08/29/11

lunedì, agosto 29, 2011

TANTE CASE INVECE CHE LAVORO


Le varianti urbanistiche e la scomparsa delle fabbriche. Il ruolo della politica nella gestione delle relazioni industriali. Un modello che si ripete. Da Sesto a Grugliasco.
Pininfarina: tutti "in casa"

pininfarina I giornali di questi giorni sono pieni di notizie contraddittorie circa le sorti della Pininfarina, gloriosa fabbrica automobilistica che ancora oggi ha a libro paga circa 900 dipendenti. In realtà li sta pagando a spizzichi e bocconi la nuova proprietà ,’IAI della famiglia Rossignolo che due anni fa fu protagonista di un accordo con Finpiemonte (la finanziaria della Regione) e la stessa Pininfarina.
Scopo, l’acquisizione dell’area per avviare lavorazioni di automobili elettriche e comunque di innovazione nel settore. Grandi titoloni, odi a Rossignolo e ai suoi per l’operazione, l’assessore regionale Bairati gonfio come un tacchino a decantare le meraviglie dell’accordo. Due anni dopo siamo al baratro. Il fatto è che già l’accordo di allora conteneva una clausola che fece insospettire parecchie persone e che oggi si dimostra il vero oggetto dell'interesse della speculazione immobiliare e finanziaria. Fra gli interventi quello del sottoscritto che domandò ciò che non si doveva chiedere proprio all’assessore Bairati e nella sede giusta, il Consiglio regionale.