08/02/10

lunedì, agosto 02, 2010

FINE DEL BIPOLARISMO?


Dal fallimento di un'illusione, una nuova stagione per l'Italia

La rottura del PdL, al di là delle inevitabili personalizzazioni e degli strascichi ancora tutti da scoprire e godere, segna una cambio epocale nella poltiica italiana. La fine del bipolarismo, la fine dell'idea che tutta la politica italiana fosse riconducibile a due poli e che in ciascuno di questi si dovesse lavorare per il partito unico, quello che avrebbe finito per essere il polo stesso, inglobandone via via le varie componenti e riducendo ai minimi termini le forze politiche che non si schieravano o che i partiti maggiori non ritenevano degne di far parte del polo.

Cominciò il centrosinistra componendo l'Ulivo - nella sua prima edizione formato da PDS, Verdi e Popolari, dunque dagli eredi dei partiti di massa e dall'emergente ambientalismo - una aggregazione che era di più di una coalizione elettorale  edi meno di un vero e proprio partito. L'idea dell'Ulivo da sempre fu quella di superare se stesso per divenire la forza politica progressista del futuro: il Partito Democratico.
In molti - anche io ci ho creduto a lungo e ci ho anche messo delle energie e delle aspettative, tutte puntualmente deluse - celebrammo la nascita del PD come il compimento del processo che aspettavamo da almeno 10 anni, capace di cambiare la politica italiana e di innovare questo nostro paese cantando una canzone davvero nuova.