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La cooperativa e il giallo del tesoretto.

 

Un articolo di Paolo Griseri su Repubblica spiega con dovizia di particolari un caso che sta impegnando Mariano in questi giorni. Si tratta di un fondo destinato alla manutenzione straordinaria per i lavori di un condominio di via Venaria a Collegno che al momento sembra sparito. Eccolo qui di seguito.

Dove sono i soldi per la manutenzione straordinaria del condominio di via Venaria a Collegno? E soprattutto che fine ha fatto il fondo accantonato negli anni che, secondo gli ex inquilini, ammonterebbe a «non meno di 500 mila euro»? Il giallo turba il tranquillo tran-tran del quartiere che si affaccia sulla Dora. Mettendo da una parte della barricata i condomini e dall' altra i vertici della cooperativa Giuseppe Di Vittorio, che ha realizzato gli appartamenti in edilizia convenzionata e che, come dice il nome, ha una lunga storia nella galassia delle coop rosse vicine ai partiti della sinistra. La vicenda è ormai approdata a Palazzo Lascaris, oggetto di due interrogazioni del consigliere della lista Bresso Mariano Turigliatto. E promette nuovi colpi di scena. I cento alloggi di via Venaria hanno ormai più di vent' anni. Sono stati costruiti a metà degli '80 per il ceto medio basso, quello fatto di persone non tanto povere da avere diritto alla casa popolare ma non tanto ricche da potersi permettere un alloggio a prezzo di mercato. La Di Vittorio ottiene i mutui dallo Stato e dalla Regione, chiede tre milioni di lire ai nuovi soci e consegna gli alloggi.

Fonte: Repubblica — 22 giugno 2008   pagina 5   sezione: TORINO, articolo di PAOLO GRISERI

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La cooperativa e il giallo del tesoretto.

 

Un articolo di Paolo Griseri su Repubblica spiega con dovizia di particolari un caso che sta impegnando Mariano in questi giorni. Si tratta di un fondo destinato alla manutenzione straordinaria per i lavori di un condominio di via Venaria a Collegno che al momento sembra sparito. Eccolo qui di seguito.

Dove sono i soldi per la manutenzione straordinaria del condominio di via Venaria a Collegno? E soprattutto che fine ha fatto il fondo accantonato negli anni che, secondo gli ex inquilini, ammonterebbe a «non meno di 500 mila euro»? Il giallo turba il tranquillo tran-tran del quartiere che si affaccia sulla Dora. Mettendo da una parte della barricata i condomini e dall' altra i vertici della cooperativa Giuseppe Di Vittorio, che ha realizzato gli appartamenti in edilizia convenzionata e che, come dice il nome, ha una lunga storia nella galassia delle coop rosse vicine ai partiti della sinistra. La vicenda è ormai approdata a Palazzo Lascaris, oggetto di due interrogazioni del consigliere della lista Bresso Mariano Turigliatto. E promette nuovi colpi di scena. I cento alloggi di via Venaria hanno ormai più di vent' anni. Sono stati costruiti a metà degli '80 per il ceto medio basso, quello fatto di persone non tanto povere da avere diritto alla casa popolare ma non tanto ricche da potersi permettere un alloggio a prezzo di mercato. La Di Vittorio ottiene i mutui dallo Stato e dalla Regione, chiede tre milioni di lire ai nuovi soci e consegna gli alloggi.

Fonte: Repubblica — 22 giugno 2008   pagina 5   sezione: TORINO, articolo di PAOLO GRISERI

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Metti un pc nella cartella.

Su Nòva, l'inserto tecnologico de Il Sole 24 ore, è comparso giovedì 19 giugno l'articolo di Alessandro Longo sul nostro progetto di dotare tutti gli studenti del Piemonte di un computer portatile low cost a sostituzione dell'ingombro dei libri e per la diffusione delle tecnologie avanzate nelle scuole. Cliccando sull'immagine dell'articolo comparirà il testo in dimensione di lettura e scaricabile.

 

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Metti un pc nella cartella.

Su Nòva, l'inserto tecnologico de Il Sole 24 ore, è comparso giovedì 19 giugno l'articolo di Alessandro Longo sul nostro progetto di dotare tutti gli studenti del Piemonte di un computer portatile low cost a sostituzione dell'ingombro dei libri e per la diffusione delle tecnologie avanzate nelle scuole. Cliccando sull'immagine dell'articolo comparirà il testo in dimensione di lettura e scaricabile.

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Intervista a Bruno Tinti.

Abbiamo intervistato Bruno Tinti, procuratore aggiunto della Procura di Torino, è l'autore di Toghe rotte (Chiare lettere, 2007), il libro che racconta le tare e i pochi pregi della giustizia italiana attraverso il racconto della quotidianità della vita nei tribunali da parte degli addetti ai lavori. L'immagine che risulta è quella di un sistema costruito apposta per non funzionare.

Lo abbiamo intervistato per avere la sua opinione sul tema di grande attualità delle intercettazioni telefoniche. La stessa semplicità con cui sa raggiungere il pubblico dei lettori contraddistingue le parole che Tinti ha dedicato ai nostri utenti per spiegare le conseguenze delle nuove misure proposte dal governo ed esprimere la sua opinione di addetto ai lavori.

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Intervista a Bruno Tinti.

Abbiamo intervistato Bruno Tinti, procuratore aggiunto della Procura di Torino, è l'autore di Toghe rotte (Chiare lettere, 2007), il libro che racconta le tare e i pochi pregi della giustizia italiana attraverso il racconto della quotidianità della vita nei tribunali da parte degli addetti ai lavori. L'immagine che risulta è quella di un sistema costruito apposta per non funzionare.

Lo abbiamo intervistato per avere la sua opinione sul tema di grande attualità delle intercettazioni telefoniche. La stessa semplicità con cui sa raggiungere il pubblico dei lettori contraddistingue le parole che Tinti ha dedicato ai nostri utenti per spiegare le conseguenze delle nuove misure proposte dal governo ed esprimere la sua opinione di addetto ai lavori.

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Intervista a Bruno Tinti.

Abbiamo intervistato Bruno Tinti, procuratore aggiunto della Procura di Torino, è l'autore di Toghe rotte (Chiare lettere, 2007), il libro che racconta le tare e i pochi pregi della giustizia italiana attraverso il racconto della quotidianità della vita nei tribunali da parte degli addetti ai lavori. L'immagine che risulta è quella di un sistema costruito apposta per non funzionare.

Lo abbiamo intervistato per avere la sua opinione sul tema di grande attualità delle intercettazioni telefoniche. La stessa semplicità con cui sa raggiungere il pubblico dei lettori contraddistingue le parole che Tinti ha dedicato ai nostri utenti per spiegare le conseguenze delle nuove misure proposte dal governo ed esprimere la sua opinione di addetto ai lavori.

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Intervista a Bruno Tinti.

Abbiamo intervistato Bruno Tinti, procuratore aggiunto della Procura di Torino, è l'autore di Toghe rotte (Chiare lettere, 2007), il libro che racconta le tare e i pochi pregi della giustizia italiana attraverso il racconto della quotidianità della vita nei tribunali da parte degli addetti ai lavori. L'immagine che risulta è quella di un sistema costruito apposta per non funzionare.

Lo abbiamo intervistato per avere la sua opinione sul tema di grande attualità delle intercettazioni telefoniche. La stessa semplicità con cui sa raggiungere il pubblico dei lettori contraddistingue le parole che Tinti ha dedicato ai nostri utenti per spiegare le conseguenze delle nuove misure proposte dal governo ed esprimere la sua opinione di addetto ai lavori.

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Senza marchio.

Ecco di seguito un pratico elenco di Federconsumatori delle cosidette "pompe bianche", i ditributori di carburante senza marchio,che permettono di spendere un po' meno e non dipendono dalle grandi compagnie. Una bella realtà che speriamo possa crescere, visto che l'unico neo di questa realtà emergente al momento risiede proprio nella presenza debole sul territorio. A Torino, per esempio, Federconsumatori non ne segnala la presenza. Per chi viaggia nella nostra regione, una copia da stampare e tenere in auto è disponibile in basso.

PIEMONTE
DISTRIBUTORE
Vargas Masserano  Via 4 Novembre Masserano (BI)
Sacia Candelo   Via IV Novembre, 6 Candelo (BI)
Centro Calor   SP 9, Autostrada 48 Magliano Alpi (CN)
Gazzola Carburanti srl  Via Mondovì, 52 Morozzo (CN)
Mondovicino Power  Piazza Cerea/ Piazzale Mondovicino,casello A6 Mondovì (CN)
Carrefour   Via Cesana Nichelino (TO)
Carrefour   SP 10 Strada Caselle/Viale Italia Leini (TO)
Vargas    SS 26 Via Aosta Ivrea (TO)
Carrefour   Viale Liguria, 1 Burolo (TO)
Carrefour   Viale Kennedy, 51 Borgomanero (NO)
So.Ge.   Strada Boscomarengo Novi Ligure (AL)
So.Ge.   Via Piemonte, 11 Tortona (AL)
Capra Umberto srl  Strada per Casale, 2 Pomaro Monferrato (AL)
Gestione impianti Corso Alessandria, 562 Asti

PIEMONTE (VERSIONE SCARICABILE)

TUTTA L'ITALIA

 

 

Gli scienziati: no al nucleare, sì al sole.

