08/02/07

giovedì, agosto 02, 2007

Attenzione: la sicurezza non è uno scherzo!.


di Mariano

Sul bisogno di maggiore sicurezza nei luoghi della nostra vita in tanti hanno già detto e scritto. Non varrebbe la pena di aggiungere altro, se non assumere il problema come davvero centrale. Sappiamo bene che occorre intervenire per meglio contrastare la microcriminalità, l’impunità diffusa e la semplice cafonaggine che sovente acquista il carattere di vera e propria sopraffazione dei più deboli, siano essi compagni di scuola o anziani che viaggiano sul tram.

Sappiamo anche quanto sia difficile intervenire sulla solitudine - vero alimento dell’insicurezza e dell’isolamento - che sta diventando una vera e propria piaga sociale, un veleno che ammorba la vita di tanti pensionati e di qualche giovane incapace di affrontare il mondo con le sue gambe.

Sappiamo che è impossibile controllare tutto e dovunque, che occorrono strette relazioni sociali e servizi di pubblica sicurezza che funzionino al meglio. Sappiamo che su questo tema è facile fare della demagogia, illudendo persone in difficoltà con provvedimenti ridicoli.

Un esempio l’ho trovato proprio nel mio comune - che tristezza - ed è di questi giorni. Non riuscendo a convincere i Vigili urbani, già stressati per il pessimo trattamento che ricevono, a organizzare turni serali di pattugliamento delle strade per tutta l’estate, l’amministrazione comunale non trova di meglio che affidare a una società privata il pattugliamento della città: 1 macchina con due agenti a bordo, la sera dalle 21 alla 1, nei giorni di giovedì, venerdì e sabato. Tutto questo viene chiamato "vigilanza notturna" e certamente come tale il servizio verrà venduto ai cittadini e ai mezzi di informazione.

Gli abitanti di Grugliasco si sentiranno più sicuri, almeno quelli che ancora si bevono queste panzane.

Ma gli altri non si sentono più tanto sicuri di avere un’amministrazione capace di affrontare seriamente problemi seri.

Sull’argomento ho presentato interpellanza al Sindaco, spero a presto la risposta.

 

Partito democratico: PERCHE’ ESCLUDERE DI PIETRO?.


di Max Abbruzzese

Può darsi che alcuni lettori del blog si chiederanno: “e che c’azzecca”!!??

Ebbene, anche il gruppo in regione insieme a molte le liste civiche del territorio, singole persone e alcune associazioni che con esso collaborano stanno portando avanti una riflessione riguardo la partecipazione al processo costituente del Partito Democratico, cercando di districarsi fra luce e ombre.

Uno dei più interessanti punti di vista, sensibile e determinato, ci è sembrato il pensiero di Mario Pirani, espresso nella lettera aperta a Veltroni e pubblicato su Repubblica domenica 5 agosto. Qui anche la risposta del sindaco di Roma.

Tornando alle vicende relative alla presentazione della candidatura di Di Pietro a segretario del Partito Democratico (e alla successiva esclusione), il ministro ha lanciato un j’accuse dal proprio blog; credo sia giusto che anche i lettori del blog di Mariano abbiano la possibilità di meglio comprendere la vicenda.

Qui di seguito riportiamo alcune delle frasi che francamente non ci sentiamo di non condividere.

“il Partito Democratico ha perso un’ottima occasione per potersi qualificare tale giacché un partito, per potersi definire davvero “democratico” deve essere aperto e pluralista altrimenti semplicemente “non è”, non esiste”;

 

Lettera aperta ai quasi democratici del Piemonte.


Care amiche e cari amici,

che il processo di costruzione del Partito Democratico non sarebbe stato una passeggiata era facile prevederlo. Era anche facile prevedere che il dibattito interno sarebbe stato intenso, cruento, qualche volta non all’altezza delle aspettative, ma nella testa di molti di noi anche questo era da mettere fra le cose buone, perfino a prescindere dai risultati.

