08/10/10

martedì, agosto 10, 2010

PRIMARIE: PER FARE COSA?


No alla solita marmellata, c'è un progetto?

Apri i giornali ed è tutto un parlare di tentativi di assassinio politico da una parte, di terzo polo dall'altra; alla nostra area politica, incapace di presentare una qualche posizione sostenuta da tutti per più di due ore, è assegnato il tema primarie.
Ogni giorno qualcuno di nuovo si aggiunge al rosario dei si dice, dei se me lo chiedono, se serve eccetera. Oggi siamo a tre: Vendola, Chiamparino e Bersani; si parla di un quarto candidato proposto da D'Alema, ma non siamo ancora degni di conoscene il nome. E' pre-tattica, ragazzi, mica siamo dei dilettanti della politica!

Tutto si svolge come se il centrosinistra fosse una specie di galassia di frattaglie dalle quali i dirigenti democratici pescano di volta i volta i pezzi più innocui. Pur avendo sempre perso negli ultimi anni, non hanno ancora abbandonato l'idea di egemonia e trattano la società italiana come un magma indifferenziato dove non cambia mai nulla. Se la sinista non cerca i segni del cambiamento per interpretarli e trasformarli in progetto politico, allora a cosa serve?

E dire che di segnali di cambiamento ce ne sono tanti. Prendiamone due che sono sotto gli occhi di tuti: l'aumento dell'astensionismo attivo, quello delle persone che scelgono di non andare a votare perché si sentono estranee - quando non ostili - al sistema dei partiti e delle loro rappresentanze. Sono poi elettori che rivendicano più moralità, che pretendono che le differenza fra le liste corrispondano a programmi chiari e a personaggi politici capaci di metterli in pratica una volta premiati dagli elettori, spiegando le mediazioni operate, gli eventuali cambi di rotta, le inversioni, i successi e le difficoltà incontrate.