 

Risale allo scorso mese di aprile la lettera aperta che un gruppo di oltre 1300 docenti universitari e ricercatori nel campo della scienza rivolgeva al Governo che sarebbe subentrato a seguito delle elezioni. Il tema è l'energia nucleare, che secondo questa voce corale di specialisti non sarebbe la strada giusta da percorrere. Di seguito riportiamo il testo della lettera, di cui in questi giorni è stato fatto cenno sui quotidiani. Per maggiori informazioni vi rimandiamo al sito www.energiaperilfuturo.it .


Siamo un gruppo di docenti e ricercatori di Università e Centri di ricerca. In virtù della conoscenza acquisita con i nostri studi e la quotidiana consultazione della letteratura scientifica internazionale, sentiamo il dovere di informare la classe politica ed il Paese riguardo la crisi energetica e climatica incombente, che minaccia di compromettere irrimediabilmente la salute ed il benessere delle generazioni future. Tutti gli esperti ritengono che sia urgente iniziare una transizione dall'uso dei combustibili fossili a quello di altre fonti energetiche, così che possa essere graduale. Riteniamo che l’opzione nucleare non sia opportuna per molti motivi: necessità di enormi finanziamenti pubblici, insicurezza intrinseca della filiera tecnologica, difficoltà a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive, stretta connessione tra nucleare civile e militare, esposizione ad atti di terrorismo, aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri, scarsità di combustibili nucleari. Sollecitiamo pertanto chi guiderà il prossimo Governo a sviluppare l'uso delle fonti di energia rinnovabile: eolica, geotermica, idroelettrica e, in particolare, solare nelle varie forme in cui può essere convertita: energia termica ed elettrica, combustibili artificiali, biomasse. Il Sole, infatti, è una stazione di servizio inesauribile che in un anno invia sulla Terra una quantità di energia pari a diecimila volte il consumo mondiale. E’ quindi urgente sviluppare al massimo l’utilizzo di questa fonte su larga scala. Per limitare i danni della crisi energetica e climatica che si sta delineando, è necessario fare in modo che i cittadini italiani, a cominciare dagli studenti di tutte le scuole, acquisiscano maggiore consapevolezza sulla delicata situazione in cui si trova il nostro Paese. Il risparmio energetico, l’uso più efficiente dell’energia ed in particolare delle energie rinnovabili, lo sviluppo della ricerca scientifica sono le azioni necessarie per affrontare il difficile futuro che ci aspetta e per lasciare in eredità ai nostri figli un Paese vivibile. In questa grande sfida scientifica e tecnologica si gioca anche il futuro industriale ed occupazionale della nostra nazione che non possiede risorse significative di combustibili fossili e nucleari e che, quindi, non potrà ambire ad una maggiore indipendenza energetica se non rivolgendosi all’unica risorsa di cui abbonda: l’energia solare.  

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Il nuovo numero.

 
 
E' USCITO IL NUOVO NUMERO
 
In questo numero notizie da
Borgaro Caselle Collegno Cuneo Grugliasco Mappano Rivoli Santena Torino Venaria
 
L'editoriale di Mariano Turigliatto Ripartire dal basso. Istantanee sul panorama politico nazionale e locale
Regione Ostruzionismo approvato il Bilancio dopo una lunga maratona
Attualità Il talenTo: una moneta solidale contro il carovita 
Cuneo  La raccolta differenziata dei rifiuti si trova all'anno zero
Santena Il complesso monumentale cavouriano nel bicentenario
Grugliasco Ecocentro o discarica?  
 
 

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Nonsolocaselle.

  

A Caselle è nato un nuovo blog. Si chiama NonSoloCaselle. Si tratta di uno spazio di discussione aperto a tutti, casellesi e non, che vuole sfruttare (in modo intelligente) i nuovi mezzi che la tecnologia mette a disposizione.

Questo blog vuole essere un luogo di confronto libero e pubblico nel quale poter esprimere le proprie opinioni nel rispetto reciproco. Gli argomenti dei post nascono in margine ai fatti di attualità politica e sociale di Caselle, ma non solo.

“Se sarà necessario – ammoniscono gli autori - non esiteremo a porre all'attenzione di quanti avranno la compiacenza e la pazienza di leggerci le magagne della nostra città. Così come non esiteremo ad evidenziare ciò che funziona a dà lustro a Caselle. Sempre che ci sia qualcosa... Ma noi siamo ottimisti e siamo sicuri che qualcosa di positivo c'è”.
Il sito è ancora in fase di perfezionamento, sia nella sua veste grafica che nei contenuti. Intanto è stato dato il via alla discussione. Siamo sicuri che non mancheranno gli argomenti da trattare.

A disposizione degli internauti anche una mail (nonsolocaselle@tele2.it) alla quale far pervenire suggerimenti, spunti e nuovi argomenti di discussione.

A questo punto non resta che collegarsi su www.nonsolocaselle.com e visitare il sito.

 

 

Giovani e cittadinanza attiva, un incontro.

di Eva Milano 

Il Consiglio Regionale del Piemonte, d'intesa con la Consulta Regionale Europea e la Consulta Regionale dei Giovani, organizzano un incontro per i tecnici dal titolo Giovani e cittadinanza attiva, Esperienze e cooperazione tra Assemblee regionali. Si terrà questo venerdì 20 giugno a Palazzo Lascaris e questi sono i titoli delle sessioni: Comunicazione e partecipazione: una linea politica Europea. Partecipazione e politiche giovanili : un impegno per la Commissione Europea. Dalle esperienze delle Assemblee regionali verso un’azione comune.

Lo scopo è la realizzazione di un progetto condiviso su base europea per lo sviluppo dell'intervento e lacollaborazione dei giovani nell'ambito dell'intervento attivo e diretto della società civile, in particolare dei giovani nell'ambito della politica.

Interverranno, oltre ai membri rappresentanti del Consiglio regionale del Piemonte e dell'Unione Europea, alcuni relatori provenienti dalle regioni d'Italia in cui l'esperienza di partecipazione diretta è tra le più significative: Toscana, Puglia e Molise. Il Piemonte non compare tra questi, ma speriamo che presto colmi questa lacuna.

I Contributi in programma (ovvero: tenete d'occhio questi soggetti):
Lord Dafydd Elis-Thomas, Presidente ufficiale dell’Assemblea Nazionale del Galles
Alessandro Starnini, Vicepresidente dell’Assemblea regionale della Toscana
Jean-François Istasse, Presidente del Parlamento della Comunità francese del Belgio
Pietro Pepe, Presidente dell’Assemblea regionale della Puglia
Francisco José Pardo Piqueras, Presidente dell’Assemblea regionale di Castilla La Mancha
Mario Pietracupa, Presidente dell’Assemblea regionale del Molise
Igor Chesnokov, Assemblea regionale dell’Arkhangelsk.

 

La grande svendita.

 

sve.

 

Lettera aperta: le intercettazioni.

  

Furio Colombo, Giuseppe Giulietti e Pancho Pardi scrivono una lettera aperta ai leader del Partito democratico e Italia dei valori sul tema delle intercettazioni. È stata pubblicata su Micromega, ve la sottoponiamo.

