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USCIRNE PAZZI: QUELLI CHE...

Oramai stiamo impazzendo. Per via della quarantena o c'è altro? 


1) "Conte è brutto, incompetente, cattivo" e tutto il male possibile...I più onesti corrono subito col pensiero ai precedessori (Gentiloni, Renzi, Letta, Monti, Berlusconi...): pensate a uno di questi a gestire la pandemia.Così i più onesti si ridimensionano con un "beh, non si può nemmeno criticare?"
2) "I ministri di Conte sono dei mentecatti" - specialmente quelli che vengono dal M5S -, poi fanno la lista dei loro predecessori (chi si ricorda di Alfano prima alla Giustizia con Berlusconi, poi agli Interni e poi agli Esteri nel governo delle sinistre?) e idem: "beh, non si può nemmeno più criticare?". I ministri di Conte sono ciò che il paese mette a disposizione per farsi governare; tutti i cultori della "meritocrazia col curriculum degli altri" stavano zitti anche di fronte all'evidenza quando i parvenu giungevano, appunto, dai partitoni sedicenti rossi e dai puntelli ondivaghi che raccattavano in Parlamento in cambio di qualche emendamento, se si accontentavano di poco. Adesso sono diventati tutti esegeti dei congiuntivi altrui.
3) "Salvini ha ragione", "Meloni ha ragione" a prescindere, sia nei giorni pari che in quelli dispari, sia che dicano una cosa che il suo contrario, magari nello stesso momento. Orfani di slogan, di semplificazioni e di una destra civile che manca come il pane a un paese allo sbando. Bisogna averne paura, sarebbero pronti a correre dietro a chiunque prometta la luna, perfino se sapessero in anticipo che non la avranno.
4) "I giornalisti servono solo i loro padroni", come se non fosse quasi sempre stato così... e non è un problema solo della posizione nelle statistiche mondiali della libertà di stampa, è che servono il padrone come gran parte dell'italica gente. Quelli bravi e sufficientemente indipendenti da provare a scrivere quello che pensano vedono e sanno, sono così pochi che si perdono nelle pagine interne dei giornali e dei loro supplementi, sepolti da un mare di false notizie a pagamento. E, perfino se sono grandi firme, vengono fatti fuori nell'indifferenza generale dell'opinione pubblica.
5) "Vogliamo uscire" mentre i numeri  calano. "Vogliamo essere protetti", quando le cose si mettono male. Spesso gli stessi.
6) "La troppa burocrazia soffoca il paese" e non vedono l'ora di tornare in ufficio a dettare regole e inventare moduli e astruse procedure per giustificare lo stipendio e la posizione.
7) "Ci vuole giustizia e la legge deve essere uguale per tutti, tutti devono pagare le tasse", e giù a strepitare ogni volta che qualcuno ci prova.
8) "La ripartenza deve essere gestita da un governo autorevole e competente", perché l'epoca dei grandi affari è sempre quella della ricostruzione. Vuoi che quelli che hanno affondato il paese non approfittino dell'occasione per combinare al meglio gli affaroni per i soliti prenditori ben noti e ben accreditati anche oggi?
Ecco a cosa serviva tutto 'sto casino sui giornali e sulle televisioni!
Meno male che domani porto i miei nipoti a fare un giro, dopo due mesi di clausura e di disturbo prodotto dalla cacofonia di quelli che sanno tutto perché sono migliori degli altri. Ho smesso di comprare i giornali (ho però un abbonamento al Fatto on line, che leggo sempre), non sono più di tanto solidale con i poveri giornalisti in bilico, con i politici che ho anche voltato, con tutti quelli che adesso piangono miseria. Nè più nè meno di come hanno sempre fatto, senza mai produrre uno sforzo per rendere migliore questo paese. Mi dispiace per il piccolo commercio, distrutto da una chiusura che nessuno immaginava così lunga, sono pronto ad appoggiare tutte le iniziative che possono salvarlo e rilanciarlo.
Se mi si chiederà di contribuire finanziariamente alla ripartenza lo farò, a costo di farmi prendere per scemo da tutti quelli che, da almeno cinquant'anni a questa parte, hanno fatto così tanta attenzione ai loro diritti (non a quelli collettivi, proprio ai loro) da dimenticarsi del tutto il capitolo doveri. Quelli sono sempre e solo degli altri, quelli che mettono la mascherina e fanno attenzione a non avvicinarsi troppo agli altri, quelli che stanno chiusi in casa a rispettare norme draconiane fatte per l'inaffidabilità degli altri . I doveri, chissà perché, sono di quelli che pagano tutto quello che devono, che non salgono con l'auto sul marciapiede, vilipesi e sfottuti da un paese diverso da quello in cui vivono loro tutti i giorni.
Mariano

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