02/17/15

martedì, febbraio 17, 2015

PIEMONTE, BASSO IMPERO


Le dichiarazioni di Soria nel processo di appello a suo carico aprono nuovi interessanti squarci sul sistema di potere che governa anche oggi il Piemonte
L'odore del potere, la dolce impunità
Le dichiarazioni che Giuliano Soria ha rilasciato alla conclusione del dibattimento conclusivo in Appello del processo a suo carico sono uno spaccato del Piemonte di ieri, di quello di oggi e di quello che ci è stato preparato per il futuro (leggi e leggi). Soldi pubblici a fiumi per regalie, celebrazioni della vanità di questo o quella presidente di regione, tartufi agli amanti del tubero, partecipazione alle sontuose cene elettorali bipartisan, insomma di tutto e di più.
Viaggi all’estero per festeggiare non si sa bene cosa, restauri sovrastimati e rimborsati dalla Regione a piè di lista per fare un po’ di soldi in nero, giusto quello che serviva a pagare (anche questi in nero) i nani e le ballerine – giornalisti snob compresi – che ricevevano e davano lustro a una creatura monstre che risucchiava come un’idrovora risorse pubbliche in crescendo.
Non so se le dichiarazioni di Soria - in merito alle responsabilità di politici giornalisti e attori -corrispondano al vero, ma so che il clima negli anni dal 2005 al 2008 erano davvero di allegria, grande allegria.