Caro Walter Veltroni, Caro Antonio Di Pietro,
lo spirito con cui scriviamo a Voi questa lettera è di allarme per la promessa fatta solennemente sabato scorso dal Presidente del Consiglio Berlusconi al convegno dei giovani industriali.
Se ci saranno ancora intercettazioni nelle indagini contro la criminalità saranno puniti con cinque anni di carcere i magistrati che hanno richiesto le intercettazioni, con cinque anni di carcere chiunque si presterà a eseguire l’ordine e a renderlo disponibile, nei modi e tempi previsti attualmente dalle leggi in vigore (e non cancellate) e cinque anni di carcere ai giornalisti che, sulla carta stampata, in televisione o in rete rendano possibile la divulgazione di atti altrimenti consentiti dalle leggi.
Ricorderete che come nella sequenza di un film deliberatamente pensato per denigrare gli imprenditori italiani (nel caso i più nuovi e più giovani) i tre impegni del Presidente del Consiglio, contro i giudici, contro i giornalisti, contro chiunque voglia restare nella lettera e nello spirito della Costituzione combattendo il crimine, sono stati accolti da uno scroscio di applausi entusiastici.
Anzi ci sono stati tre scrosci, come per ringraziare il premier per la pietra tombale che si appresta a gettare sulla giustizia e per la protezione offerta alla criminalità, soprattutto la criminalità dei colletti bianchi, degli affari, delle banche, delle aste truccate, dello insider trading, del passaggio indebito e riservato di notizie che arricchiscono immensamente e scardinano la concorrenza se conosciute solo da alcuni prima del tempo. E la criminalità delle cliniche.
Ma le tre aree indicate come sole permesse per le intercettazioni sono solo una parte di tutta la criminalità che tormenta il paese e contro cui si battono magistrati e forze dell’ordine. E non solo: interi rami di attività criminosa di mafia, camorra e ndrangheta si esercitano e si attuano lungo percorsi che adesso diventano area proibita alle intercettazioni, come gli affari di finanza.
Nello scrivervi questa lettera noi siamo certi che condividete il nostro allarme. Però nelle grandi questioni pubbliche che riguardano soprattutto la protezione dei cittadini (che sono coloro che pagano i grandi imbrogli, le grandi truffe, i grandi silenzi) è importante che l’allarme diventi pubblico, proclamato, comune.
Siamo convinti che il Partito Democratico e l’Italia dei Valori debbano – con urgenza – farsi testimoni di un allarme che vuole avvertire il Paese contro questi tre solenni impegni liberticidi. Viene denunciato il normale percorso della giustizia, viene deformato il fondamento della democrazia che esige la separazione dei poteri, si mette in atto un attacco del potere esecutivo contro il potere giudiziario ma anche contro le prerogative del Parlamento. Infatti il nuovo applaudito editto contro i giudici di Silvio Berlusconi corrisponde, nella forma stentorea e definitiva dell’annuncio, a un potere che un primo ministro democratico non ha. E scavalca con la disinvoltura delle nascenti dittature la voce del Parlamento.
L'editto presidenziale è una minaccia intimidatoria contro i giornalisti italiani che osassero disubbidire e rendere pubbliche notizie di crimini.
Noi siamo convinti che il Partito democratico e l’Italia dei Valori siano i naturali difensori della giustizia e della libera informazione nel paese di un vasto conflitto di interessi mediatico in cui gran parte delle fonti di informazione sono già nelle mani di una sola persona, in veste di proprietario e capo del Governo. Perciò contiamo di ritrovarci uniti con i cittadini che ci hanno votato in una “giornata della giustizia” che vi chiediamo di convocare al più presto. Una grande manifestazione in piazza del protagonismo civile, a torto definito giustizialista, per affermare con rinnovata energia la necessità che l’informazione e la giustizia siano svincolate dal controllo del potere politico.
Abbiamo di fronte un governo prepotente e deciso a tutelare gli interessi particolari che incarna e rappresenta, e a gestire il Parlamento come un parco a tema a cui, di volta in volta, si impongono immagini e rituali di Berlusconi e di Bossi, in un alternarsi di protezionismi, interessi speciali e paure ingigantite fino alla caccia all’uomo. In questa situazione preoccupante e grave, noi pensiamo che il silenzio sia il vero pericolo che dobbiamo respingere con la massima energia.

Roma, 12 giugno 2008

On. Furio Colombo
On. Giuseppe Giulietti
Sen. Francesco Pardi

 

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<http://www.raiclicktv.it/raiclickpc/secure/stream.srv?id=20824&idCnt=65476&pagina=1&path=RaiClickWeb^Home^Notizie^Archivio+^Inchieste> 

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Nucleare, il parere di Rifkin.

 

Jeremy Rifkin sostiene che il nucleare abbia 5 grandi difetti. In un'intervista rilasciata a La Repubblica l'economista statunitense, analizza i punti deboli della scelta del nucleare come fonte energetica primaria.

1- Le centrali nucleari riducono l'impatto dell'anidride carbonica ma perché la riduzione della soglia di CO2 sia significativamente utile, bisognerebbe costruire tre centrali nucleari al mese per 60 anni.

2- Dove le mettiamo le scorie?

3-  Come il petrolio, anche l'uranio comincerà presto a scarseggiare. Secondo gli studi dell'agenzia internazionale per l'energia atomica l'uranio comincerà a scarseggiare dal 2025-2035.

4- Il plutonio potrebbe essere una risorsa alternativa, ma al momento è un progetto a lungo termine.

5- Non c'è abbastanza acqua nel mondo per gestire troppe centrali nucleari.

Clicca su LEGGI TUTTO per vedere l'intervista.

 

Racconti corsari, concorso letterario.

  

Scade il 15 luglio 2008 il termine per la presentazione delle opere per la quarta edizione del concorso letterario "Racconti corsari" organizzato da Parole e musica Onlus.

Per informazioni sulle cinque sezioni in concorso e sulle modalità di partecipazione visitate il sito www.racconticorsari.it

 

Muri - seconda parte.

Ieri abbiamo dato un'occhiata ai muri esistenti, mentre oggi presentiamo, sempre grazie alla rivista Popoli, un grande progetto ancora da realizzare, il titanico muro tra USA e Messico che, una volta costrutio, sarà lungo più di tremila chilometri. Una misura che risolverà in modo definitivo il problema dell'immigrazione clandestina e traccerà un'efficace linea di separazione tra gli Stati Uniti e l'area latinoamericana. Le cose semplici sono le migliori.

 

 

 

Quando si esaurisce la fantasia.

Sei membro di un governo nazionale, sei ministro degli interni o ricopri un ruolo istituzionale nell'ambito dell'immigrazione o dell'ordine pubblico? Delinquenza, scontri e violenze da oggi non saranno più un problema. Per risolvere in modo semplice ed efficace i piccoli grattacapi di sempre ti proponiamo una soluzione ben più veloce e definitiva rispetto alle complicatissime politiche di integrazone o di controllo della criminalità. Costruisci un muro!

Sul numero di giugno di Popoli, periodico di cultura e informazione multietnica, troverai una bella serie di realizzazioni pratiche già adottate in tutto il mondo.

 

Town meeting.

 
Il town meeting è una pratica antica che si ripresenta con un nuovo nome al servizio delle pratiche di ammimistrazione democratica. Sarà uno dei temi trattati nell'incontro Amministrare con i cittadini, che si terrà domani presso il dipartimento degli studi politici dell'Università di Torino. È nato circa 300 anni fa nel nord America come espressione di democrazia diretta, ossia come un modo per coinvolgere gli abitanti nella discussione delle esigenze e delle politiche del proprio territorio, attraverso lo svolgimento di incontri pubblici: ponte tra la democrazia rappresentativa e democrazia diretta.
La sua versione più moderna, l'electronic town meeting, si serve dell'informatica per rendere tutto più rapido e permettere a centinaia di persone di discutere fra loro su testi che consentono alternative secche: tanti tavoli da 10-12 persone con al centro un computer, una guida ed un operatore, volontari ambedue, che trascrivono sul pc, in diretta, il procedere della discussione che poi finisce su un server e un grande schermo centrale, sale tutte collegate fra loro (anche in luoghi diversi) e il  televoto affidato a ciascun partecipante.
Funziona così: man mano che le osservazioni vengono immesse nei computer, sono inviate a una squadra che legge tutti i commenti pervenuti dai tavoli, evidenzia i temi comuni e quelli minoritari e presenta una sintesi alla sala da cui  estrarre domande da sottoporre ai partecipanti per il televoto individuale, anonimo.
In Italia è stato utilizzato per la prima volta a Torino in occasione della preparazione delle recenti Olimpiadi, ma alcune località italiane, Toscana in testa, all'avanguardia in materia di normative sulla partecipazione, hanno proseguito con l'utilizzo di questa pratica che in località come Carrara sono ormai divenute pratica comune.
 

Una mattina alluniversità.

VENERDÌ 13 GIUGNO 2008

Università degli Studi di Torino

Sala Conferenze – Dipartimento di Studi Politici
Via Giolitti, 33 - Torino - inizio ore 9.00

AMMINISTRARE CON I CITTADINI
democrazia locale, scelte pubbliche, partecipazione

SCARICA IL PROGRAMMA

 

In memoria di Peppino Impastato.

Mercoledì 11 GIUGNO 2008 ore 21

CASELLE  Sala F.lli Cervi  
“SPERANZE”
a 30 anni dalla morte di Peppino Impastato
spettacolo del gruppo TROMBA del TRAMBUSTO 
e Herry LOMAN del presidio ass. “LIBERA”  Piemonte

ingresso libero
segue dibattito sul tema 
“LEGALITA’ e SOLIDARIETA’ 
partecipano 
Mariano TURIGLIATTO    
consigliere regionale “Sinistra nell’Unione”

Davide MATTIELLO  
ass. LIBERA 

 

Caselli e le intercettazioni.

  

Giancarlo Caselli risponde alle domande del Corriere della Sera sul tema delle intercettazioni. Il buonsenso ed equilibrio delle posizioni del procuratore della Repubblica si riflettono nei commenti che sostengono l'importanza di non fermarsi alle dichiarazioni di Berlusconi ma attendere la redazione del testo. Sul merito, le modalità delle intercettazioni, Caselli è prudente perché la questione è delicata: sarà necessario mediare tra una misura fondamentale per le indagini giudiziarie e la violazione della privacy. 