Era la politica che si rimetteva in movimento, che ripartiva per svolgere la sua funzione più nobile ed entusiasmante: la costruzione di idee, progetti, speranze di cambiamento. Ripartire significava anche ripensare ai modelli di società che vogliamo realizzare, al ruolo delle generazioni, allo sviluppo delle potenzialità, alla valorizzazione delle intelligenze e delle energie che mai come in questi tempi viaggiano ben lontano dal mondo della politica.

C’era finalmente la voglia di "declinare al terzo millennio" i valori di giustizia sociale, di valorizzazione del lavoro a scapito della rendita finanziaria, della coniugazione fra il benessere individuale e la coesione sociale, della saldatura fra cooperazione e competizione, del superamento della dicotomia ambiente/economia, di laicità, di scuola pubblica di livello e per tutti, di welfare sostenibile, di diritti e di doveri.

In quelli come me c’era anche la voglia di collaborare a disegnare un partito politico che sappia parlare di questi ed altri temi con linguaggi e concetti riferibili al mondo d’oggi, di democratizzare questo nostro paese con regole finalizzare a includere, spezzando e oligarchie che non solo nella politica soffocano ogni spinta di cambiamento. Un partito con regole che tutti rispettano, che si batte perché tutti rispettino le regole e le leggi, che sa scegliere le persone più adatte a governare chiamando tutti a contribuire, che sa ascoltare con umiltà le sollecitazioni e le spinte che vengono dalla società, che si dota di terminali capaci i sentire la temperatura e di produrre poi quella sintesi che si chiama programma politico, che vuole occuparsi delle povertà, che sa discutere e decidere.

Queste ed altre sono state le ragioni che mi hanno spinto a sottoscrivere il documento nazionale degli eco-dem (Scalia, Mattioli, Ronchi ecc.) e a seguire le iniziative messe in campo per dare consistenza a quell’ area culturale e politica che si richiama alla necessità di cominciare a declinare seriamente l’ambientalismo e l’economia per cercare quelle sintesi che sono indispensabili a una società evoluta. E che sono possibili. Cedo che nel futuro Partito Democratico ci debba stare anche questa importante istanza, serve a costruire futuro, credetemi.

Il vasto gruppo di amici con cui da anni ho sviluppato la mia attività politica - le liste civiche di centrosinistra, gli ecologisti, le associazioni uliviste e i partito-scettici - oltre che i miei affetti, hanno criticato questa presa di posizione intravedendo nel processo costituente del Partito Democratico solo quegli elementi di "fusione fredda" di due partiti importanti, in crisi di idee e di percorsi. A molti di loro il Partito Democratico è indifferente, dalle persone che oggi ci lavorano hanno preso schiaffoni, qualche volta sono stati emarginati. Quelli che hanno fatto esperienze di militanza nei partiti del centrosinistra e ne sono usciti, manifestano ancora più scetticismo di quanto non sarebbe logico. A loro ho spiegato, ancora spiegherò la mia posizione, ma non è questo il punto.

Credo che anche con questo mondo sia necessario ricostruire un rapporto. E’ necessario per il futuro PD, così come è necessario che davvero tutto non si riduca a un rimescolamento di necessità. Sennò il fallimento è dietro l’angolo.

Permettetemi allora di dire che le regole per le primarie sono assurde, fatte apposta per garantire i capilista. Pazienza, si farà lo stesso quello che si riesce. Sono assurde anche le polemiche sulle candidature che leggo anche io sui giornali, ma è certamente dannoso questo ripiegarsi su se stesso del dibattito politico.

Vedo persone importanti che ci avevano creduto che se ne vanno, altre che si mettono sulla riva ad aspettare, altri ancora che manifestano scetticismo circa la possibilità che da questa vicenda emerga un partito nuovo, nei metodi e nei contenuti. Le primarie del 14 ottobre sono certamente un’occasione. Se voteranno solo i militanti dei partiti e qualche cammello di questo o quel candidato saranno un grande fallimento, bisogna che insieme ci adoperiamo affinché davvero si riesca a fare quello che è stato promesso.

Dobbiamo - credo - tirarci su le maniche per dare una svolta al processo. Se ve lo dico io, che i partiti non li ho mai molto amati, dovete proprio credermi.

A disposizione e con amicizia.

Mariano Turigliatto

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