NOVITA'
latest

468x60

header-ad

I più letti

UNITI SI VINCE.


Arriva da Alessandria una nota, inviataci dai componenti della lista civica Crescere Insieme, in relazione ai riflessi del momento politico nazionale sulla città piemontese. Ve la trasmettiamo, aggiungendo la constatazione che il panorama descritto è rappresentativo della situazione generale e riporta una situazione reale che si riallaccia al dibattito proposto nel week end sulla scelta di schieramento dei partiti della sinistra, presentandone un riflesso quotidiano e concreto.

 

di M. Mantelli

Sembra essere questa la parola d’ordine della campagna elettorale appena partita. Forse le facce che vedremo non saranno molto diverse da quelle del 2006. L’unica novità: appariranno nuovi simboli. Perché ormai tutti sanno che per vincere con l’attuale legge elettorale è necessario avere i numeri, e averli alti per garantirsi il premio di maggioranza che va alla lista vincente. Il “nuovo corso” della politica italiana, dunque, è scandito dalla nascita di grandi aggregazioni - le principali sono il Partito Democratico e il Popolo della Libertà - che rappresentano solo in parte la continuazione delle precedenti coalizioni di centro-sinistra e di centro-destra. Quella che viene lanciata come la novità di questa stagione politica è proprio la lista unitaria: non più tante teste sotto lo stesso cappello ma un’unica testa con un unico cappello. Il che significa rinunciare alla propria identità e visibilità in nome di una maggiore forza elettorale. Ma se a livello nazionale è stata fatta una scelta molto apprezzabile, a livello locale, nel Consiglio comunale di Alessandria, purtroppo assistiamo ad uno spezzatino politico che non fa onore alla politica stessa.

 

Dopo le elezioni del 2007 i gruppi consiliari costituitosi erano dieci, equamente suddivisi cinque al centrodestra (Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord, UDC, Lista Civica Prima Alessandria) e cinque al centrosinistra (Democratici di Sinistra, MARGHERITA, Lista Civica Mara per la nostra città, Rifondazione Comunista, SDI), ma gli scenari oggi sono cambiati; i primi sintomi di “poltronismo” legalizzato si fanno sentire!!! Oggi siedono sui banchi del consiglio ben tredici gruppi consiliari, sette per il Centro Sinistra e sei per il centrodestra e certamente qualcosa ancora accadrà nelle prossime settimane. Nel centrosinistra la nascita del Partito Democratico ha di fatto scombussolato la vita a qualcuno: se da una parte capisco chi ha fatto una scelta chiara uscendo e collocandosi al di fuori degli schieramenti (Gruppo Misto), dall’altra assistiamo al mantenimento di un qualcosa che non esiste più (DS e Margherita) da parte di chi si è visto togliere all’improvviso un ruolo, e aveva delle legittime aspettative; anche nell’altro schieramento, con la nascita del Popolo delle Libertà, non mancheranno delle sorprese. Tredici gruppi consiliari stanno a significare tredici capigruppo (alcuni rappresentano solo se stessi) su 40 consiglieri totali.

 

Dramma economico annunciato.


di Paolo Turati

Adesso anche i pezzi grossi della nostra politica e della nostra economia stanno smarcandosi rispetto agli inviti all’ottimismo, di rito in casi di crisi economica imperversante.

Pur in netto ritardo rispetto al deteriorarsi sempre più grave della situazione Berlusconi annuncia ora, dall’ ex-opposizione, che l’ondata della crisi americana ci investirà, in effetti, in pieno; in area ex-governativa, Marini dichiara che la crisi economica è ormai il problema del nostro Paese e Veltroni (forse, il meno consapevole sotto un punto di vista meramente “tecnico”, dal momento che la sua specializzazione risiede, come fatto rilevare recentemente - con dubbio gusto - dal leader del Pdl, in un diploma di cinematografia) gli sta dietro con il pessimismo sempre più malcelato che i suoi consulenti economici (che sono, ahilui e ahinoi, quelli del Governo Prodi, compagine, in verità, solo corresponsabile della - da noi più grave che altrove - congiuntura economica) gli stanno trasmettendo. Lo stesso Marchionne ammette che, nella situazione corrente, in cui i mercati finanziari stanno condizionando sempre più le realtà economiche sottostanti, non può farci niente se il titolo Fiat crolla, magari rimbalzando ogni tanto un po’ (si noti che le azioni Fiat, con una situazione di bilancio mai così buona nella storia dell’azienda torinese, hanno dimezzato il loro valore in pochi mesi).

Il fatto grave è che i segnali della crisi e della sua gravità erano evidentissimi già un anno fa. Chi avesse letto i modestissimi interventi del sottoscritto (e ne avesse condiviso le pessimistiche valutazioni) a partire dalla metà del 2007, avrebbe avuto modo di prendere con tutta calma i dovuti provvedimenti per pararsi dall’urto.

Certo, ora che banche come la britannica Northern Rock (ricordate, le file dei correntisti che cercavano di recuperare il saldo dei loro conti correnti?) hanno dovuto essere nazionalizzate, colossi come la Carlyle Capital hanno perso in un sol giorno il 90% del proprio valore e, addirittura, banche d’affari ritenute inaffondabili come la Bear Stearns (la quarta banca d’affari americana), oltre a dimezzare il proprio valore in un giorno, hanno dovuto poi essere  rilevate in tutta fretta a prezzo praticamente zero da altre istituzioni, si spera, più solide( in questo caso J.P. Morgan), la drammaticità della situazione è sotto gli occhi di tutti.

E potrebbe essere ancora nulla, se il colosso federale americano dei mutui ipotecari(2.500 miliardi di dollari erogati) Fannie Mae (costituito negli anni Trenta con l'interessamento personale del Presidente F.D. Roosvelt per fronteggiare la Grande Depressione post 1929) non riuscisse a trovare partner internazionali che lo sostengano e necessitasse anch’esso (oberato da mutui a rischio come quelli Subprime e quelli appena leggermente più solidi come gli Alt-A) la nazionalizzazione.

 

LA NOTA SUL CONSIGLIO REGIONALE.

di Patrizio Brusasco

"Più soldi a Palazzo Lascaris": è quanto è stato richiesto finora segretamente dall'opposizione consiliare in cambio del via libera del centrodestra all'approvazione del bilancio preventivo 2008 della Regione entro i termini previsti di fine aprile. Richiesta che doveva rimanere sottaciuta fino a dopo le elezioni del prossimo aprile, ma che invece è trapelata come i peggiori segreti di Pulcinella.

Oggi i gruppi presenti in Consiglio regionale sono 17 e vengono finanziati con circa 9 milioni di euro l'anno; è pur vero che la presunta "torta" presenta fette affatto molto diverse, dipende infatti dal peso politico del singolo gruppo partitico e dai rapporti interpersonali all'interno dei gruppi, ma è altrettanto vero che un simile aumento, in questo preciso momento storico-politico nazionale, non è un buon segnale, anzi, e che, per usare un vecchio slogan, finisce con l'alimentare il fuoco dell'antipolitica, si chiami essa disaffezione alle responsabilità civili da parte dell'elettorato in genere o la rinnovata esplosione delle liste civiche che,  per niente affatto antipolitiche, cercano di colmare le lacune e le contraddizioni di una classe politica sempre meno rappresentativa agli occhi dei molti italiani, insoddisfatti dei loro referenti politici.

Tra le ormai tradizionali mille sospensioni dei lavori, per permettere ai capigruppo di trovare accordi più o meno mantenuti, il Consiglio regionale nell'ultima seduta è assurto dunque agli onori della cronaca con questa proposta "indecente", per parafrasare il celebre film, firmata dalla minoranza.

Nello specifico la richiesta è stata portata avanti dai consiglieri Angelo Burzi (capogruppo di Fi), William Casoni (capogruppo di An), Tino Rossi (capogruppo Lega) e Deodato Scanderebech (capogruppo Udc).

La maggioranza ha risposto alla richiesta di incremento del 20% dei contributi ai vari gruppi con una certa perplessità, mostrata anche dalla presidente della Giunta regionale Mercedes Bresso. Vero è anche che, al di là di più o meno velate ipocrisie, i gruppi hanno molte spese per il loro funzionamento e peraltro danno lavoro a molti collaboratori.  

I primi a essere avvertiti di questa intenzione sono stati il presidente del Consiglio regionale Davide Gariglio e il vice presidente dell'esecutivo piemontese Paolo Peveraro, nella veste anche di assessore al bilancio. 

Ora non resta che seguire gli sviluppi della vicenda e vedere se si farà o meno il paventato baratto.

 

GRAVE INDIZIO O PROVA PROVATA?.

di Paolo Turati

L'Indicatore dei consumi Confcommercio (Icc), segnalato sul sito della medesima organizzazione, indica a gennaio 2008, ininterrottamente -dopo il -0,9% di novembre e il -0,8% di dicembre 2007- da tre mesi, una flessione annua dell'1,1%, dato peggiore degli ultimi tre anni e maggiore variazione negativa. Il dato di gennaio dell'ICC seguita a segnalare uno sviluppo negativo della domanda di beni (-2,5%  rispetto all'analogo dato quantitativo dello stesso mese del 2007) a cui si contrappone, parzialmente, una crescita per i servizi (+2,1%).

Il perdurare delle tensioni sui beni alimentari e sugli energetici ha determinato una ulteriore accelerazione, soprattutto per la componente relativa ai medesimi beni (+3,1%), in presenza nel contempo (com’è purtroppo ovvio) di una fase inflattiva per i beni a rapido consumo (alimentari, appunto, ma anche giornali, sigarette e quant ’altro) ormai preoccupantemente a ridosso del 5%, mentre per i servizi la crescita risulta molto più contenuta (+1,1%, con picchi del 7,7%, quasi due punti e mezzo percentuali in più che a dicembre, per quelli relativi alle telecomunicazioni).