Da procuratore della Repubblica con molti anni di esperienza — che ha lavorato a Palermo e ora si accinge a tornare in prima linea a Torino, dopo l'esperienza alla guida del Dap (carceri) e alla Procura generale piemontese — Gian Carlo Caselli sa bene che «circoscrivere le intercettazioni solo ai fatti di grande criminalità significa tagliar fuori una serie di indagini su malasanità, mala amministrazione e via elencando... relativamente alle quali questo strumento può essere molto utile». Così, pur di non compromettere queste delicatissime inchieste, assicurando allo stesso tempo il massimo delle garanzie per l'indagato, Caselli non respinge a priori l'ipotesi di «un giudice collegiale che autorizzi le intercettazioni».
Procuratore, quali saranno le conseguenze sulle indagini se passa il ddl annunciato dal governo?
«Un conto sono le dichiarazioni di intenti, anche se fatte dal presidente del Consiglio, altro è l'articolato messo nero su bianco. Vorrei prima vedere il testo. Tuttavia, sappiamo che le intercettazioni sono uno strumento indispensabile non soltanto per il crimine organizzato e per il terrorismo ma anche per altre forme di violazione di legge... Penso alla malasanità, ai reati contro la pubblica amministrazione, a quelli economici».
Però la pubblicazione delle intercettazioni a volte ha fatto a pezzi la tutela della privacy.
«C'è un problema di divulgazione di fatti e circostanze emergenti dalle intercettazioni sui quali dovrebbe esserci un giro di vite. Dovrebbe essere utilizzato, e quindi conoscibile, solo ciò che è strettamente pertinente al processo. Va individuato un punto di equilibrio tra ciò che serve all'investigazione e ciò che è violazione della privacy. Ma non è facile».
Anche il ddl Mastella aveva tentato di mettere un freno alle forzature.
«Il ddl Mastella aveva del buono laddove blindava una serie di circostanze estranee al processo, creando una serie di paletti... Era pessimo nel momento in cui impediva la pubblicazione di tutto praticamente fino al termine delle indagini preliminari. Ecco, se si riparte di lì si potranno formulare le critiche di allora».
Alcuni magistrati ma anche il presidente della commissione Giustizia della Camera, Giulia Bongiorno, propongono di affidare a un collegio di giudici e non più al gip il compito di dare l'autorizzazione per le intercettazioni. Che ne pensa?
«Ben venga, se la si considera una maggiore garanzia. Se per non alzare troppo l'asticella dei reati esclusi si ritiene più efficace un giudice collegiale, ben venga questa innovazione. Importante è non depotenziare lo strumento intercettazioni più di tanto».

(Intervista di Dino Martirano, Il corriere della sera, domenica 8 giugno)

 

Scusa, me lo dai uno strappo?.


L’istituto Assureme di Bamako (capitale del Mali) ospita ragazze madri e bambini di strada. Il centro non possiede mezzi di trasporto e, quando serve, la direttrice mette a disposizione la sua auto scassata, che però può portare solo sue bimbi per volta (gli altri due posti sono per gli accompagnatori) ed è più spesso dal meccanico che su strada. C’è bisogno di un pulmino da nove posti per portare i ragazzi a scuola, per le visite mediche e per le emergenze.

L’Associazione Nova, attiva da anni nel campo delle adozioni, ha raccolto l’impegno di procurare un mezzo di seconda mano per i ragazzi di Bamako. Se volete aiutarci potete contribuire con una donazione: “Nova progetti e sostegni”, Banca Popolare Etica Scarl – Firenze IBAN IT 30 W 05018 02800 000000119994

 

Criminalità: teoria e pratica.

 

Il Paese funziona con regole diverse da quelle scritte nelle leggi. Così la pensa Piercamillo Davigo, consigliere della Corte Suprema di Cassazione, intervenuto in occasione del Festival dell'Economia di Trento sulle tematiche legate alla lentezza del sistema della giustizia italiana.

La ricerca delle soluzioni possibili parte dalla constatazione del fallimento economico dell'indulto, prontamente sottoposte al magistrato. "Le cifre che emergono dai dati dell’Istituto di statistica, così come quelle sulle rapine in banca fornite dall’Associazione bancaria italiana, indicano che il risultato raggiunto si situa largamente al di sotto delle aspettative: a fronte di una spesa media per detenuto calcolata intorno ai 70mila euro l’anno (2), la società civile paga un prezzo stimato di 150mila euro in conseguenza dei crimini commessi in media dai detenuti che usufruiscono del beneficio di clemenza (Crimini e misfatti a un anno dall'indulto, di Giovanni Mastrobuoni e Alessandro Barbarino, sul sito de La Voce).

Davigo ha le idee chiare e una soluzione da proporre: «La giustizia italiana non ha bisogno di più soldi per poter funzionare meglio, è sui meccanismi che dobbiamo agire: riformando i codici di procedura che talvolta sembrano scritti da folli, rendendo poco conveniente l’andare in giudizio rispetto al risarcimento immediato del danno, rivedendo l’istituto dell’appello».
Il segreto per gestire i troppi processi rispetto al numero di magistrati, rischiando così di penalizzare la qualità dei procedimenti, è «ridurre la domanda di giustizia». Basti pensare ai processi in corso a Milano, che per il 40% sono costituti da cause per incidenti stradali. «Non voglio essere frainteso: pur non avendo certo simpatia per gli scippatori, devo osservare che nella borsetta o nel portafogli non si portano tutti i risparmi di una vita. Al peggio c’è un intero stipendio, una pensione. Chi invece è stato vittima di vicende come il crack Parmalat può aver perso tutto» (Luigina Venturelli - L'Unità).

Per concludere, vi rimandiamo al sito del Sole 24 ore, dove compare una tabella che riporta le statistiche sui reati commessi città per città nel 2007. Da notare, la colonna che indica i tassi di crescita nel periodo tra il 2006 e il 2007. Da brividi.

LA CRIMINALITA' IN ITALIA CITTA' PER CITTA' - tabella Il sole 24 ore

 

Restyling.

 
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www.marianoturigliatto.it ha cambiato faccia ma la sostanza non cambia. Tutti i contenuti presenti nella versione precedente sono stati conservati e sono consultabili. Anche le funzioni per la fruizione rimangono sostanzialmente le stesse. Vi rigraziamo per la paziente attesa dei giorni scorsi e speriamo che la nuova impostazione soddisfi le vostre aspettative. Buona lettura.
 

Giornata Mondiale degli Oceani. Una conferenza a Torino.

di Stefano Zanotto

L’8 giugno si celebra la sedicesima Giornata mondiale degli oceani, appuntamento nato nel 1992 nel corso della storica conferenza di Rio de Janeiro. Scopo dell’iniziativa è promuovere la salvaguardia dell’ecosistema marino e sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica su questo tema. L’acqua del mare ricopre il 72% della superficie terrestre e ospita i 3/4 delle specie viventi; a minacciare la salute di quello che può essere considerato il “sesto” continente sono diversi fattori: i cambiamenti climatici, lo sfruttamento delle risorse marine (ittiche in primis) da parte dell’uomo, l’inquinamento. Va detto, inoltre, che metà degli abitanti della Terra vive a meno di 80 km dalla costa e tra meno di 30 anni questa percentuale aumenterà fino ai 3/4 della popolazione mondiale, equivalenti a 6 miliardi di individui; la pressione antropica sull’ecosistema marino è quindi destinata ad aumentare e diventa necessario lavorare sin d’ora per limitarne l’impatto ed evitare conseguenze irrimediabili. Pur non essendo ancora riconosciuta ufficialmente dalle Nazioni Unite, la Giornata mondiale degli oceani è celebrata in tutto il mondo con manifestazioni, convegni, iniziative di vario tipo promosse da istituzioni e associazioni. A Torino l’associazione Bio.Ma. (Biologia marina Torino), celebra la giornata con una conferenza gratuita il 13 giugno alle ore 16, nell’aula magna del Dipartimento di biologia animale e dell’uomo dell’Università, in via Accademia 13. La conferenza si intitola “La pesca nel Mediterraneo. Conservazione e gestione della risorsa ittica” e si pone l’obiettivo di offrire due punti di vista, da realtà differenti, sul problema: il quadro della situazione nazionale, di cui parla Giovanni Basciano, vicepresidente di Agci-Agrital (Associazione generale cooperative italiane agro ittiche alimentari), e la situazione locale dell’isola di Lampedusa, su cui interviene Giorgia Comparetto, della società di ricerca Necton. Per ulteriori info: info@associazionebioma.org Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo .

 

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La mia bici.

di Eva Milano

Qualche settimana fa mi hanno rubato la bicicletta nel cortile sotto casa. Per un paio di giorni ho accusato il colpo: immediatamente le spalle si sono irrigidite e il mio umore è sceso in picchiata. Sintomi eccessivi per una bici senza valore, non era questo il motivo del mio disagio. Una piccola riflessione e ho capito: quell'evento mi ha destabilizzato perché mi sono tornati in mente: il furto dell'oro in casa mia per mano di due ragazzi rom, la destrezza del levantino che ha rubato il portafoglio alla mia amica Manuela sull'autobus, quel ragazzo straniero che aveva tentato di portarmi via l'auto e per sua scarsa fortuna il mio arrivo gli aveva rovinato i piani. Ho ricordato che devo fare assolutamente rinforzare la porta che dà sul balcone, che va giù con una spallata, ho pensato che non mi piace vivere al primo piano rialzato, basta un salto. Di bici, per un po' non ne voglio sapere.

Il disagio è una sensazione emotiva, non dipende dall'entità del danno. La percezione che abbiamo del pericolo non rispecchia perfettamente le reali condizioni di probabilità di vedere violata la nostra serenità. E' una paura che ha un peso e quel peso va considerato, quando si prende in considerazione il tema della sicurezza.

