ANTIMAFIA E POTERE, UN RAPPORTO CONTROVERSO. UNA STORIA

6 ago 2018

ANTIMAFIA E POTERE, UN RAPPORTO CONTROVERSO. UNA STORIA


Una brutta storia coinvolge direttamente un'organizzazione, Libera, a cui sono molto legato, e una persona che la rappresenta con cui ho condiviso battaglie e idealità

Un dettagliato post di Alberto Crepaldi sul Fatto del 27 luglio  racconta una storia, ambientata a Modena, che ha come protagonisti Libera - nelle persone della sua vicepresidente nazionale Enza Rando e di Maurizio Piccinini referente provinciale della stessa associazione - e Giuseppe Leonelli, direttore di Prima Pagina, un quotidiano di Parma chiuso un anno e mezzo fa dall'editore, vicino al PD.
Siamo a inizio 2014 quando, in un lungo e dettagliato resoconto sui rapporto fra Enza Rando e il sistema di potere di Modena, Leonelli mette in luce intrecci, incarichi e prebende che legano il PD locale alla vicepresidente dell'associazione.
Da lì le domande che lo stesso Leonelli formulava a chiusura del suo pezzo: "[...] Pur lasciando a Libera la ‘purezza’ predicata da don Ciotti, sulla quale non abbiamo dubbi, quanto la leader modenese Rando ha beneficato del suo ruolo nell’associazione per ottenere incarichi istituzionali nella Regione di Bonaccini e non solo? Nulla di illecito ovviamente, ma è questione di opportunità. Se la legalità non è nè di destra nè di sinistra, l’accettare incarichi politici quanto vincola? Se l’essere avvocato di Libera apre porte di successo ed economicamente vantaggiose, il dire sì alle prestigiose proposte targate Pd non toglie forse libertà al ruolo chiave che la Rando stessa ha nella associazione? [...]".
Dunque una squisita questione di etica applicata alla politica, giusto il campo di Libera. Solo che il responsabile modenese dell'associazione nel novembre 2016 prima risponde (leggi), poi denuncia il giornale (marzo 2017) per diffamazione a mezzo stampa. Ovviamente, data la scivolosità del tema, le accuse al giornalista di essere al servizio della mafia sono puntualmente arrivate a condire una polemica già molto rovente.
Adesso l'epilogo:il 4 luglio scorso il  Gip di Modena ha invitato il Pm a formulare l’imputazione per il reato di diffamazione nei confronti del referente di Libera Modena Maurizio Piccinini. In pratica l'accusa si è rovesciata su chi, invece di rimanere nell'ambito della battaglia etica e politica, ha scelto la strada della denuncia, magari per far tacere il giornalista.
Ho conosciuto Enza Rando 25 anni fa: lei vicesindaco di Niscemi, io sindaco di Grugliasco appena eletto dopo lo tsunami della tangentopoli piemontese. Chiese aiuto ad amministratori sensibili al tema della legalità per impedire che la nuova scuola in costruzione venisse smontata nottetempo dai malavitosi locali. Da lì un lungo percorso di sensibilizzazione culturale e di lotta, a volte anche fisica per affermare, tutto dove fosse possibile, l'idea che un paese migliore si costruisce rispettando la democrazia e facendo valere le regole.
Enza è davvero quello che è scritto nel comunicato di Libera al giornale: "[...]  è la donna che, giovane vicesindaca della sua Niscemi, dormiva nelle scuole della città sfidando i mafiosi che di notte le vandalizzavano per impedirne l'apertura. Enza ci ha insegnato il rispetto per le persone e per le istituzioni, quando a Niscemi ha ospitato la Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, il 21 marzo 1997. Enza ha sostenuto e accompagnato Ninetta durante il processo contro gli assassini di suo figlio Pierantonio Sandri. Enza ha testimoniato al processo contro Carlo Cosco e i suoi complici, condannati per l'omicidio di Lea Garofalo. Enza ha sostenuto Denise, figlia di Lea, nello stesso iter processuale, fino alla conferma delle condanne in Cassazione. Enza, avvocato, ha ottenuto l'ammissione di Libera come parte civile nei processi di mafia, insegnando a tutti l'importanza di presenziare ai processi per presidiare legalità e giustizia. Enza mette quotidianamente a disposizione le sue competenze per la protezione delle donne di 'ndrangheta che, sull'esempio di Lea, abbandonano il mondo della criminalità. Enza viaggia in continuazione da nord a sud per rappresentare Libera, e non solo Libera, nei processi contro il crimine organizzato. Enza, i mafiosi, i camorristi, gli 'ndranghetisti, siano essi sedicenti persone normali, o imprenditori, o politici, li guarda in faccia tutti i giorni nei processi [...]".
Proprio per questo è incomprensibile l'atteggiamento di Libera: chi ha sfidato e sfida quotidianamente i malavitosi e i mafiosi deve essere criticabile e deve rispondere alle critiche con la stessa umiltà che propone quando spiega ai ragazzi delle devastazioni umane e sociali dell'illegalità.
Con lei e altri amministratori pubblici a metà degli anni '90 fondammo Avviso Pubblico, un'associazioni di enti pubblici. Scopo sociale: contribuire all'affermazione dei valori della trasparenza e della legalità, attraverso la pratica amministrativa e la promozione di iniziative di educazione al rispetto delle regole e della collettività. Enza ne è stata presidente e siede anche oggi in uno degli organi direttivi dell'associazione.
Il presidente di Avviso Pubblico si chiama Roberto Montà ed è il sindaco di Grugliasco (TO). Due anni fa si scoprì che da 4 anni non pagava la spazzatura e, nonostante gli fosse stata più volte notificata la "dimenticanza" si risolse a liquidare le sue pendenze solo quando la notizia finì su tutti i giornali e non prima di aver dato la colpa alla moglie, nonostante le ricevute delle notifiche riportassero la sua firma. Il PD lo ha lo stesso ricandidato e Avviso Pubblico - messa allora prontamente al corrente del comportamento del soggetto - continua ad averlo come presidente. Ecco come vengono i dubbi...
Mariano