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Giovedì 5 marzo alle ore 15, al Sermig - Arsenale della pace di piazza Borgo Dora 61 a Torino, si confronteranno i protagonisti della sperimentazione del computer nello zainetto con una rappresentanza degli editori per discutere insieme dei rapporti futuri tra libro e computer in classe.
Interverranno: Mariano Turigliatto, consigliere regionale di "Insieme per Bresso" e ideatore progetto; Antonietta Di Martino, dirigente scolastico I Circolo Rivoli; Francesco La Rosa, dirigente scolastico Itis Majorana di Grugliasco scuola Enis; Paola Limone, docente referente progetto - I Circolo di Rivoli; Dario Zucchini, docente Itis Majorana, ideatore/referente progetto; Dario Corradino, giornalista La Stampa; Marco Griffa, direttore amministrativo Loescher Editore; modera Maria Paola Minetti, docente – Usr Piemonte
LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO SUL BLOG DE "LA STAMPA"
Le famiglie italiane sparigliano le carte alla Gelmini. O il governo, per accontentare le richieste di mamme e papà della scuola elementare, dovrà rinunciare alle economie di spesa previste dalla Finanziaria oppure le famiglie non potranno essere accontentate. Di fatto, nove famiglie su dieci non potranno avere le 30 ore settimanali richieste all'atto dell'iscrizione.
Lo scrive il sito di "Repubblica" in un articolo a firma di Salvo Intravaia che suona come una sonora bocciatura per il ministro Gelmini.
Turigliatto si occuperà di temi assai discussi in questo momento sulla scena politica nazionale: diritto di sciopero, ronde, assegno ai disoccupati e altro. Assieme al consigliere regionale di "Insieme per Bresso" ci saranno il consigliere provinciale della Lega Nord, Arturo Calligaro; l'esponente della segreteria regionale della Cgil, Laura Seidita e l'imprenditore Antonio Cavaglià.
"Prima serata" va in onda dalle ore 20.30 sulle frequenze di VideoGruppo. Questa sera, nella prima parte della trasmissione, di parlerà di centrali nucleari.
Le fonti di energia pulita sono presenti in varie forme, ovunque intorno a noi, anche se spesso non ce ne accorgiamo nemmeno. Una tra quelle più facili e vantaggiose da sfruttare, ma ancora praticamente inutilizzata, è la differenza di salinità presente alla foce dei fiumi, là dove l’acqua dolce si incontra con l’acqua marina salata.
Si tratta di una nuova tecnologia per la produzione di energia pulita basata sulla differenza di salinità alla foce dei fiumi, tra l’acqua marina e quella proveniente dall’estuario.
Lo scrive il sito de “Il Corriere della Sera” in un articolo a firma di Valentina Tubino.
LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO SUL SITO DEL CORRIERE DELLA SERA
Lo scrive il sito www.lavoce.info in un articolo che inquadra alla perfezione la situazione che ha indotto Mariano Turigliatto a presentare un Ordine del giorno (vedi su questo stesso blog) sull'argomento.
LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO SU WWW.LAVOCE.INFO
E' questo lo scopo della serata "Cip6 o ci fai?", in programma venerdì 27 febbraio alle ore 21 presso la Cascina Roccafranca di via Rubino 45 a Torino. Organizzato da Rete nazionale rifiuti zero, No Inc Torino e Coordinamento ambientalista rifiuti Piemonte, l'appuntamento dà voce alla richiesta di rimborso della quota A3 (il 7 per cento del totale della bolletta elettrica) che, dal 1992 a oggi, sarebbe dovuto servire a finanziare per legge lo sviluppo di energia da fonti rinnovabili (solare, eolica, eccetera). In realtà, almeno l'80 per cento di queste somme - pari a quasi 45 miliardi di euro è stato dirottato altrove.
Ecco pertanto la battaglia per ottenere il rimborso: "Se vinceremo la causa - assicurano gli attori dell'iniziativa - vi verranno restituiti i soldi e con gli interessi. Soprattutto, per una volta, avremo detto no alle truffe che ci propinano continuamente". Altre informazioni su www.dirittoalfuturo.it
Sono queste le due richieste contenute nell'Ordine del giorno presentato oggi dal consigliere regionale del gruppo "Insieme per Bresso", Mariano Turigliatto. L'Ordine del giorno prende origine dal mancato abbinamento dei referendum abrogativi alle elezioni amministrative ed europee del 6 e 7 giugno: "Una decisione - scrive Turigliatto - che comporterebbe un aggravio per le casse dello Stato stimabile nei soli costi diretti (remunerazione dei presidenti di seggio e scrutatori, costo di trasporto delle schede, costo del personale di sicurezza) in 200 milioni di euro, pari all’ammontare della cosiddetta Social Card. Senza contare - aggiunge Turigliatto - che il tutto comporterebbe il rischio di richiamare alle urne i cittadini tre volte in due settimane, considerando anche l’eventuale secondo turno delle elezioni amministrative".
