10/25/11

martedì, ottobre 25, 2011

PENSIONI IN BURLA


Invece di prenderla sul generale, provo a raccontare il mio caso…
Io, “giovane” aspirante pensionato

student-job-search-02 In questi giorni se ne sentono di tutti i colori intorno a questo fatidico Decreto per lo Sviluppo che, per ora, ha fatto sviluppare solo la diffidenza degli Italiani nei confronti di un governo di incapaci e di fannulloni. Dell’opposizione meglio tacere.
Sono di nuovo sotto attacco le pensioni, con discorsi fumosi, barricate incomprensibili e improvvisi cedimenti altrettanto “sospetti”. Il tema è noto e non lo riprendo qui, voglio provare a spiegare cosa penso usando il mio caso come paradigma di un sentire che credo essere parecchio diffuso, anche se non maggioritario.

Ho appena compiuto 57 anni e l’anno prossimo, quando ne avrò 58, maturerò il diritto ad andare in pensione con 40 anni di contributi (preciso che li ho lavorati tutti, tranne quello del servizio militare e i cinque di consigliere regionale, non ho riscattato altro). La somma dell’età anagrafica e degli anni di lavoro allora farà 98, dunque potrei ancora rientrare fra quelli che non verrebbero toccati da un eventuale innalzamento dell’età pensionabile (si parla di 97 come somma-limite). Vedremo.

Se mi si chiedesse di ritardare l’andata in pensione per contribuire a costruire un fondo per l’occupazione giovanile di qualità (lavoro qualificato, contratti veri, nessuna scorciatoia per gli imprenditori disonesti) accetterei.