01/11/07

giovedì, gennaio 11, 2007

IDEE GIOVANI PER IL CAMBIAMENTO.


    di Stefano Zanotto

Finalmente qualcosa a sostegno della creatività giovanile. Il governo lancia infatti il concorso "Giovani idee cambiano l'Italia", con contributi fino a 35 mila euro per progetti innovativi presentati da giovani tra i 18 e i 35 anni.

I partecipanti devono essere cittadini italiani organizzati in un gruppo informale (niente da fare per associazioni, enti ecc...) di almeno quattro persone. I progetti devono riguardare una delle aree tematiche previste dal bando: innovazione tecnologica, utilità sociale e impegno civile, sviluppo sostenibile, gestione di servizi urbani e territoriali per la qualità della vita dei giovani. Per presentare la domanda c'è tempo fino al 15 marzo 2007. Sono previsti contributi per cinque progetti per ciascuna area tematica; se oltre a questi ci saranno altri lavori ritenuti idonei saranno finanziabili fino all'esaurimento del fondo stanziato, che è di 2 milioni di euro.

Speriamo che questa iniziativa, promossa dal Dipartimento per le politiche giovanili e le attività sportive della presidenza del Consiglio, segni un'inversione di tendenza rispetto all'attuale stato di cose. È un buon inizio e il sostegno in denaro non è cosa da poco: senza soldi le idee innovative, per quanto geniali, fanno poca strada. Di strada ne hanno fatta invece tanta, in ogni senso, giovani di valore che si sono trasferiti all'estero per realizzare sogni e progetti. Se gli Stati Uniti sono il Paese che nell'immaginario collettivo rappresenta il luogo ideale in cui affermare le proprie chance anche partendo da zero, l'Italia rischia invece di diventare il simbolo opposto. Siamo uno dei Paesi anagraficamente più anziani del pianeta, dove nel mondo del lavoro non si accede a posizioni di responsabilità prima dei 35 anni, dove a farsi strada - e non è solo un luogo comune - sono sempre i raccomandati o i figli di... E periodicamente si parla di fuga di cervelli all'estero, di ricercatori che emigrano perché da noi trovano soltanto porte sbarrate. Un problema che non riguarda solo i giovani, ma tutti quelli che hanno idee nuove che cozzano contro interessi o posizioni di potere inattaccabili: pensiamo al caso di Carlo Rubbia, fisico di fama mondiale (premio Nobel nel 1984) che per sviluppare i suoi progetti sull'energia solare termodinamica se n'è dovuto andare in Spagna...

 

2007: gli obiettivi della Regione Piemonte.


di Patrizio Brusasco

Dopo i recenti bilanci del 2006, l'anno nuovo si apre all'insegna della comunicazione degli obiettivi prefissati dalla Giunta Regionale piemontese per il 2007. In una recente intervista, la presidente Mercedes Bresso ha posto tra gli obiettivi principali il completamento della riforma federale e la programmazione in campo energetico, ma una grande rilevanza è stata accordata parimenti al miglioramento del welfare: "Incrementare il fondo per gli anziani non autosufficienti è una misura necessaria e urgentissima; e così pure premono - ha continuato la presidente della Giunta regionale -  le politiche per la casa e le misure per aumentare l'offerta e diminuire il prezzo degli asili nido. La Finanziaria destina già molto allo sviluppo. Se ci saranno più mezzi, sarà fondamentale che almeno una piccola parte venga indirizzata verso il welfare".

Anche le problematiche energetiche figurano al primo posto dell'elenco delle attività della Giunta e del Consiglio regionali e nello specifico Mercedes Bresso ritiene che "si comprende ogni giorno di più quanto la questione energetica sia una delle poche veramente fondamentali per il futuro del mondo. Si tratta dunque di programmare, progettare, studiare e realizzare - ha ribadito la presidente - il risparmio energetico e la produzione di energia sfruttando l'energia solare, l'idrogeno, l'eolico,le biomasse e tutto ciò che scienza e tecnologia offrono. Ci diamo l'obiettivo, come la Finlandia, di arrivare all'indipendenza energetica da fonti non rinnovabili entro il 2030. Anche per questo abbiamo deciso di concentrare nel settore almeno il 25% dei fondi europei".

Grande rilevanza dunque accordata ai fondi strutturali di provenienza europea e al loro utilizzo e destinazione regionali, di cui parleremo prossimamente. Per ora ricordiamo le varie offerte di finanziamento messe in atto dall’Unione europea, con la dovuta premessa relativa alle basi della politca strutturale comunitaria, sancite negli articoli 158-162 del trattato. Secondo tali norme l'Ue promuove uno sviluppo armonioso dell'insieme della Comunità e rafforza la coesione economica e sociale riducendo il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni. Altresì, l'allargamento a 27 nazioni dell'Ue ha reso necessario apportare alcune novità sia nel funzionamento degli organi comunitari sia nella gestione delle politiche per quanto concerne la programmazione 2007-2013.