In merito a questo argomento, in particolare per quanto riguarda l'approccio dei cittadini e del governo rispetto agli stranieri che vivono in Italia, sullo scorso numero de l'Espresso c'è un articolo molto interessante di Gigi Riva a colloquio con Ilvo Diamanti che, da tecnico (è professore di Scienza Politica all'Universita' di Urbino), analizza le diverse componenti  che intervengono nel dibattito di questi giorni in merito al tema dell'immigrazione. Tra queste, la considerazione che "dobbiamo trattare la percezione non come se fosse virtuale, perché è una realtà per chi la vive. Lo straniero 'è' un pericolo sociale. Siamo una pentola a pressione, sottoposti da anni a una tensione molto forte che non governiamo ma teniamo sotto traccia. Abbiamo una serie di problemi che potremmo riassumere in una parola, 'eterofobia', paura dell'altro". Ma questa componente, di cui l'atteggiamento del governo in questi giorni si fa espressione, dice Diamanti, non deve essere predominante, perché è irrazionale.

E allora che cosa dovrebbe fare in realtà il nuovo governo? Il professore ha le idee chiare: "Dovrebbe impedire le concentrazioni metropolitane e favorire la distribuzione di chi arriva sul territorio, aiutare a regolarizzare gli irregolari che lavorano. E smetterla con gli annunci spettacolari e inapplicabili. Con la tolleranza zero. Questa politica contrasta la paura generando altra paura. E non dobbiamo mai dimenticare che gli immigrati si adattano alla società dove si inseriscono. Se arrivano in un Paese in cui le regole sono considerate vincoli, le istituzioni nemiche, le autorità organismi da cui difendersi, beh si comportano di conseguenza".

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Educazione civica.

Oggi vi proponiamo un esercizio di ginnastica per il cervello: basta tenere duro altri cinque minuti prima di spegnere il pc e andare a letto. Gli stimoli provengono da ogni parte, basta coglierli ed è importante acquisire consapevolezza del mondo in cui viviamo. Per esempio c'è un sito indipendente e senza scopo di lucro che ci è piaciuto.

Openpolis si occupa di politica. E' aperto ai contributi di chiunque voglia intervenire e consente di "giocare" con i nostri rappresentanti . "Adotta un politico", per esempio, stimola a seguire i passi di un personaggio pubblico e raccogliere informazioni sul suo operato, tracciandone un profilo in continuo aggiornamento. Un altro strumento interessante consente di pubblicare le dichiarazioni dei politici come promemoria per le successive verifiche sui fatti. Inoltre Openpolis è un database che permette di accedere in pochi istanti a tutti i nomi che compongono le fila della gestione politica a tutti i livelli, dal nazionale al locale. Andate a ciruiosare.  

Campo di lavoro in Senegal.

 

Un'esperienza unica nel cuore della cultura africana!
3 – 14 luglio 2008
PRENOTAZIONI ENTRO: 5 GIUGNO 2008
Il progetto di T.R.A. (Turismo responsabile autogestito) si propone di contribuire a migliorare le condizioni di vita della popolazione residente nella regione di Louga (Senegal), ed in particolare nel villaggio di Yeral Fall. Nello specifico il progetto mira ad innescare una crescita socio-culturale ed economica, con l’apporto di una nuova esperienza sostenibile nel settore del turismo responsabile autogestito.
Il viaggio: un gruppo massimo di 12 persone conosceranno e condivideranno la cultura senegalese nel villaggio di Yeral Fall in particolare. Tale soggiorno, della durata complessiva di dieci giorni, include l’alloggiamento dei turisti presso le abitazioni del villaggio e la completa condivisione delle tradizioni locali nel rispetto della cultura senegalese. Per ogni viaggio che verrà effettuato, al netto delle spese, avanzerà una somma che permetterà alla comunità del villaggio di far fronte alle carenze sanitarie dei membri delle famiglie in difficoltà, di provvedere all’istruzione di tutti i bambini, e ad altre esigenze comuni. E rimboccatevi le maniche, che laggiù c'è da fare!
Info: ASSOCIAZIONE CULTURALE "Parole&Musica Onlus"
silvia: 320 26 29 571 - evelyne: 338 79 41 593
tra.senegal@gmail.com

 

NUCLEARE: Ritorno al Futuro!?.

di Patrizio Brusasco


L'emergenza energetica mondiale, figlia stretta della globalizzazione e di una crescente richiesta di fonti d'energia fossile, implementata dal boom della così detta Cindia (Cina e India), porta di nuovo alla ribalta nel nostro paese la dimenticata querelle sul nucleare, dopo i vent'anni trascorsi che ci separano da Cernobyl e dal referendum che sancì l'interruzione del programma nucleare italiano.

Il nucleare scatena inevitabilmente tre grandi questioni: salute, sicurezza e costi. Se per quanto concerne i costi cospicui, le opinioni possono verosimilmente trovare un facile comune indirizzo, affatto differente è invece il discorso per quanto attiene alla salute e alla sicurezza, evidentemente intimamente intrecciate.

L'Italia, o meglio il governo, con un intervento del ministro delle Attività Produttive all'assemblea della Confindustria, ha enunciato l'intento di far ripartire in tempi brevi un programma di costruzione di nuove centrali nucleari.

Il nostro Paese sembrerebbe dunque orientato verso una "terza generazione evoluta", ma secondo gli esperti la quarta generazione sarebbe dietro l'angolo, più sicura e offrirebbe vantaggi economici e ambientali, oltre al fatto di essere una tecnologia tutta italiana. Dunque potremmo dire: "Via alla quarta generazione nucleare!" Ne sarebbe convinta una parte della comunità scientifica che la ritiene più sicura, più pulita e renderebbe veramente indipendente il nostro Paese dai rifornimenti energetici esteri. Alcuni peraltro sostengono che sia meglio affidarsi alla terza e mezza generazione in quanto propedeutica alla quarta e di quasi immediata attuazione.

Certo è che non è proprio facile chiarirsi le idee e la scelta di un nucleare piuttosto che un altro non è impresa di poco conto, anche se gli industriali su questo punto si dimostrano come sempre molto pragmatici puntando con celerità alla terza generazione evoluta, poiché "più frequentata".

E le date? Se parliamo di terza generazione si ipotizza l'anno 2015 mentre si sale fino al 2020 o 2030 o addirittura 2040 se trattasi di quarta generazione. Insomma, anche sulla tempistica non siamo propriamente in discesa.

Quali sono i vantaggi della cosiddetta "quarta generazione" di centrali nucleari stando al parere del Nobel per la Fisica Carlo Rubbia, nonché presidente dell'Enea, così esposti nel corso della sua prolusione a conclusione dei lavori della grande kermesse subalpina "Uniamo le energie" dello scorso 23 e 24 maggio presso il Palavela?

 

 

Sicurezza: la percezione del pericolo.

di Eva Milano

Qualche settimana fa mi hanno rubato la bicicletta nel cortile sotto casa. Per un paio di giorni ho accusato il colpo: immediatamente le spalle si sono irrigidite e il mio umore è sceso in picchiata. Sintomi eccessivi per una bici senza valore, non era questo il motivo del mio disagio. Una piccola riflessione e ho capito: quell'evento mi ha destabilizzato perché mi sono tornati in mente: il furto dell'oro in casa mia per mano di due ragazzi rom, la destrezza del levantino che ha rubato il portafoglio alla mia amica Manuela sull'autobus, quel ragazzo straniero che aveva tentato di portarmi via l'auto e per sua scarsa fortuna il mio arrivo gli aveva rovinato i piani. Ho ricordato che devo fare assolutamente rinforzare la porta che dà sul balcone, che va giù con una spallata, ho pensato che non mi piace vivere al primo piano rialzato, basta un salto. Di bici, per un po' non ne voglio sapere.

Il disagio è una sensazione emotiva, non dipende dall'entità del danno. La percezione che abbiamo del pericolo non rispecchia perfettamente le reali condizioni di probabilità di vedere violata la nostra serenità. E' una paura che ha un peso e quel peso va considerato, quando si prende in considerazione il tema della sicurezza.

In merito a questo argomento, in particolare per quanto riguarda l'approccio dei cittadini e del governo rispetto agli stranieri che vivono in Italia, sullo scorso numero de l'Espresso c'è un articolo molto interessante di Gigi Riva a colloquio con Ilvo Diamanti che, da tecnico (è professore di Scienza Politica all'Universita' di Urbino), analizza le diverse componenti  che intervengono nel dibattito di questi giorni in merito al tema dell'immigrazione. Tra queste, la considerazione che "dobbiamo trattare la percezione non come se fosse virtuale, perché è una realtà per chi la vive. Lo straniero 'è' un pericolo sociale. Siamo una pentola a pressione, sottoposti da anni a una tensione molto forte che non governiamo ma teniamo sotto traccia. Abbiamo una serie di problemi che potremmo riassumere in una parola, 'eterofobia', paura dell'altro". Ma questa componente, di cui l'atteggiamento del governo in questi giorni si fa espressione, dice Diamanti, non deve essere predominante, perché è irrazionale.

