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La nota sul Consiglio regionale.

 
di Patrizio Brusasco
 
L'interrogazione n. 2294/2008, presentata da Mariano Turigliatto la scorsa estate, è stata a dir poco lungimirante e avrebbe sicuramente tolto dalle mani della Giunta regionale un'altra patata piuttosto bollente di questi tempi dopo l'affaire del Premio Grinzane Cavour: l'imbarazzante situazione della società SITO, composta della FinPiemonte, delle Ferrovie e della società privata Socotras, che ha spinto la minoranza consiliare a chiedere un Consiglio ad hoc su questa vicenda.
Un esempio verosimilmente non proprio virtuoso di pubblica amministrazione, che abbisogna di chiarezza, in cui dei privati gestivano denari pubblici per costruire capannoni, per un lungo periodo senza alcuna gara di appalto (ma poi la situazione non è comunque migliorata) nell'interporto di Orbassano.
La vicenda è longeva e attraversa varie responsabilità amministrative e politiche, comuni ai due schieramenti, e anche in questo caso la somiglianza col premio Grinzane è stupendamente calzante. Agli attacchi del capogruppo di minoranza Angelo Burzi che, pur ammettendo la trasversalità politica del problema relativo a SITO, ha chiesto alla presidente Bresso come abbia potuto non accorgersi di tale anomalia in ben quattro anni di governo, Mercedes Bresso ha così dichiarato: "Speriamo si riesca a trovare una soluzione soddisfacente per tutti. Se non ci riuscissimo siamo pronti ad adire le vie legali con un'azione per indebito arricchimento... Ovviamente speriamo di risolvere il problema con una decisione più veloce e più solida. La volontà di separarci dal socio privato, Socotras, non cambia. mantenendo fermo questo obiettivo, oggi non è però facile trovare una via di uscita. Secondo me non c'è un problema giuridico, ma un problema sostanziale. Sito ha goduto di  un rilevante contributo pubblico, ed è giusto che la Regione e più in generale la pubblic aamministrazione recuperino quanto hanno erogato negli anni passati".
Sulla vicenda è ovviamente intervenuto il consigliere Mariano Turigliatto che ha chiesto, a questo punto, l'azzeramento delle cariche di SITO e il proseguimento delle indagini per fare luce su questa intricata vicenda. "Già a giugno - dichiara Turigliatto - avevo presentato una interrogazione che non ha mai avuto risposta. Da chiarire è soprattutto il criterio che è stato seguito per valutare i capannoni che insistono sull'area strategica destinata ad accogliere il centro logistico dell'alta velocità con la Francia".
 
 

La nota sul consiglio regionale.

 
di Patrizio Brusasco
 
L'interrogazione n. 2294/2008, presentata da Mariano Turigliatto la scorsa estate, è stata a dir poco lungimirante e avrebbe sicuramente tolto dalle mani della Giunta regionale un'altra patata piuttosto bollente di questi tempi dopo l'affaire del Premio Grinzane Cavour: l'imbarazzante situazione della società SITO, composta della FinPiemonte, delle Ferrovie e della società privata Socotras, che ha spinto la minoranza consiliare a chiedere un Consiglio ad hoc su questa vicenda.
Un esempio verosimilmente non proprio virtuoso di pubblica amministrazione, che abbisogna di chiarezza, in cui dei privati gestivano denari pubblici per costruire capannoni, per un lungo periodo senza alcuna gara di appalto (ma poi la situazione non è comunque migliorata) nell'interporto di Orbassano.
La vicenda è longeva e attraversa varie responsabilità amministrative e politiche, comuni ai due schieramenti, e anche in questo caso la somiglianza col premio Grinzane è stupendamente calzante. Agli attacchi del capogruppo di minoranza Angelo Burzi che, pur ammettendo la trasversalità politica del problema relativo a SITO, ha chiesto alla presidente Bresso come abbia potuto non accorgersi di tale anomalia in ben quattro anni di governo, Mercedes Bresso ha così dichiarato: "Speriamo si riesca a trovare una soluzione soddisfacente per tutti. Se non ci riuscissimo siamo pronti ad adire le vie legali con un'azione per indebito arricchimento... Ovviamente speriamo di risolvere il problema con una decisione più veloce e più solida. La volontà di separarci dal socio privato, Socotras, non cambia. mantenendo fermo questo obiettivo, oggi non è però facile trovare una via di uscita. Secondo me non c'è un problema giuridico, ma un problema sostanziale. Sito ha goduto di  un rilevante contributo pubblico, ed è giusto che la Regione e più in generale la pubblic aamministrazione recuperino quanto hanno erogato negli anni passati".
Sulla vicenda è ovviamente intervenuto il consigliere Mariano Turigliatto che ha chiesto, a questo punto, l'azzeramento delle cariche di SITO e il proseguimento delle indagini per fare luce su questa intricata vicenda. "Già a giugno - dichiara Turigliatto - avevo presentato una interrogazione che non ha mai avuto risposta. Da chiarire è soprattutto il criterio che è stato seguito per valutare i capannoni che insistono sull'area strategica destinata ad accogliere il centro logistico dell'alta velocità con la Francia".
 
