05/13/10

giovedì, maggio 13, 2010

IMMIGRAZIONE: DALLA CALABRIA CON AMORE


Va a sapere per quali strani percorsi e in base a quali arcane ragioni, il mondo dell'informazione sta cominciando ad occuparsi di un'esperienza - quella del Comune di Riace - che potrebbe insegnarci parecchio sulla solidarietà, sulle politiche dell'immigrazione, sulla integrazione e su molto altro ancora.

Riace è un comune della costa jonica della Calabria, a poco più di 100 km da Reggio. Uno dei tanti, composti quaasi tutti di una "marina", fatta di case costruite recentemente alla selvaggia e senza criterio, e un paese "storico" arroccato sulle colline/montagne immediatamente a ridosso della costa. Un tempo le case le costruivano lì per evitare di essere continuamente preda di quelli che arrivavano dal mare. E ne arrivavano, tanti, continuamente; le trace sono nei volti, negli occhi, nei capelli dei residenti di oggi. E' diventata famosa, Riace, perchè nel mare di fronte sono state ritrovate le due statue di bronzo che continuano a fare il giro del mondo per musei ed esposizioni.Il vecchio borgo di Riace fino a pochi anni fa era quasi del tutto spopolato, le case in abbandono, alcune già crollate, le scuole chiuse, l'economia azzerata, come nella gran parte dei comuni vicini.

Il destino, segnato, di questo paese è cambiato perché un'amministrazione comunale ha saputo capire quello che tanti leaders politici nazionali non comprendono neanche oggi: l'immigrazione può essere una risorsa, l'accoglienza e la solidarietà possono coniugarsi con i progetti di recupero e sviluppo di un territorio in crisi.