Il peggioramento in atto sul lato della domanda per consumi da parte delle famiglie è confermato dalla discesa dello 0,6% registrata in termini congiunturali dall'Icc nel mese di gennaio. Il dato riflette complessivamente una flessione dello 0,7% per i beni e dello 0,2% per i servizi: risultanza che si evidenzia come particolarmente grave per quanto attiene alla mobilità (quasi quattro punti percentuali in meno: ovvia conseguenza dell’aumento dei carburanti), ed in lieve ripresa (mezzo punto di crescita, dopo mesi negativi) per i beni a rapido consumo, della cui dinamica congiunturale abbiamo detto sopra.

Dunque, ci siamo? Siamo “finalmente” in recessione o, quantomeno, in “stagnazione”? A rigore, questi sintomi di deterioramento economico andrebbero confermati per almeno due trimestri consecutivi, ma la sensazione è che il rischio sia ormai tangibile. Quantomeno per l’Italia, unico

fra i Paesi maggiormente industrializzati a mostrare sin d’ora elementi (anche in ordine ai risultati societari: la Telecom Italia ne è un esempio lampante) la cui estrapolazione pare indirizzare più univocamente degli altri verso quella, malaugurata, congiuntura.

Ma perché noi forse sì e gli altri magari no?

 

ELEZIONI POLITICHE: DUE OPINIONI A CONFRONTO.

Da soli si può? Due opinioni diverse sulle scelte strategiche del Pd per le elezioni di aprile. Leggete le due campane e, se vi va, fateci sapere cha cosa ne pensate.

Partito Democratico: tanto partito, poco coraggio

di Alessandro Gily

La decisione del PD di presentarsi alle prossime elezioni politiche da solo, senza cercare nessuna alleanza con altri partiti, è sicuramente una decisione grave, che preconfigura già prima delle elezioni lo scenario politico italiano dei prossimi anni. I dirigenti del PD non possono ragionevolmente pensare che il loro partito abbia una base elettorale sufficiente per governare l’Italia da solo. Quindi il PD ha deciso, almeno per la prossima legislatura, di schierarsi all’opposizione, senza nemmeno tentare di sconfiggere alle urne il partito di Berlusconi e Fini. Credo che presentarsi alle urne senza nemmeno cercare una via per vincerle sia in generale sbagliato, tanto più per un partito che rappresenta un terzo degli elettori italiani, e che raccoglie l’eredità di partiti, la DC e il PCI, che hanno fatto la storia dell’Italia del dopoguerra. Il PD ha deciso di abbandonare l’idea prodiana dell’Unione, l’ampia alleanza di centro-sinistra estesa dai cattolici moderati fino agli ambientalisti e alla sinistra, che doveva catalizzare anche i voti delle associazioni e dei cittadini indipendenti. E probabilmente proprio il sostanziale rifiuto di accogliere nell’Unione il contributo di associazioni e indipendenti alle scorse elezioni è stato fatale per Prodi e il suo governo. Il PD ha ora deciso che la stagione dell’Unione è finita, probabilmente pensando che in ogni caso non si sarebbe riusciti a sconfiggere il centro-destra alle prossime elezioni; oppure l’idea prodiana viene sacrificata al solo scopo di rafforzare l’identità del neonato Partito Democratico. Qual è però per il PD la strategia alternativa a quella dell’Unione? Lasciare a tempo indefinito l’Italia in mano a Berlusconi e Fini, facendo del PD un partito di opposizione? Una soluzione per il PD puo’ essere quella indicata dal sindaco di Torino, cioè l’alleanza con Berlusconi. Certo, in questo caso sarebbe necessario almeno fare sì che l’alleanza avesse l’effetto di escludere dal governo la destra estrema, portando la barra su posizioni piu’ moderate e meno opportunistiche. Allo stato attuale e’ prevedibile invece che nella prossima legislatura l’Unione si formera’ nuovamente di fatto in parlamento: il PD e la sinistra continueranno a votare insieme, questa volta pero’ all’opposizione.

 

L'unica via

di Giovanni Lava

La scelta del Pd di andare da solo (da solo per modo di dire) credo fosse l’unica praticabile per poter coltivare qualche tenue speranza di vittoria il 13 aprile. Cosa che sta di fatto avvenendo. Lo schema Prodi, l’Unione da Mastella a Rifondazione, era non solo non ripercorribile nei fatti, ma anche improponibile dopo la cattiva prova di sé che l’alleanza di governo ha dato nei suoi pochi mesi di vita. Se ci troviamo nella condizione attuale con la possibilità concreta di lasciare per chissà quanto tempo l’Italia nelle mani di Berlusconi e Fini, lo dobbiamo al ritardo con il quale si è giunti ad imboccare con il Pd una decisa e moderna strada riformista, pur ancora tra alcune ambiguità e qualche confusione. Ma l’alleanza con la cosiddetta sinistra radicale non è proprio più riproponibile, almeno fino a quando le forze che la compongono non saranno in grado di decidere una volta per tutte se essere antagonisti senza se e senza ma, oppure essere forza di governo, isolando chi al suo interno di governo, qualsiasi governo, proprio non ne vuole sapere. Un’alleanza impossibile con quella sinistra che in questi giorni è arrivata, per esempio, a prendersela con i libri, organizzando proprio qui a Torino manifestazioni contro la Fiera del Libro, perché ospita Israele. Un fatto gravissimo, nonché pericoloso.

Se un rammarico si deve avere, è quello di aver imboccato questa strada con un ritardo di dieci anni. Era chiaro sin dalla caduta del primo governo Prodi che la strada delle alleanze onnicomprensive non conduceva da nessuna parte, una strada che ha riconsegnato il governo a Berlusconi già nel 2001 e rischia di farlo di nuovo nel 2008, senza nel frattempo aver portato a termine nessuna delle riforme di cui questo paese ha urgente necessità. Forse è giunta davvero l’ora di preoccuparsi non solo e non tanto di vincere una competizione elettorale, quanto di fare scelte politiche coraggiose capaci di rendere possibile il governo. Se questo paese sprofonda sempre più, probabilmente la causa principale sta proprio nella logica per cui l’importante è vincere, non importa con chi, come e perchè. Se un nodo il Pd deve ancora sciogliere definitivamente è quello se essere soltanto la somma delle fallimentari politiche di Ds e Margherita, oppure qualcosa di radicalmente nuovo, in cui per esempio possano sentirsi a casa loro anche le associazioni e i gruppi che quelle politiche hanno criticato da tempo.

 

Obbligo di spreco.

di Dotturbo

Fra i tanti punti discutibili del vigente Codice della Strada, che il Ministro Bianchi ( il ministro a più basso gradimento, 3,5 punti su dieci dice La Stampa, del già poco gradito Governo Prodi) avrebbe voluto rendere( magari con le sue buone ragioni, ma non è di questo che vogliamo parlare in questo contributo), ancora più restrittivo sotto ulteriori aspetti, quello degli anabbaglianti obbligatori da tenere accesi di giorno su strade extraurbane ed autostrade (pena per i trasgressori, oltre alla multa, 2 punti patente decurtati) pare davvero gridar vendetta, in una contingenza come l’attuale (che peggiorerà in futuro), con i carburanti sempre più cari.

Si riportano qui sotto alcune considerazione e notazioni tecniche sulla base dei calcoli effettuati da Federconsumatori (da PVN:Il giornale dell’energia). "Se anche non serve ad illuminare la via e pare non incida positivamente sulla sicurezza stradale, viaggiare con i fari accesi di giorno, nel rispetto di quanto previsto dal codice della strada, aiuta senz’altro a far accendere anticipatamente la spia della riserva: a conti fatti, tra 500 e 800 km prima… Per un automobilista che in un anno percorra di media 20.000 km, tra benzina e usura delle parti coinvolte si parla di una spesa di 70 euro l’anno! Secondo Adusbef e Federconsumatori, dall’entrata in vigore del provvedimento le tasche degli automobilisti sono state alleggerite di almeno 6,3 miliardi di euro (solo per il maggior consumo di carburante), senza contare l’incremento delle emissioni di anidride carbonica, pari all’1,5% (0,5% annuo della riduzione necessaria per adempiere agli obblighi del protocollo di Kyoto).
Quando si accendono i fari, una parte dell’energia meccanica sviluppata dal motore per far muovere l’autoveicolo viene utilizzata per far girare l’alternatore che carica la batteria.

 

Pallante a Ivrea.

Sala gremita, c'erano circa 150 persone mercoledì scorso per l'appuntamento organizzato dai Grilli Eporediesi al centro culturale "La Serra" dal titolo "Più PIL per tutti? Il futuro dell'economia locale". I Grilli si sono interrogati sui gravi problemi che affliggono le "civiltà occidentali", quali il progressivo aumento dei consumi e la gestione dei rifiuti, le emissioni di Co2 e gli obiettivi imposti dal protocollo di Kyoto, la continua crescita della domanda di energia ed il progressivo esaurimento delle fonti fossili, cercando di trovare alternative possibili.

Il compito di proporre al pubblico riflessioni e proposte su questi temi è stata affidata al moderatore dei Grilli Paolo ed ai relatori presenti al tavolo, in particolare Maurizio Pallante, scrittore teorico della "decrescita felice" già consulente del Ministero dell'Ambiente, ma anche Francesco Comotto sindaco di Settimo Rottaro (TO), Filippo Naluzzi imprenditore ES.C.O. dell'acqua ed i rappresentanti dei gruppi di acquisto solidale (G.A.S.) di Ivrea e Chivasso.

La riflessione inizia con una piccola provocazione: le code in automobile aumentano il consuno di benzina, e, di conseguenza, aumentano il PIL (prodotto interno lordo), ma creano benessere? Detto in altri termini, il PIL misura realmente, come ci insegnano stampa e TV, il benessere, la felicità di una popolazione? La riposta di Pallante è un deciso no, il PIL misura esclusivamente lo scambio di denaro, ovvero lo scambio di merci (e servizi), che non necessaramente ci servono, che non sempre sono beni.