E allora che cosa dovrebbe fare in realtà il nuovo governo? Il professore ha le idee chiare: "Dovrebbe impedire le concentrazioni metropolitane e favorire la distribuzione di chi arriva sul territorio, aiutare a regolarizzare gli irregolari che lavorano. E smetterla con gli annunci spettacolari e inapplicabili. Con la tolleranza zero. Questa politica contrasta la paura generando altra paura. E non dobbiamo mai dimenticare che gli immigrati si adattano alla società dove si inseriscono. Se arrivano in un Paese in cui le regole sono considerate vincoli, le istituzioni nemiche, le autorità organismi da cui difendersi, beh si comportano di conseguenza".

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Trento, il festival delleconomia.

L'economia è sempre stata una scienza "difficile". Da sempre percepita come lontanta dalle scelte che riguardano la nostra vita quotidiana, quella che era una disciplinaper cervelloni, sta modificando il suo volto. Questa interessante revisione di immagine si manifesta anche grazie a un evento pubblico di ampio respiro. L'economia sceglie la veste popolare e aperta del festival per comunicare alla gente che l'andamento economico del paese dipende dalle scelte di ognuno di noi. Niente scuse.

Dal 30 maggio al 3 giugno si svolge infatti la terza edizione del Festival dell'economia a Trento. L'argomento scelto per questa sessione di incontri, Mercato e democrazia, promette sviluppi interessanti.

Così Tito Boeri, il curatore scientifico del Festival, spiega i motivi della scelta tematica. "Non tutte le democrazie sono ugualmente efficienti nel regolare i mercati e nel costruire una infrastruttura a loro protezione. Sempre più economisti studiano i sistemi elettorali, il ruolo delle lobby e i meccanismi di selezione della classe politica, consapevoli dei loro effetti sulla dimensione ed efficienza dei mercati. Studiano anche il pluralismo nell'informazione e le sue relazioni con la concorrenza nel sistema televisivo e nella carta stampata. Guardano con preoccupazione all'intreccio fra potere economico e potere mediatico - un problema molto forte nel nostro paese dove i primi cinque quotidiani sono posseduti da grandi gruppi industriali convinti che un'informazione inadeguata sulla situazione finanziaria delle imprese possa impedire lo sviluppo dei mercati. Non c'è in questa scelta solo l'interesse distaccato dello studioso, ma anche un impegno civile, democratico. Queste analisi ci servono oggi a valutare i rischi, sempre presenti, di una degenerazione delle nostre democrazie. Forse un giorno ci serviranno anche a individuare le chiavi per promuovere sviluppi democratici in quei regimi totalitari che oggi hanno un'economia di mercato".

 

Cinque domande.

Abbiamo sottoposto ai membri del nascente Coordinamento Regionale delle Liste Civiche un questionario che ha lo scopo di identificare le future opzioni politiche del movimento. Sono cinque domande che riguardano alcuni tra i temi più presenti nel dibattito politico attuale. Ve le sottoponiamo per avere la vostra opinione su quali priorità siano secondo voi da non dimenticare e vi ricordiamo che questo nuovo coordinamento è aperto alla partecipazione di chiunque intenda contribuire con la sua presenza.

Compila IL QUESTIONARIO

 

LA GRANDE KERMESSE PIEMONTESE SULLENERGIA PULITA.

di Patrizio Brusasco

Si è conclusa dunque la grande kermesse piemontese dedicata all'energia, divenuta soggetto principe della due-giorni che ha animato, presso il Palavela di Torino, il dibattito sul tema delle energie pulite e sul post-petrolio.

Vi offriamo quindi subito un resoconto dell'evento, che si è dipanato tra workshop specifici e interventi di grandi personalità del mondo scientifico e della politica regionale, con l'intento di fornirvi alcune suggestioni dettagliate nel corso dei prossimi giorni, e ricordandovi anche le preziose iniziative che ha portato avanti in questi anni il nostro gruppo consiliare in tema di ambiente.

Un consesso peraltro che si inquadra nella politica energetica mondiale con una tempistica a prova di orologio svizzero, considerando, all'indomani del sancito fallimento del protocollo di Kyoto,  l'appena concluso G8 nipponico in tema di energia, clima e inquinamento, nonché il grande dibattito che sta nuovamente emergendo nel nostro Belpaese in relazione al rispolvero dell'energia nucleare, sponsorizzata dal centrodestra e dagli ambienti legati alla Confindustria. 

Apriamo con le considerazioni della "padrona di casa" dell'evento, la presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso che ha dichiarato: "Investire sulle energie rinnovabili è un grande progetto per il nostro futuro. Non esistono soluzioni semplici a una soluzione tanto complessa, ma molti segmenti di soluzioni possibili. Una di queste è dare impulso alla ricerca, investire sui nostri cervelli, che rappresentano una fonte energetica rinnovabile tra le più preziose. Il nostro impegno - ha proseguito la presidente della Regione Piemonte - è portare nell'arco della legislatura la ricerca al 3% del Pil, obiettivo che nel Paese nessuno è ancora riuscito a raggiungere...Raggiungere l'indipendenza energetica dal petrolio si può se il progetto che sta alla base di questa sfida è forte e condiviso da tutti: istituzioni, mondo economico, cittadini".

Di particolare apprezzamento la relazione del premio Nobel Carlo Rubbia, che ha portato l'attenzione dei convenuti sull'aumento esponenziale della popolosità del nostro pianeta e dunque del relativo problema energetico e di quale energie impiegare. "Partiamo da un dato che dà la misura della straordinaria esplosione demografica della popolazione mondiale: sul nostro pianeta - ha dichiarato il fisico - nascono ogni secondo 3 persone, 10.000 persone all'ora, ogni due settimane si affaccia al mondo l'equivalente della popolazione di un nuovo Piemonte; a fronte di questi fenomeni, si pone inevitabilmente il problema di produrre energia in quantità adeguate alle esigenze emergenti....oggi abbiamo altre fonti di energia ( oltre all'energia fossile - petrolio) alternativa: innanzitutto il sole, una fonte straordinaria. Una superficie ben soleggiata di 200 km quadrati potrebbe produrre da sola l'energia solare equivalente a quella prodotta da tutte le fonti fossili presenti sul pianeta...La seconda forma possibile di energia - ha proseguito Rubbia - è il nucleare, inteso con modalità innovative e diverse da quelle odierne, ovvero basato sulla fusione o su un nuovo modello di fissione, che utilizzi per esempio il torio, un materiale a basso costo e disponibile in grande abbondanza, che presenta tutta una serie di vantaggi rispetto all'uranio sia per quanto concerne  la potenza prodotta, sia per quanto riguarda lo smaltimento e sia infine per il fatto di non poter essere utilizzato per scopi bellici".

Nei prossimi giorni entreremo maggiormente nel dettaglio della kermesse, oltre a riportarvi il "Manifesto per l'indipendenza energetica dal petrolio", che è stato stilato in occasione del convegno subalpino.

Per informazioni e resoconti delle giornate sull'energia visitate il sito della Regione Piemonte.

 

Fondi sovrani.

Economia. Un'idea catturata al volo dal sito de La voce, un portale di tecnici che si occupa di economia.

"Quando i fondi sovrani sono di paesi non democratici, le società da loro partecipate possono soffrire un disagio etico e d’immagine. Perché non creare un rating da attribuire ai fondi sovrani in base alla democraticità del loro proprietario?"

Da http://www.lavoce.info/

Cosa sono i fondi sovrani, di Dotturbo (dal blog, 2 luglio 2007)

Si tratta sostanzialmente di fondi posseduti direttamente da stati sovrani, costituiti da strumenti finanziari come obbligazioni, azioni e beni patrimoniali. La loro entità quantitativa complessiva è tale (circa 2500 miliardi di dollari di capitalizzazione complessiva, contro i 1600 degli Hedge Funds) da rappresentare ormai sui mercati mondiali una realtà d’importanza assolutamente primaria. Non avendo nulla a che vedere con le riserve valutarie, che servono a stabilizzare il cambio nel breve termine, sono amministrati per ottimizzare i rendimenti a lungo periodo. In genere, vengono costituiti da stati in grado di produrre avanzo primario di bilancio e con posizione commerciale con l’estero quantomeno equilibrata. Situazioni di tale tipo, si verificano spesso quando l’export delle materie prime (petrolio, preziosi) è consistente.

 

IN QUESTE ORE.

 


Raggiungiamo per primi gli obiettvi fissati dall'Unione Europea entro il 2020. Ecco il tema di questa due giorni organizzata dalla Regione Piemonte il 23 e il 24 maggio al Palavela. Nei workshop di ieri si sono delineate le linee progettuali per raggiungere questo ambizioso obiettivo. Un'intenzione concreta viene sugellata oggi alla presenza di Carlo Rubbia nella giornata conclusiva. Nei prossimi giorni forniremo un'approfondimento sui lavori.

 

 

Mostra darte a Grugliasco per Emergency.

 


Un'opera di Carla Matta, presidente dell'Associazione La Macchia

L’Associazione artistica La Macchia di Grugliasco presenta il consueto appuntamento con la mostra annuale che, come ogni anno dedica una sezione alla beneficenza. Quest’ anno il ricavato sarà devoluto all’Associazione EMERGENCY.

