04/10/12

martedì, aprile 10, 2012

LA GIUSTIFICAZIONE DI PONZIO PILATO


Dopo la Pasqua...
Capita anche ai non credenti che l’occasione delle festività religiose – e la Pasqua è una cannonata in quanto a significati “altri” e “alti”, a cominciare dal tema della resurrezione/rigenerazione – diventi uno spunto di riflessione, di bilancio, di ascolto di temi e opinioni che, diversamente, non si porrebbero nemmeno alla nostra attenzione.
E’ il caso di un breve articolo di G. Niedda apparso sul sito dei Popolari piemontesi in questi giorni. Con arguzia e profondità di analisi, Ponzio Pilato diventa il simbolo di una contraddizione umana che conosciamo tutti fin troppo bene: quella di chi non sa se intervenire o guardare dall’altra parte, quella che  impone la scelta fra coraggio e opportunità, quella di chi vede che le cose stanno degenerando e non sa se dirlo e comportarsi di conseguenza, o scegliere la strada della preservazione del proprio orticello. Già con dentro la consapevolezza che la scelta genererà rimpianti e guai a tutti coloro che hanno creduto nelle parole di speranza e di determinazione. La politica oggi è questo: gente che guarda dall’altra parte, gente che mira a preservare il proprio misero orticello per paura che scelte coraggiose mettano in forse anche quello. E che, così facendo, sa già che farà la fine dei Ponzio Pilato nella storia, quella grande e quella piccola.