Gli sprechi di energia, di risorse, di prodotti contribuiscono ad aumentare il PIL ma non ci servono, anzi, spesso inquinano, sono dannosi, sono merci che non sono beni. Allo stesso modo la verdura coltivata nell'orto, buona, genuina e senza pesticidi, non aumenta il PIL ma aumenta decisamente il benessere, è un bene che non è una merce.

 

INTERNET: STUDENTI PIEMONTESI TESTANO IL PC DI NEGROPONTE.

Ecco un articolo Ansa che parla della nostra iniziativa riguardo ai computerini verdi, presentati all'Itis Majorana di Grugliasco lo scorso sabato. Un grazie particolare a tutti coloro che hanno reso possibile l'iniziativa, sottoponendo a varie sperimentazioni i pc. A Dario Zucchini, tecnico che si è preso cura dell'evento, il nostro speciale ringraziamento. E' sua la scheda tecnica dell'Olpc, che si può scaricare.

di Stefania Aloia

(ANSA) - TORINO, 7 MAR - Due esemplari del personal computer progettato da Nicholas Negroponte al Mit di Boston per i bambini dei Paesi in via di sviluppo sono stati testati dagli informatici dell'Itis Majorana di Grugliasco (Torino) e dagli allievi della scuola primaria del I Circolo di Rivoli.

I due pc sono stati acquistati negli Stati Uniti dal gruppo regionale Sinistra per l'Unione nell'ambito della campagna Olpc 'One laptop per child': per ogni computer comperato al costo di 150 euro se ne assicura un altro a un bambino povero del Terzo Mondo. Il laptop è stato presentato oggi, in anteprima nazionale con Firenze, all'auditorium del Majorana. "Chiediamo alla Regione Piemonte - afferma il capogruppo di Sinistra per l'Unione, Mariano Turigliatto - di attivare progetti pilota per l'utilizzo di questi pc in ambito didattico, con il coordinamento del Majorana, ottenendo così due risultati: aderire alla campagna di solidarietà e diffondere l'informatizzazione di massa, con la creazione di professionalità appositamente formate". "Anche nei Paesi industrializzati è ideale come primo approccio all'informatica per bambini dai 3 ai 10 anni", conferma Dario Zucchini, docente del Majorana.

Dopo improbabili soluzioni iniziali, il laptop definitivo è piccolo come un libro di testo, è maneggevole, ha un design che attira l'attenzione dei bambini e, per la connessione a internet, è dotato di due sistemi, il wireless e il mash, uno standard militare che crea una rete locale. Tra le note dolenti, la lentezza del sistema operativo e la scarsa autonomia della batteria. Per questo all'Itis di Grugliasco hanno messo a punto un progetto per alimentare il pc con un piccolo pannello fotovoltaico. "Ha un costo di 50 euro, quindi un terzo del valore del computer, ma può essere utilizzato anche per altro e ha una durata di 20 anni", dice Vito Rosiello, professore al Majorana. La campagna per ridurre il divario informatico tra i popoli del mondo passa anche per queste piccole iniziative.

 

LA NOTA SUL CONSIGLIO REGIONALE.

di Patrizio Brusasco

Forse non è stato un caso, o comunque sicuramente una fortuita coincidenza, se, nella seduta del Consiglio regionale del Piemonte di questa settimana, è stata presentata in Aula la Proposta di Legge n. 366 - Istituzione di un Fondo di solidarietà per il patrocinio legale alle donne vittime di violenza e maltrattamenti -, dopo una lunga incubazione legislativa (assegnata in sede di Commissione in data 1 dicembre 2006).

Firmatarie del pdl le consigliere regionali: Spinosa, Cotto, Pozzi, Valloggia, Barassi, Ferrero e Motta.

La proposta di legge n. 366 si propone di promuovere azioni di tutela della dignità  e dell'integrità fisica e psichica delle donne vittime di violenza, partendo dal riconoscimento che le forme di violenza di genere sono il primo ostacolo al reale godimento dei diritti individuali e alla parità fra i sessi. L'intento della proposta di legge è di istituire un fondo di solidarietà che permetta di accompagnare, sostenere e fornire un aiuto concreto alle donne vittime di violenza non solo nell'eventuale percorso in sede giudiziaria, ma anche a sostegno dei costi di assistenza legale che le vittime potrebbero dovere affrontare, ad esempio, per addivenire a una controversia giudiziaria. 

Nella lettura di alcuni dati si evince come anche in Piemonte si debba ancora fare molto per una reale parità di diritti e opportunità tra i due sessi; in particolare, poi, nella nostra regione, le donne tra i 14 e i 59 anni che negli ultimi tre anni hanno subito reati a sfondo sessuale sono state vittime per il 9% di molestie verbali, peril 4,1% di molestie fisiche, per il 3, 1% di atti di esibizionismo e per lo 0,6% di stupro o tentativo di stupro. 

E' necessario quindi che il fenomeno delle violenze di genere sia percepito nella corretta dimensione e che se ne parli, sia per far conoscere alle donne i loro diritti sia per consentire loro di prendere coscienza della violenza che subiscono.

Tutti d'accordo che su questi temi, come peraltro su moltri altri, c'è più bisogno di fatti concreti che delle tante parole che si spendono generalmente ogni 8 marzo!

 

A computer donato... si guarda in bocca.



Due piccoli pc portatili  verdi e bianchi sono arrivati dagli Stati Uniti pochi giorni fa. Sono quelli di Nicholas Negroponte, inventati per consentire ai bambini nei paesi in via di sviluppo di avere accesso alla tecnologia e alla comunicazione. Siamo riusciti ad averli e oggi li presentiamo all'Istituto Majorana di Grugliasco, dove  i piccoli portatili sono  rimasti  sotto le grinfie degli studenti  e dei professori che li hanno sottoposti a rigidi test, dure prove e strampalati esperimenti: oggi vedremo i pc  funzionare a energia solare!

Oggi c'è la Presenzione del Laptop di Nicholas Negroponte XO-OLPC

“A COMPUTER DONATO…SI GUARDA IN BOCCA!”

L'iniziativa avrà luogo all'Itis Majorana di Grugliasco (Torino)
Venerdì 7 marzo 2008 dalle ore 14 alle 16.30,
per tutti coloro che lo vorranno sarà data la possibilità di usare gli OLPC

cos'è un OLPC?
 

Una goccia nel mare: di ritorno dal Burkina Faso.

Noci di karité

di Dida Neirotti

Dopo dieci giorni di full immersion africana, di ritorno alla nostra quotidianità, si impongono alcune riflessioni. In un paese che è penultimo nella graduatoria degli indici di povertà, il calore e l'accoglienza delle persone nei nostri confronti sono state veramente eccezionali: aperti e disponibili hanno fatto di tutto per farci sentire a nostro agio, mettendo a nostra disposizione tutto (il poco) che hanno ma conservando sempre la loro dignità.

La situazione genrale del paese è disastrosa sotto tutti i punti di vista: per questo però un progetto anche piccolo come il nostro può effettivamente cambiare la vita di un certo numero di persone. Nella fattispecie la vita delle donne che producono con enorme fatica il burro di karitè può diventare più sopportabile con l'introduzione delle semplici macchine che saranno installate: l'obiettivo è infatti quello di trasformare questo gruppo, già ben strutturato e solidale, in una piccola impresa da cui ricavare anche un profitto più adeguato.

Ricordiamo infatti che ad oggi, quando va bene, le donne ricavano meno di un euro al giorno, che permette loro di comprare qualcosa da mangiare! La notizia del finanziamento da parte della Regione, che ringraziamo insieme a tutti i partner italiani e burkinabè, è arrivata durante il nostro soggiorno e si è scatenata una gioia incontenibile e subito dopo, sono cominciate le discussioni sulla realizzazione delle varie opere: le donne già si vedevano in un bel capannone pulito, con le macchine, la luce, l'acqua a produrre quel burro di karitè che per loro è fondamentale.

E noi pensavamo a tutti gli sprechi di casa nostra, a tutto il nostro superfluo, a tutte le beghe e le miserie che qui ci sembrano così importanti e non ci sentivamo tanto bene....ma non per un melenso buonismo ma perchè ci rendevamo conto che "un altro mondo è possibile" dovrebbe veramente diventare una linea guida per tutti.

Vorrei finire con una delle ultime frasi che ci hanno detto e che ci ha particolarmente colpito: "Noi burkinabè non abbiamo il mare ma abbiamo il sorriso".

 

Una dritta per essere informati.

Parla dei problemi dell'ambiente della nosta regione, va in onda su Quartarete il giovedì alle 19.30. Si chiama Antropos ed è anche sulla TV on demand MADEINITALY. Un buon modo per saperne un po' di più.

 

 

Fratello dove sei.

L'Argentina è il parente più prossimo dell'Italia dall'altra parte dell'oceano. Mariano ha avuto modo di entrare in contatto con questa realtà politica e sociale durante il viaggio intrapreso la scorsa primavera con la delegazione della Regione Piemonte, che aveva lo scopo di rinsaldare un legame che non è soltanto emotivo o di sangue, ma è anche fortemente economico.  Gli scambi commerciali tra il Piemonte e l'Argentina, infatti, sono molteplici e vanno assolutamente incoraggiati.

ARGITALIA è  un sito nato in Argentina da poco. Ci sono informazioni sulla storia, la politica e la cultura d'oltreoceano. Serve a stabilire un contatto, è un mezzo che ci tiene aggiornati sugli eventi e sul punto di vista di chi ci vive. Ed è scritto in italiano!

