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LO SMEMORATO DI GRUGLIASCO

La vicenda del sindaco debitore (leggi), le sue dichiarazioni e le conseguenze che si vanno delineando impongono considerazioni e ragionamenti che vanno al di là del fatto specifico...
Il problema non sono i 1400/1500 euro che Montà doveva al Comune di cui è stato prima assessore al Bilancio e ora sindaco. L'entità dell'importo è tale che chiunque capirebbe che non si tratta di indigenza o dimenticanza. E' evidente che si tratta di impunità  e di arroganza: questi i tratti caratteriali e culturali del soggetto, queste le ragioni di una sua drammatica sottovalutazione dell'impatto che potrebbero avere azioni e prese di posizione che al cittadino comune verrebbero perdonate in cambio di una sanzione pecuniaria, ma che al sindaco non possono essere permesse.
Già il 16 novembre gli ho mandato una lettera riservata (regolarmente protocollata in busta chiusa) nelle quale gli facevo presente che qualcosa non andava nella sua situazione di contribuente del Comune... e gli chiedevo precisazione e risposta. Ho aspettato 15 giorni nel suo più assoluto silenzio, mantenendo segreta la scoperta in attesa che mi fornisse le spiegazioni che avevo richiesto, non volevo fargli male. Poi, il 1 dicembre ho presentato l'interrogazione. E' incredibile che lui non abbia adoperato quei giorni per rendersi conto del pericolo che correva e cercare soluzione per minimizzare l'impatto. Che faccia nello stesso modo anche per le questioni che deve affrontare da sindaco? In questo caso c'è da aver paura... soprattutto per la qualità dei collaboratori di cui si è circondato.
Il 2 dicembre, vale a dire il giorno dopo la presentazione dell'interrogazione mi ha chiamato per dirmi che la risposta alla mia lettera precedente l'aveva preparata, ma che si era dimenticato di darmela. E me l'ha portata. La risposta porta la data di protocollo del 1 dicembre: l'ha scritta dopo che aveva saputo dell'interrogazione. Il senso dell'impunità e la boria abituale lo hanno spinto anche a sottovalutare le mie capacità di comprensione e di interpretazione. Che faccia così anche quando, da sindaco, deve valutare persone e situazioni per assumere decisioni utili al progresso della città?
Le sue dichiarazioni ai giornali - oltre a contenere alcune vistose bugie di cui ci occuperemo nel prosieguo di questa vicenda - sono i uno squallore senza pari. Madre (purtroppo defunta), figlia (appena nata) e moglie (sbadata e pasticciona) sono diventate il paravento alle sue dimenticanze: anche loro sbattute in prima pagina senza colpo ferire. Quale uomo farebbe una cosa del genere? Chiamare in causa gli affetti più cari e intimi per coprire le proprie mancanze è segno di grande immaturità e di immensa debolezza. Sorge il sospetto che faccia così anche da sindaco e questo non è certo un bene per Grugliasco.
Infine, gli uffici: anche loro chiamati in causa con il suo solito fare minaccioso, come se fossero loro i colpevoli (perché con troppa ritrosia mi hanno fornito le informazioni che ho ripetutamente richiesto in modo ufficiale) e non lui. Quale sindaco metterebbe i dipendenti del suo comune in questa situazione imbarazzante e, per loro, pericolosa? E' questa la serenità che riesce a garantire a chi lavora al meglio per dare servizi ai cittadini? Quello che i giornali non hanno spiegato per bene è che i responsabili del servizio a fine 2015 avrebbero dovuto sceglier-  in riferimento ai debiti sindacali del 2010 - fra due possibili opzioni: lasciar cadere il debito in prescrizione (c'eravamo quasi, mancavano pochi giorni), rischiando il posto di lavoro. Oppure passare tutto a Equitalia trasformando il sindaco un debitore conclamato e certificato. E' giusto che il "capo" faccia questo ai dipendenti del comune, che li metta di fronte a queste alternative?
Questi pensieri debbono averli avuti in molti in questi giorni: in gioco non è il debito del sindaco, ma la sua capacità di essere da modello per i cittadini, un riferimento per quelli che pagano quello che devono e che, se si dimenticano, non lo fanno per cinque anni consecutivi. Soprattutto comincia a diffondersi la paura che il sindaco non sia all'altezza della carica che ricopre e che, se ha fatto così per pochi spiccioli, chissà cosa potrebbe succedere per questioni ben più grandi e importanti.
Per questo la "solidarietà" di alcuni suoi compagni di partito è davvero incredibile (solidali dde che? direbbero a Roma), Anche questo ci tocca vedere, a Grugliasco.
Dato che il sindaco si è spesso vantato della sua indefessa "lotta ai furbetti", farebbe sorridere il pensiero di Montà che lotta con se stesso. Se non fosse che c'è da disperarsi per le miserie che il personaggio e la sua corte disvelano ogni giorno a conferma che non c'è proprio limite al peggio.
Mariano



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