarci per davvero, al mare o ai monti. Come, in verità, succede per tutte le estati.
Infatti non è il clima la particolarità dell’estate 2013, essa sta nell’attesa che una scintilla o un evento qualunque arrivino a liberare il paese (e ciascuno di noi con lui) da questa cappa immobile, ogni giorno più tossica e foriera di future sciagure, perché siamo tutti consapevoli dell’inarrestabile declino, della depressione non solo economica, dello sconforto che ha avviluppato tutto il paese, dell’inadeguatezza delle classi dirigenti, aggrappate ai loro salvagenti e incuranti della gente che affoga.

BELLE PERSONE

Ecco la lettera che ho scritto ai miei studenti che da pochi giorni possono fregiarsi di un diploma di scuola superiore ottenuto onestamente in una scuola statale qualificata per davvero…
Care/i voi,
dunque ce l’avete fatta: diplomati!
Già adesso tutti i giorni di tensione - le ore sui libri (poche, pochissime…), le ansie, le previsioni, i sogni di gloria e i timori di sconfitta, le paranoie, insomma tutto il corollario di eventi e stati d’animo che accompagnano questo “rito di passaggio” - sono un ricordo che sta sbiadendo assai rapidamente per fare posto alla curiosità per quello che verrà dopo.
Alcuni di voi saranno contenti del voto finale, altri meno perché magari pensavano di meritare di più, qualcuno avrà anche certamente cominciato a borbottare facendo paragoni fra la meravigliosa prova che hanno offerto e quella, più scarsa, del compagno che ha avuto però un voto superiore.

L’ASPIRANTE DVCE di F. Maletti

Franco – militante PD, sempre più in crisi – disegna un ritratto del probabile prossimo segretario del suo partito non proprio lusinghiero. E' sconcertato dai tanti voltagabbana che, nella migliore tradizione nostrana, saltano sul carro del vincitore annunciato. E’ il conformismo, bellezza!
Il cinismo del potere

Il novello Duce del 2000 si sta preparando al potere da anni. Con l’appoggio spesso involontario dei mezzi d’informazione (sempre alla ricerca di notizie che facciano aumentare le tirature), la sua cavalcata trionfale continua.
Matteo Renzi, sotto la luce dei riflettori, bisogna riconoscere che sa fare bella figura.
Infatti si esalta sempre al punto di superare qualunque aspettativa.
Ha una immaginazione che non delude. Ha una risposta sempre pronta, efficace e risolutiva: proprio quella risposta che spesso manca nelle chiacchiere da bar. E che lo fa invidiare tanto da chi di politica non capisce nulla, ma grazie a lui si sente un genio.

I FIGLI DELLA SERVA

E via a celebrare le modifiche governative del diritto di famiglia che equiparano tutti i figli, eliminando ogni discriminazione… Davvero saremo tutti figli allo stesso modo?
Sapore di beffa
dannatiNon c’è telegiornale che non apra su Letta che predica che “d’ora in poi non ci saranno più figli di serie A e figli di serie B, ma solo figli”, per decreto governativo (sempre che il Parlamento ratifichi). Il paese va a fondo, annunciano di tutto e non fanno un tubo, Berlusconi impazza dettando le regole e piegando il PD e il parlamento alle sue volontà… ma noi commentiamo con prosopopea e retorica unticcia un notizia certamente rilevante, ma…
Lo spiega bene N. Chomsky che, per distogliere l’attenzione da un problema vero, basta inventarsene un altro e battere la grancassa perché le persone comincino a dimenticarsi della realtà a favore dell’effimero. Lo fanno continuamente (ricordate i delitti estivi? quelli da pagine e pagine insieme a ore di trasmissioni con plastici della scenda del delitto ed esperti a spiegare il tutto?), speculando su un popolo di ignoranti resi tali dal degrado (voluto) del sistema di istruzione e da un’informazione che versa nello stato comatoso che sappiamo. Così possiamo per qualche minuto dimenticarci che i famosi “figli tutti uguali” non hanno uno straccio di futuro.

