06/05/08

giovedì, giugno 05, 2008

Restyling.


 
Cari amici, benvenuti nella nuova versione del sito!
www.marianoturigliatto.it ha cambiato faccia ma la sostanza non cambia. Tutti i contenuti presenti nella versione precedente sono stati conservati e sono consultabili. Anche le funzioni per la fruizione rimangono sostanzialmente le stesse. Vi rigraziamo per la paziente attesa dei giorni scorsi e speriamo che la nuova impostazione soddisfi le vostre aspettative. Buona lettura.
 

Giornata Mondiale degli Oceani. Una conferenza a Torino.


di Stefano Zanotto

L’8 giugno si celebra la sedicesima Giornata mondiale degli oceani, appuntamento nato nel 1992 nel corso della storica conferenza di Rio de Janeiro. Scopo dell’iniziativa è promuovere la salvaguardia dell’ecosistema marino e sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica su questo tema. L’acqua del mare ricopre il 72% della superficie terrestre e ospita i 3/4 delle specie viventi; a minacciare la salute di quello che può essere considerato il “sesto” continente sono diversi fattori: i cambiamenti climatici, lo sfruttamento delle risorse marine (ittiche in primis) da parte dell’uomo, l’inquinamento. Va detto, inoltre, che metà degli abitanti della Terra vive a meno di 80 km dalla costa e tra meno di 30 anni questa percentuale aumenterà fino ai 3/4 della popolazione mondiale, equivalenti a 6 miliardi di individui; la pressione antropica sull’ecosistema marino è quindi destinata ad aumentare e diventa necessario lavorare sin d’ora per limitarne l’impatto ed evitare conseguenze irrimediabili. Pur non essendo ancora riconosciuta ufficialmente dalle Nazioni Unite, la Giornata mondiale degli oceani è celebrata in tutto il mondo con manifestazioni, convegni, iniziative di vario tipo promosse da istituzioni e associazioni. A Torino l’associazione Bio.Ma. (Biologia marina Torino), celebra la giornata con una conferenza gratuita il 13 giugno alle ore 16, nell’aula magna del Dipartimento di biologia animale e dell’uomo dell’Università, in via Accademia 13. La conferenza si intitola “La pesca nel Mediterraneo. Conservazione e gestione della risorsa ittica” e si pone l’obiettivo di offrire due punti di vista, da realtà differenti, sul problema: il quadro della situazione nazionale, di cui parla Giovanni Basciano, vicepresidente di Agci-Agrital (Associazione generale cooperative italiane agro ittiche alimentari), e la situazione locale dell’isola di Lampedusa, su cui interviene Giorgia Comparetto, della società di ricerca Necton. Per ulteriori info: info@associazionebioma.org Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo .

 

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La mia bici.


di Eva Milano

Qualche settimana fa mi hanno rubato la bicicletta nel cortile sotto casa. Per un paio di giorni ho accusato il colpo: immediatamente le spalle si sono irrigidite e il mio umore è sceso in picchiata. Sintomi eccessivi per una bici senza valore, non era questo il motivo del mio disagio. Una piccola riflessione e ho capito: quell'evento mi ha destabilizzato perché mi sono tornati in mente: il furto dell'oro in casa mia per mano di due ragazzi rom, la destrezza del levantino che ha rubato il portafoglio alla mia amica Manuela sull'autobus, quel ragazzo straniero che aveva tentato di portarmi via l'auto e per sua scarsa fortuna il mio arrivo gli aveva rovinato i piani. Ho ricordato che devo fare assolutamente rinforzare la porta che dà sul balcone, che va giù con una spallata, ho pensato che non mi piace vivere al primo piano rialzato, basta un salto. Di bici, per un po' non ne voglio sapere.

Il disagio è una sensazione emotiva, non dipende dall'entità del danno. La percezione che abbiamo del pericolo non rispecchia perfettamente le reali condizioni di probabilità di vedere violata la nostra serenità. E' una paura che ha un peso e quel peso va considerato, quando si prende in considerazione il tema della sicurezza.

In merito a questo argomento, in particolare per quanto riguarda l'approccio dei cittadini e del governo rispetto agli stranieri che vivono in Italia, sullo scorso numero de l'Espresso c'è un articolo molto interessante di Gigi Riva a colloquio con Ilvo Diamanti che, da tecnico (è professore di Scienza Politica all'Universita' di Urbino), analizza le diverse componenti  che intervengono nel dibattito di questi giorni in merito al tema dell'immigrazione. Tra queste, la considerazione che "dobbiamo trattare la percezione non come se fosse virtuale, perché è una realtà per chi la vive. Lo straniero 'è' un pericolo sociale. Siamo una pentola a pressione, sottoposti da anni a una tensione molto forte che non governiamo ma teniamo sotto traccia. Abbiamo una serie di problemi che potremmo riassumere in una parola, 'eterofobia', paura dell'altro". Ma questa componente, di cui l'atteggiamento del governo in questi giorni si fa espressione, dice Diamanti, non deve essere predominante, perché è irrazionale.

E allora che cosa dovrebbe fare in realtà il nuovo governo? Il professore ha le idee chiare: "Dovrebbe impedire le concentrazioni metropolitane e favorire la distribuzione di chi arriva sul territorio, aiutare a regolarizzare gli irregolari che lavorano. E smetterla con gli annunci spettacolari e inapplicabili. Con la tolleranza zero. Questa politica contrasta la paura generando altra paura. E non dobbiamo mai dimenticare che gli immigrati si adattano alla società dove si inseriscono. Se arrivano in un Paese in cui le regole sono considerate vincoli, le istituzioni nemiche, le autorità organismi da cui difendersi, beh si comportano di conseguenza".

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