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TESSERE

I congressi locali del PD eleggono delegati e confermano le analisi pessimistiche sullo stato del partito…
Lo specchio d’Italia
Fra polemiche e accuse si consumano i congressi dei circoli locali del PD: candidati che si accusano di manipolazione delle tessere, “signori” del PD in movimento a spostare consensi da uno all’altro, improvvisi aumenti di iscrizioni che saranno, anche stavolta, seguiti da repentine diminuzioni. Insomma tutto il bello della peggiore partitocrazia… in un partito che continua indefesso a vantarsi di essere il più democratico fra quelli presenti e sopravvissuti sulla scena politica.
Per un altro verso si tratta di un vero peccato: la scommessa del PD è stata un avvenimento importante nella storia politica d’Italia, per questo la sua incompiutezza e la sua riduzione ad aggregato di bande personalistiche e componenti nostalgiche che ne hanno segnato anche  il percorso difficoltoso, non lasciano sperare in un epilogo felice. L’idea di costruire un polo dove potessero convivere e reciprocamente sostenersi, potenziarsi e vivificarsi anime diverse, ma tutte accomunate dall’idea della necessità modernizzazione della società e dell’economia, della riduzione delle ingiustizie, dell’eguaglianza delle opportunità, del progresso sociale e umano… era un’idea potente, quella giusto per rilanciare l’Italia nel mondo.
La pretesa di realizzarla senza intervenire sulle peggiori caratteristiche umane e sociali che l’Italia la stavano portando a fondo, fu pura illusione, una pericolosa illusione.
Fin dalla sua costituzione il PD ha privilegiato i personalismi e mortificato le idee e i progetti. Ha fatto attenzione a scrivere programmi, tralasciando del tutto i processi, la loro analisi e la ricerca dei soggetti giusti per accompagnarli e gestirli al meglio. Ha accreditato l’idea che fare politica è “mediare” fra interessi contrapposti, mettendo sullo stesso piano quelli pubblici  e quelli privati; ha abbandonato l’idea di un partito come fucina di competenze, termometro della società e centro di elaborazione di proposte politiche e di selezione del personale adatto a realizzarle al meglio. Oggi, a qualche anno dal debutto, il PD non cresce più significativamente nemmeno in presenza della evidente dissoluzione del fronte avverso e del quadro politico nel suo complesso, forse perché si è strutturato specularmente all’antagonista, non so.
So però che un partito che esclude sistematicamente chi canta fuori dal coro, che piega le regole alla battaglia fra personaggi e famiglie, dove tutti si comportano come gli scolaretti che salgono sull’autobus con meno posti dei partecipanti alla gita, è un partito che è destinato a divenire irrilevante, elettoralmente e politicamente. Il PD sta già diventando irrilevante sul piano della cultura politica - che sta spostando il suo baricentro fuori da quel mondo, pur spondato e sostenuto dai mass media come nessun altro –, lo stesso per quanto riguarda le aspettative circa la sua capacità di risolvere i problemi del paese. E’ in affanno in quanto a coerenza e selezione del personale politico, se rinuncia ancora a essere una moderna forza popolare, inclusiva e ben aerata… davvero non serve più a nulla. Essere uno specchio dei mali atavici del paese (clientelismo, familismo, pavidità, gregarismo, populismo…) non è mai un buon requisito per candidarsi a  governare il cambiamento, quello che serve a far uscire l’Italia dalla disperazione di oggi. Il PD si candida a questa sfida da troppi anni e quel che ha fatto finora non incoraggia e ben sperare nel futuro.
Scrive su fb il giovane capogruppo PD della mia città:
Una volta per socializzare e conoscere persone si andava in discoteca o comunque in qualche locale ricreativo. Nel 2013 invece si va nei circoli del Pd quando c'è congresso. Il 60% delle persone che sono venute a votare oggi, nonostante siano tesserate, non le conosco!”.
Credo che esprima il disappunto per una cattiva performance della sua cordata di riferimento. Sennò vorrei chiedergli dov’era lui quando il suo partito prima stabiliva regole per le primarie e poi le cambiava perché un candidato avrebbe potuto sopravanzare il loro, dov’era quando il Consiglio comunale votava la palese violazione di regole importanti, dov’era quasi due anni fa mentre i clienti si accodavano alle file dei cittadini normali per le primarie, dov’era quando il suo partito escludeva dalle liste tutti gli altri candidati e i loro supporter, eccetera. Ecco: è questo scandalizzarsi a fase alternata che distrugge la credibilità delle persone e delle forze politiche che rappresentano e in cui militano. Non è mica difficile da capire…
Mariano



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