LO SPRECO

Una proposta per sostenere il reddito dei lavoratori in cassa e in mobilità e contemporaneamente dotare la città di squadre di manutenzione. PD e i satelliti sono contro e bocciano la proposta…
Cassaintegrato? Si aggiusti!
licenziatoPrimi di luglio, nell’afosa sala consigliare del mio comune amministratori al lavoro per approvare il bilancio di previsione 2013. Nell’universo intero il bilancio di previsione si approva prima che cominci l’anno (non per niente si chiama”di previsione”), da noi si attiva alla fine del primo semestre, in buona compagnia di molti altri comuni resi poco “previdenti” dalle continue giravolte prima del governo Monti, ora di quello Letta (sempre con PD e PdL a supporto, bisognerebbe non dimenticarlo).
L’opposizione ha presentato alcuni emendamenti che servono a dare consistenza finanziaria ad alcune sue proposte. Per fortuna sono pochi: 22, dei quali solo 14 ammessi al vaglio del Consiglio comunale. L’opposizione (noi di Grugliasco Democratica ed Ecologisti) ritira quelli che l’amministrazione comunale dichiara di voler accogliere o di cui si impegna a tenere conto. Non è mica lì per fare ostruzionismo, è lì per portare a casa provvedimenti e stanziamenti a favore della città, dunque massima collaborazione, ma…

PD: TUTTI CONTRO RENZI? di F. Maletti

Franco - militante PD non più iscritto, ma ancora non domo – prova a offrire un punto di vista importante sul travaglio d’oggi 
Ma qual è il progetto?
alemarenziA mio avviso Renzi è, indubbiamente, un ambiziosissimo personaggio alla ricerca continua di utili idioti che lo aiutino nel raggiungere un consenso plebiscitario che renda inutili gli stessi riti congressuali che qualunque struttura democratica pone come garanzia di correttezza e di trasparenza davanti ai propri iscritti e simpatizzanti. Pronto ad atteggiarsi a vittima quando gli conviene, non disdegna ambigue frequentazioni (Briatore valga per tutte…). Ma è altrettanto pronto a salire in cattedra per denigrare anche gli aspiranti (della sua parte politica!) alla presidenza della Repubblica.

LA MATURITA’ E LA CERALACCA

Sembra incredibile, ma vi assicuro che è tutto vero: certe volte il senso del fallimento del paese Italia lo vedi anche in questo
La scuola digitale
DigitalSchool_ImageAlle ore 14,30 di oggi la commissione per gli Esami di Stato (la vecchia Maturità) di cui ho fatto parte come “membro interno” ha chiuso ufficialmente i suoi lavori. Come?
Sigillando con la ceralacca i pacchi contenenti elaborati degli studenti (le tre prove scritte), verbali della commissione (20 per ciascuna delle due classi), schede individuali di ciascun studente in duplice copia (una dentro il pacco, l’altra fuori) e altri documenti sparsi, verbale di consegna del pacco, di consegna dell’aula e dell’attrezzatura (giuro!) e via di questo passo…
Non scherzo, davvero abbiamo dovuto accendere una candela con la quale abbiamo sciolto l’estremità di una barra di ceralacca sui cordini lasciati liberi dopo aver legato il pacco.

I FIGLI DEL MINOTAURO

La requisitoria di Caselli e il richiamo a una classe politica senza etica raccolgono apprezzamenti unanimi. Solo che bisognerebbe accompagnare le parole ai fatti…
Che ‘tte serve?
minotaurus“C’è una scarsissima sensibilità di gran parte del ceto politico e intellettuale verso un’emergenza che non può più essere considerata un’emergenza ma è diventata una realtà radicata”, queste le parole del procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli durante la requisitoria finale del processo a oltre settanta imputati accusati di vari reati e di associazione mafiosa. Non si è sottratto neppure dal fare nomi e cognomi di politici che occupano posizioni di responsabilità a Roma come a Torino, coinvolti in rapporti un po' troppo amichevoli con appartenenti alle ‘ndrine locali, qualche volta addirittura con i loro responsabili.
Stupefacenti le loro giustificazioni, tutte riconducibili a: “non sapevo che fosse un malavitoso, anzi ero convinto/a che si trattasse di persona rispettabile alla quale sono unito/a anche dalla comune provenienza…”, o a che a “in campagna elettorale ti portano dai possibili grandi elettori per chiedere voti; sovente non sai neanche dove sei, figuriamoci se puoi sapere con chi hai a che fare…”.