Il titolo dell'edizione di quest'anno è Sguardi sul mondo. Così l'associazione presenta le opere: "Spiccheranno una serie di lavori che ritraggono animali che con i loro "sguardi bestiali" ci osservano e forse…si fanno domande sul futuro del nostro bel pianeta. L’arte deve anche essere portavoce di positività e allora, dopo aver meditato sul nostro futuro, possiamo allietare i nostri occhi con esplosioni di fiori variopinti. Alcune novità anche per l’allestimento che varia quest’anno per scelta di tessuti, colori e animali in polistirolo chiamati a fare da "testimonial" ai continenti della terra. Alcuni artisti si sono impegnati nell’esecuzione di piccoli oggetti ornamentali con l’antica arte giapponese detta origami (carta piegata) e altri hanno realizzato a mano i biglietti di invito con una tecnica di ritaglio, incisione e… note di colore".

 

 

SGUARDI SUL MONDO

dal 25 maggio al 2 giugno - presso "Lo Chalet" del Parco Culturale LE SERRE in Via Tiziano Lanza, 31 – Grugliasco

 Inaugurazione domenica 25 maggio2008 alle ore 10,30

Orari di apertura: feriali ore 17,30 - 19,00 // 20,30 - 23,00 - festivi ore 10,00 - 12,00 // 15,00 - 19,00 - 20,30 - 23,00 - sabato ore 16,00 -19,00 //20,30 - 23,00 - INGRESSO LIBERO

 

 

Una questione di democrazia.

 


di Mariano Turigliatto

Con quattro mesi e mezzo sulle scadenze previste per legge la Regione ha il suo bilancio di previsione per l’anno in corso. Il Consiglio ci è arrivato dopo oltre quindici giorni di sedute ad oltranza e di negoziati esasperanti ed estenuanti fra la giunta – sostenuta dalla sua maggioranza – e le opposizioni.

Il bilancio che ne è uscito non è né meglio né peggio di quello originariamente presentato, il Piemonte non ne verrà stravolto, non cambiano neanche alcuni dei nodi critici se non che si va verso un allentamento nell’indebitamento per le spese sanitarie. Mesi di discussioni, di tatticismi, di agguati, di considerazioni, di osservazioni, hanno partorito il solito topolino.

L’opposizione può vantare una riduzione nelle spese per 130 milioni di euro: peccato che si trattasse di investimenti, dunque di denaro destinato a far crescere il Piemonte. Può anche vantare qualche spostamento nei capitoli tradizionalmente presi d’assalto per cercare di favorire le amministrazioni locali più "vicine" politicamente: cultura, montagna, turismo e assistenza. Può vantare di aver tenuto in scacco una maggioranza – che è sempre stata compatta e decisa – per oltre quattro mesi avvalendosi di un regolamento che, in alcuni sue parti, è una vergogna.

Il senso della democrazia, quello che da' sostanza all’azione è stabilire lo spazio della discussione, quello del confronto, e quello della decisione. Il regolamento del Consiglio Regionale non fissa mai il tempo della decisione, per cui si può andare avanti indefinitamente a colpi di eccezioni regolamentari anche per il solo gusto di bloccare l’azione di governo e di legificazione. Così le sedute trascorrono sovente fra ostruzionismi di varia natura, incontri riservati, negoziati dai contenuti non sempre confessabili; se uno di contendenti non si ritiene soddisfatti, si ricomincia daccapo, come se nulla fosse fino a quel momento avvenuto.

Questo regolamento forse funzionava in un contesto di politica consociativa, dove il negoziato si faceva su ogni cosa, dove il rispetto dei tempi non era un valore riconosciuto reciprocamente da tutte le parti. Da parecchio le cose non stanno più così: la maggioranza è ostaggio dell’opposizione (quando non di ciascuno dei gruppi che la compongono). La Giunta, invece di discutere il bilancio con la sua maggioranza, è costretta a negoziarlo con l’opposizione per evitare che si metta di traverso dilatando i tempio di approvazione all’infinito.

In parecchie sostengono che il modo attuale di regolare le sedute del Consiglio regionale garantisce i gruppi minori, dunque va perpetuato anche a dispetto della funzionalità. Non lo credo: chi ha delle buone ragioni da far valere può lanciare la sfida rispettando il diritto degli altri a decidere. Se ritiene che le sue istanza debbano trovare più peso, porta fuori dall’assemblea legislativa la battaglia, coinvolgendo i cittadini elettori.

Esco da questa ennesima maratona inutile con la sensazione che così si uccida la democrazia, fornendo buone ragioni a chi desidera anche il potere e la decisionalità vengano concentrate nelle mani di uno solo.

Esco soprattutto umiliato nella mia attività di consigliere, per questo voglio che questo regolamento venga cambiato: ci metterò più impegno nei prossimi mesi.

 

IN CANTIERE.

STIAMO ESEGUENDO LAVORI DI AGGIORNAMENTO PER RISOLVERE I PROBLEMI DI VISUALIZZAZIONE CHE MOLTI UTENTI HANNO RISCONTRATO. E' POSSIBILE CHE NEI PROSSIMI GIORNI ILCOLLEGAMENTO PRESENTI ANOMALIE. IL NORMALE FUNZIONAMENTO DEL SITO SARA' RIPRISTINATO APPENA POSSIBILE.

 

Festivaleconomia.

 

Un pc per ogni allievo.

 


Mariano regge a sinistra un OLPC, a destra un Asus Eee PC.

di Mariano Turigliatto

Alla fine del mese di aprile il nostro gruppo ha presentato il progetto per dotare tutti gli studenti del Piemonte, di un computer dalle dimensioni e peso ridotto, a basso costo e basso impatto ambientale, in grado di contribuire sensibilmente a ridurre il divario digitale che ci separa dalle altre nazioni europee. Il progetto – al quale il gruppo regionale Sinistra per l’Unione ha lavorato per diversi mesi – accoglie anche le indicazioni del nuovo ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta: "non ci dovrà più essere la documentazione cartacea,ad esempio, le pagelle dovranno essere lette su internet".

Il rapporto del Centro Europa Ricerche "Which way forward after the Lisbon Strategy" ci descrive come l'Italia nel periodo 2000/2007 si trovi all'ultimo posto tra i paesi europei rispetto alla crescita della competitività. Uno dei principali motivi è lo scarso, anzi scarsissimo, utilizzo di internet (nel 2005 il 72% degli italiani non ha mai usato internet – fonte Eurostat 2005 -)".

Il progetto che abbiamo predisposto prende spunto dalla campagna XO - OLPC 'One laptop per child'. Ci siamo fatti spedire dagli Stati Uniti due esemplari del personal computer progettato da Nicholas Negroponte al Mit di Boston per i bambini dei paesi in via di sviluppo e li abbiamo messi a disposizione di bambini di una IV della scuola elementare Don Milani di Rivoli (TO). Ebbene, alla fine delle tre settimane di sperimentazione 18 bambini su 20 hanno dichiarato di preferire XO alla Play Station e PSP. Le motivazioni? I giochi in dotazione sono più intelligenti e possono essere personalizzati. Questa è una parziale dimostrazione di come anche le modalità di apprendimento dei ragazzi sia in costante evoluzione e vada accompagnata da interventi mirati.

L’acquisto degli OLPC è anche un gesto di solidarietà. Infatti per ogni computer comperato, al costo di 150 euro circa, se ne assicura un altro a un bambino in Africa e nei paesi del Terzo Mondo. Da questa attività, è nata l'idea di chiedere alla Regione Piemonte di attivare una serie di progetti pilota per l'utilizzo di pc per la riduzione del divario digitale nel nostro paese considerando che il processo di modifica delle conoscenze deve partire dall'infanzia.

I computer hanno la particolarità di essere leggeri e piccoli come un libro, ma anche tutte le dotazioni di un laptop classico con software per la scrittura, il calcolo, il disegno nonché la possibilità di agganciarsi alla reti wireless per navigare, chattare, giocare on-line e perché no, scaricare libri di testo. La casa editrice Garamond è già disponibile ad alleggerire il peso dello zainetto degli studenti lasciando intatte le tasche dei genitori, anzi, consentendo di scaricare i suoi e-book a € 9,9 permette un notevole risparmio rispetto al testo stampato. Stiamo allestendo un'unità mobile per far toccare con mano il progetto e gli strumenti che servono a metterlo in pratica. Questo avverrà grazie a un tour in camper che attraverserà le città della nostra regione organizzato con l'aiuto del Movimento delle Liste Civiche del Piemonte.

E' importante che la politica si occupi delle cose che servono al Piemonte di domani. Questa iniziativa consente alla nostra regione di raggiungere tutti i bambini con una spesa contenuta per educarli all'uso della tecnologia in modo efficace, e non solo. Xo è anche un promemoria portatile, un filo che collega idealmente i nostri figli con i bambini che risiedono in paesi svantaggiati e che, grazie ai pc portatili, avranno un'occasione per acquisire strumenti necessari all'interazione con il mondo del progresso.

IL COMUNICATO STAMPA
 

TESTIMONI GIUSTIZIA. PINO MASCIARI. "TEMO DI FARE LA FINE DI NOVIELLO".

Ci è arrivata una dichiarazione di Pino Masciari, fonte AGI.

