02/13/11

domenica, febbraio 13, 2011

LA LOGICA DEL BRANCO E IL SENSO DELLO STATO


Da tifosi fanatici a cittadini responsabili: quando si comincia?

In Italia è così da molto tempo, ma in questi ultimi tempi l'ostentazione della faziosità fine a se stessa è diventata insopportabile. Le Iva Zanicchi, i Giuliano Ferrara e tutta la serie dei cortigiani e delle cortigiane che si affannano a difendere l'indifendibile - ovvero le prodezze pubbliche di un vecchio porco che, tra l'altro, ha perso il senso del limite - danno l'idea di cosa siamo diventati. Davanti alla banale contestazione di una possibile concussione - la telefonata per far liberare Ruby, magari con la paura che potesse parlare e rivelare cose imbarazzanti - cercano subito di metterla sul moralismi e l'antimoralismo.
Ferrara si spinge a mettere le mutande sul palco, rubando (anche stavolta) un simbolo al sindacato, forse perché annusare quelle sporche era il suo lavoro anche quando militava nel PCI. Dunque lui se ne intende di disinformazione e cerca di spostare l'attenzione sui vizietti del vecchio porco in nome della libertà, perché sa bene quali altri sono i peccati pubblici del suo padrone, quelli che neanche le mutande possono nascondere e potranno nascondere domani, quando tutti si scopriranno antiberlusconiani delle prima ora e la cacca traboccherà dai luoghi dove è stata a lungo nascosta.
Il degrado morale dell'Italia sta anche e soprattutto in questo: volti accecati dalla rabbia, cervelli offuscati dalla faziosità, menti altrimenti lucide improvvisamente appannate se solo si sfiora il capo, difesa a oltranza di tutto e del suo contrario in nome delle comune militanza, del comune sentire, della contiguità personale e ideale che tutto pare giustificare. Ma solo il centrodestra fa così? Sono loro i colpevoli unici di questo banchetto dello Stato ad opera delle tifoserie? Io credo proprio di no.