07/17/15

venerdì, luglio 17, 2015

STESSA FACCIA, STESSA RAZZA?


L'Europa tedesca e la Grecia cicala, i debiti che si pagano, le banche che comandano, la politica che illude obbedisce e dice alla stampa cosa scrivere. Ora è tutto più chiaro.
Graecia capta ferum victorem cepit
Adesso che una parte della tragedia si è consumata, qualche riflessione sulle vicende greche si  impone. Perché stavolta è davvero chiaro a tutto che l'UE che esce da queste giornate è profondamente diversa da quella che in tanti avevamo in mente: parla tedesco, qualche volta sbraita ordini nella stessa lingua e ha la gola all'interno dei caveau delle grandi banche che fanno e disfano governi, regole e condizioni, senza freni e senza controllo.
Che i Greci - come gli Italiani negli anni '80 e già fin oltre il 2000 - siano stati indotti a vivere sistematicamente al di sopra delle proprie possibilità, indebitando il paese e scaricando sul futuro il benessere del presente, è indiscutibile. In Grecia i partiti responsabili di questa gestione scellerata l'hanno pagata cara alle elezioni che hanno visto la vittoria di Syriza, in Italia speriamo sempre ma non succede mai. Che ai Greci questo andasse benissimo è altrettanto incontestabile, così come lo è il constatare che nessuno ha profferito verbo fino a quando il Bengodi ha continuato a produrre i suoi benevoli effetti. Certamente qualcuno già allora sapeva che prima o poi sarebbe arrivata la resa dei conti - non sono mica scemi - solo che speravano che sarebbe arrivata in un altro tempo e in un altro luogo (le tappe della crisi).
In piccolo, una dinamica del genere l'ho vista al lavoro anche io e qui da noi  negli anni fra il 2005 e il 2010, quando mi occupavo di sviluppo di aziende.