08/05/14

martedì, agosto 05, 2014

SAN MICHELE DA GRUGLIASCO


Un mese fa il via all’Operazione San Michele. Evidente il ruolo dei politici locali e delle loro clientele nel mischiare politica e malavita organizzata. Qui da noi li nominavano nei CdA delle società del comune...
Ignavia e malaffare
Fin da quando l'Ordinanza di applicazione di misura cautelare “San Michele” – quella che ha dato il via alle recente operazione contro le infiltrazioni della criminalità organizzata – è diventata di pubblico dominio, gli organi di informazione hanno sottolineato i rapporti fra la 'ndrangheta e i Cetto Laqualunque (così li chiamano i capi durante i colloqui fra loro) della politica locale (leggi).
Se la levatura e il ruolo dei politici che vantano aderenze e che chiedono appoggi e voti emerge chiaramente dalle intercettazioni riportate nell'Ordinanza, meno evidente il ruolo (e le commistioni) di alcuni personaggi coinvolti in modo più diretto, ma non così noti al grande pubblico. Da loro, invece, derivano le sorprese più grosse.
Prendiamo il caso di Raffaele Bressi, commercialista collegnese, trait d'union fra il un consigliere comunale di Grugliasco Verduci e Toro, l'imprenditore in odore di 'ndrangheta. Dalle intercettazioni telefoniche si capisce che sanno di cosa parlano: lavori stradali, movimenti terra, appalti da tenere sotto controllo, fiumi di danaro per lavori pubblici in arrivo subito dopo le elezioni amministrative del 2012. Insomma, non di mezze calzette si tratta, il Bressi è un personaggio di spessore nel collegare imprenditoria malavitosa e politichetta locale. Trattasi peraltro di persona tutt'altro che sconosciuta agli amministratori comunali grugliaschesi.