03/01/15

domenica, marzo 01, 2015

TSIPRAS: E SE…


I nostri media, passata l’euforia per il braccio di ferro fra Tsipras e il resto del l’Europa, hanno cominciato a predire sciagure per il fresco vincitore delle elezioni greche. Ma…
Il realismo in salsa greca
Confesso che verso Tsipras ho sempre provato solo la simpatia che è naturale sentire per i deboli coraggiosi e  speranzosi, per quelli che ce la mettono tutta, per quelli che ci provano davvero a gettare il cuore oltre l’ostacolo, proponendosi imprese proibitive e destinate quasi sempre  e finire male anche per loro. Degli emuli nostrani di Syriza penso male: la somma di sigle e siglette che nessuno ricorda più che cosa abbiano di diverso l’una dall’altra, i leaderini che hanno vissuto tempi migliori, la retorica insopportabile fatta di proclami roboanti, accompagnata da una pratica quotidiana opposta, le declinazioni esasperate del rosso e del falcemartellismo fino a trasformare storie gloriose in parodie di una storia già consumata da tutti i furbacchioni della compagnia… Insomma, un partito di sinistra da noi ci sarà solo quando si riuscirà a togliere di mezzo tutti quelli che, con la presenza e l’infantile protagonismo, minano alle fondamenta ogni tentativo di costruzione di un soggetto politico di sinistra degno di questo nome. Sempre che interessi.
Tsipras i sinistri e ultrasinistri greci li ha messi tutti insieme, li ha fatti lavorare a soccorrere la gente azzoppata da governi irresponsabili prima e affamatori poi, li ha mandati a fare mense per i poveri, ambulatori, ripetizione e soccorso scolastico e chissà cos’altro ancora. Così hanno radicato una proposta politica...