02/07/12

martedì, febbraio 07, 2012

ESSERE ISCRITTI AL PD di F. Maletti


Un quadro amaro dello stato del maggiore partito del centrosinistra, probabilmente riferibile anche agli altri partiti. Una questione che, se non risolta, non permette alcun cambiamento vero nella politica italiana.
Democrazia e partecipazione


Adesso che anche l’irriducibile Vittorio Feltri riconosce nella politica italiana il fallimento, prima del bipartitismo, e successivamente quello del sistema bipolare. (Auspicando di conseguenza il ritorno ad un sistema elettorale basato sul proporzionale che liberi i due maggiori partiti dai ricatti e dai condizionamenti dei partitini che compongono le ali estreme di entrambi gli schieramenti). Adesso che finalmente è chiaro e palese anche ai maestri del pensiero giornalistico quello che all’elettore medio ma disincantato conosce già da tempo (al punto da indurlo a soprassedere nel dare il proprio voto e ad ingrossare la folta schiera degli astensionisti), credo che anche all’interno del Partito Democratico diventi urgente un chiarimento. Partendo dai Circoli.
Infatti, molti entusiasti del “partito liquido” prima, ed altri che hanno utilizzato le primarie per occupare posti poi, oggi costituiscono all’interno di alcuni Circoli una “nomenclatura” di tipo oligarchico: ostile a qualunque proposta di cambiamento e di adeguamento alle nuove realtà che si vanno delineando.