RENZI? IDEM!

Insieme alla condanna di Berlusconi, arrivano le dimissioni della Idem, beccata come una qualunque furbetta italiana. Torna alla ribalta il caso Renzi, ma l'Italia è piena di
Furbetti all’italiana
petty_thief_2_by_biondoadar-d596dw1Credo che la Idem abbia fatto davvero bene a dimettersi… e proprio nel giorno in cui Berlusconi viene condannato da 7 anni e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e in Sicilia vincono le elezioni quelli che hanno programmi definiti e radicali, ma che soprattutto sono lontani dalle "larghe intese" romane. Nei giorni scorsi la sue “furbate” l’avevano accreditata come perfettamente acclimatata agli usi e costumi italici, lei tedesca dell’est e donna tutta d’un pezzo.
“Vedi che non è una questione di nascita (ius sanguinis)? – mi sono detto non appena scoppiato lo scandalo – stanno in Italia qualche anno e subito prendono gli usi e i costumi di noialtri (ius soli)”.

AL SINDACO PIACE IL DEBITORE

Tre mesi fa ho raccontato le vicende di un personaggio importante della mia città che doveva oltre mezzo milione di euro all’erario (tasse non pagate) e dei banchetti che organizzava in onore del nostro sindaco (leggi). Che cosa è successo nel frattempo?
Impuniti!
bavardGiusto per riepilogare, a beneficio dei lettori più disattenti e di quelli che pensano che queste storie sono troppo dettagliate e locali per meritare la loro attenzione: a Grugliasco – ridente cittadina dell’hinterland torinese, già Stalingrado dell’Ovest e tante altre cose – noi avevamo scoperto un contribuente che, pur dovendo mezzo milione di euro all’erario, circolava indisturbato e rispettato. Non solo, il sindaco ci banchettava assieme e approfittava della sua proverbiale ospitalità per radunare a casa sua i  supporters eccellenti dell’amministrazione comunale: industrialotti, palazzinari, aspiranti speculatori immobiliari e tutto il solito sottobosco di queste situazioni (leggi).
Lo stesso Comune - così inflessibile (giustamente) verso i cittadini che sbagliano di pochi euro o che dimenticano una bolletta e o che non possono pagarla – mi aveva fornito i dati, dunque il sindaco avrebbe ben potuto averli prima lui e stare alla lontana da un cittadino così poco modello…

I VALORI E LE ELEZIONI di F. Maletti

In tempi confusi, qualche riflessione che ci aiuti a fare chiarezza… Che rapporto c’è fra il candidato e i suoi elettori? In che modo ricolleghiamo il corpo elettorale ai corpi degli eletti?
Urge una legge elettorale
enrollment-electoral-rollsOgnuno di noi è portatore di valori. A partire dalla famiglia, abbiamo valori acquisiti fin dalla nascita e maturati via via a seconda del contesto sociale nel quale siamo cresciuti. Le leggi che regolano il nostro modo di vivere civile, hanno come riferimento tassativo tutti questi valori. I valori sono parte integrante di noi, e modificano il nostro essere ed il nostro modo di rapportarci con gli altri. Nel corso della vita e a seconda delle esperienze fatte, i nostri valori si modificano: alcuni valori si sommano ad altri, mentre altri perdono d’importanza fino ad essere dimenticati.

