08/01/15

sabato, agosto 01, 2015

SMARTPHONE


Senza che quasi ce ne accorgessimo, il nostro mondo sta cambiando alla velocità della luce, anzi della connessione. E qui cominciano i guai…
Essere connessi
Angolo di una strada, spogliatoio di una palestra, corridoio di una scuola, bagni di un ufficio, mamme e papà ai giardini o dal pediatra con i figli: dappertutto c’è qualcuno con uno smartphone in mano che, incurante del contorno, osserva il video e diteggia la tastiera virtuale come se fosse una questione di vita o di morte.
Fino a non molto tempo fa era parte della gestualità rituale delle nostre latitudini, in occasione di pubbliche adunanza (riunioni, feste, incontri di varia natura), tirare fuori il pacchetto di sigarette e l’accendino. Si mettevano bene in vista sul tavolo o sul punto di appoggio più prossimo così, oltre a consumare le cicche, si adoperavano anche per giocherellarci nei momenti di noia o di tensione frenata. Chi non fumava già allora rimediava con bloc notes e biro, di solito utilizzati per farci dei ghirigori e disegnini accompagnando il fluire dell’evento. Sigarette e accendino quasi sparite e chi ancora fuma sta bene attento a tenere nascosto in tasca gli oggetti del vizio; biro e bloc notes hanno lasciato il posto a tablet e supertelefoni su cui si possono annotare le cose che servono.
Solo che nessuno lo fa mai: tirando fuori il tablet, la prima cosa che normalmente si fa è guardare se c’è nuova posta, magari approfittando per eliminare la valanga di email inutili che riceviamo e  mandiamo ogni giorno. Poi si passa a facebook e twitter (magari qualche nostro “amico” ha scritto qualcosa di fondamentale che dobbiamo assolutamente condividere), infine al cazzeggio informatico su instagram e simili.