 

Si parte (tutti insieme)!.

di Fabrizio Giacone

Questa mattina ero in coda, come tanti altri, ad un semaforo.
Ho dato una sbirciatina alle auto intorno alla mia e ho constatato che eravamo tutti "single in auto".. cioè per ogni auto c'era uno e un solo passeggero: l'autista! E tutti quanti andavamo nella stessa direzione.
Mi sono chiesto allora cosa sarebbero le nostre strade (e l'aria che respiriamo) se su quelle auto ci fossero almeno 4 passeggeri. Anzichè 100 auto ce ne sarebbero 25, si troverebbe parcheggio, i tempi di percorrenza sarebbero ridotti di circa la metà, si produrrebbe un quarto dei gas di scarico e quindi l'aria cittadina (che in queste mattine si può quasi tagliare con il coltello, complici umidità e alta pressione) sarebbe un pò più leggera.
Ma come è possibile tutto questo?
Buona volontà, pazienza, coraggio, voglia di condivisione, mettersi al servizio di altri... in fondo non sono poi cose tanto difficili.

E qualcuno che dia il buon esempio: la provincia di Bolzano ospita, sul suo sito internet, un servizio chiamato Car Pooling. Di fatto è una tabella "offro - cerco" nella quale chi vuole può lasciare la propria disponibilità a fare da mezzo di trasporto collettivo oppure ricerca qualcuno che gli dia un passaggio, specificando il luogo di partenza / arrivo, l'orario di andata / ritorno, la data di validità dell'offerta (o della ricerca), i giorni della settimana in cui l'offerta è valida e se vuole / cerca passeggeri fumatori! Chi è interessato a condividere un tratto di strada può quindi mettersi in contatto con l'automobilista che ha dato la sua disponibilità e concordare le modalità. E' una specie di car sharing autogestito.
L'idea mi sembra buona... Non si può studiare qualcosa del genere anche da noi?

Penso soprattutto alle grandi aziende, oppure al Comune di Torino che ha 13000 dipendenti e molti vengono dalla stessa zona (se non dallo stesso palazzo) ognuno con la sua macchina! Idem dicasi di Regione e Provincia...
Se qualcuno deve dare l'esempio, almeno per una volta, che siano questi soggetti istituzionali!

 

ENERGIA: GLI ALTRI SI MUOVONO.

di Dotturbo

C’è un gap temporale da colmare, ormai l’hanno capito in molti, per quanto riguarda la questione energetica. Ed è un lasso che si sta facendo sempre più preoccupantemente ampio. Se, fino a qualche anno fa, lo si stimava nella misura di anni (decenni) intercorrenti fra la fine delle scorte di petrolio e metano del pianeta e l’entrata a regime della fusione nucleare, oggi la vicenda si fa più complessa. L’aumento incontenibile dei prezzi dei combustibili fossili ha introdotto una nuova variante. Conseguentemente, il buco temporale (per quanto riguarda la disponibilità di energia) andrà calcolato fra il momento in cui i prezzi di petrolio e metano non saranno più accettabili per la loro elevatezza e quando si riuscirà a produrre energia nucleare da fusione totalmente pulita e a basso costo in quantità sufficiente.

Questo spazio cronologico potrà essere energeticamente colmato solo con fonti rinnovabili (energia solare, da biomasse, eolica), con il nucleare di terza e, con massima rilevanza, di quarta generazione (strategico, per esempio, per i francesi) e…dal carbone! Non, però, dal carbone utilizzato per le inquinantissime centrali termiche (non solo i cinesi, ma anche gli stessi inglesi si sono organizzati ad implementarle, con buona pace dei proclami provenienti d’oltremanica a favore dell’energia eolica, idroelettrica e da biomasse), ma da quello prima liquefatto e poi gassificato. Questa tecnologia, che sarà messa a punto a cavallo del 2020, consentirà l’abbattimento dell’inquinamento derivante dalla combustione del carbonio e, cosa di ulteriore rilievo, consentirà "liberazione" di energia in quantità rilevantissima: le scorte planetarie di carbone consistono, infatti, di 700 miliardi di tonnellate di petrolio equivalente (contro i 150 miliardi di petrolio, gli altrettanti di gas e i 60 miliardi di uranio).

 

LA NOTA SUL CONSIGLIO REGIONALE.

di Patrizio Brusasco

L'ultima seduta del Consiglio regionale del Piemonte si è connotata per le continue interruzioni per permettere di trovare nelle riunioni dei capigruppo un percorso condiviso.

Ieri la grande querelle è iniziata per voce dell'opposizione che ha chiesto di occuparsi subito della Commissione di Garanzia. E dopo numerose trattative si è pervenuti alla nomina dei sette componenti.

Tre per la maggioranza, vale a dire il docente Luther Jorg e gli avvocati Renzo Capelletto e Gian Mario Giolito; quattro per l'opposizione: l'ex magistrato Corrado Canfora del Tribunale di Novara, il docente Francesco Dassano e i due ex consiglieri regionali Aldo Olivieri e Carla Spagnuolo.

Il presidente della Commissione di Garanzia sarà eletto dai sette componenti nel corso della prima seduta, e resteranno in carica per sei anni, senza possibilità di essere rieletti.

Ma cos'è di fatto la Commissione di Garanzia? Essa è un istituto previsto peraltro dallo Statuto regionale (ma finora non attivato) deputato a esprimere pareri nei casi di conflitto fra i diversi organi costituzionali.

Esprime altresì i propri pareri su richiesta del presidente della Giunta e del Consiglio regionali o di un terzo dei consiglieri, oppure dal consiglio delle autonomie locali. Si esprime sull'interpretazione dello statuto nei conflitti di attribuzione fra organi della Regione e sul carattere invasivo e lesivo delle attribuzioni regionali da parte di leggi o atti aventi forza di legge nazionali, nonché sulla coerenza statutaria di progetti di legge o regolamenti.

 

Punto di vista.

E' uscito il numero 8!

Notizie da Alessandria, Asti, Avigliana, Borgaro, Caselle, Collegno, Grugliasco, Mappano, Rivalta, Rivoli, Santena e Venaria

Piemonte: nasce il coordinamento regionale delle liste civiche

La situazione rifiuti nella nostra regione

Il commento di Mariano: di nuovo elezioni

SCARICA UNA COPIA DEL GIORNALE

 

Boia faus!.


   
La mafia in Piemonte? Ma no che non c'è, la mafia è una cosa del Sud, lo sanno tutti...

Gli amici di Antenneattive, tra le altre iniziative interessanti, ci propongono un'intervista a Francesco Forgione, Presidente della Commissione parlamentare antimafia, che ha delle sorprese per noi. Andiamo a sentire...

 

Burkina: si parte.

                                                                                                                                               di Dida Neirotti
A circa un anno e mezzo dalla manifestazione Terra Madre 2006 il progetto "Karina" per il Burkina Faso è ai nastri di partenza.
Dopo aver ospitato Bernardette Monnè, Presidentessa dell'Associazione ASVT Dollebou, e aver realizzato in quali condizioni di fatica e di disagio avveniva la produzione del burro di karitè nei villaggi burkinabè, abbiamo deciso con l'Associazione Sole onlus di Collegno di mettere in piedi un progetto per la costruzione di un capannone con relativi semplici macchinari affinchè la produzione di questo gruppo di donne (circa 200) si trasformi in una piccola impresa con possibilità di commercializzazione anche attraverso il circuito equo-solidale. Per realizzare il progetto abbiamo fatto richiesta di cofinanziamento presso la Regione Piemonte. Proprio di questi giorni è la notizia che è stato deliberato lo stanziamento dei fondi, all'incirca 30 mila euro. Evviva!
Nel frattempo due membri dell'Associazione Sole sabato 16 Febbraio partono per il Burkina: cercheremo di capire meglio la realtà del paese, i bisogni effettivi per l'avanzamento del progetto e le modalità di azione.
Un aspetto molto importante è dato dal fatto che le proposte operative, di acquisto e di organizzazione sono arrivate dall'Associazione locale e quindi noi fungiamo solo da tramite per permettere la loro realizzazione.
Per saperne di più vi invitiamo a visitare il sito dell'Associazione Sole onlus.
 

Un garante per i bimbi con le ali.

Sulla Stampa di ieri è comparso un articolo che sottolinea un'iniziativa importante, che vogliamo segnalarvi. Luisa Turati, di cui leggerete sull'articolo, è buona amica del gruppo e persona di grande tenacia. Crediamo importante segnalarvi l'iniziativa che ci ha presentato, l'istituzione delle figura del garante per l'handicap presso il Comune di Torino. Se intendete aderire alla raccolta firme (forza!) rivolgetevi a:
Associazione Claudia Bottigelli
Sede legale via Togliatti 25 10135 Torino
Sede operativa via Morandi 10/A 10135 Torino
www.claudiabottigelli.it
combot@alice.it
Tel. 338 36 86 730

 

 

DAI CAMPI ALLA TAVOLA.

 di Stefano Zanotto

 

In questo blog abbiamo già parlato tempo fa dei distributori automatici di latte crudo presso gli allevamenti attrezzati alla vendita. Ora allarghiamo lo sguardo anche ad altri prodotti alimentari e vi segnaliamo il motore di ricerca “In viaggio per fattorie & cantine”  sul sito della Fondazione campagna amica, nata per iniziativa di Coldiretti. Qui si possono trovare i recapiti delle aziende agricole che vendono direttamente i loro prodotti, selezionando regione, provincia o comune di interesse oltre che la categoria di prodotto desiderata.

Può essere la vendita diretta un’arma di difesa per il consumatore nei confronti del carovita? Il risparmio c’è, anche se non è detto che i prezzi pagati al contadino-venditore siano più competitivi di quelli della grande distribuzione. Perché allora scegliere di acquistare direttamente dagli agricoltori? I vantaggi sono molti: la garanzia sulla provenienza del cibo che va in tavola; la certezza di mangiare un prodotto fresco e di stagione, e quindi di elevate qualità nutrizionali; la valorizzazione della cultura enogastronomica del territorio; il basso livello di emissioni di gas serra legate ai trasporti delle derrate alimentari; infine, la riduzione del prezzo rispetto alla vendita al dettaglio e nello stesso tempo il riconoscimento di un giusto guadagno al produttore, risultati possibile grazie all’eliminazione dei vari intermediari. Il rapporto qualità-prezzo è quindi senz’altro vantaggioso.