L’INGRATITUDINE

Il “dramma” politico e umano, che si consuma in questi giorni fra alcuni on/li del M5S e il loro “creatore”, è  la moderna rappresentazione di una eterna condizione umana…
L’esplosione del super-io
EdipoFacile sostenere che, dopo un certo numero di esecuzioni, Robespierre fu a sua volta ghigliottinato dopo un processo sommario imbastito sulla falsariga dei suoi; facile scomodare il complesso di Edipo con tanto di uccisione del padre; oppure evocare le sirene del potere (e dei soldi) come potente collante fra il culo, anche quello più rovente, e la sedia su cui si posa; oppure ancora la voglia di protagonismo, il fascino delle sirene che compravendono anche oggi, in Parlamento e fuori. Troppo facile: in questa vicenda c’è tutto questo, ma anche tanta, tanta arroganza, condita da quella dose di ignoranza che contraddistingue larga parte della dirigenza del nostro paese.
Alcuni del M5S, arrivati lì, hanno probabilmente dimenticato rapidamente di essere dei miracolati, spingendosi a ritenersi geni della politica, possibili ministri, sottosegretari o anche solo le grandi menti di cui il nostro paese aveva proprio bisogno per uscire dalla crisi.

I MOVIMENTI DELLE STELLE FILANTI di F. Maletti

Un buon punto di vista della situazione, distaccato quanto basta e di dispiaciuto quanto occorre per la deriva che stanno prendendo speranze e aspettative…
L’organizzazione dei movimenti
Corritrici
Per qualcuno che ha vissuto quei tempi si tratta di una storia vecchia. Ma che vale la pena ricordare. Se non altro per dimostrare come non sia vero che “tutto quello che è vecchio non è utile”. Infatti, tutto quello che è vecchio merita di essere ricordato perché (se non altro) aiuta a non ripetere gli stessi errori.
Veniamo al punto. Negli anni ottanta nel sindacato si era aperta una discussione lacerante su questa domanda: “Il sindacato deve essere una ORGANIZZAZIO-NE, oppure deve essere un MOVIMENTO?”.
Si trattava di una domanda non da poco, in quanto dalla risposta dipendeva la intera strategia del confronto tra il sindacato e tutte le altre “componenti sociali”...

IL BABAU

La regressione della nostra società comincia a presentare tratti preoccupanti perché molto simili alle nevrosi collettive sui cui lavorano bene demagoghi e aspiranti dittatori. Ve lo scrive…
…il male assoluto!
BabauQuando i pedagogisti “buonisti” ancora non erano riusciti a ridurre ad agnellini miti le nuove generazioni di genitori e insegnanti, era uso minacciare i bambini cattivelli con il babau. Qualcuno usava il lupo cattivo, qualcun altro l’uomo nero, i più fanatici adoperavano direttamente il demonio.
“Se non stai bravo lo dico all’uomo nero che viene e ti porta via! – diceva il genitore esasperato al bambino riluttante e capriccioso – Così vedi cosa succede a chi non obbedisce a mamma e papà”. I bambini più svegli capivano presto che l’uomo nero e tutte le altre invenzioni dei genitori altro non erano che babbo natale all’incontrario, fino a giungere a maturare quel sano scettiscismo che durante l’adolescenza si trasforma in disinganno, poi in senso critico.
Così sono cresciute intere generazioni di bambini, alcuni spaventati dall’incognito e ben predisposti a cercare sempre la protezione di qualcuno più forte e coraggioso di loro.

