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MATTEUCCIO DA FIRENZE di F. Maletti

Si sta entrando nel vivo delle primarie del PD e schierarsi a favore di uno dei contendenti è e sarà lo sport di questi tempi. Franco ne parla con la solita schiettezza…
Chi rottama cosa?
Di concreto si sapeva nulla di lui, fino a quando alcuni mesi fa è apparso sul giornale un articoletto che dava notizia delle dimissioni, in Firenze, di un suo assessore che, nel motivare la sua decisione, dichiarava: “Pensavo che un sindaco eletto avesse il dovere di mettersi al servizio della Città, e non che la Città dovesse mettersi al servizio del sindaco così come in Firenze sta avvenendo…”.
Caspita!” ho pensato ”Ecco un sindaco che in politica sa quello che vuole per sé: al punto che pur di aumentare il proprio potere è pronto a dimenticare le più elementari regole democratiche e le stesse ragioni della sua elezione”…
Evidentemente sbagliando, consideravo questa persona uno dei tanti sottoprodotti della sottocultura politica destinati in un tempo più o meno breve all’oblìo. Magari mandato a casa dagli stessi fiorentini. Che, non dimentichiamolo, a suo tempo lo avevano eletto perché facesse il sindaco: e non, in quanto “genio incompreso della politica”, con il mandato a rivoluzionare l’intero mondo.
Poi ci sono state le sue apparizioni televisive, tanto care a certi programmi di intrattenimento usi fare “audience” portando alla ribalta fenomeni politici da baraccone. Fenomeni spesso così accalorati nel presentare le loro stupidaggini da attirare le menti più deboli davanti al televisore con argomenti il cui picco culturale è a livello della “chiacchiera da bar”. Ma proprio per questo così “potenti” da illudere questi ascoltatori di essere tutti dei geni della politica. Con le conseguenze, peraltro, che ben conosciamo da circa venti anni.

Personalmente ritengo Matteo Renzi una persona malata, la cui malattia si chiama “mitomania vanitosa”. La mitomania vanitosa non si cura assecondando il paziente, ma al contrario ignorandolo. E, soprattutto, non bisogna mai affidargli incarichi di responsabilità, perché questi ridurrebbero il suo ego impossibile da controllare. Ecco perché penso che dietro al Matteuccio da Firenze ci sia qualcuno che sta sfruttando la sua malattia, utilizzandolo come Puffo per sempliciotti in grado di mettere in difficoltà il Partito Democratico. E, chissà, magari ridurne la percentuale di consenso alle prossime elezioni in modo tale da illudere Berlusconi e il Pdl, o quel che ne resta, di una possibile rimonta. Per parte mia, osservo che copiare il programma di Bersani, per poi sostenere che “la rottamazione è l’unica differenza sulla quale discutere nei dibattiti delle primarie”, è una “genialata” del peggior Berlusconi possibile.

Io non so quanti soldi girino dietro al Matteuccio, né da quale parte arrivino. Ma sicuramente sono tanti. E in genere, così come avviene in America da sempre, chi “finanzia” e ti consente di essere eletto, subito dopo vuole recuperare i soldi che ha investito sostenendoti. E con una persona che, se eletta, considera subito dopo gli elettori “al suo servizio”, recuperare i soldi investiti si valuta sia molto più facile.
Tutte queste cose spiegano perché quella di Matteuccio da Firenze stia diventando una cavalcata trionfale.

Ma soprattutto perché oggi tanti opportunisti operanti in politica comincino a fare “outing” in suo sostegno. E’ la solita vecchia storia, che ha come principio una regola matematica: quella che lo zero vale niente se non ha un numero davanti. E oggi, quasi insperatamente, tanti “zero” impazienti, destinati a rimanere tali perché, a detta loro, “non valorizzati”, e che si ritengono frustrati nelle loro ambizioni, vedono in Matteo Renzi la “cifra” in grado di farli diventare finalmente importanti.
Dio ci salvi dai megalomani e dagli opportunisti !



F. Maletti
11 ottobre 2012
franco.maletti@libero.it
















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