I tre referendum abrogativi relativi alla legge elettorale per Camera e Senato della Repubblica riguardano: il premio di maggioranza alla lista più votata, l'innalzamento della soglia di sbarramento e l'abrogazione delle candidature multiple.
L'appuntamento è organizzato da CIVICA Collegno in collaborazione con Grugliasco democratica.
La crisi della sinistra è da tempo al centro del dibattito politico, soprattutto dopo il doloroso addio di Walter Veltroni dalla guida del Partito democratico. Un tema che Mariano Turigliatto ha tra le altre cose affrontato in un articolo pubblicato mercoledì scorso su questo stesso sito e intitolato "Veltroni s'è dimesso: e gli altri?".
LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO DI MARIANO TURIGLIATTO
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Ne dà notizia il sito www.lavoce.info in un articolo a firma di Paola Lanzarini, direttore della Fondazione Unipolis, fondazione d'impresa di Unipol gruppo Finanziari. Un articolo che una volta di più evidenzia alcune lampanti storture del mondo dell'informazione del nostro paese.
LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO SUL SITO WWW.LAVOCE.INFO
Nella stessa direzione va uno studio britannico sul rischio di ictus e infarti: consuetudini sbagliate e pessimi vizi duplichino la possibilità di attacchi, lo dicono i ricercatori dell'Università dell'East Anglia. Chi beve, fuma, fa una vita sedentaria e mangia disordinatamente ha 2,3 possibilità in più di avere un problema cardiovascolare in più rispetto a chi conduce un'esistenza regolare.
Le due notizie trovano ampio spazio sui siti americani e britannici (in particolare su quelli di "New Scientist" e "Bbc"), in Italia se ne parla su quello del "Corriere della Sera" in un articolo a firma di Emanuela Di Pasqua e in successivo forum.
LEGGI LA NOTIZIA SUL SITO DI "NEW SCIENTIST"
LEGGI LA NOTIZIA SUL SITO DELLA "BBC"
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Venerdì 20 febbraio, alle ore 20.30, presso l'Electronic Lab di corso Ferrucci 65/a a Torino, si tiene la presentazione del libro di Piero Ricca, "Alza la testa".
Organizzato da "Qui Torino Libera", l'incontro è l'occasione per ripassare alcuni temi e approfondire alcuni aspetti che caratterizzano (quasi sempre in modo negativo) la scena politica italiana.
Di fronte al muro di gomma dell'oligarchia italiana, un gruppo di cittadini indignati sceglie di non restare in silenzio. Si dà il nome resistenziale di "Qui Milano Libera". Si arma di volantini, telecamere, megafoni e ingaggia incontri faccia a faccia con politici, giornalisti, uomini d'affari. I video più riusciti finiscono su blog e youtube, apprezzati da una foltissima platea. A guidare il gruppo è Piero Ricca, noto alle cronache nazionali per le sue contestazioni a Silvio Berlusconi. Sotto l'obiettivo di una telecamera impertinente passano praticamente tutti, da Andreotti a Profumo, da Berlusconi a D'Alema, da Emilio Fede a Bruno Vespa. Ricca e i suoi compagni fanno domande scomode ed esprimono un dissenso informato; per questo spesso finiscono in questura o sono aggrediti da militanti di partito e guardie del corpo. Le loro incursioni testimoniano un appassionato impegno civile e rivelano un quadro fedele dell'Italia di oggi.
Il libro racconta i retroscena e il contesto delle varie iniziative; riporta in versione integrale i testi di alcune performance in strada e di vari botta e risposta; riepiloga la vicenda del processo vinto da Ricca contro Berlusconi (con le sentenze pubblicate in appendice) e del sequestro del blog conseguente alla querela di Emilio Fede; fa il punto delle varie denunce per diffamazione e riunione non autorizzata; propone i carteggi con Claudio Petruccioli, Cesare Previti, Giulio Andreotti; parla di Qui Milano Libera e dell'esperienza del blog; spiega il senso dell'attività di "disturbatori del quieto vivere", a metà fra speaker's corner e giornalismo civico.