Sono sempre di più le cascine, le cantine, i frantoi e le malghe che si rivolgono direttamente ai consumatori: sempre secondo Coldiretti, che ha di recente reso noto il secondo rapporto dell’Osservatorio sulla vendita diretta delle aziende agricole, dal 2001 sono aumentate del 48%. I coltivatori stanno sperimentando diverse modalità di distribuzione e vendita: dalla preparazione di cassettoni-famiglia e panieri di prodotti in vendita a prezzi fissi, alle consegne a domicilio, in forte crescita. Ancora pochi, invece, i negozi aperti dagli imprenditori agricoli in città. Nuovo impulso alla promozione della filiera corta nel settore agroalimentare potrebbe venire anche da un recente decreto del ministero delle Politiche agricole, in attuazione di un provvedimento incluso nella finanziaria 2007 che prevedeva la nascita dei cosiddetti farmers’ market, i mercati riservati alla vendita diretta da parte delle aziende agricole. Non si tratta in realtà di una novità assoluta, ma di una regolamentazione di un’esperienza già avviata in alcune zone del Paese.

 

E così semplice!.

La provincia di Bolzano è all'avanguardia in materia di norme per la riduzione dell'inquinamento dell'aria. Già da due anni chi ha un'auto vecchia può montare un filtro anti particolato ottenendo l'esenzione dal pagamento del bollo per due anni. Le emissioni dannose si riducono del 50 per cento. Chi ha un'auto che possiede già questo dispositivo elimina ben l'80 per cento degli scarichi e la provincia ringrazia concedendo l'esenzione del bollo per un anno. Chi ha un'auto alimentata a motore ibrido, tre anni.

Brillante esempio di come si possa salvaguardare l'ambiente con soluzioni alla portata di mano e senza controindicazioni. Incredibile quanto basterebbe poco...

 

IDEA OGGETTO SEGNO CONCETTO.

INTRO                                                      PARTE PRIMA                                   PARTE SECONDA

 

Il CAI e il Consiglio regionale.

di Patrizio Brusasco

Mercoledì 13 febbraio, su iniziativa del Club Alpino Italiano Regione Piemonte, si è svolto, presso la Sala degli Stemmi del Museo Nazionale della Montagna di Torino, il primo appuntamento istituzionale del Gruppo Amici della Montagna del Consiglio regionale del Piemonte, costituitosi il 4 ottobre 2007 sul modello di quello parlamentare, che raggruppa 25 Consiglieri regionali di entrambi gli schieramenti politici, il Presidente del Consiglio regionale, Davide Gariglio, la Presidente della Giunta regionale, Mercedes Bresso e 5 Assessori regionali.

Nel corso dell’incontro sono stati presentati progetti, attività ed iniziative del CAI Piemonte che raggruppa più di 50.000 soci, ripartiti in 81 sezioni e che si occupa dell’organizzazione di eventi, convegni, corsi, escursioni sull’intero territorio della nostra regione.

"Presteremo grande attenzione - ha affermato il Presidente del Gruppo Amici della Montagna, Marco Travaglini - alla stesura ed alla realizzazione della convenzione tra il CAI e la Regione Piemonte, finalizzata alla valorizzazione ed al sostegno delle attività del Club Alpino del Piemonte. Il CAI ha proposto alcune iniziative sulla sentieristica, sui rifugi e sulla fruibilità della montagna che noi cercheremo di tradurre in buone leggi. Proprio per questo siamo dell’idea che le riunioni del Gruppo Amici della Montagna vedano la partecipazione, come invitati permanenti, oltre al Presidente regionale dell’UNCEM, anche dei Presidenti regionali del CAI e del Soccorso Alpino e del Direttore del Museo Nazionale della Montagna".

L’appuntamento, importante per presentare le attrattive, le prospettive, le problematiche dei territori montani, ha fornito anche l’opportunità per avviare una riflessione costruttiva sul ruolo delle Comunità montane. La Legge Finanziaria nazionale ha, infatti, demandato alle Regioni il compito di riorganizzare le Comunità montane entro un periodo di sei mesi, compito nel quale si stanno impegnando i Consiglieri del Gruppo Amici della Montagna, occupandosi di una realtà che rappresenta un bacino immenso di risorse naturali, in parte, ancora inesplorato".Noi consiglieri regionali del Gruppo Amici della Montagna - afferma il consigliere Mariano Turigliatto - auspichiamo che le Comunità Montane, che stanno subendo peraltro una grande trasformazione a seguito della Legge Finanziaria 2008, diventino delle vere e proprie agenzie di sviluppo e di programmazione per il rilancio del loro territorio. Le Comunità Montane - continua Turigliatto - rappresentano un patrimonio paesaggistico e naturalistico fondamentale che va tutelato e valorizzato in ogni modo, anche per promuovere l'aspetto turistico a cui sono ovviamente vocate le variegate realtà montane piemontesi. I paventati, se pur necessari, tagli apportati dalla finanziaria - conclude il presidente di Sinistra per l'Unione -, che hanno ridotto il numero dei consiglieri delle Comunità Montane, si inscrive nella logica di rendere più economici e più snelli, ma senza perdere in efficienza ed efficacia, gli organismi istituzionali preposti alla guida delle Comunità Montane, e la presenza di ben 25 consiglieri regionali nel Gruppo Amici della Montagna è la valida testimonianza di quanto le istituzioni siano vicine alle realtà montane del Piemonte, nonché della loro ferma volontà di legiferare per la tutela e lo sviluppo del patrimonio montano piemontese".

 

Renditi utile, va in vacanza (in Senegal)!.

di Massimiliano Abbruzzese

Il progetto di T.R.A. (Turismo responsabile autogestito) si propone di contribuire a migliorare le condizioni di vita della popolazione residente nella regione di Louga (Senegal), ed in particolare nel villaggio di Yeral Fall. Nello specifico il progetto mira ad innescare una crescita socio-culturale ed economica, con l’apporto di una nuova esperienza sostenibile nel settore del turismo responsabile autogestito.

Il progetto prevede la predisposizione e l’organizzazione di viaggi di gruppi di turisti (massimo 12 persone) per conoscere e condividere la cultura senegalese e del villaggio di Yeral Fall in particolare. Tale soggiorno, della durata complessiva di dieci giorni, include l’alloggiamento dei turisti presso le abitazioni del villaggio e la completa condivisione delle tradizioni locali nel rispetto della cultura senegalese. Il progetto prevede la formazione di molti abitanti del villaggio, accuratamente selezionati, che a diversi livelli, permetteranno la realizzazione dello stesso. A ciò si riferisce il termine “Autogestito”: scopo finale del progetto sarà quello di permettere agli abitanti del villaggio (anche coloro residenti a Torino) di organizzare e gestire i viaggi. Per ogni viaggio che verrà effettuato, al netto delle spese, avanzerà una somma che permetterà alla comunità del villaggio di far fronte alle carenze sanitarie dei membri delle famiglie in difficoltà, di provvedere all’istruzione di tutti i bambini, e ad altre esigenze comuni.

 

LA NOTA SUL CONSIGLIO.

di Patrizio Brusasco

La seduta consiliare della settimana appena terminata ha avuto un ordine del giorno caratterizzato principalmente dalle recenti vibranti polemiche innescate dalla scelta degli organizzatori della Fiera del Libro di Torino di avere come ospite d'onore lo Stato di Israele, che compie sessant'anni di vita.

Se la scelta ci pare legittima e giustificata, per di più considerando l'aspetto meramente culturale della manifestazione, ma pur non potendo chiudere gli occhi di fronte all'evidente impatto politico di ogni scelta per così dire prettamente culturale, e ancor più in questo delicatissimo specifico caso, è altrettanto vero che non si poteva non considerare la forte probabilità di acri polemiche riconducibili a tale scelta: e forse, volendo essere diabolici, una qualche pur forma di lancio pubblicitario della manifestazione, a forte impatto polemico, una sorta di marketing della letteratura, non deve essere andato misconosciuto alla macchina organizzativa: della serie, la cultura è nobile per antonomasia, ma pecunia non olet (citazione dotta quanto mai opportuna!)

Come dimenticare poi le "tavole di proscrizione" di questi giorni, che hanno riguardato i docenti ebrei in cattedra presso alcuni atenei italiani, compreso ovviamente quello subalpino, nonché le dichiarazioni infelici di alcuni esponenti della politica locale che hanno mostrato il fianco a tutta una serie di ovvie critiche e polemiche, al punto, in uno specifico caso, da invogliare il New York Times a telefonare a un rappresentante del Consiglio regionale di maggioranza!

Ieri all'ora del tè, si è consumato un provvidenziale incontro tra gli organizzatori della Fiera torinese, le associazioni arabe e alcuni politici locali, tra cui gli assessori alla Cultura della Regione Piemonte e del Comune di Torino, Gianni Oliva e Fiorenzo Alfieri, e alla presenza di alcuni centri sociali che hanno creato, per fortuna, solo qualche infondata preocupazione alle forze di polizia.

Si è cercato, nel corso dell'incontro di spiegarsi, rimarcando il mero fatto culturale della grande kermesse subalpina; e se è vero che si è ritenuto il boicottaggio un non senso, è altrettanto vero che qualche intellettuale arabo si è detto pronto a organizzare un qualche evento parallelo che tenga conto anche della realtà palestinese.

Anche in Consiglio regionale, nei vari ordini del giorno presentati da maggioranza e opposizione, è prevalsa ovviamente la logica del dialogo interculturale contro il temuto muro contro muro, ritenendo l'inasprimento dei toni sull'argomento una gonfiatura e una forzatura ingiustificata, anche e ovviamente massmediatica.