LEGGI IL TESTO DELL'INTERROGAZIONE PRESENTATA DA MARIANO TURIGLIATTO  

I "nostri" JumPc giovedì al Sermig.

 
 
 
 
Il progetto "Un computer per studente" che ha portato negli zainetti degli studenti di alcune scuole primarie dei JumPC, appositamente configurati dall'Itis Majorana,per l'uso in classe, partecipa al primo forum sul libro scolastico di Torino.
Giovedì 5 marzo alle ore 15, al Sermig - Arsenale della pace di piazza Borgo Dora 61 a Torino, si confronteranno i protagonisti della sperimentazione del computer nello zainetto con una rappresentanza degli editori per discutere insieme dei rapporti futuri tra libro e computer in classe.
Interverranno: Mariano Turigliatto, consigliere regionale di "Insieme per Bresso" e ideatore progetto; Antonietta Di Martino, dirigente scolastico I Circolo Rivoli; Francesco La Rosa, dirigente scolastico Itis Majorana di Grugliasco scuola Enis; Paola Limone, docente referente progetto - I Circolo di Rivoli; Dario Zucchini, docente Itis Majorana, ideatore/referente progetto; Dario Corradino, giornalista La Stampa; Marco Griffa, direttore amministrativo Loescher Editore; modera Maria Paola Minetti, docente – Usr Piemonte

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO SUL BLOG DE "LA STAMPA"
 
 

Scuola, il 95% sceglie le 30 ore.

 

Le famiglie italiane sparigliano le carte alla Gelmini. O il governo, per accontentare le richieste di mamme e papà della scuola elementare, dovrà rinunciare alle economie di spesa previste dalla Finanziaria oppure le famiglie non potranno essere accontentate. Di fatto, nove famiglie su dieci non potranno avere le 30 ore settimanali richieste all'atto dell'iscrizione.

Lo scrive il sito di "Repubblica" in un articolo a firma di Salvo Intravaia che suona come una sonora bocciatura per il ministro Gelmini.

LEGGI L'ARTICOLO SUL SITO DI REPUBBLICA

 

Turigliatto in tv a "Prima serata".


 
Martedì 3 marzo, a partire dalle ore 21.45, Mariano Turigliatto sarà ospite della seconda parte della trasmissione "Prima serata", in onda su VideoGruppo e condotta dal giornalista Massimo Tadorni.
Turigliatto si occuperà di temi assai discussi in questo momento sulla scena politica nazionale: diritto di sciopero, ronde, assegno ai disoccupati e altro. Assieme al consigliere regionale di "Insieme per Bresso" ci saranno il consigliere provinciale della Lega Nord, Arturo Calligaro; l'esponente della segreteria regionale della Cgil, Laura Seidita e l'imprenditore Antonio Cavaglià.
"Prima serata" va in onda dalle ore 20.30 sulle frequenze di VideoGruppo. Questa sera, nella prima parte della trasmissione, di parlerà di centrali nucleari.

 

Beretta su TeleGranda.

 
 
Lunedì 2 marzo, alle ore 21, il vicesindaco di Borgo San Dalmazzo e referente cuneese di CIVICA, Gian Paolo Beretta, sarà ospite del programma televisivo "Semaforo", in onda sull'emittente "TeleGranda". La trasmissione è condotta dal giornalista Beppe Ghisolfi, la puntata di oggi verterà sull'attuale congiuntura economica e sulle prossime elezioni provinciali a Cuneo.
 

