06/19/07

martedì, giugno 19, 2007

FALLIMENTI IMMOBILIARI: CONFERENZA STAMPA A PALAZZO LASCARIS.


di Patrizio Brusasco

Si è tenuta ieri, lunedì 18 giugno, la conferenza stampa "Fallimenti immobiliari: con la nuova legge è un problema risolto?", presso la Sala dei Presidenti a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale del Piemonte.Un' iniziativa del Gruppo consiliare Sinistra per l'Unione di concerto con l'associazione Assocond CO.NA.FI., che ha visto la presenza di Mariano Turigliatto, presidente del gruppo consiliare suddetto, di Antonino Salerno, segretario di Assocond, e dell'avv. Alessandro Re, presidente di Assocond.

E' emerso nel corso della conferenza, grazie agli interventi dei relatori e alle testimonianze delle molte vittime di questo fenomeno, come dal territorio regionale giungano segnali di una continuazione, se non di un inasprimento, di tale problematica nonostante il dispositivo di tutela varato dal Parlamento che non impedisce ai molti acquirenti di una casa in costruzione di essere esposti alle drammatiche conseguenze dei fallimenti immobiliari: la perdita dell'abitazione, spesso pagata per intero, e i risparmi di una vita.

Sono passati due anni dall'emanazione del decreto legislativo n. 122/2005 in applicazione della legge delega n. 210/2004 per la tutela dei diritti patrimoniali degli acquirenti di immobili da costruire e c'è ora la necessità di un primo bilancio, che purtroppo non può che dirsi negativo: la legge infatti ha un tasso di applicazione medio del 5%, per cui solo un ventesimo degli acquirenti risulta protetto; diretta conseguenza: il Fondo di solidarietà costituito per indennizzare le vittime del passato ha raccolto a oggi circa 500 euro a famiglia, a fronte di un danno medio di oltre 70.000 euro.

Per quanto poi concerne il Piemonte, secondo le stime raccolte da Progetto strategico fallimenti immobiliari della Regione, emerge un campione parziale ma significativo. Si dispone di un dato certo per meno di un terzo dei casi di fallimenti/procedure concorsuali rilevati. Da questo dato parziale emerge quindi che le famiglie coinvolte in Piemonte sono 742, cosa che fa ipotizzare non meno di duemila famiglie colpite.

Quali dunque le soluzioni possibili? Anzitutto introdurre un regime sanzionatorio dissuasivo e individuare i soggetti che devono controllare l'applicazione della norma: i comuni che rilasciano le concessioni edilizie potrebbero efficacemente svolgere questo ruolo; informare i cittadini del loro diritto con una campagna mediatica istituzionale; eliminare alcuni limiti che impediscono a particolari categorie di vittime (p.es. i così detti rogitati) di accedere agli indennizzi del Fondo di solidarietà (in tal senso si muove il Disegno di Legge n. 1771/2006 e il Disegno di Legge n. 1919/2006, entrambi presentati alla Camera dei Deputati).

Il consigliere Mariano Turigliatto, che all'inizio aveva intenzione di presentare un'interrogazione alla Giunta regionale sul fenomeno, a seguito della proficua sinergia attivata con Assocond, si è dichiarato disponibile nella stesura di un progetto di legge che serva a normare e a tutelare i cittadini locali che hanno subìto le conseguenze drammatiche di tali fallimenti o che potrebbero subirle in un prossimo e lontano futuro.

 

DIVERTIRSI AL MUSEO? SI PUÒ!.


di Stefano Zanotto

È uno dei musei più giovani di Torino e anche uno dei più originali. Parliamo del Museo A come Ambiente, che si trova in corso Umbria 90 presso l'ex area industriale della Michelin. È dedicato all’ambiente urbano e all'impatto che l'attività dell'uomo ha sull'ambiente naturale, come spiega all'inizio dell'itinerario uno dei giovani animatori che accompagnano la visita. Si rivolge principalmente a bambini e ragazzi, ma anche per un adulto i motivi di interesse non mancano; volendolo classificare il MA è una via di mezzo tra un children's museum e un science center, dal momento che sue caratteristiche principali sono l'interattività dell'esposizione e il coinvolgimento attivo del visitatore, come del resto suggerisce già il sottotitolo del museo: "conoscere e giocare con l'energia/trasporti, rifiuti, acqua". Se nei musei e nelle mostre tradizionali è "vietato toccare", qui si è invece stimolati a farlo: da un punto di vista educativo non c'è la trasmissione di nozioni unidirezionale, secondo una sequenza prestabilita e immodificabile, che troviamo invece in altre situazioni (avete presente le pallosissime gite scolastiche di Bart e Lisa Simpson nei musei di Sprigfield?).

Il percorso si articola in tre sezioni: energia, rifiuti, acqua. Nella prima si parla di consumi domestici, di trasporti, di fonti energetiche tradizionali e rinnovabili, di soluzioni per il futuro. Al secondo piano del museo, dedicato ai rifiuti, si affronta soprattutto il tema del riciclaggio, si spiega come fare una corretta raccolta differenziata, si tratta la questione degli imballi e delle scelte che come consumatori possiamo fare con la nostra spesa (forse rimane però un po' in secondo piano l'importanza della riduzione dei rifiuti: sulla differenza di prospettiva tra "gestione" e "riduzione" date un'occhiata alle riflessioni di Salvatore Procopio su questo sito.

Si illustra anche come funziona il famigerato termovalorizzatore (guai a chiamarlo inceneritore...). Molto bella, infine, la sezione dedicata all'acqua, davvero ricca di strumenti interattivi attraenti. Su tutto il percorso museale non mancano poi riferimenti storici, installazioni di artisti contemporanei, in un legame con altre discipline e con aspetti più vicini alle esposizioni tradizionali. Per le scuole e i gruppi (e per i centri estivi, visto il periodo) c'è poi la possibilità di prenotarsi per laboratori e altre attività presso la segreteria del museo (tel: 011-0702535, e-mail: segreteria@museoambiente.org ).