 - Vibo Valentia,  17 mag. – "Temo di fare anch’io la stessa fine che ha fatto Domenico Noviello, l’imprenditore di Castel Volturno, ucciso dalla camorra per essersi ribellato al pagamento del pizzo e con le sue denunce ha mandato in galera i suoi estorsori" Ad affermarlo Pino Masciari, l’ex imprenditore calabrese, uno dei più importanti testimoni di giustizia, al pari di Novello lasciato senza programma di protezione dopo aver servito la giustizia e lo Stato. "Dicono sempre la stessa cosa, quando per qualcuno di noi arriva la camorra o la "ndrangheta a punirti. Dicono che si era fuori dal programma di protezione. Ma perché, mi chiedo,  ci deve mandare al macello quando si sa che sia la "ndrangheta sia la camorra non scherzano. "Ho chiesto scorta e tutela, ma come risposta mi hanno tolto il programma di protezione – ha aggiunto Pino Masciari – costringendomi a ricorrere al Tar, ma ohimè! Nemmeno il tribunale amministrativo si decide a dare una risposta. E poi Gerardo Dominianni, il magistrato che proprio ieri in un comune del vibonese, ha disposto il fermo di sei presunti estorsori, dichiara che tutti gli imprenditori pagano il pizzo. La risposta è semplice – continua Masciari – E’ perché sembra che sia proprio lo Stato a volerle così, altrimenti si dovrebbe comportare meglio verso coloro che si ribellano. Non è giusto, non è umano che ciò avvenga". Pino Masciari, l’imprenditore vibonese di 49 anni, che 11 anni fa denunciò e mandò in galera, costituendosi anche parte civile, gli esponenti delle più pericolose cosche calabresi, da allora è stato inviato unitamente alla moglie e i due figli piccoli  in una località protetta, si  fa per dire, come lui ama dire ironizzando. "In effetti si è trattato – aggiunge amaramente di un vero e proprio esilio, una deportazione, mentre io ho chiesto sempre di essere reinserito nel lavoro, come unica ed efficace risposta dello Stato contro la "ndrangheta". Un mese fa Pino Masciari, come segno di protesta, senza scorta è ritornato in Calabria dove ha tenuto una serie di conferenze sulla legalità. Adesso è in giro per l’Italia accolto ovunque con tutto il rispetto che merita, la città di Torino, gli ha concesso la cittadinanza onoraria ed altre città stanno per farlo. Si stanno organizzando ovunque dei gruppi e per i prossimi giorni ha annunciato azioni di protesta eclatanti.

 

Io sto con Don Ciotti.

Sul tema della sicurezza Don Luigi Ciotti ha scritto una lettera che ci sentiamo di condividere, per questo motivio abbiamo deciso di inserirla nel blog affinché tutti possano leggerla. Buona lettura

Io chiedo scusa

 

Cara signora rom,

ho visto questa mattina, sulle prime pagine di molti quotidiani, una foto che La ritrae.

Accovacciata su un furgoncino aperto, scassato, uno scialle attorno alla testa. Dietro di Lei si intravedono due bambine, una più grande, con gli occhi sbarrati, spaventati, e l´altra, piccola, che ha invece gli occhi chiusi: immagino le sue due figlie. Accanto a Lei la figura di un uomo, di spalle: suo marito, presumo. Nel suo volto, signora, si legge un´espressione di imbarazzo misto a rassegnazione. Vi stanno portando via da Ponticelli, zona orientale di Napoli, dove il campo in cui abitavate è stato incendiato. Sul retro di quel furgoncino male in arnese - reti da materasso a fare da sponda - una scritta: "ferrovecchi".

 Le scrivo, cara signora, per chiederLe scusa.

 Conosco il suo popolo, le sue storie. Proprio di recente, nei dintorni di Torino, ho incontrato una vostra comunità: quanta sofferenza, ma anche quanta umanità e dignità in quei volti.

 Nel nostro Paese si parla tanto, da anni ormai, di sicurezza.

 È un´esigenza sacrosanta, la sicurezza.

 Il bisogno di sicurezza ce lo abbiamo tutti, è trasversale, appartiene a ogni essere umano, a ogni comunità, a ogni popolo. È il bisogno di sentirci rispettati, protetti, amati. Il bisogno di vivere in pace, di incontrare disponibilità e collaborazione nel nostro prossimo. Per tutelare questo bisogno ogni comunità, anche la vostra, ha deciso di dotarsi di una serie di regole. Ha stabilito dei patti di convivenza, deciso quello che era lecito fare e quello che non era lecito, perché danneggiava questo bene comune nel quale ognuno poteva riconoscersi.

 Chi trasgrediva la regola veniva punito, a volte con la perdita della libertà.

 Ma anche quella punizione, la peggiore per un uomo - essendo la libertà il bene più prezioso, e voi da popolo nomade lo sapete bene - doveva servire per reintegrare nella comunità, per riaccogliere. Il segno della civiltà è anche quello di una giustizia che punisce il trasgressore non per vendicarsi ma per accompagnarlo, attraverso la pena, a un cambiamento, a una crescita, a una presa di coscienza.

Da molto tempo questa concezione della sicurezza sta franando.

 Sta franando di fronte alle paure della gente. Paure provocate dall´insicurezza economica - che riguarda un numero sempre maggiore di persone - e dalla presenza nelle nostre città di volti e storie che l´insicurezza economica la vivono già tragicamente come povertà e sradicamento, e che hanno dovuto lasciare i loro paesi proprio nella speranza di una vita migliore.

 Cercherò, cara signora, di spiegarmi con un´immagine.

 È come se ci sentissimo tutti su una nave in balia delle onde, e sapendo che il numero delle scialuppe è limitato, il rischio di affondare ci fa percepire il nostro prossimo come un concorrente, uno che potrebbe salvarsi al nostro posto. La reazione è allora di scacciare dalla nave quelli considerati "di troppo", e pazienza se sono quasi sempre i più vulnerabili. La logica del capro espiatorio - alimentata anche da un uso irresponsabile di parole e immagini, da un´informazione a volte pronta a fomentare odi e paure - funziona così.

 Ci si accanisce su chi sta sotto di noi, su chi è più indifeso, senza capire che questa è una logica suicida che potrebbe trasformare noi stessi un giorno in vittime.

 Vivo con grande preoccupazione questo stato di cose.

 La storia ci ha insegnato che dalla legittima persecuzione del reato si può facilmente passare, se viene meno la giustizia e la razionalità, alla criminalizzazione del popolo, della condizione esistenziale, dell´idea: ebrei, omosessuali, nomadi, dissidenti politici l´hanno provato sulla loro pelle.

 Lo ripeto, non si tratta di "giustificare" il crimine, ma di avere il coraggio di riconoscere che chi vive ai margini, senza opportunità, è più incline a commettere reati rispetto a chi invece è integrato. E di non dimenticare quelle forme molto diffuse d´illegalità che non suscitano uguale allarme sociale perché "depenalizzate" nelle coscienze di chi le pratica, frutto di un individualismo insofferente ormai a regole e limiti di sorta.

 Infine di fare attenzione a tutti gli interessi in gioco: la lotta al crimine, quando scivola nella demagogia e nella semplificazione, in certi territori può trovare sostenitori perfino in esponenti della criminalità organizzata, che distolgono così l´attenzione delle forze dell´ordine e continuano più indisturbati nei loro affari.

Vorrei però anche darLe un segno di speranza.

 Mi creda, sono tante le persone che ogni giorno, nel "sociale", nella politica, nella amministrazione delle città, si sporcano le mani. Tanti i gruppi e le associazioni che con fatica e determinazione cercano di dimostrare che un´altra sicurezza è possibile. Che dove si costruisce accoglienza, dove le persone si sentono riconosciute, per ciò stesso vogliono assumersi doveri e responsabilità, vogliono partecipare da cittadini alla vita comune.

 La legalità, che è necessaria, deve fondarsi sulla prossimità e sulla giustizia sociale. Chiedere agli altri di rispettare una legge senza averli messi prima in condizione di diventare cittadini, è prendere in giro gli altri e noi stessi. E il ventilato proposito di istituire un "reato d´immigrazione clandestina" nasce proprio da questo mix di cinismo e ipocrisia: invece di limitare la clandestinità la aumenterà, aumentando di conseguenza sofferenza, tendenza a delinquere, paure.

 Un´ultima cosa vorrei dirLe, cara signora.

 Mi auguro che questa foto che La ritrae insieme ai Suoi cari possa scuotere almeno un po´ le nostre coscienze. Servire a guardarci dentro e chiederci se davvero questa è la direzione in cui vogliamo andare. Stimolare quei sentimenti di attenzione, sollecitudine, immedesimazione, che molti italiani, mi creda - anche per essere stati figli e nipoti di migranti - continuano a nutrire.

La abbraccio, dovunque Lei sia in questo momento, con Suo marito e le Sue bambine.

 E mi permetto di dirLe che lo faccio anche a nome dei tanti che credono e s´impegnano per un mondo più giusto e più umano.

 

Don Luigi Ciotti

Presidente del «Gruppo Abele» e di «Libera - associazioni, nomi e numeri contro le mafie»