Energia pulita dalla foce dei fiumi.

 

Le fonti di energia pulita sono presenti in varie forme, ovunque intorno a noi, anche se spesso non ce ne accorgiamo nemmeno. Una tra quelle più facili e vantaggiose da sfruttare, ma ancora praticamente inutilizzata, è la differenza di salinità presente alla foce dei fiumi, là dove l’acqua dolce si incontra con l’acqua marina salata.
Si tratta di una nuova tecnologia per la produzione di energia pulita basata sulla differenza di salinità alla foce dei fiumi, tra l’acqua marina e quella proveniente dall’estuario.
Lo scrive il sito de “Il Corriere della Sera” in un articolo a firma di Valentina Tubino.

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO SUL SITO DEL CORRIERE DELLA SERA

 

 

Il referendum costa 400 milioni.

 
 
Abbiamo in questo momento tre obblighi elettorali: elezioni europee, amministrative, referendum sulla legge elettorale. Il buon senso suggerisce di accorparle in un'unica scadenza. Ma il Governo ha deciso di abbinare in un'unica data soltanto le prime due consultazioni. E appare intenzionato a far tenere in data separata il voto referendario. Votare un altro giorno comporta un costo per la collettività di circa 400 milioni di euro. In tempi difficili come questi sarebbe bene utilizzare tali risorse per altri scopi.

Lo scrive il sito www.lavoce.info in un articolo che inquadra alla perfezione la situazione che ha indotto Mariano Turigliatto a presentare un Ordine del giorno (vedi su questo stesso blog) sull'argomento.

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO SU WWW.LAVOCE.INFO
 
 

Cip6, incontro in Cascina.

Richiesta di rimborso a Enel, Iride, Aem e al Gestore dell'energia (Gse) dei fondi Cip 6, destinati dall'Europa allo sviluppo delle energie rinnovabili, "illecitamente attribuiti dal 1992 a oggi a inceneritori e altri impianti che usano fonti non rinnovabili".
E' questo lo scopo della serata "Cip6 o ci fai?", in programma venerdì 27 febbraio alle ore 21 presso la Cascina Roccafranca di via Rubino 45 a Torino. Organizzato da Rete nazionale rifiuti zero, No Inc Torino e Coordinamento ambientalista rifiuti Piemonte, l'appuntamento dà voce alla richiesta di rimborso della quota A3 (il 7 per cento del totale della bolletta elettrica) che, dal 1992 a oggi, sarebbe dovuto servire a finanziare per legge lo sviluppo di energia da fonti rinnovabili (solare, eolica, eccetera). In realtà, almeno l'80 per cento di queste somme - pari a quasi 45 miliardi di euro è stato dirottato altrove.
Ecco pertanto la battaglia per ottenere il rimborso: "Se vinceremo la causa - assicurano gli attori dell'iniziativa - vi verranno restituiti i soldi e con gli interessi. Soprattutto, per una volta, avremo detto no alle truffe che ci propinano continuamente". Altre informazioni su www.dirittoalfuturo.it
 
 

Referendum? Il 6 e 7 giugno.

 
 
Organizzare i referendum abrogativi sabato 6 e domenica 7 giugno. Utilizzare le somme che sarebbero state impiegate per organizzare gli stessi referendum in altra data a favore dei lavoratori più deboli attraverso la rivisitazione dell'accordo sugli ammortizzatori sociali presso la Conferenza Stato/Regioni.
Sono queste le due richieste contenute nell'Ordine del giorno presentato oggi dal consigliere regionale del gruppo "Insieme per Bresso", Mariano Turigliatto. L'Ordine del giorno prende origine dal mancato abbinamento dei referendum abrogativi alle elezioni amministrative ed europee del 6 e 7 giugno: "Una decisione - scrive Turigliatto - che comporterebbe un aggravio per le casse dello Stato stimabile nei soli costi diretti (remunerazione dei presidenti di seggio e scrutatori, costo di trasporto delle schede, costo del personale di sicurezza) in 200 milioni di euro, pari all’ammontare della cosiddetta Social Card. Senza contare - aggiunge Turigliatto - che il tutto comporterebbe il rischio di richiamare alle urne i cittadini tre volte in due settimane, considerando anche l’eventuale secondo turno delle elezioni amministrative".
I tre referendum abrogativi relativi alla legge elettorale per Camera e Senato della Repubblica riguardano: il premio di maggioranza alla lista più votata, l'innalzamento della soglia di sbarramento e l'abrogazione delle candidature multiple.
 