Qualcuno ha puntato poi il dito contro la cosiddetta sinistra estrema, ma il clima in aula consiliare era decisamente di proficuo e costruttivo dialogo, nonché di comprensione di un evento che rimane, nella sua specifica sostanza, prettamente culturale.

Mariano Turigliatto ha parlato, nel corso del suo intervento, di puro "boicottaggio all'intelligenza" più che di reale vicenda, stigmatizzando come spesso nel nostro paese tutto tenda a politicizzarsi, con l'ovvio rischio di perdere pregiudizialmente di vista la vera natura del dibattito e dell'oggetto in questione.

 

Intervista a Rita Borsellino.

Rita Borsellino ha intrapreso un viaggio in Sicilia in promozione delle liste civiche. E' ora che la società civile dia il suo forte contributo al rinnovamento della politica italiana. Sentite cosa ci ha detto.

VAI AL SITO DI RITA BORSELLINO

 

Studiare la violenza per combatterla.


di Eva Milano

Un progetto di ricerca per analizzare il fenomeno della violenza contro le donne nella nostra regione e riflettere su come gli organi d’informazione lo affrontano e lo rappresentano. E’ questa l’iniziativa promossa dalla Consulta regionale delle Elette, in collaborazione con il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte, per portare alla luce un problema grave, che di solito resta nascosto e diventa di ‘attualità’ solo nei casi più gravi. Graziella Valloggia del Gruppo consiliare Sinistra per l'Unione, vice-presidente della Consulta, presente alla conferenza stampa che si è tenuta lo scorso 6 febbraio, segnala l'importanza di questa iniziativa al fine della tutela delle donne di fronte a situazioni famigliari difficili, spesso sommerse ma purtroppo gravi e reali. Si tratta del finanziamento di nove borse di studio per la ricerca e sul tema della violenza sulle donne. Per maggiori info, visita il sito dell' Ordine dei giornalisti.

 

TURCHIA IN EUROPA: SI O NO?.

di Patrizio Brusasco

"La Turchia ha bisogno di fare i conti, nel bene e nel male, con il suo passato e con se stessa. L'Europa ci deve aiutare" (Pamuk)

Con questo incipit di un autorevole scrittore e intellettuale turco, Oran Pamuk, insignito del Premio Nobel per la letteratura, si evince la difficile situazione di un paese, qual è la Turchia, mosso da forze contrastanti e contraddittorie che tendono a relegarlo in un glorioso passato e, nel contempo, a proiettarlo in un immediato futuro di sempre crescente modernizzazione, oltre che, verosimilmente, europeo.

Ma è proprio su quest'ultimo punto che si scatenano le maggiori perplessità, tanto dei tradizionalisti e nazionalisti turchi quanto dei prudenti governi di eurolandia che vedono con spesso giustificata ansia e apprensione la possibilità che la Turchia entri a far parte della già fin troppo minata Unione Europea.

Giovedì 7 febbraio se n'è discusso in una Tavola Rotonda organizzata dall'Istituto Euromediterraneo del Nord-Ovest, Paralleli, intorno alla quale si sono alternati valenti e autorevoli relatori che, nel corso delle loro prolusioni, hanno toccato i punti nevralgici della complessa operazione politica che porterebbe l'ex territorio ottomano in Europa. Titolo del convegno: Turchia nella UE? Perché no? Un titolo dunque decisamente possibilista o comunque non certamente pregiudiziale nei confronti di alcuna verosimile possibilità, e che ha perfettamente dato corpo allo spirito che muove l'Istituto Paralleli, vale a dire quello di tessere legami, consolidare reti culturali, politiche, economiche e sociali tra i vari popoli, nazioni, paesi del Mediterraneo. 

 

(Non?)lasciatevi prendere dal panico.

di Paolo Turati

Un’osservazione sociologica ricorrente, avvertibile di solito durante le varie crisi che si sono manifestate nel corso della Storia della Finanza, ha per oggetto l’esternazione a profusione di pareri ed esortazioni tranquillizzanti da parte di esperti, autorità ed istituzioni. Operazione mediatica, questa, che pone, in primis e con una qualche apparente plausibilità, la propria logica nel far mantenere gli scambi sul mercato a livelli non troppo squilibrati, e cioè tali da non far esorbitare eccessivamente l’offerta rispetto alla domanda di azioni per non far scendere eccessivamente i prezzi. Ma qual è il costo di questo "non fatevi (seconda persona plurale…) prendere dal panico"?

Oppure di "i fondamentali dell’economia restano buoni": che è l’altra frase di circostanza di cui i "maggiorenti" abusano normalmente in tali situazioni?"Molto spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante" è la risposta che molti, non solo Mogol e Battisti, dovrebbero a volte (meglio:sempre, durante le crisi di rilevante gravità) dare a questi inviti "avveduti".

Avete mai sentito qualcuno che, dalla propria posizione istituzionale o di chiara fama nell’ambito del sistema finanziario, consigliasse di disfarsi dei titoli azionari presenti nei propri portafogli? Quasi mai. "Comprare", "guardare al lungo periodo" (cioè quando si è, alla fin fine, tutti morti) ma "vendere" mai.

Al di là della vena polemica chiaramente avvertibile in queste righe, ci si dovrebbe porre qualche domanda sulle motivazioni che portano a questi atteggiamenti. In particolare, considerando il fatto che la storia della finanza insegna che non è quasi mai troppo tardi per mettersi in salvo qualora, ovviamente, si prendano dei provvedimenti, magari dolorosi dal punto di vista sia pecuniario che emotivo, almeno un po’ tempestivi. Premesso che quanto stiamo dicendo non pretende di avere crismi di scientificità, ci permettiamo alcune osservazioni di buon senso tratte dall’esperienza spicciola degli ultimi ottant’anni di Borsa.

Osserviamo l’indice Mibtel dell’ultimo anno (ma lo stesso si potrebbe dire degli andamenti negativi della Borsa procedendo a ritroso dal 2001, "ex" 11 settembre). I primi scricchiolii, evidentissimi, dei problemi dell’economia mondiale si avvertivano già dieci mesi fa. Il Mibtel perdette circa il 10% in brevissimo tempo, poi recuperò buona parte del terreno, quindi ridiscese fino a perdere rispetto ai massimi di periodo circa il 15% nel corso dei due mesi successivi. Già allora erano evidenti gli squilibri economici globali e la crisi dei mutui, ma non ci si volle rendere conto della situazione. Le istituzioni monetarie e finanziarie intervennero cospicuamente e, in modo evidentemente artificioso (immettendo liquidità per centinaia di miliardi di euro), le Borse parvero recuperare. Palliativo inutile, ovviamente: con una classica discesa "a gradoni", oggi l’indice Mibtel accusa una perdita che si avvicina a una perdita di un quarto del proprio valore, rispetto ai massimi del 2007.

Non si vuole fare le sirene di sventura ed è plausibile che il caso non sia questo (oggi vigilano forti e strutturate autorità monetarie a livello internazionale allora inesistenti, benché, ed è cosa di cui tener conto, il "monte" dei rischi complessivi, -vedansi i prodotti "derivati"- sia enormemente superiore), ma si osservi la crisi del 1929 attraverso il grafico dell’indice Dow Jones.

La discesa "a gradoni" avrebbe permesso di disinvestire con perdite trascurabili (con gran parte degli investitori che, peraltro, erano ancora in utile, rispetto ai prezzi d"entrata") rispetto ai massimi del 1929 fino alla metà del 1930: poi, la discesa sarebbe proseguita inesorabile fino al 1932 (il periodo della Grande Depressione), con una perdita del 90% rispetto ai massimi del 1929. Ci si sarebbe potuti salvare, solo che l’ umanissima "auri sacra fames" e che i "consiglieri" (i giornali dell’epoca riportano i medesimi appelli da parte di specialisti ed autorità varie alla "calma e sangue freddo" di cui abbiamo parlato sopra) non fossero stati ascoltati.

Con tutto questo, non si vuole far rilevare la possibilità della replica di quella situazione drammatica. Le vicende e le circostanze, pur con matrici a volte comuni, in finanza sono molto "fluide". Pensiamo, non di meno, che la gran parte dei consigli rassicuranti siano in ottima buona fede. Tuttavia, dal momento che in finanza il valore aggiunto è sempre pari a zero (uno guadagna quello che un altro perde), non sarebbe male acquisire un po’ di senso critico anche in questo campo, specie tenendo conto della provenienza dei suggerimenti ( è ovvio che un dubbio legittimo s’insinua, in merito alla sussistenza dell’eventualità che qualcuno sia indotto a non vendere per

dar modo di farlo a qualcun altro ).

Insomma, che non diventi una regola, ma teniamo in considerazione, nel nostro "menù" comportamentale, anche la possibilità, in rarissimi casi, di "farsi prendere dal panico" negli investimenti, così come lo faremmo su un ponte che, sotto di noi, avvertissimo ondeggiare e che, ovviamente, abbandoneremmo, potendolo fare per tempo, in fratta e furia.

 

Ecco una soluzione per i rifiuti della Campania!.

di Dida Neirotti

Le due macchie giallognole che vedete nell'immagine non sono isole, ma mucchi di spazzatura in mezzo all'Oceano Pacifico. Il fenomeno è chiamato Pacific Trash Vortex, ha un diametro di circa 2500 chilometri, è profondo 30 metri ed è composto per l'80% da plastica e il resto da altri rifiuti che giungono da ogni dove. "E' come se fosse un'immensa isola nel mezzo dell'Oceano Pacifico composta da spazzatura anziché rocce. Nelle ultime settimane la densità di tale materiale ha raggiunto un tale valore che il peso complessiva di questa "isola" di rifiuti raggiunge i 3,5 milioni di tonnellate", spiega Chris Parry del California Coastal Commission di San Francisco, che è da poco tornato da un sopralluogo.

