NOVITA'
latest

468x60

header-ad

I più letti

IL CONSIGLIERE COMUNALE

La corsa al centro (leggi)
Le cacche dei cani e l'autorità pubblica (leggi)
L'antipolitica e il senso delle istituzioni (leggi)
Il buco in piazza (leggi)
Le sciocchezze dell'assessore (leggi)
Il Fatto e la Vigna di Grugliasco (leggi)
Consiglio comunale 2 (leggi)
Consiglio comunale 1 (leggi)

ORE DI BUIO di Ezio Germena

Un romanzo gotico di lettura appassionante, qualche deviazioni nell'horror psicologico capace di suscitare l'attesa ansiosa del dopo.
Comincia col ricordo di un videogame nell'era arcaica dei computer e ci porta lentamente lungo la strada di un incubo che racconta di una trasformazione. Anzi, della Trasformazione, quella definitiva, eterna e non ripetibile.
Con un linguaggio scarno, essenziale - a volte perfino troppo - l'autore ci accompagna in un delirio moderno dai contorni agghiaccianti, con la stessa ripetitività degli incubi peggiori e con le tinte esagerate di un mondo visto dalle lenti di occhiali molto particolari. La vita del protagonista si ricostruisce e si rilegge alla luce del dopo, di ciò che è accaduto e che ha cambiato la connotazione dell'esistenza.
Un romanzo davvero bello, ben scritto, toccante, angosciante. Gli manca la speranza, ma questa assenza è il sale di tutto il libro.
Ezio Germena, Ore di buio, AndreaOppure Editore 2009

Mariano Turigliatto 

GRUGLIASCO ELEZIONI: GRUGLIASCO DEMOCRATICA

Ecco il dépliant di Grugliasco Democratica, la lista civica della nostra città. E’ stampato in 20.000 copie, l’ha disegnato e composto Fabio Sgorlon ed è in distribuzione in questi giorni.
gdem esterno-formato piccolo gdem interno-formato piccolo

GRUGLIASCO ELEZIONI: GLI ECOLOGISTI

Questo è il depliant degli Ecologisti. L’ha fatto Fabio Sgorlon ed è stampato in 20.000 copie, già in distribuzione.
verdi esterno-formato piccolo verdi interno-formato piccolo

GRUGLIASCO ELEZIONI: PROGRAMMA DELLA COALIZIONE

Ecco il pieghevole con il programma della coalizione. L’ha fatto Fabio Sgorlon!
esterno listone
interno listone
Cliccando sull’immagine, si ingrandisce e si legge per bene.

TAV, CHE PASTICCIO! di F. Maletti

No-tavando sulla spiaggia di Rimini con un turista tedesco

Vede…” mi ha detto in perfetto italiano “tra noi e voi esiste una differenza sostanziale, che fa sì che da noi casini come quelli della Tav non possono succedere. Infatti, quando da noi in Germania… ma forse è così in ogni altra parte del mondo… il Governo decide per l’interesse della Nazione che va realizzato qualcosa che migliora le condizioni del proprio popolo, immediatamente ci si siede tutti intorno al tavolo non per discutere se quella cosa si fa o meno, ma per discutere COME realizzarla. Da voi invece, c’è sempre qualcuno che crede di saperne più degli altri e si mette di traverso: a volte soltanto per attirare l’attenzione su di sé, a volte per “trattare” le condizioni del suo silenzio, a volte soltanto per il gusto di fare casino coinvolgendo in questo più gente possibile. Hai litigato con la suocera? Vieni qui a sfogare la tua rabbia. Ce l’hai con il mondo intero? Ancora meglio. Ti piace spaccare tutto e sfidare la polizia? Qui ne hai l’occasione. Tutto è permesso. La legge? Non conta, perché è “ingiusta”…

E’ in questo modo che si raccolgono facilmente per strada facinorosi pronti a credere a qualunque panzana purchè questa possa funzionare da alibi per fare la “rivoluzione”: ovviamente al posto dei tranquilli residenti, dei pensionati e delle vecchiette! Di tutta quella gente che non sa “menare le mani”: per cui ci “pensano” loro. Poi ci sono gli aspiranti capipopolo, quelli che teorizzano e organizzano, quelli che danno le “dritte”, quelli che vivono le azioni di guerriglia come “atti eroici del popolo valsusino”, quelli che intanto si fanno i soldi anche in modo illecito con la scusa di “finanziare il movimento”, e che concedono interviste deliranti vestendo i panni da capo guerrigliero alla Che Guevara. Tutta gente da manicomio o da galera, che vive la realtà come se fosse in un film sulla guerra di Liberazione. Mentre invece sono, a tutto concedere, delle Brigate Rosse con trenta anni di ritardo: con la stessa pretesa di sapere tutto, con gli stessi obiettivi destabilizzanti, con la violenza ritenuta un mezzo indispensabile per l’affermazione delle proprie idee. Altro che democrazia! Se vinceranno loro tutti quelli che non li hanno sostenuti finiranno nei campi di “rieducazione”! E allora gli italiani,

Tutti gli altri, quelli che non sono d’accordo con queste forme di violenza, non possono fare finta di niente e girare la testa dall’altra parte. Lo avete già fatto ai tempi delle Brigate Rosse… “né con le Brigate Rosse né con lo Stato”… Ricordate? E lo ricordate quanti morti è costato questo atteggiamento? Oggi non potete più ripetere questi errori. Dalla parte dello Stato bisogna stare sempre: perché le cose che non si condividono vanno modificate con il voto democratico, e mai con la violenza. Altrimenti è la fine dello Stato e delle sue leggi, è la fine della democrazia, della solidarietà tra i popoli, della solidarietà tra voi stessi…”.
Mentre il turista tedesco si allontanava scuotendo la testa, mi è venuto in mente di quando, negli anni ottanta, andando avanti e indietro per la val di Susa per motivi di lavoro, sul lato destro della montagna all’altezza di Condove, ho notato per la prima volta in alto una piccola parete di roccia con una scritta bianca in stampatello dal significato per me incomprensibile e rimasto tale per lunghi anni a venire : “NO TAV”.

L’autostrada per il Frejus era stata finita da poco, con costosissime modifiche nella sua costruzione derivanti dall’ostruzionismo degli abitanti di Bussoleno che avevano imposto la variante del passaggio in galleria, con la costruzione del traforo di Prapuntin. Credo che l’impresa costruttrice ringrazi ancora oggi per questo regalo. Evidentemente gli abitanti di Bussoleno già sapevano che scavando la galleria là non c’erano né uranio né amianto, ma soltanto falde acquifere che hanno reso ancora più costosi i lavori...
Ma adesso, al di là dei ricordi, so finalmente nella sua completezza il significato di quella scritta “NO TAV”: era il programma di lavoro per la generazione successiva.

marzo 2012 F. Maletti
franco.maletti@libero.it