 

LA CULTURA DELL'ILLEGALITA'

"La cultura dell'illegalità - Cosa fare per uscirne". E' questo il titolo della serata in programma giovedì 26 febbraio, a partire dalle ore 21, nella sala Ex Cisap di Collegno in corso Francia 269. A discutere dell'argomento saranno l'ex procuratore aggiunto della Repubblica, Bruno Tinti, peraltro autore del recente "Toghe rotte", edito da "Chiare lettere" e il consigliere regionale del gruppo "Insieme per Bresso", Mariano Turigliatto. A moderare la serata sarà il giornalista Giovanni Lava, direttore de "Il Punto di Vista".
L'appuntamento è organizzato da CIVICA Collegno in collaborazione con Grugliasco democratica.

LA NOTA SUL CONSIGLIO REGIONALE di P. Brusasco

Anteprima

di Patrizio Brusasco
Una seduta particolare quella che si è svolta presso l'emiciclo del Consiglio regionale del Piemonte, che ha dovuto modificare l'ordine dei lavori per via della sopraggiunta delegazione del comparto agricolo regionale, a causa della nota polemica sulle quote latte, e della vibrante discussione che si è tenuta in relazione alla deliberazione n.420, 421 - Revisione del dimensionamento scolastico anni 2009-10 -, licenziata dalla competente commissione consiliare.
La delegazione, che è stata ricevuta a Palazzo Lascaris presso la Sala Viglione, ha presentato le sue ormai note rimostranze alla presenza del presidente del Consiglio regionale Davide Gariglio, del vicepresidente Roberto Placido, dell'assessore all'Agricoltura regionale Taricco e di molti consiglieri regionali e capigruppo.
Una protesta regional-nazionale che vede in Piemonte in prima fila, contro il decreto governativo del ministro Zaia, la Coldiretti Torino, La Cia (Confederazione italiana agricoltori), la Confagricoltura, l'Associazione regionale Produttori Latte piemontese e altre sigle regionali, che è sfociata da una decina di giorni in un presidio permanente in quel di Carmagnola dove si manifesta in modo pacifico e senza creare disagi di sorta, come invece - ha fatto notare qualcuno - si è fatto in passato e in altre latitudini.
Il coro unanime di queste tante anime che fanno parte del comparto agricolo e caseario piemontese recita come il decreto "quote latte" del ministro Zaia tenda a favorire i cosiddetti splafonatori: un provvedimento ritenuto sbagliato e ingiusto perché finisce col penalizzare i produttori di latte che sinora hanno rispettato le indicazioni della normativa e hanno munto nella legalità.
Se il decreto del ministro Zaia pare quasi intoccabile presso la Camera dei Deputati, è verosimilmente emendabile per quanto concerne l'iter legislativo al Senato della Repubblica; l'ente regionale farà dunque la sua parte per far sentire la voce delle molte organizzazioni di settore, garantendo un atto di indirizzo, per quanto concerne i compiti del Consiglio regionale del Piemonte, nonché una maggiore pressione per quanto attiene all'esecutivo regionale.
Sulla querelle è intervenuto l'assessore Taricco che ha dichiarato: "E' una questione che ci sta particolarmente a cuore perché il decreto, così come oggi è concepito, rischia di mettere in seria difficoltà migliaia di aziende che negli anni hanno rispettato le regole, in un comparto già pesantemente colpito dalla crisi e da ripetute turbolenze. Per questo - ha continuato Mimmo Taricco - porteremo a Roma le nostre richieste e le nostre forti preoccupazioni, condivise con le altre regioni, al ministro Zaia, chidendo di limitare le modifiche all'attuale legge 119/2003 che regolamenta il settore. Chiederemo che il decreto - ha concluso l'assessore regionale - venga riformulato secondo criteri di equità, pur mantenendo l'obiettivo di coprire gli esuberi produttivi e risolvere il problema degli sforamenti".

