09/21/11

mercoledì, settembre 21, 2011

LA VIOLENZA E IL PARADISO



Dieci giorni fa Franco Maletti mi ha inviato questo pezzo sul decennale della distruzione della Twin Towers. Non l’ho pubblicato allora per una svista, forse non è un male perché non è finito nella babele delle troppe parole di quei giorni. Dieci anni e dieci giorni dopo...
Terrorismo e non violenza di F. Maletti

sparta21 In questi giorni è impossibile non ricordare il tremendo attentato terroristico delle Twin Towers che dieci anni fa sconvolse l’America e il Mondo intero: dietro la garanzia del paradiso, attraverso il loro martirio e sostanziosi aiuti economici alle loro famiglie, alcuni uomini di Al Quaeda non esitarono a farsi esplodere, sequestrando e lanciando due aerei carichi di gente innocente contro due grattacieli di New York, uccidendo circa tremila persone la cui unica colpa era solo quella di trovarsi lì in quel momento.

Dieci anni fa questo fatto mi portò alla mente un convegno al quale assistetti molti anni prima e che aveva come tema la non violenza. Quasi tutti gli oratori che presero la parola, citarono Gandhi come linea guida delle loro convinzioni, per poi affrontare il tema con citazioni dirette e indirette a dimostrazione che la non violenza, a partire dal piano religioso, sia il denominatore comune della convivenza. Ma, quasi alla fine del convegno, prese la parola uno studente universitario africano, il quale senza timori espresse il suo pensiero dicendo che, avendolo vissuto sulla sua pelle, era giunto alla conclusione che “quello della non violenza è un atteggiamento ipocrita, in quanto la società è violenta già nelle sue radici, e, come tale, reagisce soltanto agli stimoli della violenza”. Poi, senza citare i casi diretti ai quali aveva assistito, faceva l’esempio del cane legato alla catena e che il suo padrone stava uccidendo a bastonate: “potete dire al suo padrone di smetterla, di fermarsi” diceva, “ma se lui non lo fa e se sapete che la vita del cane dipende da voi, allora dovete intervenire, con tempestività e con violenza…”.