CIUCCI CHE SPRECANO

L’incompetenza e l’ignoranza sono spesso più pericolose delle differenze di punti di vista. Specie se accompagnate dalla prosopopea. Da tempo la mia non è più una città che guarda avanti…
Smart city? Ma per piacere…
Una dozzina di anni fa l’amministrazione comunale della mia città decise di realizzare una rete di teleriscaldamento, allora era il modo migliore per ridurre le emissioni e fornire calore a costi accettabili, peraltro integrabile con le fonti rinnovabili che si stavano timidamente affacciando al mercato.
Invece di fare come gli attuali, gli amministratori del tempo chiesero aiuto a chi ne sapeva più di loro, poi bandirono una gara pubblica per cercare un partner privato con cui realizzare il progetto. Accanto ai tubi del teleriscaldamento – già che si sarebbero rotte le strade per farli passare – impose contrattualmente anche la posa di cavidotti per farci transitare cavi telefonici e cavi in fibra ottica.
Si stava avvicinando il boom di internet e dei servizi on demand, dalle televisioni digitali al telelavoro; i social network ancora esistevano solo nelle università americane, ma già si preconizzava la loro esplosione con l’aumento dell’accessibilità alla rete.
Il cambiamento era nell’aria e l’amministrazione si poneva il problema di come servire le abitazioni e gli edifici pubblici con una rete efficiente di cavi in fibra ottica, così da vendere il servizio a tutte le società fornitrici di servizi remoti.
Ben prima che salisse alla ribalta il tema dei beni comuni,  si voleva fare di Grugliasco una città all’avanguardia anche nel definire, una volta per tutte, che le varie Telecom, Fastweb eccetera non possono rompere in continuazione le strade e passarci con le loro infrastrutture, come se fossero cosa loro. Le strade e le piazze sono dei cittadini, chi vuole utilizzarle per sviluppare economia deve pagare il canone (proprio come facciamo tutti noi quando vogliamo usufruire di qualcuno dei servizi che loro offrono, è il mercato bellezza!). E il Comune valorizzò le infrastrutture pubbliche attribuendo loro un valore che è il 51% del capitale conferito nell’azienda del teleriscaldamento.
Così si prendevano due piccioni con una fava: fornire ai cittadini servizi evoluti a minor costo di quello “di mercato” e valorizzare economicamente gli spazi pubblici, impedendone la sistematica distruzione. Vuoi posare cavi nel sottosuolo attraverso i quali far arrivare il tuo servizio? Non rompi la strada, passi nel cavidotto del Comune e paghi il canone. Facile no?
Sono passati undici anni da allora, qualcuno di meno da quando la rete del teleriscaldamento è stata completata. A Grugliasco di cavidotti ce n’è per 30 km, tutti realizzati come da contratto; la rete passa in ogni angolo della città, tranne che in due borgate lontane dal centro. Ci si potrebbe attendere una popolazione straservita di ogni ben di Dio in quanto a servizi informatici… invece niente!

Ieri sera, durante una riunione in Comune ho chiesto all’assessore preposto, si chiama Turco, che cosa avessero fatto per valorizzare economicamente e strategicamente quella rete, viste le note difficoltà economiche dei comuni e la fame di connettività ad alta velocità e dei servizi collegati.
Ha sgranato i suoi occhioni da cerbiatto e mi ha risposto che nei tubi passa il collegamento fra il palazzo del Comune e i Vigili (km 1,3 su Google Maps)… e basta. Visto che appariva in difficoltà, è intervenuto quell’altro fenomeno del sindaco che, quando non fa il portaborse in Regione come secondo lavoro,  parla come se fosse in Comune da un anno e non da 13 (cioè da quando partì il progetto). Ha detto le stesse cose confermando che l’amministrazione non ha mai fatto gare e bandi per offrire questo servizio, dando la chiara impressione di non sapere forse neanche da dove si comincia.
La cosa più simpatica è che, di fronte a una mia richiesta di precisazione, ha ribadito che l’unico uso dei cavidotti è quel collegamento Comune-Vigili di cui sopra. Solo che non è vero: un piccolo tratto della rete è impegnato a collegare la Facoltà di Agraria con l’ ITIS “Majorana” di via Baracca che, infatti, usufruisce di un collegamento ad alta velocità. Ignora l’assessore, ignora il sindaco, una bella coppia. Spettacolo usuale dei consiglieri di maggioranza: muovevano la testa come i cagnolini sul cruscotto quando il loro assessore prima e il loro sindaco poi, si giustificavano con le solite palle. Se ve li siete persi, non preoccupatevi: insulteranno come al solito sui social networks, magari senza neanche rendersi conto che, con una politica meno ignorante, la loro città potrebbe essere padrona del suo destino e delle sue infrastrutture.

