10/31/11

lunedì, ottobre 31, 2011

ROTTAMATORI E ROTTAMATI


Il “big bang” fiorentino e i professionisti della politica. 
Il curriculum del bravo rottamatore

il_manifesto_big_bang_matteo_renzi Questo nostro paese ha bisogno di ben altro che un’assemblea a Firenze, condita dalla parata di giovani e vecchi big di partito (gli uni e gli altri hanno già dimostrato cosa sanno fare e quale ruolo possono giocare per rendere migliore questo paese), tuttavia l’iniziativa è davvero meritoria.
Abbiamo un giovane sindaco imprenditivo - che dice pane al pane e vino al vino, che non si fa mettere sotto da nessuno, tanto che va persino a cena ad Arcore dal berlusca – che, in compagnia di alcuni amici che perde per strada,  mette in piedi un proposito che non può che riscuotere tutto il nostro consenso: rottamare i protagonisti della politica italiana, soprattutto quelli della sua parte politica, il centrosinistra. Vuoi vedere che è la volta buona? Bisognerà sostenerlo e agevolare in ogni modo questo processo… si dicono quelli che sono così convinti che bisogna buttare tutto all’aria per sperare nel cambiamento che vanno a votare con sempre maggiore fatica.

Allora vai a sentire, vai a  vedere se riesci a trovare una scusa per entusiasmarti. Cerchi cerchi, ma non riesci proprio a trovarla. Così ti senti vecchio: non più rottamatore, ma rottamando, prossimo rottamato. Poi riprendi i fondamentali, le idee cardine che giustificano da sole la voglia di cambiamento e l’impegno personale politico necessario per determinarlo…. e capisci.

La politica è un’attività difficile: richiederebbe persone emotivamente strutturate, con una robusta formazione culturale (altro è a scolarità), un po’ di disinteresse personale, abnegazione, voglia di imparare, rispetto degli altri, umiltà e capacità di essere se stessi anche quando sarebbe meglio essere diversi. Per essere tutto questo occorre un bel curriculum, fatto di esperienze, sacrifici, vittorie, tutte quelle cose che derivano a un giovane dal misurarsi con le difficoltà del mondo: finire gli studi, cercarsi un lavoro, misurarsi con la precarietà, fare carriera, lasciarlo per dedicarsi alla politica e poi ritrovarlo alla fine del mandato o dell’impegno, conciliare tutto questo con la famiglia e gli affetti, non perdere mai la curiosità e la convinzione che ci sono anche altri punti di vista e che chi non è d’accordo non è un nemico da annientare.