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TERREMOTO: UNA RISATA CI SEPPELLIRA'

Ogni disgrazia ha i suoi sciacalli. Ha le sue vittime, i suoi beneficiari, le sue cause e le sue conseguente. Ma noi, perché non impariamo proprio mai?

Vito Giuseppe Giustino, di Altamura, imprenditore edile, se la rideva mentre commentava con un suo collaboratore gli effetti devastanti del terremoto ad Amatrice e dintorni, leccandosi i baffi al pensiero del business che si apriva per lui. Situazione abbastanza simile a quella che tanta indignazione aveva scatenato in occasione del terremoto dell'Aquila di 8 anni fa.
Proprio di recente, fra l'altro, il terremoto della città abruzzese è stato festeggiato con 10 arresti per corruzione, turbativa d'asta e il solito rosario di reati collegati all'uso truffaldino del denaro pubblico: funzionari pubblici, professionisti, imprenditori arrestati per le solite manovre oltre ad arricchire pochi sulle disgrazie di molti. Naturalmente tutti i comuni hanno a cuore legalità e antimafia, a parole.
Già aleggiano il primi scandali anche sul "nuovo terremoto", per adesso fatti di gente che ha cercato di farsi rimborsare la casa delle vacanze come se fosse l'abitazione principale.
Sono partite le perizie volte ad accertare se tutto fosse fatto a regola d'arte nella costruzione dei nuovi edifici, quelli che avrebbero dovuto resistere al terremoto e che, invece, sono crollati addirittura prima degli altri. Insomma, il solito.
Quello che stupisce è la totale indifferenza dell'opinione pubblica - paradossalmente ben più scatenata su vaccini sì, vaccini no - di fronte non già alla corruzione che pervade ogni intervento pubblico di un certo rilievo (gli Italiani non sono stinchi di santo e contemplano che chi può rubi, come farebbero parecchi di loro al posto), ma la totale incapacità di collegare il lavoro corretto dei tecnici e degli imprenditori all'incolumità delle persone.
Una casa mal costruita e collaudata come buona quando crolla travolge chi ci sta dentro. All'Italiano medio non viene nemmeno in mente che quello dentro casa potrebbe essere lui e che è perciò anche suo interesse che i controlli funzionino e che tutto sia fatto in onestà e correttezza. A quello ci penserà quando, a crollo avvenuto, piangerà vistosamente i morti, invocherà punizioni esemplari per i colpevoli e chiederà risarcimenti allo Stato per i danni patiti, magari caricando un po'. Tanto pagano gli altri.
"La fantasia distruggerà il potere e una risata vi seppellirà", così gli anarchici francesi di fine '800 descrivevano il futuro del mondo, così come lo avrebbe determinato la loro azione politica. Non sembra che il potere sia stato distrutto dalla fantasia, anche perché essa dal potere è stata soffocata, e con una certa efficacia.
Di sicuro è accertato che la seconda parte dello slogan, con una piccola variante, gli imprenditori "ridenti" sono riusciti a trasformarla in realtà: le loro risate prima o poi ci seppelliranno, in qualche caso l'hanno già fatto.
Mariano



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