02/23/12

giovedì, febbraio 23, 2012

UNA QUESTIONE POLITICA


Credo che non sia mai un bene far diventare politiche questioni personali e viceversa. Deve esserci un limite e un confine fra le considerazioni sulle idee e i comportamenti e quelle che afferiscono alle persone. 
Per questo mi sono interrogato a lungo circa l’opportunità di pubblicare questo pezzo di Franco, non perché abbia le caratteristiche della “brutta politica”, tutt’altro, ma perché potrebbe essere letto come una confusione pericolosa fra gli attacchi personali e la battaglia politica. Io che, di attacchi personali e di calunnie ne ho subiti e ne subisco davvero tanti, di qGrugliasco-torre-2ueste questioni me ne intendo.
Il fatto è che – quando la politica diventa clientela, pratiche finalizzate unicamente alla gestione del potere, condite con minacce, ricatti e ricattini… e quando questo dura troppo a lungo – per forza le persone diventano simboli e le considerazioni politiche finiscono per diventare considerazioni personali. C’è un gran bisogno di spazzare via tutto questo,a  cominciare da brutte pratiche e costumi delle forze politiche che agli occhi dell’opinione pubblica rappresentano la speranza di una resurrezione italiana. Il PD in primis. Il post surreale (ma assolutamente reale) di Franco ci illustra meglio di tante analisi di cosa ci sarebbe bisogno per ridare dignità alla politica e alle persone che se ne occupano. Le cose che lui racconta ve le potete sentir dire da un qualunque grugliaschese appassionato della sua città e preoccupato per la deriva che ha preso. Quella contro la quale stiamo lavorando, per dare a questa città prospettive, aria pulita e tanto rispetto. Buona lettura.
La storia di Robello Monzù di F. Maletti
(Subito una precisazione per rendere comprensibile il seguito dello scritto: “Robello Monzù” è il nome di un sodalizio: rappresentato dalla fusione dei nomi Roberto e Marcello, e dai cognomi Montà e Mazzù).
Risale ad almeno cinque anni fa la decisione di Marcello Mazzù di designare come suo successore alla carica di sindaco di Grugliasco Roberto Montà, plasmandolo il più possibile a sua immagine e somiglianza. E, pur di raggiungere questo obiettivo nulla è stato lasciato al caso: anche perchè nelle votazioni recenti del 2007 è inquietante che un assessore uscente che si presenta in lista come candidato non venga nemmeno eletto.