Una piccola biblioteca per tutti.


 
Pochi, ma importanti e significativi. Sono i libri che il gruppo consiliare "Insieme per Bresso" mette a disposizione di chiunque abbia voglia di approfondire determinati temi, spesso confinati al margine dell'informazione quotidiana, di grande interesse e attualità. Presso la sede di "Insieme per Bresso", in via dell'Arsenale 14 a Torino, sono consultabili una ventina di volumi, molti dei quali messi cortesemente a disposizione dalla casa editrice "Chiare Lettere" di Milano. Alcuni titoli: "Toghe rotte" a cura di Bruno Tinti, "Un nuovo contratto per tutti" di Tito Boeri e Pietro Garibaldi, "Un paese di baroni" di Davide Carluccci e Antonio Castaldo, "Nostra Eccellenza" di Massimo Cirri e Filippo SOlibello, "Voglia di cambiare" di Salvatore Giannella. Ma anche "La deriva" di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, "Vaffanbanka!" di Marco Fratini e Lorenzo Marconi, fino ad "Alza la testa!" di Piero Ricca, presentato pochi giorni fa a Torino da "Qui Torino Libera" e salutato da un ottimo successo di pubblico.
 
 

La sinistra in crisi a Telecupole.


 
Mariano Turigliatto è tra gli ospiti della puntata che "Monitor", trasmissione di approfondimento politico e attualità, dedica questa sera a "La crisi della sinistra". In onda in diretta alle ore 21 su Telecupole, il progrmma condotto da Giulio Botto si avvarrà anche della presenza del senatore del Pd, Pietro Mercenaro; del vicepresidente del gruppo parlamentare di Forza Italia alla Camera, Maria Teresa Armosino; del consigliere regionale del Pdci, Vincenzo Chieppa; del capogruppo Udc in Consiglio regionale, Deodato Scanderebech e del deputato al Parlamento europeo, Vito Bonsignore.
La crisi della sinistra è da tempo al centro del dibattito politico, soprattutto dopo il doloroso addio di Walter Veltroni dalla guida del Partito democratico. Un tema che Mariano Turigliatto ha tra le altre cose affrontato in un articolo pubblicato mercoledì scorso su questo stesso sito e intitolato "Veltroni s'è dimesso: e gli altri?".

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO DI MARIANO TURIGLIATTO
 
 

Cè più elettronica verde.

 
 
Greenpeace lancia oggi un nuovo sito (www.elettronicaverde.it), interamente dedicato all'hi-tech sostenibile. Una piattaforma web dove è possibile informarsi ma anche partecipare attivamente. L'obiettivo è che ci siano sul mercato prodotti elettronici più sostenibili e l'Italia abbia finalmente un sistema di raccolta dei rifiuti hi-tech. I creatori del sito invitano i cybernauti a scrivere subito al ministro dell'Ambiente e a inviare una foto denuncia di rifiuti elettronici abbandonati.

VISITA IL SITO WWW.ELETTRONICA VERDE.IT
 
 

Sbatti il mostro in prima pagina.


 
I crimini diventano notizia. Ma i media, in particolare la tv, hanno ampio spazio per enfatizzare questi fatti. Lo hanno usato abbondantemente nell'ultima campagna elettorale. Influenzando in maniera pesante la percezione che i cittadini hanno del problema della sicurezza. Lo mostrano con chiarezza tre grafici tratti da una indagine curata da Ilvo Diamanti, promossa dalla Fondazione Unipolis in collaborazione con Demos e l'Osservatorio di Pavia.
Ne dà notizia il sito www.lavoce.info in un articolo a firma di Paola Lanzarini, direttore della Fondazione Unipolis, fondazione d'impresa di Unipol gruppo Finanziari. Un articolo che una volta di più evidenzia alcune lampanti storture del mondo dell'informazione del nostro paese.

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO SUL SITO WWW.LAVOCE.INFO
 
 

Ictus, occhio al fast food.


