08/26/10

giovedì, agosto 26, 2010

IL TEATRINO DELLA POLITICA D'AGOSTO


Lo specchio del degrado nazionale, la speranza di una riscossa morale

Mentre il mondo è alle prese con alcune catastrofi - politiche, umanitarie, morali - in Italia un intero mese se ne è andato a discettare dei tentativi di impacchettamento del berlusca e delle contromosse, sue e dei suoi, per sventare il pericolo. Il tutto con condimento di scandali, tette e culi, toraci maschili depilati, tronisti che si danno al porno, zoccole e prosseneti di regime che dettano le linee della morale d'autunno.
Sì, perché da noi i valori li danno le veline, i calciatori, i tronisti, le amiche mie, la santanché e, a quelli critici verso il sistema, i beppegrilli. Tutti la sparano sempre più grossa, così non cambia mai nulla.

In Pakistan è in atto una catastrofe umanitaria di proporzioni colossali? Noi leggiamo della cucina Scavolini di Fini.
L'esercito USA abbbandona l'Iraq - oramai pacificato, perché si sa che la guerra è finita - e nessuno si chiede che ne è dei militari italiani? Nessun problema, bisogna dedicare pagine e pagine insieme a ore ed ore di televisione a scìogliere il dilemma dell'UDC: dentro o fuori dal governo?
Sempre in Iraq si moltiplicano gli attentati e i civili tornano a morire come le mosche e nessun leader dell'occidente si sente resonsabile del disastro che si è creato laggiù? Che ce ne frega, noi dobbiamo occuparci della Tulliani e della sua imbarazzante famiglia.