Difficile quantificare il danno economico e produttivo per la città, non ne sono capace. So, però, che basta aprire una qualunque rivista di economia per leggere che quel poco che si muove nel mondo della produzione oggi ha bisogno di infrastrutture informatiche, di servizi che possano supportare la trasmissione di contenuti a una velocità accettabile. Grugliasco avrebbe potuto fornirla a larga parte delle famiglie e della attività produttive attraverso la sua rete di teleriscaldamento, quando la concorrenza praticamente non esisteva.
Con amministratori del genere, perché stupirsi se l’Università ha cambiato i suoi piani e se a questa città non resta che sperare nell’inceneritore? Ma li votano lo stesso, anche perché possano titillare le tastiere dei loro cellulari come studentelli in crisi da Facebook, tanto sono già saputi: sono la maggioranza, no?

Mariano

SCUOLA: FINE DI UN’EPOCA?

Ci siamo: un altro anno scolastico di avvia alla conclusione. E’ ora di bilanci, l’aria si fa elettrica e si comincia a ragionare su cosa è cambiato e sulle tendenze...
La scomparsa dei secchioni
Sono 39 i miei anni di onorato servizio come insegnante, dunque tanti. Gli ultimi 30 li ho “lavorati” in un istituto pieno di bella gente, ma poco frequentato dai fighetti e dagli intellettualini che tanto piacciono a noi insegnanti quando siamo in carenza da soddisfazioni professionali.
Oltre che a tentare di insegnare qualcosa, ho passato una buona parte del tempo a combattere contro il pregiudizio che circonda i “secchioni”, vale a dire quelli che vanno bene a scuola. Quelli che studiano, fanno i compiti e normalmente seguono le lezioni. Magari hanno i capelli lunghi, le magliette coi teschi, brufoli a volontà, il culo di fuori e appena velato da mutande dai colori improbabili; magari parlano a smozzichi, si cibano di ogni schifezza possibile, stanno seduti/e poco composti/e e a volte danno l’idea di pensare a tutt’altro. Eppure vanno bene a scuola e sono quasi sempre a posto. 
Fino a pochi anni fa quest’ultima caratteristica bastava a trasformarli in drop out, sfottuti e schifati dai compagni,  fighetti agghindati secondo i dettami della moda del momento e vuoti come delle zucche americane il 31 ottobre… ma rigorosamente asini, ciucci impuniti e apparentemente felici di esserlo.

VENI, VIDI, INCIUCI di M. Travaglio

Per capirne di più sulle elezioni di domenica e lunedì scorsi, sono anch’io andato a vedere i numeri della strepitosa vittoria del PD e della lieve flessione del PdL. Poi Travaglio ha scritto meglio e in sintesi la verità del numeri...
Non ha perso solo Grillo
Chi ha visto i tg e i talk di lunedì e ha letto i giornali di ieri s’è fatto l’idea che gli italiani, improvvisamente impazziti tre mesi fa quando andarono in massa a votare Grillo, siano prontamente rinsaviti precipitandosi a premiare il Pd e le sue larghe intese col Pdl. A parte una quota crescente di elettori che, in preda a una non meglio precisata “disaffezione” o “distacco” dalla politica, è rimasta a casa.
Corriere : “Vince l’astensione, perde Grillo, sale il Pd”. Repubblica : “La rivincita del Pd, crolla Grillo”. La Stampa: “Fuga dal voto, flop dei grillini, il Pd risale”. L’Unità: “Avanti centrosinistra”, “La spinta per ripartire”. Libero : “La tenuta del Pd allunga la vita al governo Letta”. Poi uno legge i numeri e scopre che non ha perso solo Grillo. Han perso tutti. Chi molto, chi moltissimo. Prendiamo Roma.

