02/26/09

giovedì, febbraio 26, 2009

Cip6, incontro in Cascina.


Richiesta di rimborso a Enel, Iride, Aem e al Gestore dell'energia (Gse) dei fondi Cip 6, destinati dall'Europa allo sviluppo delle energie rinnovabili, "illecitamente attribuiti dal 1992 a oggi a inceneritori e altri impianti che usano fonti non rinnovabili".
E' questo lo scopo della serata "Cip6 o ci fai?", in programma venerdì 27 febbraio alle ore 21 presso la Cascina Roccafranca di via Rubino 45 a Torino. Organizzato da Rete nazionale rifiuti zero, No Inc Torino e Coordinamento ambientalista rifiuti Piemonte, l'appuntamento dà voce alla richiesta di rimborso della quota A3 (il 7 per cento del totale della bolletta elettrica) che, dal 1992 a oggi, sarebbe dovuto servire a finanziare per legge lo sviluppo di energia da fonti rinnovabili (solare, eolica, eccetera). In realtà, almeno l'80 per cento di queste somme - pari a quasi 45 miliardi di euro è stato dirottato altrove.
Ecco pertanto la battaglia per ottenere il rimborso: "Se vinceremo la causa - assicurano gli attori dell'iniziativa - vi verranno restituiti i soldi e con gli interessi. Soprattutto, per una volta, avremo detto no alle truffe che ci propinano continuamente". Altre informazioni su www.dirittoalfuturo.it
 
 

Referendum? Il 6 e 7 giugno.


 
 
Organizzare i referendum abrogativi sabato 6 e domenica 7 giugno. Utilizzare le somme che sarebbero state impiegate per organizzare gli stessi referendum in altra data a favore dei lavoratori più deboli attraverso la rivisitazione dell'accordo sugli ammortizzatori sociali presso la Conferenza Stato/Regioni.
Sono queste le due richieste contenute nell'Ordine del giorno presentato oggi dal consigliere regionale del gruppo "Insieme per Bresso", Mariano Turigliatto. L'Ordine del giorno prende origine dal mancato abbinamento dei referendum abrogativi alle elezioni amministrative ed europee del 6 e 7 giugno: "Una decisione - scrive Turigliatto - che comporterebbe un aggravio per le casse dello Stato stimabile nei soli costi diretti (remunerazione dei presidenti di seggio e scrutatori, costo di trasporto delle schede, costo del personale di sicurezza) in 200 milioni di euro, pari all’ammontare della cosiddetta Social Card. Senza contare - aggiunge Turigliatto - che il tutto comporterebbe il rischio di richiamare alle urne i cittadini tre volte in due settimane, considerando anche l’eventuale secondo turno delle elezioni amministrative".
I tre referendum abrogativi relativi alla legge elettorale per Camera e Senato della Repubblica riguardano: il premio di maggioranza alla lista più votata, l'innalzamento della soglia di sbarramento e l'abrogazione delle candidature multiple.