07/03/15

venerdì, luglio 03, 2015

LES PARVENUS


Renzi dalla Merkel: quando la postura, le smorfie e gli sguardi dicono più delle parole…
Il parente povero
Avete presente la sindrome del “parente povero”, chiamata anche della “piccola fiammiferaia” o, in ambienti più colti, un variante del “bovarismo”? Produce danni incalcolabili ai singoli e alla società perché genera una spirale di scontenti, di invidie, di aspirazioni destinate al fallimento e anche qualche gesto fuori dalle righe che, nel caso di personaggi pubblici, squalifica il ruolo e chi lo ricopre. Persone a volte di umili origini a volte nemmeno, insoddisfatte e frustrate che credono di meritare molto di più di ciò che hanno, sempre pronte a dare la colpa della loro condizione alla malevolenza altrui, al destino cinico e baro, alla sfiga. Gente che non si accontenta mai, che aspira sempre a qualcos’altro non per semplice ambizione, ma quasi come restituzione di presunti torti subiti; desiderosa di rivalsa per ciò che ha patito o per ciò che vorrebbe essere, ma che non riesce proprio a  raggiungere per palese inadeguatezza personale.
Quando questi soggetti riescono a raggiungere una posizione importante, siccome non basta mai, eccoli desiderare di divenire parte di un mondo che non è il loro. Lo hanno sognato, coi suoi riti, le sue ricchezze, le sue gestualità e le sue magie.