12/30/15

mercoledì, dicembre 30, 2015

LA CLASSE DIRIGENTE


Osservare chi è al vertice, studiarne le mosse e le parole sono attività alla portata di tutti. Perché si fa così fatica ad associare il trionfo della mediocrità al declino del paese?
Non c'è persona dotata di cervello e un po' di spirito critico che non lamenti il declino di questa povera Italia che da molti anni (troppi!) ha perso il gusto di immaginare  e lavorare - qualche volta fare sacrifici - per costruire un futuro più accettabile per le giovani generazioni. E' come se - ciascuno avviluppato alle sue proprietà, al lavoro da conservare, al mutuo da pagare, al benessere faticosamente raggiunto e sempre in pericolo - avessimo perso la capacità di metterci in gioco, di scommettere davvero qualcosa di noi per mettere in pista i nostri figli e nipoti.
Non è solo l'egoismo dei vecchi a paralizzare qualunque iniziativa di cambiamento di sostanza, è il terrore che ci portino via anche quello che ci è rimasto e  con cui, spesso, soccorriamo la parte più giovane della nostra famiglia quando si trova in difficoltà: la paura di vivere in un posto dove nessuno si occupa veramente della popolazione e, se lo fa, è per fotterci. Questo è il sentimento diffuso ed è anche il motivo per cui la sfiducia nella politica porta poi gli Italiani a votare comunque sempre gli stessi. Li disprezzi, ma li voti.