 
La gente che vive in posti con un'elevata concentrazione di rivendite di "cibo spazzatura" ha maggior rischio d'ictus. Lo afferma uno studio dell'Università del Michigan: non è solo il classico hamburger a essere dannoso, ma la cultura del cibo veloce, spesso indicatore di scarso esercizio fisico, vita in ambienti inquinati e vita poco salutare. A supporto della tesi c'è una ricerca compiuta in Texas che condanna senza appello il cosiddetto "junk food".
Nella stessa direzione va uno studio britannico sul rischio di ictus e infarti: consuetudini sbagliate e pessimi vizi duplichino la possibilità di attacchi, lo dicono i ricercatori dell'Università dell'East Anglia. Chi beve, fuma, fa una vita sedentaria e mangia disordinatamente ha 2,3 possibilità in più di avere un problema cardiovascolare in più rispetto a chi conduce un'esistenza regolare.
Le due notizie trovano ampio spazio sui siti americani e britannici (in particolare su quelli di "New Scientist" e "Bbc"), in Italia se ne parla su quello del "Corriere della Sera" in un articolo a firma di Emanuela Di Pasqua e in successivo forum.

LEGGI LA NOTIZIA SUL SITO DI "NEW SCIENTIST"

LEGGI LA NOTIZIA SUL SITO DELLA "BBC"

LEGGI LA NOTIZIA SUL SITO DEL "CORRIERE DELLA SERA"
 
 

Alza la testa anche tu.

 

 
Venerdì 20 febbraio, alle ore 20.30, presso l'Electronic Lab di corso Ferrucci 65/a a Torino, si tiene la presentazione del libro di Piero Ricca, "Alza la testa".
Organizzato da "Qui Torino Libera", l'incontro è l'occasione per ripassare alcuni temi e approfondire alcuni aspetti che caratterizzano (quasi sempre in modo negativo) la scena politica italiana.

Di fronte al muro di gomma dell'oligarchia italiana, un gruppo di cittadini indignati sceglie di non restare in silenzio. Si dà il nome resistenziale di "Qui Milano Libera". Si arma di volantini, telecamere, megafoni e ingaggia incontri faccia a faccia con politici, giornalisti, uomini d'affari. I video più riusciti finiscono su blog e youtube, apprezzati da una foltissima platea. A guidare il gruppo è Piero Ricca, noto alle cronache nazionali per le sue contestazioni a Silvio Berlusconi. Sotto l'obiettivo di una telecamera impertinente passano praticamente tutti, da Andreotti a Profumo, da Berlusconi a D'Alema, da Emilio Fede a Bruno Vespa. Ricca e i suoi compagni fanno domande scomode ed esprimono un dissenso informato; per questo spesso finiscono in questura o sono aggrediti da militanti di partito e guardie del corpo. Le loro incursioni testimoniano un appassionato impegno civile e rivelano un quadro fedele dell'Italia di oggi.
Il libro racconta i retroscena e il contesto delle varie iniziative; riporta in versione integrale i testi di alcune performance in strada e di vari botta e risposta; riepiloga la vicenda del processo vinto da Ricca contro Berlusconi (con le sentenze pubblicate in appendice) e del sequestro del blog conseguente alla querela di Emilio Fede; fa il punto delle varie denunce per diffamazione e riunione non autorizzata; propone i carteggi con Claudio Petruccioli, Cesare Previti, Giulio Andreotti; parla di Qui Milano Libera e dell'esperienza del blog; spiega il senso dell'attività di "disturbatori del quieto vivere", a metà fra speaker's corner e giornalismo civico.
Dalla prefazione di Marco Travaglio: "Forse non saremmo ripiombati in questo tragicomico incubo se molti cittadini avessero seguito l'esempio di Piero Ricca. Cioè se molti cittadini si fossero comportati da cittadini. Piero l'ha fatto quasi ogni giorno, andando a disturbare i potenti con le domande che nessun giornalista osa più fare e con la faccia tosta del bambino che urla: il re è nudo!".
 

