06/28/07

giovedì, giugno 28, 2007

Una gran voglia di luce.


Mariano è ancora in missione in America Latina, così purtroppo non avremo in tempo reale la sua opinione estesa rispetto al discorso di Veltroni ieri al Lingotto. Abbiamo così pensato di proporvi un pensiero già espresso in precedenza che può, a nostro parere, costituire una chiosa degna al discorso del nuovo aspirante leader del Partito democratico.

di Mariano

L'evidente crisi della politica e, in generale, dell'insieme delle istituzioni e degli enti che governano la società, lo stare insieme, ha certamente origini multiple e complesse. Fra queste spicca quella che viene chiamata "crisi di credibilità": a un certo punto le regole. le leggi, coloro che le scrivono e le approvano, quelli che devono farle rispettare, chi si occupa degli altri, perdono credibilità. Anche se sono stimati, anche se incontrano il favore dei più, ogni volta che aprono bocca scatenano ondate di incredulità e diffidenza. La gente no ha fiducia in loro. E insieme alla loro credibilità scivolano verso il basso le idee e i progetti di cui sono portatori.

A livello locale come a livello nazionale ogni cosa pare, invece che "illuminata", oscurata. Siamo il paese che non riesce a liberarsi mai delle mafie, della corruzione, della tutela vaticana, di imprenditori poco raccomandabili, del tifo violentoe, infine del terrorismo brigatista. Siamo il paese che non sa decidersi se essere filoamericano o antiamericano, magari è l'uno o l'altro a giorni alterni. Siamo il paese che ormai da più di vent'anni è alle prese con dei partiti che promettono di rifondarsi, di aprirsi alla gente e che invece a ogni passaggio diventano più piccoli e più chiusi in se stessi. Siamo l'ìunico paese che può vantare ministri che a turno sanno essere di lotta e di governo. Siamo l'unico paese dove, quando intere comunità come accade in Val di Susa o a Vicenza protestano in difesa di diritti elementari, nessuna forza politica è in grado di ascoltarle senza aver già deciso a priori di essere a favore o contro le argomentazioni.

Proprio la resistenza di una nebbia tanto fitta e generalizzata fa apparire quasi un miracolo l'esistenza di una domanda di partecipazione politica dal basso forte e decisa. Si tratta di una domanda che assume caratteristiche diverse a seconda della storia delle persone che un filo rosso tiene insieme: la voglia di contare a dispetto di quello che è così poco illuminato.

 

Giù le mani dallacqua.


Lo scorso 22 giugno abbiamo pubblicato un post che aveva per argomento "l'acqua, bene prezioso". Miriam, una lettrice, ci ha chietso notizie di una certa legge in merito in "gestazione". Stefano Zanotto ha raccolto informazioni in merito. Probabilmente Miriam si riferiva a quanto segue.

di Stefano Zanotto

Domenica prossima, 1 luglio, si congiungono a Roma le quattro carovane dell'acqua partite dai diversi angoli d'Italia nell’ambito della campagna "Acqua pubblica, ci metto la firma!". Un’iniziativa sostenuta da associazioni, partiti, sindacati ed enti locali per promuovere una Proposta di legge di iniziativa popolare per la gestione pubblica dell'acqua. L'orizzonte dei sostenitori è eterogeneo: si va dalle Acli al Meet up di Beppe Grillo, dal Wwf all'Arci, solo per fare qualche esempio. Per questa Proposta di legge sono state finora raccolte quasi trecentomila firme, che il comitato organizzatore consegnerà al Presidente della Camera il 10 luglio (l'articolo 71 della Costituzione prevede che siano necessarie cinquantamila firme perché una proposta venga discussa in Parlamento).

Le carovane sono partite domenica scorsa da Puglia, Sicilia, Trentino e Valle d'Aosta. In ogni tappa sono previsti incontri pubblici, dibattiti, manifestazioni artistiche e altro ancora per far conoscere la Proposta di legge e incrementare la raccolta firme. La carovana partita da Aosta ha fatto tappa nel Canavese e in val di Susa subito dopo la partenza, a Torino lo scorso lunedì.

Vediamo in breve i punti principali del testo della proposta. Innanzitutto accoglie il principio che l'acqua è un diritto umano universale ed è una risorsa collettiva: proprietà e gestione devono restare in mani pubbliche ed essere sottratte a logiche di mercato. L'acqua non è un bene illimitato e quindi prospettive di utilizzo basate sul profitto economico e sull'aumento dei consumi sono controproducenti, oltre che inconciliabili con i diritti delle future generazioni. Stop quindi alle privatizzazioni, già in fase di sospensione grazie alla moratoria compresa nel pacchetto di liberalizzazioni del ddl Bersani, approvato dalla Camera il 13 giugno e da sottoporre ora al Senato. La Proposta di legge prevede poi una riorganizzazione dei distretti idrici e forme di democrazia partecipativa per il governo degli stessi. Altri punti rilevanti sono l'erogazione gratuita di 50 litri giornalieri per persona (si pagherebbe insomma solo per l'acqua consumata oltre questa soglia) e l'istituzione di un Fondo di solidarietà internazionale per favorire l'accesso all'acqua in Paesi più svantaggiati, da finanziare accantonando un centesimo di euro per ogni metro cubo d'acqua erogato e per ogni bottiglia di minerale venduta.

Per altre info sulla campagna, per il programma delle carovane e per sapere dove firmare vi rimandiamo al sito del Forum italiano dei movimenti per l'acqua www.acquabenecomune.org.