04/21/15

martedì, aprile 21, 2015

IL METODO DELLA RISSA


Chi grida più forte, chi esaspera le situazioni per sostituire le buone ragioni con le relazioni spazzatura. Chi vince, chi perde, cosa si vince e cosa si perde…
Grida & minaccia, che qualcosa ottieni!
E’ oramai diventato difficile immaginare un contesto con più di due persone dove non ci sia uno dei partecipanti che cerca con prepotenza, urla e minacce di avere la meglio sugli altri. Che di solito gliela danno vinta – non hanno voglia, coraggio, energie per combattere con gli stronzi urlanti – abbandonando il campo e rifugiandosi in nicchie appositamente create per garantire la sopravvivenza stentata alle persone miti.
E’ successo nella politica - sembrano spariti quelli capaci di ragionamenti più lunghi di un tweet o capaci di ascoltare le argomentazioni altrui per cercare, se possibile, una sintesi comune –, nell’economia, nei mass media, nella cultura, nello sport e anche nei rapporti famigliari. Stabilire relazioni si trasforma automaticamente un una specie di corsa a far vedere chi la vince, a gareggiare spietatamente con ogni mezzo con l’obiettivo non di prevalere, ma di annientare l’altro e gli altri, costruendo così l’illusione che potremo trionfare in solitaria e che il nostro Io elastico si potrà tendere fino a comprendere tutto il mondo che ci interessa.
Se non gridi, se non minacci, non ti calcola nessuno. Questo è il modello che si è affermato nel nostro paese e che è causa e generazione dei disastri di oggi. Il virus si è diffuso dapprima senza quasi che ce ne accorgessimo...