 

Veltroni sè dimesso: e gli altri?.


 
di Mariano Turigliatto

Veltroni si è dimesso. I dirigenti del Pd sono oltre il bordo di un baratro di cui sospettavano l’esistenza, ma che in fondo non avevano mai veramente considerato, presi com’erano a costruire correnti e a consolidare orti e orticelli, ad alzare steccati a tenere fuori i concorrenti, a piazzare parenti e fedeli nei posti chiave, alimentando la corsa alla mediocrità e al conformismo.
Le dimissioni di Walter segnano la conferma di quanto l’ideologia berlusconiana abbia permeato il centrosinistra italiano e, in definitiva, la cultura dell’intero paese. Già solo l’idea che si potesse costruire un partito nuovo (o un nuovo partito), senza vero confronto, senza battaglia politica, senza confronti e scontro di opzioni è davvero balzana e completamente berlusconiana. Ancora di più l’idea che questo partito nuovo potesse avere un appeal verso la società organizzandosi in correnti che ricalcavano non già opzioni ideali, ma le vecchie lotte personalistiche di capi e capetti dei Ds e della Margherita. Che cantonata! Soprattutto quanti entusiasmi e quante illusioni suscitate in tanti che, come me, hanno profondamente creduto che si potesse e dovesse superare la frammentazione per costruire un contenitore politico ampio, plurale, democratico, da contrapporre al partito-azienda berlusconiano.
La cosa pareva anche funzionare al suo debutto: un anno fa Walter girava per l’Italia a fare scuola di politica, assumeva decisioni destinate a cambiare il quadro dei rapporti politici e la stessa geografia politica del Parlamento, sorretto da un capitale di credito che metteva a tacere anche i più dubbiosi. Solo un anno dopo del centrosinistra restano solo macerie, rancori, rabbia, pochezza e incapacità. Nel dimettersi Veltroni si è assunto la responsabilità di questo e di molto altro ancora, sappiamo tutti che la questione è ben più complessa e drammatica.
Quelli che vogliono partecipare alla vita politica oggi sono  perlopiù costretti ad organizzarsi  fuori dai partiti, in primis proprio il Pd, costruendo liste civiche o aggregazioni spontanee di varia natura  e colore che cercano – non sempre con grandi risultati – di costruire regole democratiche e di praticarle. A meno che non “vadano a servizio” da qualche notabile entrando nella sua corrente, è preclusa a chiunque la strada della competizione: le primarie si fanno quando capita, ovvero quando fa comodo ai notabili, le assemblee sono fatte per ratificare posizioni predeterminate o, peggio, per ratificare regolamenti sempre più limitativi del dibattito politico, vanno avanti i fedeli, indipendentemente dalle caratteristiche che esprimono.
Con questi presupposti – e dopo aver lavorato per anni a regalare a Berlusconi il monopolio dei mass media – si è costruito il disastro di oggi.
Si tratta ora di ripartire con una rivoluzione culturale. Temo anche che i vertici del Pd non siano in grado di avviarla, sennò l’avrebbero fatto prima: occorre ripartire con la politica, con proposte e progetti che si confrontano, si contano e decidono, con una classe politica credibile e capace di mettersi in gioco, senza mai cedere alla tentazione della scelta di convenienza personale o a quella fatta per durare il più possibile. Soprattutto ci vanno delle idee, dei progetti, ci va la gente che li condivide, ci va il territorio che respira, che libera energie se solo qualcuno le raccoglie, serve l’umiltà che è mancata per questi anni e che è ancora l’ingrediente mancante in larga parte del ceto politico del Pd, anche delle seconde e terze linee.
Se qualcuno si metterà al lavoro in questa direzione, con la serietà, la pazienza e il coraggio che fin qui sono mancati, troverà tante persone interessate da coinvolgere. Diffidenti perché già scottate, ma davvero interessate e fare la loro parte per dare a questo paese martoriato il futuro che vogliamo.
 

Veltroni sè dimesso: e gli altri?.

 

di Mariano Turigliatto

 
Veltroni si è dimesso. I dirigenti del Pd sono oltre il bordo di un baratro di cui sospettavano l’esistenza, ma che in fondo non avevano mai veramente considerato, presi com’erano a costruire correnti e a consolidare orti e orticelli, ad alzare steccati a tenere fuori i concorrenti, a piazzare parenti e fedeli nei posti chiave, alimentando la corsa alla mediocrità e al conformismo.

Le dimissioni di Walter segnano la conferma di quanto l’ideologia berlusconiana abbia permeato il centrosinistra italiano e, in definitiva, la cultura dell’intero paese. Già solo l’idea che si potesse costruire un partito nuovo (o un nuovo partito), senza vero confronto, senza battaglia politica, senza confronti e scontro di opzioni è davvero balzana e completamente berlusconiana.