07/31/07

martedì, luglio 31, 2007

Lavoro: la ricollocazione.


di Massimiliano Abbruzzse

Il mondo del lavoro ha subito in questi anni grandi cambiamenti. Così, per capirne qualcosa in più e per dare qualche suggerimento ai nostri lettori, abbiamo deciso di intervistare una consulente di ricollocazione del nostro territorio: la dottoressa Mascia Faggian.

Mascia, in cosa consiste il tuo lavoro?

Offro la mia consulenza in tutti quei casi in cui un singolo individuo o una serie di persone è in cerca di occupazione. In particolare il mio lavoro consiste nella ricollocazione di interi gruppi di soggetti nel caso in cui un’azienda che si trova nella condizione di chiudere un intero stabilimento o anche solo un reparto, offre la possibilità a chi mette in mobilità - ovvero licenzia - di iscriversi presso un’agenzia di ricollocamento per cercare una nuova occupazione e in alcuni casi crearsi una nuova professionalità.

Nel tuo lavoro entri in contatto con giovani lavoratori?

Direi che l’ambito che riguarda la ricollocazione collettiva è un mondo abbastanza eterogeneo. Certo, sono molti i giovani che, provenienti da una precedente esperienza lavorativa, sono in cerca di un nuovo impiego, ma in ugual misura si rivolgono a me anche uomini e donne, non più giovanissimi, a cui mancano ancora diversi anni prima di andare in pensione.

Che cosa suggeriresti ad un giovane in cerca di occupazione?

Lo so che dico una frase banale, ma il mondo del lavoro è cambiato. Una volta era facile pensare che l’azienda con la quale si iniziava a lavorare era quella che ti accompagnava per tutta la vita. Oggi non è più così. Ai giovani dunque suggerisco di fare più esperienze possibili, soprattutto all’inizio della propria carriera ed anche una volta trovato l’impiego, continuare sempre la ricerca è importante perché è l’unico modo per rendersi conto se il mercato del lavoro offre opportunità più interessanti. Ancora una concetto riguardo alla ricerca. Servirsi delle agenzie interinali è importante, ma spesso l’ambito delle proprie relazioni rappresenta il più efficace dei mezzi per trovare un impiego.

 

CESA E IL RICONGIUNGIMENTO CEREBRALE.


di Patrizio Brusasco

Che la politica, ormai espressione di un più vasto e parallelo disagio sociale, sia spesso male rappresentata lo si evince in modo fulgido dalle ultime opinabili dichiarazioni del deputato Cesa che milita - udite udite - nell'Udc.

E' pur vero che le scappatelle al pari di altre attività poco edificanti, praticate largamente e trasversalmente, rappresentano quell' humus spesso diffuso in cui opera il politico comune, come pure che Roma sia città da sempre ritenuta eterna e parimenti pregna di vizi e malcostumi, ma il Cesa-pensiero, aggravato dalla sua militanza politica e dal momento particolare in cui ha scelto di esternare la sua visione del mondo - ne avremmo fatto volentieri a meno - , dimostra il vuoto totale e assoluto della coscienza di una certa italietta e in particolare di una certa morale presuntamente cattolica, popolare e mai curiale certamente, che poco o nulla condivide con la morale latu sensu.

Che un cattivo cattolico pecchi per poter riparare è altro concetto risaputo e ridicolizzato da tempo immemore, ma è l'ipocrisia di fondo e il viscido che permea certi comportamenti che rende il tutto nauseabondo e miasmatico. Diciamolo apertis verbis: Cesa ha perso una chance per tacere!