07/24/10

sabato, luglio 24, 2010

LA POLITICA FRA IL DIRE E IL FARE...


L'eterno conflitto fra la scorciatoia della testimonianza e i tentativi di cambiamento
Un anno e mezzo fa, sul numero di marzo 2009 di "Punto di Vista" scrivevo questo pezzo molto sofferto. Cercavo di dare conto di cosa significa per me l'impegno politico e della difficoltà con cui mi confronto con quelli che "non basta mai", che criticano sempre tutti, che sono più a sinistra, che l'avevano detto, che "sono tutti uguali"... : Eccovelo, credo che sia attuale anche adesso, anzi, forse di più.

Sono questi tempi difficili: per chi deve arrivare alla fine del mese mantenendo la famiglia, come per chi deve onorare le responsabilità e i compiti che la vita gli ha assegnato. Lo sono anche per chi ha il compito di governare, escogitando soluzioni e disegnando scenari intorno ai quali richiamare l'impegno di tutti.
In fondo a chi si occupa di politica si chiede soprattutto questo: disinteresse ai propri affari, massimo dell'interesse nei confronti delle cose di tutti, trasparenza formale e sostanziale nell'agire, capacità di costruire progetti che indichino la strada per costruire un futuro accettabile, migliore dell'oggi.
La sfiducia e la disistima verso i politici e la politica genera fenomeni di disaffezione che sottolineano quel distacco fra il paese reale e la sua classe politica, dal consigliere del piccolo comune al presidente del consiglio. Il paese reale rimprovera loro la sostanziale incapacità di occuparsi d'altro che dei loro interessi particolari invece che dell'interesse collettivo: di qui l'idea che il mondo della politica sia inutile quando non dannoso per il nostro paese. Pensare che tutti quelli che oggi si occupano di politica siano brutti e cattivi è sbagliato come lo è negare la crisi di rappresentanza in atto.