La notizia è comparsa sui quotidiani del 6 febbraio (vedi Repubblica), ed è, a dir poco, sconvolgente:  già le dimensioni sono difficili da immaginare ma quello che indigna è il fatto che nessuno ne abbia mai parlato prima. Nel mondo controllato e globalizzato, in cui sono registrati quasi quasi anche i nostri pensieri, non è possibile che una massa tale di rifiuti che, riportano i giornali, ha cominciato a formarsi negli anni '50 per un gioco di venti e correnti oceaniche, non sia stata avvistata prima e che non ce ne abbiano dato notizia. Di quante altre catastrofi non sappiamo assolutamente nulla?

Una delle giustificazioni di questo colpevole silenzio è che, essendo la zona ormai ridotta ad un deserto marino, privo di vita, non è solcata da navi o pescherecci: è possibile ma gli aerei e i satelliti?  Con Google Earth riusciamo a vedere la nostra automobile sotto casa e vogliono farci credere di non aver visto "qualcosa" grande due volte gli Stati Uniti!

Un quinto circa della spazzatura - dove si ritrovano palloni da football e kayak, mattoncini del Lego e buste di plastica - e' gettato dalle navi; il resto viene dalla terraferma. Charles Moore, oceanografo americano, erede di una famiglia di petrolieri che e' anche ex marinaio, si era imbattuto per caso in questa preoccupante "neoformazione" nel 1997, mentre navigava a margine del percorso di una regata. "Per una settimana mi sono ritrovato in mezzo a un mare di immondizia - ha detto - come avevamo potuto insozzare un'area cosi' gigantesca?"  La scoperta cambio' il corso della sua vita, spingendolo a vendere le sue partecipazioni nell'impero di famiglia e a diventare un ambientalista militante.

Nel mondo vengono prodotti circa 100 miliardi di chilogrammi all'anno di plastica, dei quali, grosso modo, il 10% finisce in mare. Il 70% di questa plastica poi, finirà sul fondo degli oceani danneggiando la vita dei fondali. Il resto continua a galleggiare.  

LA NOTA SUL CONSIGLIO REGIONALE.

di Patrizio Brusasco

Dopo la prima fumata nera della scorsa settimana, allorquando il centrodestra chiese la convocazione di un Consiglio speciale in tema di aborto, anche nella seduta di ieri si è assistito a un nulla di fatto.

L'argomento certamente caldissimo, che divide in modo quasi manicheo i vari partiti, che si dichiarano taluni a favore imprescindibile della 194 (la legge sull'aborto del lontano 1978), talaltri, al contrario, desiderosi di porre mano al testo di legge per un'ulteriore difesa del nascituro, ha sortito l'ennesimo blocco dei lavori consiliari. 

Ben sette ordini del giorno presentati non sono stati approvati dai due schieramenti. Nell'ordine sono stati respinti quelli della sinistra radicale, del centrodestra e dello Sdi, mentre è mancato due volte il numero legale quando è stato messo al voto l'ordine del giorno del Partito Democratico: rei, la sinistra radicale, con la motivazione che la legge sull'aborto (Legge n. 194) non si tocca per alcun motivo, e il centrodestra per ripicca dopo la bocciatura dell'ordine del giorno, targato Leo, di Forza Italia.

A quel punto, per voce del suo capogruppo Rocchino Muliere, il Pd ha preferito ritirare il suo ordine del giorno per rispetto delle istituzioni, ma criticando chi usa il numero legale come mero strumento politico. L'opposizione non ha perso poi tempo per mettere in evidenza la contrapposizione tra il Partito democratico e la sinistra radicale: certamente un dato di fatto, se non, altrettanto certamente, una significativa novità.

 

Un sacco di buone idee.

Il primo incontro regionale delle liste civiche, sabato scorso a Torino. Guarda il video.

Gli interventi:

 Mauro Marinari - Rivalta sostenibile

Mariano Turigliatto - Regione Piemonte

Rita Borsellino - Regione Sicilia

Denise Ciminata - Insieme per Borgomanero

Pancho Pardi - Liberacittadinanza

Modera Alessandro Brescia - Uniti per cambiare (Venaria)

 

Voglia di alternative.

Repubblica riporta gli esiti del convegno per il coordinamento delle liste civiche che si è svolto sabato scorso. Per scaricare il documento (o leggerlo con caratteri un po' più grandi), clicca qui.

 

 

La rete dei Comuni virtuosi.

di Eva Milano

La rete dei Comuni virtuosi, Colorno in testa, è un gruppo di amministrazioni locali guidate dall'idea che sia importante gestire il proprio paese secondo i principi della sostenibilità ambientale e della qualità della vita. Dal manifesto:

"Il presente Manifesto rappresenta i comuni e i cittadini che aspirano a convertire in progetti concreti i sogni e le utopie realizzabili. Il Comune virtuoso ama il proprio territorio, ha a cuore la salute, il futuro e la felicità dei propri cittadini. Il Comune virtuoso adotta tutte quelle misure che diffondono nuove consapevolezze e vuole soddisfare bisogni ed esigenze concrete nel campo della sostenibilità ambientale, urbanistica e sociale. Intervenire a difesa dell'ambiente e migliorare la qualità della vita è possibile. La sfida di oggi è rappresentata dal passaggio dell'enunciazione di principi alla prassi quotidiana."

E' da oggi possibile aderire all'Associazione Nazionale dei Comuni Virtuosi, vai a vedere come.

 

Informazione: OLTRE LAFFIDO.

di Dida Neirotti

   

Siamo abituati a pensare che l'istituto dell'affido riguardi solo bambini e ragazzi con famiglie in difficoltà.

Il Comune di Torino lancia un'iniziativa diversa: ospitare per un periodo da sei mesi ad un anno un rifugiato adulto del Darfur.  La famiglia ospitante dovrà provvedere a vitto, alloggio e benessere del profugo, il Comune, dal canto suo, offrirà un rimborso spese mensile di 300 euro. Abbiamo trovato questa notizia su Repubblica del 30 gennaio.

 La situazione dei profughi a Torino registra questi numeri: 148 posti effettivi ma l'Ufficio stranieri tratta 420 casi all'anno, provenienti soprattutto da Sudan, Eritrea e Etiopia.

Con il sistema dell'affido si può offrire una solidarietà concreta, seppur con il limite della temporaneità: il periodo di permanenza a Torino, infatti può essere utilizzato per stabilire quei contatti necessari per ricostruirsi una vita, spesso brutalmente spezzata dalla guerra.

.

 

LA NOTA SUL CONSIGLIO REGIONALE.

di Patrizio Brusasco

Avrebbe dovuto essere un Consiglio speciale in tema di aborto e dunque sulla ormai celeberrima 194. Ma di speciale c'è stata invece la contestazione di una ventina di rappresentanti del vecchio "gentil sesso", che hanno sfidato il Consiglio regionale del Piemonte a colpi di slogan un po' vintage (reminiscenze anni Settanta) e con l'arma segreta rappresentata dal prezzemolo (vetusto sistema e rimedio medicamentario delle nostre nonne per provocare, un tempo, l'interruzione di gravidanza).

Ora, verosimilmente, il Consiglio tornerà sulla questione il prossimo 5 febbraio, sperando in una migliore sorte, se non per il nascituro, almeno per il dibattito in aula.

Del resto i dati forniti dall'Assessore Artesio parlano chiaramente di un forte calo del ricorso all'aborto, non solo a livello nazionale, ma soprattutto all'interno della nostra Regione. "Ricorrono all'interruzione volontaria di gravidanza - ha esposto Eleonora Artesio - 9,4 donne su mille in Piemonte, di età compresa tra i 15 e i 49 anni. Complessivamente gli aborti volontari sono circa ogni anno 11.000, a fronte di 55mila gravidanze; e il dato è in costante diminuzione: dal 1982 a oggi il numero complessivo degli aborti è crollato del 45,3%; anche nell'ultimo anno gli aborti in Piemonte sono ancora diminuiti dell'1,2%".

 

START CUP, IDEE INNOVATIVE CERCASI.

di Stefano Zanotto

  

Se avete nel cassetto una buona idea per un’impresa innovativa è forse giunto il momento di tirarla fuori. C’è infatti tempo fino al 27 febbraio per partecipare al concorso “Start Cup – Torino Piemonte” che premia le migliori idee imprenditoriali aiutandole a… diventare realtà. Ai progetti più originali e tecnologicamente innovativi si offre infatti la partecipazione gratuita alle attività di “pre-incubazione” per le imprese, organizzate dagli Enti promotori del concorso, vale a dire Politecnico e Università di Torino e Università del Piemonte orientale. I vincitori potranno così avvalersi di un tutor e di strumenti operativi e consulenza da parte di esperti per la preparazione di un business plan.

La seconda fase del concorso, giunto quest’anno alla quarta edizione, premia invece i migliori business plan con premi in denaro e un finanziamento di 50 mila euro da parte di Piemontech per l’impresa che trarrà origine dal business plan primo classificato. A questa seconda fase possono partecipare i vincitori del concorso delle idee ma anche altre imprese, purché nate nel corso del 2008, iscrivendosi entro il 16 luglio. Oltre a quelli per i primi classificati, si assegnano diversi altri premi in denaro, come ad esempio quello per la migliore iniziativa a elevato contenuto di conoscenza applicata al settore turistico, offerto dall’assessorato al Turismo della Regione Piemonte, o quello riservato alle imprese a conduzione femminile.

Inoltre, i primi tre classificati di questa fase possono accedere al concorso nazionale per competere con i vincitori dei concorsi organizzati dagli altri atenei italiani. Un specie di finale nazionale che mette di fronte il meglio delle capacità creative e innovative applicate al mondo imprenditoriale. Del resto, obiettivo principale del concorso è, come recita il bando, «sostenere la nascita di imprese ad alto contenuto di conoscenza e promuovere lo sviluppo economico del territorio».