SE IL CORAGGIO “PROCURA” GUAI di I. Bellotti

Un ramo “collaterale” della grande inchiesta sull’ILVA di Taranto mette in evidenza problemi e questioni che riguardano il rapporto fra i politici eletti e  dipendenti degli enti che governano. Un tema ben presente anche qui da noi… Un pezzo davvero interessante e anticipatore di novità!
Collaborazione o collaborazionismo?
La vicenda dell’arresto del presidente e dell’assessore della Provincia di Taranto, avvenuti il 15 maggio nell’ambito dell’inchiesta “Ambiente svenduto”, aprono uno spiraglio su un problema spinoso e diffusissimo nei rapporti tra politica e gestione organizzativa all’interno della pubblica amministrazione. Da tempo cerco di sensibilizzare sul tema tutta l’opinione pubblica con cui - nel mio piccolo – riesco a venire in contatto tramite i miei scritti e la mia attività sindacale (leggi 1) (leggi 2) (leggi 3) e questo improvviso balzo agli onori della grande cronaca torna particolarmente utile allo scopo.
I fatti li conosciamo: Gianni Florido (presidente), Michele Conserva (ex assessore), Girolamo Archinà (funzionario) e Vincenzo Specchia (ex direttore generale), sono stati arrestati.
Le ipotesi di reato contestate dalla procura ionica vanno dalla concussione per induzione alla tentata concussione per costrizione.
«I quattro, secondo le accuse, avrebbero esercitato direttamente o indirettamente, pressioni sui dirigenti dell’amministrazione provinciale perché si adeguassero ad “assumere un atteggiamento di generale favore nei confronti dell’Ilva”. Nell’ordinanza firmata dal gip Patrizia Todisco, gli investigatori documentano le pressioni nei confronti dell’ex dirigente del settore ecologia Luigi Romandini “colpevole” di aver negato le autorizzazioni in materia ambientale allo stabilimento e finito così al centro di “pressioni reiterate nel tempo accompagnate da minacce di licenziamento, dall’invito a presentare le dimissioni, da minacce di trasferimento ad altro incarico” e infine anche di “pretestuose riorganizzazioni dell’ufficio” che in realtà avevano come unico scopo quello di “influire sui poteri del dirigente”. L’obiettivo era di costringere Romandini a firmare “a vista” tutte le richieste formulate dall’azienda anche facendo a meno di “un esame approfondito delle pratiche”. In particolare il presidente Florido e l’ex assessore Conserva avrebbero caldeggiato la concessione dell’autorizzazione richiesta dall’Ilva per l’uso della discarica di rifiuti speciali nella “Cava Mater Gratiae”. Un via libera che avrebbe permesso all’azienda di smaltire i rifiuti prodotti nel ciclo di lavorazione ottenendo così un significativo vantaggio economico.» (Il Fatto quotidiano).
Nonostante la chiarezza delle azioni criminose ipotizzate dalla procura, necessitano a mio avviso alcune considerazioni. La prima – pleonastica – è che, inspiegabilmente, continuiamo ad aspettarci che amministrazioni di centro sinistra (Gianni Florido è presidente della provincia al suo secondo mandato e presidente del Partito democratico di Taranto) mostrino sensibilità più “accentuate”, non solo verso la tutela ambientale ma anche nei confronti dei diritti dei lavoratori. Ma questo è una questione che si è praticamente risolta con il “Governo Unico” attualmente alla guida del Paese.
Un plauso va sicuramente al coraggioso dirigente che si è recato dall’Autorità Giudiziaria a denunciare le vessazioni (un consiglio per tutti i dipendenti pubblici: quando vi trovate a subire comportamenti analoghi, non cadete nella trappola dell’autocommiserazione ma documentate e denunciate i fatti: cercare di convincervi o costringervi a soprassedere sui vostri doveri è un reato!), così come è apprezzabile l’intervento del p.m. Todisco, che ha raccolto la denuncia e ha pazientemente tessuto un’indagine che punta dritto al nodo di uno dei problemi più spinosi e più taciuti nella pubblica amministrazione.
L’ipotesi di reato più interessante, a mio avviso, è costituita da quelle “pretestuose riorganizzazioni dell’ufficio” che in realtà avevano come unico scopo quello di “influire sui poteri del dirigente”. Interessante perché costituisce un po’ una sfida per la procura. Le riorganizzazioni, infatti, non sono disposte formalmente dai politici ma dai dirigenti o dai loro facenti funzione (le Posizioni Organizzative, ad esempio). Risulta quindi difficile dimostrare che chi ha firmato gli ordini di servizio “riorganizzativi” sia stato indotto dal politico di turno.
Ciò significa che, dimostrata la “tendenziosità” della riorganizzazione (in questo e in altri casi a detrimento del dirigente o di altro dipendente), i primi ad andarci di mezzo saranno coloro che quegli atti hanno firmato e non i politici. Il fatto che si sia quindi arrivati all’arresto dei politici significa che chi ha firmato ha deciso di denunciare i suoi “suggeritori”. Ben fatto.
In tutta questa vicenda, però, mancano alcuni attori. I sindacati, ad esempio. Pronti a difendere “il lavoro”, schierandosi con buona parte della politica contro le sentenze di sequestro dell’azienda, ma disinteressandosi completamente dell’esecrabile e pericolosa pratica di commistione tra politica e buon andamento della pubblica amministrazione.
Così come nulla si dice su coloro che, pur non figurando nella vicenda, hanno sicuramente contribuito a “coprirla” con il loro silenzio. Ad esempio, tutti i consiglieri provinciali di maggioranza che, grazie alla loro vicinanza con i vertici dell’amministrazione, non potevano non essere a conoscenza di simili manovre. Queste sono cose che non si tengono nascoste, sono i segreti di Pulcinella. E del resto, ora che sono venuti alla luce, non risulta che qualcuno di loro si sia schierato a favore dei lavoratori vessati. Quindi, per me sono tutti complici.
Un’ultima considerazione. Non pensino, i cittadini, che queste vicende siano circoscritte ai soli diretti interessati. Ogni volta che un dipendente pubblico omette di fare il proprio dovere, o compie un’azione dettata non dalla legge ma dal “consiglio” di un politico, reca un danno enorme al servizio pubblico e, di riflesso, a ciascuno di noi. E se la politica cerca di costringerlo a tenere comportamenti omissivi o di favore, vista la debolezza della difesa sindacale, dovremmo essere proprio noi cittadini a difendere l’opera del funzionario. Per il bene di tutti.
Italo Bellotti
RSU del Comune di Grugliasco












