09/09/08

martedì, settembre 09, 2008

Mio Dio come siamo caduti in basso.


di Mariano Turigliatto 

Aula universitaria, ore 14,30 di venerdì 5 settembre. Ragazzi e ragazze (sono in maggioranza) in trepidante attesa di essere chiamati da una addetta che, sulla porta, sfoglia l’elenco per consegnare a ciascuno un talloncino di riconoscimento.
Con discreta efficienza i candidati vengono ammessi all’aula; a ciascuno viene assegnato un posto con tutto il necessario. Prendo posto in fondo, come mi dicono di fare.
La fese di accreditamento dei candidati dura circa tre quarti d’ora: alle 15,15 prende il via la prova e riceviamo l’ordine di aprire le buste. Ci fanno sapere che abbiamo un’ora di tempo.
Le domande sono 100, dunque una media di 33 secondi per domanda, davvero un po’ poco, visto che alcune richiedono la lettura di brani non sempre chiari e che necessitano di qualche riflessione in più. Pazienza…
Ci sono i giochini coi numeri e con le forme, ci sono le domande di lettura di qualche tabella, domande da pervertiti su testi sovente scritti apposta per confondere… ma anche le famigerate domande di cultura generale. Eccone alcune che ricordo a memoria:
“In cosa si era laureato Freud?”: tra le cinque possibilità di risposta c’era sia Medicina che Psichiatria, ma poi a cosa serve?  
“Quale dei seguenti paesi non ha partecipato alla guerra dei trent’anni (1618-1648)?”. L’elenco era fatto di paesi  che hanno combattuto gran parte delle guerre europee. Ho dovuto pensarci a lungo… e ho insegnato storia per oltre vent’anni!
E poi ancora l’Innominato, Giasone e il Vello d’oro, il motto dell’Unione europea e altri quiz copiati spudoratamente da Mike Bongiorno.
Eh già! Altro che test attitudinali, questi sono giochi di nozionismo scemo, di quello che fa malissimo alla scuola e che produce danni inenarrabili perché accredita l’idea che la cultura sa fare bene le parole crociate.
E così, mentre guardavo quei ragazzi giocarsi un anno in quel modo pensavo a quanto sarebbe stato bello se su quei banchi ci fossero stati gli insegnanti: costretti a giocarsi un anno di lavoro con quelle domandine del ….
Già l’idea del numero chiuso fa a pugni con una società aperta e inclusiva, capace di trovare modi per aiutare chi vuole provarci, ma che poi si realizzi in questo modo è davvero troppo.
Non è una questione banale: dato che vogliamo conoscenza e sviluppo dolce, sempre più ognuno di noi troverà a entrare e uscire dal sistema formativo per tutta la sua vita, integrando lavoro e studio per restare al passo e contribuire efficacemente all’innovazione necessaria. Come si fa? Serviranno forse questi test per riportare il nostro paese dove vorremmo che fosse?  

 

Cara amica e caro amico.


In questi mesi molte iniziative “dal basso” sono nate nel tentativo di promuovere un cambiamento vero nella nostra società, prodotto dalla voglia di partecipazione e di autentica democrazia. Ora un gruppo significativo di liste civiche della nostra regione, insieme ad associazioni e singoli cittadini interessati, ha dato vita a CIVICA, una realtà che intende occuparsi di politica,  del futuro delle nostre comunità, che vuole porsi come supporto alle esperienze di attività civica, quindi locale, e come stimolo alla partecipazione democratica dal basso.  

Il nostro sembra un paese rassegnato, apparentemente insensibile alle continue violazioni alla libertà, alle regole del vivere comune, alle esigenze di lasciare alle generazioni future risorse e un ecosistema in cui vivere in serenità, armonia e in modo sostenibile. Siamo convinti però che sotto la cenere arda, invece, una voglia di reagire e di riscoprire una dimensione politica che parta dalla società civile, dai nostri comuni, dalle associazioni, dalle attività di volontariato e di servizio sociale. Un’attività politica lontana da partiti chiusi e autoreferenziali, vicina ai cittadini, alle loro aspettative alla loro voglia di un futuro migliore.  E proprio partendo da questi presupposti che CIVICA ha deciso di organizzare un ciclo di conferenze/incontri su alcuni  temi sensibili della nostra società. Ti alleghiamo l’indicazione dei prossimi appuntamenti affinché tu possa, se potrai e vorrai, parteciparvi per andare alla scoperta di ciò che di vitale si muove nella società piemontese. Speriamo di condividere con te valori, aspettative, coraggio,  determinazione, voglia di concretezza e di coerenza.

Senza partecipazione diffusa non si va da nessuna parte, senza rispetto non si costruisce partecipazione, senza coraggio si riproducono modelli e comportamenti che tanto male stanno facendo al nostro paese.  Vorremmo costruire tutti insieme un modello di politica rispettoso di tutti e inclusivo; abbiamo bisogno del tuo contributo, delle tua voglia di esserci, di dire la tua per cercare di costruire fiducia reciproca.

Siamo a disposizione per fornirti tutte le informazioni su ciò che stiamo facendo, per condividere con te speranze e voglia di cambiare. Ti aspettiamo.

Torino, settembre 2008

 

 

Per  il coordinamento di CIVICA:

Michelangelo Bertuglia (presidente ass. cult. “Parole e Musica Borgaro T.se -To-”)
Alessandro Brescia (lista civica “Uniti per Cambiare” Venaria -To-)
Domenico Galizio (lista civica “Insieme per Santena”–To-)
Giovanni Lava (associazione “Collegno Domani”-To-)
Mauro Marinari ( lista civica “Rivalta Sostenibile” –To-)
Iolanda Neirotti (lista civica “Grugliasco Democratica”-To-)
Mariano Turigliatto (consigliere regionale del Piemonte)