Per maggiori informazioni e per scaricare i moduli di adesione, vi rimandiamo al sito dell’ I3p (Incubatore imprese innovative Politecnico di Torino).

 

Kenya: siamo tutti sulla stessa barca.

La nostra "inviata speciale" ci invia un documento utile per approfondire le ragioni degli eventi di questi giorni in Kenya. E' la lettera scritta da padre Kizito, comboniano che vive in Africa da molti anni.

Le parole di Mirella Cravanzola che accompagnano l'invio del documento ci colpiscono: "Ci vorrebbe qualcuno che dall'esterno facesse un analogo documento per la nostra situazione italiana e capire come noi, che reputiamo il massimo di tutto, siamo ridotti nella nostra ridicola situazione politica a rischio di dittatura". Parole che arrivano dall'altra parte dell'oceano e arrivano a interpretare la nostra preoccupazione per il paese in cui vivamo.

LEGGI LA LETTERA DI PADRE KIZITO

 

Informazione: Kenya, seconda puntata.

Questa è la seconda puntata del resoconto di Mirella sulla critica situazione politica in Kenya.

di Mirella Cravanzola

Nairobi, 18 gennaio 2008

Carissimi, la situazione in Kenya continua ad essere difficile e sempre più preoccupante anche per le prese di posizione esterne, che cominciano a dire che le elezioni non sono valide. Speriamo bene! Le elezioni del Portavoce del Parlamento si sono svolte con relativa calma, salvo qualche presa di posizione plateare contro Kibaki (il presidente rieletto) di qualche emulo dei nostri Bossi e compagni. Il risultato alla terza votazione dove era sufficiente la maggioranza semplice ha eletto un rappresentante dell' ODM, il partito arancio in opposizione a Kibaki. A questo punto, anche se il Parlamento in mano all'opposizione rendera' molto difficile l'azione del Governo, si sperava che tutto si tranquillizzasse e cominciassero tutti a lavorare, ma il leader dell'opposizione ha comunque confermato i 3 giorni di manifestazione gia' indetta in precedenza e cosi' sono cominciati i guai.

Al mattino la citta' di Nairobi e' normale con scuole e attivita' regolari, tranne nel centro della citta' dove la gente evita di andare per evitare di trovarsi nel caos. Nel primo pomeriggio si sono radunati pochi manifestanti che la polizia ha cercato di disperdere e cosi' sono rimaste persone ferite e anche alcuni morti, 1 mercoled1', 3 o forse piu' ieri, e speriamo in bene oggi. Per fortuna stamattina c'e' stata una provvidenziale pioggia fuori stagione, ripresa nel prmo pomeriggio, ora purtroppo cessata. Fino a poco fa era tutto calmo anche nel centro e si spera anche nelle baraccopoli di Kibera e Mathsri le piu' popolate e agitate. Il rappresentante politico eletto a Kibera e' l'attuale leader arancio e promotore delle manifestazioni.

 

PovrItalia.

 di Mariano Turigliatto

 

E’ l’esclamazione con cui un tempo i vecchi commentavano i passaggi più tragici - qualche volta tragicomici – della storia del nostro paese. In qualche caso questo commento si adattava ai giovani, quando manifestavano qualche stravaganza di troppo: capelli lunghi, disinvoltura nei costumi, promiscuità eccessiva, rivendicazioni ribellistiche verso i genitori, eccetera. I vecchi e gli adulti temevano per il futuro e manifestavano una specie di dispiacere per come andavano evolvendo le cose.

 

Che dire oggi, finalmente conclusa l’interminabile agonia dell’affollatissimo governo Prodi? Siamo un paese che sprofonda sempre di più, una specie di eterno caos mastellizzato a dovere e dove anche la sinistra estrema è ormai berlusconizzata. Un paese che da tempo si mangia le opportunità dei giovani per soddisfare gli egoismi degli adulti, dove nessuno rispetta più nessuno.

Un posto dove tutti sono convinti di meritare molto di più di ciò che hanno, ma senza fare niente per guadagnarselo. Un posto dove la colpa e la responsabilità è sempre degli altri. Un paese dove sfottere il prossimo è lo sport prevalente, a cui assistono milioni di spettatori, convinti che la prole sarà o velina o calciatore; dove chi lavora è da sfottere e guardare con compassione perché non sa stare al mondo. Dove tutto si fa per raccomandazione, perché abbiamo tutti i diritti e nessun dovere. Dove i debiti li pagherà qualcun altro e i peccati varranno perdonati da una Chiesa collusa e compiacente, sempre più schierata nella conta politica e sempre meno attenta alle angosce del vivere d’oggi.

 

Mi dispiace per la caduta del governo perché sono convinto che all’orizzonte non ci sarà niente di meglio. Sono dispiaciuto perché stava succedendo qualcosa di bello sul fronte dell’evasione fiscale, perché non ci sono stati condoni, perché qualche timido accenno di attenzione a chi lavora cominciava a farsi strada. Sono dispiaciuto nonostante le tante delusioni che il governo mi/ci ha rifilato: legge sul conflitto di interessi, televisioni in primis. Temo che gli Italiani dispiaciuti – che sono già un bel numero – cresceranno di numero non appena la gente si sveglierà dal torpore e scoprirà che la realtà non è come la dipingevano le torme di giornalisti/giornalai e le corti di parassiti – di uno schieramento e dell’altro – di cui questo paese prima o poi dovrà liberarsi. Dobbiamo provarci, se no a che serve l’impegno politico?

 

E voi, cosa ne pensate?

 

LA NOTA SUL CONSIGLIO REGIONALE.

di Patrizio Brusasco

Nell'ultima seduta del Consiglio regionale del Piemonte sono stati approvati alcuni provvedimenti, con lo scopo di rendere la macchina amministrativa regionale sempre più snella, economica ed efficiente.

In primis è stato dimezzato il compenso percepito dal Difensore Civico, mentre, per quanto concerne i rimborsi spese dei viaggi sul territorio nazionale degli ex-consiglieri regionali, si è deciso di annullare del tutto tale privilegio.

Queste due proposte vedevano come relatore il vicepresidente dell'assemblea consiliare, Roberto Placido, che ha dichiarato: "questi provvedimenti non compromettono né il ruolo del Difensore civico né l'autorevolezza dei Consiglieri delle passate legislature, la cui esperienza continuerà a costituire un patrimonio inestimabile per le istituzioni regionali".

Un ulteriore taglio ai costi della politica è stato inoltre quello relativo alla soppressione del Crop (Comitato regionale sulle opere e lavori pubblici): la nuova norma, sempre volta al contenimento e alla razionalizzazione della spesa pubblica, demanda alla giunta l'attribuzione delle competenze dell'organismo a una struttura tecnica regionale.

Infine, il taglio di Internet per i consiglieri regionali. L'ufficio di presidenza, infatti, a causa dell'eccessiva spesa relativa al servizio in questione e, ancor più, non potendo verificare l'uso sempre istituzionale del medesimo ( e non per scaricare quindi film, musica o immagini extra-professionali), ha deciso di limitare l'uso della navigazione con il sistema Umts per i consiglieri regionali, a cui saranno addebitati, una volta superati i limiti fissati, i costi del servizio utilizzato.

Alla fine del dibattito, peraltro, la presidente Bresso ha ancora espresso la sua volontà di abolire il Coresa (Comitato regionale sulla sanità).

 

Informazione: cosa sta succedendo in Kenya.

Un'amica sta vivendo un'interessante esperienza di cooperazione internazionale in Kenya. Approfittando della sua sensibile analisi sui problemi del paese ne facciamo la nostra inviata speciale e vi trasmettiamo le notizie che arrivano da laggiù. La situazione non è delle più felici e, benché in ritardo di qualche giorno, pubblichiamo il suo diario di bordo a puntate, come ce lo ha inviato.

di Mirella Cravanzola

Nairobi, 15 gennaio 2008

Sono rientrata da soli due giorni dal Nord del Kenya dove oltre a seguire il nostro progetto Nachami (Educazione sanitaria e supporto agli orfani dell'AIDS di Archer Post. Distretto di Samburu, Kenya, n.d.r.) ho seguito in diretta le vicende elettorali di cui vi raccontero' poi. In questo momento scrivo da una Nairobi ovattata sotto un bel sole con qualche nube. La citta' che ieri e stamattina era ritornata alla vita normale con la riapertura delle scuole e il solito traffico caotico, adesso sembra in letargo e tutti sono in trepida attesa dell'insediamento del nuovo Parlamento prevista per le 14,30. Tutti sanno che quello di oggi e' un momento importantissimo per la democrazia e la vita stessa della nazione.

Purtroppo sono stati preannunciati disordini all'interno del parlamento oggi e all'esterno domani da parte dell'opposizione che non vuole ammettere di avere perso.... Questo leader dell'opposizione mi ricorda tantissimo un nostro noto politico che da quasi due anni continua ogni giorno a ripetere che Prodi deve dimettersi.... Purtroppo qui la situazione e' molto piu' difficile e puo' degenerare facilmente in violenze a danno solo ed esclusivamente dei piu' poveri, come gia' avvenuto.

Almeno il 95% della popolazione vuole la Pace e la calma e tutte le denominazioni religiose hanno indetto incontri per la Pace e la convicenza pacifica come in questi ultimi anni. Purtroppo anche il Kenya e' inserito pesantemente nel gioco politico mondiale e le ingerenze esterne sono pesanti. Se lasciato libero di autodeterminarsi sicuramente troverebbero un accordo per proseguire assieme, cosi siamo e sono tutti col fiato sospeso in attesa di quanto avverra' oggi. Adesso vado anch'io a seguire in diretta tv la seduta parlamentare e vi saluto.

Salutatemi tutti gli amici e rassicurate tutti che al momento sto bene e in attivita' come al solito.

A presto

Mirella