LE SODDISFAZIONI

Siamo creature strane… alcuni di più. Ri/trovarsi e ri/conoscersi, con quel velo di simpatia di affetto e di gratitudine, ci da la misura delle soddisfazioni che la vita ci riserva e delle belle persone che la fanno bella. Ecco un esempio.
Marco’s Story
Qualche sera fa ricevo un breve testo che Marco Sodano – una persona verso cui provo più affetto di quello che riesco a dimostrargli – ha scritto probabilmente in un momento di relax nostalgico. Le altre persone che l’hanno ricevuto sono nel testo, Giovanni e Stefania.
Poche righe per ricordare il suo esordio nel mondo del giornalismo circa vent’anni fa, l’inizio di una bella carriera che lo ha portato, oggi ad essere il caporedattore delle pagine economiche de La Stampa. In quelle poche righe c’è tutto quello che doveva esserci, poche pennellate per disegnare un mondo, un’epoca, una ragnatela di relazioni, affetti, imprese epiche, sforzi, battaglie, generosità, cazzate e successi, vittorie e sconfitte. Un periodo (gli anni '90) e un’ambiente nel quale si sono formate solidarietà e professionalità che oggi, in giro per l’Italia, possono ricordare (se fa loro piacere) da dove vengono, cosa erano e  come hanno fatto a diventare le persone e i professionisti/e che sono oggi.
Giovani Lava - il direttore e deus ex-machina di un giornale indimenticabile, protagonista di battaglie e inchieste che restano nella storia della nostra zona, a ovest di Torino, e non solo (video)  – ne ha allevati tanti di bravi giornalisti.