Dalla prefazione di Marco Travaglio: "Forse non saremmo ripiombati in questo tragicomico incubo se molti cittadini avessero seguito l'esempio di Piero Ricca. Cioè se molti cittadini si fossero comportati da cittadini. Piero l'ha fatto quasi ogni giorno, andando a disturbare i potenti con le domande che nessun giornalista osa più fare e con la faccia tosta del bambino che urla: il re è nudo!".
Le dimissioni di Walter segnano la conferma di quanto l’ideologia berlusconiana abbia permeato il centrosinistra italiano e, in definitiva, la cultura dell’intero paese. Già solo l’idea che si potesse costruire un partito nuovo (o un nuovo partito), senza vero confronto, senza battaglia politica, senza confronti e scontro di opzioni è davvero balzana e completamente berlusconiana. Ancora di più l’idea che questo partito nuovo potesse avere un appeal verso la società organizzandosi in correnti che ricalcavano non già opzioni ideali, ma le vecchie lotte personalistiche di capi e capetti dei Ds e della Margherita. Che cantonata! Soprattutto quanti entusiasmi e quante illusioni suscitate in tanti che, come me, hanno profondamente creduto che si potesse e dovesse superare la frammentazione per costruire un contenitore politico ampio, plurale, democratico, da contrapporre al partito-azienda berlusconiano.
La cosa pareva anche funzionare al suo debutto: un anno fa Walter girava per l’Italia a fare scuola di politica, assumeva decisioni destinate a cambiare il quadro dei rapporti politici e la stessa geografia politica del Parlamento, sorretto da un capitale di credito che metteva a tacere anche i più dubbiosi. Solo un anno dopo del centrosinistra restano solo macerie, rancori, rabbia, pochezza e incapacità. Nel dimettersi Veltroni si è assunto la responsabilità di questo e di molto altro ancora, sappiamo tutti che la questione è ben più complessa e drammatica.
Quelli che vogliono partecipare alla vita politica oggi sono perlopiù costretti ad organizzarsi fuori dai partiti, in primis proprio il Pd, costruendo liste civiche o aggregazioni spontanee di varia natura e colore che cercano – non sempre con grandi risultati – di costruire regole democratiche e di praticarle. A meno che non “vadano a servizio” da qualche notabile entrando nella sua corrente, è preclusa a chiunque la strada della competizione: le primarie si fanno quando capita, ovvero quando fa comodo ai notabili, le assemblee sono fatte per ratificare posizioni predeterminate o, peggio, per ratificare regolamenti sempre più limitativi del dibattito politico, vanno avanti i fedeli, indipendentemente dalle caratteristiche che esprimono.
Con questi presupposti – e dopo aver lavorato per anni a regalare a Berlusconi il monopolio dei mass media – si è costruito il disastro di oggi.
Si tratta ora di ripartire con una rivoluzione culturale. Temo anche che i vertici del Pd non siano in grado di avviarla, sennò l’avrebbero fatto prima: occorre ripartire con la politica, con proposte e progetti che si confrontano, si contano e decidono, con una classe politica credibile e capace di mettersi in gioco, senza mai cedere alla tentazione della scelta di convenienza personale o a quella fatta per durare il più possibile. Soprattutto ci vanno delle idee, dei progetti, ci va la gente che li condivide, ci va il territorio che respira, che libera energie se solo qualcuno le raccoglie, serve l’umiltà che è mancata per questi anni e che è ancora l’ingrediente mancante in larga parte del ceto politico del Pd, anche delle seconde e terze linee.
Se qualcuno si metterà al lavoro in questa direzione, con la serietà, la pazienza e il coraggio che fin qui sono mancati, troverà tante persone interessate da coinvolgere. Diffidenti perché già scottate, ma davvero interessate e fare la loro parte per dare a questo paese martoriato il futuro che vogliamo.
Veltroni si è dimesso. I dirigenti del Pd sono oltre il bordo di un baratro di cui sospettavano l’esistenza, ma che in fondo non avevano mai veramente considerato, presi com’erano a costruire correnti e a consolidare orti e orticelli, ad alzare steccati a tenere fuori i concorrenti, a piazzare parenti e fedeli nei posti chiave, alimentando la corsa alla mediocrità e al conformismo.
2019
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