03/27/14

giovedì, marzo 27, 2014

LA CIRCONCISIONE D’INCAPACE


Gli svarioni linguistici quasi sempre nascondono una certa confusione logica e cognitiva. Che sia per quello che li mandiamo in Parlamento?
La politica del prepuzio
Grandi ironie sul deputato grillino Davide Tripiedi (nomen omen?) che comincia il suo intervento alla Camera, forse soprappensiero, con un goliardico “Sarò breve e circonciso”, detto e sentito mille volte, solo in contesti più informali. Non sfugge nemmeno al Tripiedi che, se esordisse nello stesso modo a un colloquio di lavoro, con ogni probabilità resterebbe disoccupato a vita (a meno che Grillo non tolga il vincolo dei due mandati in Parlamento).
Il presidente di turno, Simone Baldelli (FI) lo riprende segnalandogli l’errore e dicendogli che il termine giusto è “coinciso”. Anche lui ha sbagliato, la parole giusta è “conciso”, ma fa lo stesso, siamo in Parlamento, mica all’Accademia della Crusca! Di cosa parlassero, di quali problemi si stessero occupando e con quali posizioni, quale costrutto, poco importa; ciò che è restato è questo scambio di minchiate, questo rincorrere la propria ignoranza rigirandovisi dentro con la goduria di un porco nella mota.