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NANI E BALLERINE

La fascia tricolore

C’è stato un tempo in cui la fascia tricolore – esibita dalle autorità nelle cerimonie ufficiali, come prescrive il protocollo – serviva a ribadire che il Comune è un pezzo di Stato, la sua proiezione più vicina al cittadino.
Il Comune, però, non è il cittadino, perché cura l’interesse pubblico, che supera quello di ogni singolo soggetto che costituisce la società e lo comprende.
C’è stato un tempo (erano gli anni ‘80, quelli della Milano da bere) in cui i politici si circondavano di gente adorante, così da sentirsi più importanti e potenti. Per analogia con quanto accadeva nel Medio Evo, la pletora di parassiti adoranti venne allora definita di “nani e ballerine”, figure buone per rallegrare la corte nelle serate d’inverno.
Quello era il Medio Evo, ma cosa c’entra la fascia della Repubblica con tutto questo? Bello che gli amministratori festeggino una attività come una nuova scuola di ballo (auguri di fortuna e successo anche da me), ma l’esibizione della fascia nell’occasione dimostra qual è l’attaccamento dei politici al valori della Repubblica.
Tutta un’allegra festa, ma sotto la fascia… niente!

Mariano



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