06/28/10

lunedì, giugno 28, 2010

STATO E COMUNI, IL BARATTO DI UN PEZZO DELL'ITALIA


 di Mario Tozzi (da La Stampa del 28 giugno 2010)

E' un articolo che illustra finalmente in modo chiaro le implicazioni del "federalismo demaniale" sul consumo di suolo, sulla tutela die paesaggi e sulla speculazione immobiliare. Buona lettura e... cominciamo a preoccuparci sul serio!
Quanto vale una spiaggia dell'arcipelago toscano o una torre calcarea delle Dolomiti? O, come sembra paventarsi in questi giorni, l'isoletta di Folegandros in Grecia? O, comunque, quanto vale una bellezza naturale nel mondo del terzo millennio, dilaniato da una crisi economica che rischia di confondere i valori con i prezzi?
In Italia la risposta a questa domanda è obbligata: nessun valore economico o finanziario può essere assegnato ai beni culturali a carattere naturalistico, semplicemente perché il solo pensare di metterli in vendita (o porli a garanzia di prestiti bancari) è pura follia. Sarebbe come alienare i gioielli di famiglia nella speranza di una congiuntura migliore che, però, sempre provvisoria sarà. E non si capisce cosa si potrà mettere in vendita la volta successiva.
Non sappiamo ancora se il passaggio dei beni demaniali alle amministrazioni locali diventerà realtà, permettendo di fare merce di natura e paesaggio. Quello che è certo è che la tutela sarà allentata, per almeno due ragioni.